02 SET 2002

Governo: Tremonti alla festa Tricolore di Mirabello

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 9 min

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Rispetteremo il patto per l'Italia, ridurremo il numero delle imposte da 100 a 8, e poi, assicura Tremonti, faremo un paradiso fiscale: ma per i poveriMirabello (Ferrara), 2 settembre 2002 - Dalla festa Tricolore di Alleanza Nazionale, il ministro dell'Economia Tremonti, in un intervento "banale e tecnico", come l'ha definito, ha illustrato a grandi linee la riforma fiscale che il governo della CDL ha assicurato porterà a compimento durante il suo mandato.Da 100 a 8 imposteTre i principi chiave su cui si baserà la riforma: la semplificazione, dalle persone alle cose, dal centro alla periferia.

Per il primo punto l'obiettivo è la riduzione delle imposte: «La semplificazione resta la grande barriera» - ha detto Tremonti - «noi siamo convinti di ridurre le imposte che ci sono da 100 a 8.

Con 8 procedure di pagamento.

Vogliamo fare di tante leggi un solo e più semplice codice fiscale».«Dal centro alle periferie» - ha spiegato il ministro - «è più complesso.

Nel '94 avevamo pensato, esempio, siccome le regioni hanno competenze sanitarie diamo competenza fiscale alle regioni sulla sanità».

In parte si è fatto ma poi è stata introdotta l'Irap, ha detto Tremonti, e le cose sono un po' cambiate.

«E adesso cerchiamo di smontarla.

L'Alternativa è ridurre il suo carico», ha assicurato.Per quanto riguarda persone e società, ha spiegato il ministro, le imposte dirette non sono tutto; esiste un'efficacia di ridistribuzione ricchezza anche con le indirette.

E il diritto societario è stato definito ancora "tremendamente complesso"Un paradiso fiscale, per i redditi bassiPer i redditi la tassazione funzionerà così: «Da zero a venti milioni di vecchie lire è tendenzialmente zero» - ha detto Tremonti - «poi varia comunque secondo la composizione familiare.

Da venti a 200 milioni il 23%, sopra i 200 il 33%.

Con l'idea di trasformare le detrazioni di imposta che sono tantissime e complicatissime in semplici deduzioni e concentrare queste sui redditi più bassi».«Inoltre ridurremo la tassazione sui depositi bancari e sui c/c postali».

E qui Tremonti ha risposto a coloro che lo accusavano con questo sistema di favorire i ricchi e creare per loro un vero paradiso fiscale.

«In realtà sono i poveri gli unici che hanno i conti correnti, soprattutto alle poste.

Gli altri, i ricchi, hanno forme sofisticate d'impiego al 12,5.

A me sembra si un paradiso fiscale, ma per i poveri»«Nel patto per l'Italia» - ha inoltre affermato il ministro - «c'è l'impegno a ridurre le tasse a partire dai redditi più bassi.

Con i due fondamentali collegati, la riforma del mercato del lavoro e quella fiscale, abbiamo impostato la finanziaria dell'anno scorso.

Ed è ciò che abbiamo sottoscritto adesso con le parti sociali».

Ed è anche ciò che serve, ha assicurato ancora Tremonti, per adeguare l'Italia al sistema fiscale e lavorativo europeo stabilito prima a Barcellona e poi a Siviglia.Se detassi, il ricco non se ne accorge e il povero va a far la spesaCon questo sistema di tassazione e riduzione per i redditi più bassi Tremonti non ha dubbi: «Il punto è, se a un ricco gli riduci le imposte nemmeno se ne accorge, se le riduci a un povero corre a far la spesa.

E sale la domanda».«Per le società invece» - ha proseguito il ministro - «abbiamo in mente di realizzare un modello simile a quello tedesco, con aliquota del 33%».

E a questo proposito ha spiegato che con la riduzione già fatta della tassa di successione si sono agevolate quelle piccole e medie imprese che, ha affermato Tremonti, rappresentano la maggioranza delle imprese produttive del paese.«Abbiamo eliminato l'imposta di successione, che è stato un atto di giustizia» - ha detto Tremonti - «perché prima uno che aveva un miliardo in bot non pagava e uno che li aveva in un capannone pagava.

E poi in un paese come il nostro la grande industria la saltava, mentre sulla piccola e media impresa, quella familiare, nella catena del rapporto da padre a figlio l'imposta andava a colpire quasi sempre una parte del valore creato dal figlio affiancato al padre».De-tax, l'altra faccia della Bossi-FiniTremonti ha parlato anche della De-Tax, il sistema di detassazione illustrato ieri a Johannesburg da Silvio Berlusconi che, per il governo della CDL, rappresenta un sistema di aiuto ai paesi poveri.

«La de-tax» - ha detto Tremonti - «è l'esclusione da imposta dell'1% dei consumi se, d'accordo, negoziante e cliente lo destinano a finalità morali, fondamentalmente d'aiuto per i paesi del terzo mondo».Secondo il ministro per l'economia la De-tax è diventata o può diventare l'alternativa alla tobin tax.

«Noi siamo convinti» - ha poi concluso - «che un meccanismo di questo tipo qualifichi l'Occidente in una fase di cambiamenti che è molto più intensa e drammatica di quanto uno possa immaginare.

Ed è l'altra faccia della medaglia della Fini-Bossi, cioè gli aiuti a casa loro».

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  • Alberto Carion (AN Ferrara) coordinatore

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:01 Durata: 5 min 20 sec
  • Alberto Salerno (capogruppo AN Camera)

    0:06 Durata: 8 min 20 sec
  • Riccardo Pedrizzi (Presidente Commissione Finanze Senato)

    0:15 Durata: 22 min 28 sec
  • Giulio Tremonti (Ministro Economia)

    0:39 Durata: 33 min 45 sec