30 LUG 2002

Economia: Addio a Rudi Dornbusch, celebre economista amico dei radicali

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Si è spento a Washington uno dei padri dell'economia politica moderna.

Nel 2000 supportò l'iniziativa dei referendum economici dei radicali30 luglio 2002 - Era malato da qualche tempo di un tumore, a renderlo noto il MIT, l'istituto presso cui lavorava come professore.

Rudiger Dornbusch, uno dei massimi esperti di gestione delle crisi economiche e dei mercati dei capitali internazionali, è deceduto all'età di sessant'anni, il 26 luglio scorso, nella sua casa di Washington.Iper-liberista con laurea in Scienze Politiche"Rudi" Dornbusch era nato a Krefeld in Germania nel 1942 e si era laureato
in scienze politiche a Ginevra nel 1966 e specializzato in economia a Chicago nel 1971.

Quattro anni dopo aveva cominciato a insegnare al prestigioso Massachusetts Institute of Technology, diventando professore ordinario nel 1978.Il suo principale contributo all'economia, pubblicato per la prima volta in uno studio del 1976, riguarda i mutamenti nella politica monetaria di un Paese che, secondo lui, tendono ad avere molta più influenza sul tasso di cambio della moneta nel breve termine che nel lungo.Dornbush è stato autore di uno dei manuali universitari di economia più diffusi fra gli studenti del mondo.In linea di massima, la sua filosofia economica era improntata ad un laissez-faire del mercato con ampia libertà per i singoli individui di poter intraprendere un'attività economica, con i lavoratori sottoposti ad un regime di massima flessibilità.Forti critiche all'ItaliaQueste sue convinzioni lo avevano portato, ultimamente, ad assumere una posizione molto critica nei confronti della politica economica dell'Europa in genere ma soprattutto dell'Italia.

Troppo legata, secondo il suo punto di vista, ad un sistema di protezioni e burocrazia che impedisce al meglio lo sviluppo del libero mercato.Nel 2000 Dornbusch si era avvicinato ai radicali, e in particolare aveva deciso di supportare i tre referendum economici dei 20 presentati nell'ultima campagna referendaria: quello per la liberalizzazione dei contratti del lavoro, per la privatizzazione del collocamento e quello per l'abolizione dell'art.18.Dei tre referendum Dornbusch aveva detto: «I referendum sono importantissimi proprio perché sottolineano quanto sia importante la libertà di scelta e quanto questa permetta di raggiungere una performance economica migliore».Sistema economico americano vs europeoDornbusch rimproverava all'Europa di essere troppo legata a vincoli di assistenzialismo, che tradotto significa al suo sistema di Welfare diffuso, ma in particolare si scagliava contro l'Italia accusandola di essere il fanalino di coda della crescita economica del Vecchio Continente, con percentuali ben al di sotto del 3%; soglia dall'economista considerata, per gli Usa, di recessione.Il sistema della New Economy, secondo l'economista, aveva permesso negli Stati Uniti una forte responsabilizzazione dei singoli, che, a sua detta, a volte nemmeno finivano l'università pur di inizare una attività economica; in più, una completa flessibilità della manodopera permetteva ricambio e mobilità, e quindi meno vincoli e regole.In merito alla povertà negli Usa e ai rischi che un tale sistema comportava per la sicurezza, Dornbusch rispondeva affermando che in Europa, nonostante tutti i sistemi di ammortizzatori sociali, questa era ugualmente presente e con le stesse percentuali.

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