08 FEB 2003

Lavoro: I licenziamenti del 1953 a Terni (con Cofferati e Reichlin)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 13 min

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Terni, 8 Febbraio 2003 - IL 12 dicembre 1952 vengono licenziati alle Acciaierie di Terni 747 lavoratori.

E' l'inizio di un processo che si concluderà il 15 dicembre 1953 con l'espulsione di altri 2.000 occupati.

Gli storici concordano sul fatto che il carattere dei licenziamenti, grazie ai quali vennero espulsi dall'azienda militanti politici e sindacali legati alle forze di opposizione, fu discriminatorio.

E proprio a Terni, su questo fatto storico, la Camera del lavoro ha organizzato un dibattito al quale hanno partecipato molti nomi noti del sindacalismo, del giornalismo e della storia della
sinistra italiana.Al centro della discussione, che ha visto di fronte gli storici Renato Covino e Adolfo Pepe, Valentino Parlato del 'Manifesto', Mario Giovannetti, segretario generale Cgil Umbria, Alfredo Reichlin, militante comunista e presidente della Fondazione Cespe e soprattutto Sergio Cofferati, il ruolo del movimento operaio ma soprattutto le lotte, intese da una parte al miglioramento delle condizioni materiali e dall'altra alla conquista di sempre nuovi diritti (e difesa della propria dignità, come ricordato da Cofferati).Un parallelismo con la situazione attuale di molti lavoratori è stato inevitabile da parte dei convenuti, con Cofferati che ha parlato dell'attualità come di 'un processo pericoloso che partendo dal degrado di una parte consistente del sistema produttivo italiano può portare al ripetersi di quel passato di cui stiamo parlando'.

Mentre da Reichlin e venuto l'auspicio che, visto il carattere di conquista di diritti avuto dal movimento delle lotte operaie (in cui sindacalisti e politici di sinistra erano molto più uniti di adesso, ha ricordato), nuovi strumenti politici di lotta vengano messi in campo al fine di 'civilizzare il capitalismo' così da far assumere al riformismo il 'suo sapore forte'.

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