20 AGO 2003

Sofri: Intervista a Filippo Mancuso, ex ministro della Giustizia

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 13 min 35 sec

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Roma, 20 Agosto 2003 - "Il potere di grazia è esclusiva attribuzione del Presidente della Repubblica, e tutte le altre norme al di fuori di questa sono norme procedimentali".

E' la premessa dell'ex ministro della giustizia Filippo Mancuso, intervistato da Radio Radicale sulla questione della grazia a Sofri.

Secondo Mancuso "il Presidente della Repubblica può, essendo titolare di un potere autonomo, chiedere al ministro l'istruttoria di una determinata grazia che abbia in mente.

E il ministro non può non procedere all'istruttoria".Quanto al parere del guardasigilli, "non è vincolante perché
non è un parere in senso tecnico.

E' una attività istruttoria, una attività strumentale ad arrivare la grazia.

Il ministro ritiene evidentemente, e con lui purtroppo altri uffici, che la condizione della proposta sia una condizione sine qua non.

Ma non è così questa convinzione è erronea", spiega Mancuso.E dunque "è erroneo da parte del Quirinale dire 'attendiamo una proposta'.

Il Presidente non deve attendere una proposta.

Certo, cortesia istituzionale da parte del Ministro vorrebbe l'accoglimento di questa sollecitazione che viene dal Presidente della Repubblica, ma se questo non avviene resta quello che diceva Pannella: il potere di grazia è, nella sua sostanzialità, nelle mani del potere del presidente della Repubblica".

Se il ministro si rifiuta di controfirmare "E' un caso non giuridico ma politico" - spiega Mancuso - "e sarà il Governo, il Presidente del Consiglio, a dire se è con o contro il ministro".A testimonianza della "autonomia" della decisione del Presidente, Mancuso ha evocato "un precedente, quello della presidenza Gronchi, che decise fosse esaminata la posizione di tutti gli ergastolani allora detenuti, affinché si potesse concedere ai casi piu' gravi la grazia".

Mancuso racconta che fu "il ministro Gonella ad istruire la pratica, e per taluni fece la proposta di grazia, per altri non la fece, per altri ancora non disse nulla.

Lo so perché il magistrato incaricato di questa prima indagine fu proprio il sottoscritto, che ricorda benissimo che il potere del Presidente fu esercitato, concendendo o negando la grazia, in modo del tutto indipendente rispetto alla proposta del Guardasigilli.

E talora persino in modo indipendente rispetto agli interessati...".

Infatti ci fu un "vecchio ergastolano detenuto da molti anni, che rifiutò la grazia che autonomamente il Presidente Gronchi gli aveva concesso.

Il Presidente della Repubblica - conclude Mancuso - potrebbe utilizzare questo precedente a rafforzamento della autonomia della sua autorità in materia di grazia".

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  • Introduzione di Lorenzo Rendi

    Indice per argomenti
    0:00 Durata: 44 sec
  • Il potere di grazia è esclusivo del Capo dello Stato

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  • Il parere del Guardasigilli non è vincolante, ma l'atto di grazia deve essere controfirmato

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  • Il Capo dello Stato può chiedere la grazia motu propri

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  • Se il ministro si rifiuta di controfirmare il caso da giuridico diventa politico

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