02 MAR 2003

Sofri: Intervista ad Alessandro Gamberini, difensore di Adriano Sofri

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 16 min 31 sec

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Roma, 2 Marzo 2003 - Intervista di Lorenzo Rendi ad Alessandro Gamberini, uno dei difensori di Adriano Sofri, che ha spiegato le motivazioni del rifiuto espresso prima dalla magistratura di sorveglianza e poi dal ministero di Giustizia a concedere un permesso richiesto da Sofri per recarsi a deporre davanti alla Corte Europea di giustizia di Strasburgo.Gamberini ha spiegato che la magistraturta di sorveglianza ha addotto motivazioni formali per non concedere a Sofri un permesso come uomo libero; il permesso premio infatti, valendo come esecuzione di pena, sarebbe equivalso ad un'esecuzione della pena all'estero.

Il rifiuto del ministero italiano di tradurlo a Stasburgo da prigioniero invece, ufficialmente negato per motivi di sicurezza e ordine pubblico, per Gamberini resta 'un'ottusità per cui non so comprendere le ragioni'.L'avvocato difensore ha spiegato le tre motivazioni per cui è stato fatto ricorso alla Corte Europea denunciando la violazione dell'art.6 (cioè dell'imparzialità del giudice italiano nel processo che ha condannato Sofri, Bompressi e Pietrostefani per l'assassinio del commissario Calabresi).Primo: conflitto d'interessi: 'Sofri Bompressi e Pietrostefani sono stati giudicati in primo grado da una Corte d'assise presieduta da un giudice il quale al momento che stava giudicando era stato nominato vicecapo procuratore di Milano, di quella procura cioè che stava procedendo in quell'aula all'accusa contro gli imputati'.Secondo: 'il giudice Pincioni che ha redatto la sentenza di assoluzione nel'93 l'ha suicidata rendendola deliberatamente contraddittoria; 386 pagine, di cui 382 dedicate a sostenere che Sofri e gli altri sono responsabili del delitto e nelle ultime 4 pagine si dice che forse c'è qualche dubbio'.Terzo: 'Nel '95 la corte presieduta dal dott.

Della Torre e che ha condannato i tre, ha manifestato un atteggiamento pregiudizialmente colpevolista; con pressioni sul Consiglio giudicante per convincere i giurati a condannare'.

Secondo Gamberini, se la Corte Europea dovesse pronunciarsi a favore di Sofri, lo Stato italiano dovrebbe porre un rimedio e rivedere il processo.

E ha ricordato come alcuni Stati prevedano che questo possa svolgersi di nuovo e proprio di fronte alla Corte Europea.

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