18 AGO 2003

Speciale Adriano Sofri

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 sec

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Di Adriano AngeliniIl 16 Luglio del 2003, dalla colonne del Corriere della sera, il neo direttore Stefano Folli lancia un appello a Ciampi per la concessione della grazia ad Adriano Sofri.

Il giorno dopo la stessa cosa viene fatta dal direttore del settimanale Panorama, Carlo Rossella.

In un incontro avvenuto il 18 Luglio 2003, fra Ciampi e il ministro della Giustizia Castelli, il presidente della Repubblica fa sapere che per poter concedere la grazia a Sofri è necessaria la richiesta del Guardasigilli.

Per il ministro Castelli, che risponde il giorno dopo tramite un articolo pubblicato sul
quotidiano leghista La Padania, la questione non si pone.

Lui è contrario, e non la presenterà.Dal gennaio 1997, quando fu emanata dalla Corte di Cassazione la sentenza definitiva di condanna a 22 anni di reclusione ai danni di Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani, con l'accusa di essere i responsabili dell'omicidio del commisario Calabresi, diverse iniziative si sono succedute per chiedere la loro scarcerazione o la grazia.

Inizialmente sono stati i comitati Liberi Liberi che il 15 Febbraio, subito dopo l'arresto per la condanna definitiva dei tre, hanno organizzato a Pisa una manifestazione per la loro scarcerazione.

In seguito si sono succeduti appelli e digiuni che hanno visto protagonisti uomini politici di orientamento trasversale, affiancati da personaggi della cultura e dello spettacolo.

Subito dopo la loro incarcerazione Ettore Gallo, presidente emerito della Corte Costituzionale, preparò una domanda di grazia con la collaborazione di altri noti giuristi.

Ma è nel Febbraio 1997 che la grazia venne richiesta ufficialmente, tramite una prima lettera appello, all'allora presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

La lettera venne firmata da vari esponenti politici e presentata in una conferenza stampa.

Il presidente della Repubblica Oscar Lugi Scalfaro rispose però con una sua lettera nella quale spiegava le motivazioni per cui era contrario all'iniziativa.

Tre giorni dopo, ricevendo i delegati dell'associazione Liberi Liberi che gli consegnano 160mila firme a sostegno dell'iniziativa, il presidente affidò un messaggio da portare a Sofri, Bompressi e Pietrostefani, nel quale affermava: 'Dite loro di continuare ad avere speranza'.

Nel 2000 una domanda di grazia fu presentata ufficialmente (e in forma riservata: lo si seppe molto tempo dopo) da Vittorio Foa, Mario Pirani, Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Carlo Ginzburg.

Analoga iniziativa, con una lettera, fu presa nello stesso anno da tre personalità polacche (Marek Edelman, Jacek Kuron, Karel Modzelewsi) particolarmente note: Edelman fu l’ultimo comandante della rivolta del ghetto di Varsavia, Kuron e Modzelewski protagonisti storici (e per questo più volte incarcerati) dell’opposizione al regime polacco.

Oggi sono tre dei soli quattro polacchi insigniti dell’Aquila bianca, la più alta onorificenza del loro Paese.

l'11 ottobre del 2000 fù la volta del giornalista Indro Montanelli, insieme a Vittorio Feltri e Giuliano Ferrara, a lanciare un appello per la grazia ad Adriano Sofri, nel frattempo tornato in carcere.

Il 12 Luglio del 2000 Ovidio Bompressi, in gravi condizioni di salute, ha presentato domanda di grazia al nuovo capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi; iniziativa subito appoggiata dal deputato Franco Corleone e da Marco Pannella.

La richiesta ha incontrato però un primo rifuto da parte del ministro Castelli.

Ma le iniziative sono proseguite.

Il 13 Marzo 2002 in una conferenza stampa viene presentato il digiuno a staffetta 'contro la rassegnazione e l'oblio', cominciato il 28 Gennaio, per la condizione di Sofri e Bompressi.

Sul fronte istituzionale poi l'8 Novembre del 2002 il presidente del consiglio Silvio Berlusconi in una lettera al Foglio aveva già espresso il suo parere favorevole alla concessione della grazia ad Adriano Sofri.

Nell'estate del 2002 Adriano Sofri compie 60 anni e il digiuno contro l'oblio è proseguito con l'adesione di migliaia di persone.

Successivamente 40 senatori di tutti i gruppi parlamentari ad esclusione di Lega Nord e An chiedono un'istruttoria in merito alla concessione della grazia ad Adriano Sofri.

L'ultima iniziativa in ordine di tempo, prima dell'appello di Stefano Folli è avvenuta il 24 Marzo 2003 con un nuovo appello per la grazia ad Adriano Sofri lanciato da alcuni parlamentari (primo firmatario Enzo Bianco della Margherita) al presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Per le informazioni contenute in questa pagina si ringrazia Gianni Sofri.

leggi tutto

riduci