16 LUG 1977

Speciale nucleare: Resoconto del Convegno «Per un modello alternativo di società, no alla crescita nucleare»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 sec
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

SOMMARIO: Il resoconto del Convegno "per un modello alternativo di società, no alla crescita nucleare" che si è tenuto a Roma dal 1 al 3 luglio 1977 su iniziativa del gruppo parlamentare radicale e le sue conclusioni politiche.

La costituzione della Lega per l'energia alternativa e l'impegno antinucleare del Partito radicale.

(NOTIZIE RADICALI n.

163, 16 luglio 1977) di Mario Signorino Dal 1 al 3 luglio si è tenuto a Roma il convegno internazionale "per un modello alternativo di società, no alla crescita nucleare", organizzato dal Gruppo parlamentare radicale e dalla Lega per l'energia
alternativa e la lotta antinucleare.

Lega e convegno sono frutto dell'iniziativa congiunta dei compagni deputati e di "Prova radicale".

Come è perché è stata presa questa iniziativa? Quali prospettive politiche apre? In che rapporto si pone con l'azione del partito? "Come si è arrivati al convegno e alla Lega." Alla fine di febbraio usciva il numero speciale di "Prova radicale" dedicato all'indagine parlamentare sul problema energetico.

Agli inizi del movimento antinucleare, "Prova" colmava così un vuoto di informazioni attendibili sui programmi ufficiali, presentando un'analisi dettagliata dei resoconti stenografici e della documentazione raccolta dalla commissione Industria della Camera nel corso della sua indagine.

Era anche l'individuazione di quello che era e resta il problema centrale della lotta antinucleare: un'informazione corretta e accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Questa base documentaria permetteva al Gruppo parlamentare radicale di prendere posizione sul problema che, in quel momento, veniva dibattuto nella commissione Industria per l'approvazione del documento conclusivo dell'indagine.

Il 31 marzo il Gruppo pubblicava a proprie spese sul "Corriere della Sera" e su "Repubblica" un appello ai cittadini: "...rivolgiamo una richiesta di aiuto a tutte le donne e gli uomini del paese, quale che sia la loro posizione religiosa, morale, politica, perché chiedano anch'essi di sapere, di conoscere, di poter riflettere e giudicare, consigliare o scegliere prima che il Parlamento, obbediente a opzioni e interessi precostituiti, decreti per legge una scelta irreversibile o quanto meno follemente costosa per la società e ciascuno di noi...".

In pochi giorni rispondevano all'appello 5 mila cittadini di ogni parte d'Italia, che si dichiaravano disponibili a ogni iniziativa per la moratoria nucleare: si poteva così costituire un primo indirizzario e assicurare una base di partenza per il lavoro successivo.

In aprile il Gruppo radicale conduceva con Emma Bonino l'unica opposizione, in commissione Industria, l'approvazione del documento finale che accettava il programma nucleare del governo.

La convergenza di tutti gli altri partiti sulle posizioni filonucleari, il disinteresse totale dei deputati di Democrazia Proletaria non permettevano di giungere a risultati concreti; ma nella seduta conclusiva, il 28 aprile, l'opposizione di Emma trovava l'appoggio dei deputati socialisti Tocco e De Michelis, Tocco sarà poi tra i primi aderenti alla Lega, della cui presidenza fa ora parte.

Poco prima Emma aveva presentato alla presidenza della Commissione "50 punti senza risposta sul programma nucleare", che venivano dibattuti dai 14 esperti chiamati a discutere in commissione i problemi della sicurezza.

Sui "50 punti" il presidente Fortuna faceva redigere un voluminoso rapporto: un documento chiarificatore della superficialità delle posizioni ufficiali in materia energetica, che pubblicheremo in autunno.

Nello stesso tempo, la partecipazione alle lotte di Montalto di Castro contro le centrali e i rapporti stabiliti con i gruppi ecologici e di estrema sinistra impegnati sul terreno antinucleare, ponevano l'esigenza di allargare il nostro intervento su scala nazionale, e di stringere rapporti di collaborazione con il movimento antinucleare internazionale.

Si stabiliva così di partecipare al seminario internazionale di Salisburgo (29 aprile-1 maggio) "Per un futuro non nucleare", che riuniva i rappresentanti dell'opposizione antinucleare in tutti i paesi.

In questa occasione venivano stretti contatti con i principali movimenti e si concordava la partecipazione di un numero rilevante di essi a un convegno da tenere a Roma per il lancio di una Lega italiana.

La Lega antinucleare nasceva così come struttura di lavoro per l'organizzazione del convegno e, insieme, come indicazione di metodo per il futuro, con l'obiettivo dichiarato di costituire, senza pretese di egemonia o di schiacciamento dei gruppi esistenti, un punto di riferimento politico nazionale con saldi agganci all'estero, capace di superare i limiti delle azioni locali o di minoranza e di agganciare con il tempo strati scarsamente politicizzati ma sensibili all'opposizione "ecologista".

«Il convegno di Roma e la costituzione della Lega.

Il convegno è stato preceduto da una manifestazione spettacolo a Montalto di Castro la sera del 30 giugno, con interventi politici di Emma Bonino, del l'on.

Tocco del Psi, di Pietro Blasi e Plinio Bravetti del comitato cittadino di Montalto, e con un concerto di Gino Paoli e Francesco Messina.

Si è concluso la sera del 3 luglio con una grande manifestazione a Piazza Navona, in cui ha parlato anche Brice Lalonde, leader degli ecologisti francesi e nuovo spauracchio, per il suo peso elettorale (alle ultime amministrative, il 10 per cento dei voti) dei partiti di destra e sinistra.

Una mostra di tecnologie alternative, organizzata da Enrico Tedeschi davanti alla Sala Borromini, ha accompagnato i lavori per tutta la loro durata.

Strutturato secondo linee d'interesse costantemente intrecciate - politica, scientifica, di autodifesa legale -, il convegno ha registrato un'eccezionale partecipazione e ha costituito un momento fondamentale per lo sviluppo del dibattito antinucleare in Italia.

Per la prima volta, studiosi e militanti antinucleari hanno avuto l'opportunità di confrontarsi con i problemi, le esperienze e le informazioni tecnico-scientifiche acquisite in anni di lotte dai principali movimenti internazionali.

A parte i temi più propriamente politici, cui ha dato un contributo importante soprattutto Brice Lalonde, i lavori si sono concentrati sui problemi economici, politici e di sicurezza connessi alla scelta nucleare, e su ipotesi realistiche di risparmio energetico e di uso di tecnologie alternative.

Particolarmente importante è stato l'apporto di Robert Pollard, ingegnere nucleare già dirigente della U.S.

Nuclear Regulatory Commission (l'ente americano di controllo della sicurezza) dimessosi l'anno scorso per motivi di coscienza: le sue informazioni documentate sui problemi ancora irrisolti della tecnologia nucleare non trovano in Italia interlocutori altrettanto qualificati che possano contraddirli.

Altre relazioni importanti sul problema nucleare, visto nei suoi vari aspetti, sono state fatte dal professor Pancini, da Peter Sonderegger, da Francesco Villa, presidente dell'Associazione nazionale geologi, Giorgio Nebbia, Dario Paccino, Carlo Musetta, Bernardo Rossi Doria, Virginio Bettini.

In tema di risparmio energetico e di fonti alternative, da segnalare le relazioni di Aurelio Peccei, Lorenzo Matteoli, Pietro Binel e Peter Sonderegger.

Grande attenzione è stata riservata infine ai problemi giuridici e di autodifesa legale, che sono stati discussi, oltre che da giuristi e amministratori locali italiani (tra i quali Luca Boneschi e il sindaco di Pavia Elio Veltri), anche da esperti stranieri: l'avvocato Christian Huglo, lo svizzero Konradin Kreuzer, lo svedese Lonnroth, l'olandese Van Den Bos, l'avvocato tedesco Rainer Beeretz, protagonista delle battaglie legali contro le centrali di Wyhl e Brockdorf.

In chiusura del convegno questi legali hanno tenuto un seminario di lavoro, non pubblico, cui hanno partecipato anche Pollard e gli avvocati italiani che si sono assunti il compito di portare avanti le iniziative legali della Lega.

Nel corso dei lavori è stata comunicata la composizione degli organi rappresentativi provvisori della Lega, che resteranno in carica fino al congresso costitutivo.

Della Presidenza fanno parte: Virginio Bettini, Pietro Blasi, Emma Bonino, Adriano Buzzati Traverso, Carlo Muscetta, Giorgio Nebbia, Arturo Osio, Marco Pannella, Aurelio Peccei, Stefano Rodotà, Giuseppe Tocco.

La Segreteria è composta da Luca Boneschi, Rosa Filippini, Luisa Pannunci, Mario Signorino.

«Un programma per l'autunno» La mozione conclusiva del convegno, centrata sulla richiesta del blocco del programma nucleare, impegna gli aderenti della Lega a raccogliere in collaborazione con tutti i movimenti antinucleari 50 mila firme per un progetto di legge d'iniziativa popolare per la modifica della legge 2 agosto 1975 n.

393 sulla localizzazione delle centrali nucleari.

In particolare il progetto prevede, contro le procedure autoritarie fissate dalla legge, una partecipazione effettiva degli enti locali e dei cittadini alla determinazione dei siti, e l'abrogazione degli articoli che impongono alle popolazioni di Montalto di Castro e del Molise, senza alcuna consultazione e contro la volontà espressa dei loro amministratori, la localizzazione di quattro centrali nucleari.

Il testo definitivo del progetto è in via di elaborazione, e si prevede di lanciarlo ai primi di settembre.

Un'altra iniziativa, già realizzata nella sua prima fase, è la presentazione al presidente della Camera Ingrao di un appello firmato da 400 scienziati, ricercatori e tecnici per il blocco del piano nucleare del governo.

A questi primi firmatari, molto qualificati, dovranno aggiungersi le adesioni di quanti operano nei settori scientifici o tecnici, compresi i laureandi in materie scientifiche.

E' un appello che la Lega lancia a tutti i militanti, perché aiutino la raccolta delle adesioni, che si protrarrà nei prossimi mesi.

Ma anche nei mesi estivi ci sono appuntamenti importanti: la marcia internazionale, antimilitarista e antinucleare, che si terrà in Francia e si concluderà con una grande manifestazione il 30 luglio a Malville contro il progetto "Superphénix".

Contemporaneamente a quella di Malville, il coordinamento romano dei movimenti antinucleari, la Lega e i Comitati cittadini della Maremma hanno indetto una manifestazione nazionale a Montalto di Castro (30 luglio).

Sarà anche, in pratica, l'apertura del campeggio che questa estate si terrà in Maremma, al quale sono invitati tutti i militanti ecologisti e antinucleari: sono previste numerose iniziative, dibattiti, ricerca e applicazione di tecnologie alternative, centri di studi e d'informazioni, concerti, ecc.

Sempre nello stesso periodo, dal 27 al 31 luglio, è stato organizzato un campeggio nel Parco Nazionale di Abruzzo: "L'orso, nel sacco a pelo, con la chitarra"; una proposta di vita alternativa e d'iniziativa ecologica e antinucleare, che conta fra l'altro un notevole programma di concerti.

E' utile ricordare che tutte queste iniziative hanno una precisa importanza politica per il periodo in cui cadono e per i fatti che prevedibilmente si verificheranno questa estate: a Montalto infatti l'Enel ha già iniziato i lavori per la costruzione delle due centrali, e solo la sollevazione delle donne del paese li ha per il momento bloccati.

E' prevedibile che riprenderanno al più presto e che in agosto ci sarà molto da fare, in Maremma.

Contemporaneamente alle iniziative militanti, la Lega è impegnata su altri piani: alla Camere, il Gruppo parlamentare radicale continua con gli interventi volti a imporre la discussione parlamentare del programma energetico del governo e la pubblicizzazione di tutti i documenti, gli studi e i progetti relativi alla localizzazione e costruzione delle centrali nucleari.

L'obiettivo è di ottenere l'impegno della Camera a ripartire i lavori dopo la vacanza estiva proprio sul problema nucleare.

Grande importanza ha anche l'attività editoriale che si sta studiando in questi mesi: si prevede di pubblicare in autunno gli atti del convegno di Roma, vari materiali d'informazione elementare sul problema energetico, studi e ricerche sulla situazione italiana e su un'impostazione alternativa del problema.

E' un settore decisivo per lo sviluppo della Lega, per il quale è necessario il contributo di tutti i compagni interessati.

Resta invece in altro mare, data l'impossibilità di riprendere per mancanza di soldi le pubblicazioni di "Prova radicale", l'esigenza di un organo di stampa che serva da punto di riferimento per il movimento.

«Una battaglia radicale» Abbiamo iniziato questo "viaggio" ecologista e antinucleare in pochi: Gruppo parlamentare radicale, "Prova Radicale".

Ma siamo convinti che quando, tra agosto e settembre, lanceremo una vasta campagna per le adesioni alla Lega, non dovremo solo interessarci di coinvolgere coloro, e sono tanti, che sono sensibili alle ragioni dell'ecologia ma in un quadro del tutto spoliticizzato: molte tessere della Lega, siamo convinti, dovranno finire in tasca ai radicali.

Perché? Questa battaglia, forse più di ogni altra, racchiude in sé le ragioni di fondo della morale e della politica radicali, i metodi di disobbedienza civile e di nonviolenza, l'opposizione al regime democristiano e al compromesso storico, la lotta al corporativismo, il modo nuovo, nostro d'intendere, e praticare la politica e il personale, la lotta per un progetto socialista, libertario e laico, autogestionario.

I compagni radicali intendono bene la necessità e l'importanza di contrastare un disegno di regime, su cui convergono corporativisticamente governo e partiti, grande industria e sindacati, caste chiuse di tecnici, giornalisti e affaristi di tutte le risme.

Il piano nucleare risale ormai, nella sua forma ufficiale, al 1975: ebbene, in questi due anni si è cercato di avviarlo in modo truffaldino, nella disinformazione totale della gente, con contrattazioni segrete, senza che un solo partito, e neanche il sindacato, sentisse il dovere di coinvolgere i cittadini nella discussione e decisione di una scelta senza ritorno, che condizionerà per sempre il nostro futuro.

Ancora oggi le preoccupazioni ecologiche sono disprezzate e ignorate dalla sinistra vecchia e nuova: come fino a poco tempo fa la nostra lotta per i diritti civili veniva considerata di retroguardia, da borghesia illuminata o ingenua.

Oggi è chiaro anche a chi non voleva vedere che le libertà civili sono il punto di contraddizione più forte per la sopravvivenza di questo regime, con o senza compromesso storico.

Ed è altrettanto chiaro che la prassi ecologista non è una carta di riserva della grande industria e del capitale, che anzi "devono" continuare a sviluppare il loro profitto distruggendo l'ambiente e la salute.

La scelta nucleare è il punto finale di questa spinta spontanea del capitalismo alla distruzione e allo stravolgimento della natura e dell'uomo.

La centralizzazione che essa determina nella struttura energetica, industriale e finanziaria è in contraddizione totale con ogni lotta per la diffusione dei poteri, le autonomie, l'autogestione.

E come pensare che ci si possa battere utilmente, nei prossimi decenni, per il deperimento della violenza dello Stato e del profitto quando il potere energetico, quindi economico, quindi politico, e la sicurezza stessa della nostra vita dipenderanno da un ristrettissimo clero nucleare? Il Pci e i sindacati ingannano la gente quando chiedono "controlli democratici" che sono resi impossibili dalla complessità della tecnologia nucleare, dai rischi senza precedenti che essa comporta, dalle dimensioni gigantesche degli investimenti e delle strutture tecniche e burocratiche.

Già oggi la scelta nucleare richiede l'eliminazione delle autonomie locali (vedi legge n.

393) e della partecipazione popolare, il segreto delle procedure, l'omissione sistematica delle informazioni sui rischi e i problemi tuttora irrisolti.

Già oggi Donat Cattin attacca, come un nuovo Tambroni dell'energia, il movimento antinucleare e lo denuncia agli apparati repressivi come "nemico dello Stato".

La criminalizzazione dell'opposizione è addirittura preventiva rispetto al varo del programma nucleare; e domani saranno le preoccupazioni legittime di difesa dei materiali fossili e degli impianti a imporre con provvedimenti eccezionali la fine dei diritti civili e delle libertà.

Non si tratta di incubi ingiustificati, ma di una tendenza reale che all'estero si manifesta già con chiarezza e contro la quale cresce l'opposizione degli scienziati e della gente in tutto il mondo.

Solo nei paesi del "Gulag" c'è silenzio, anche su questo.

E' chiaro inoltre, anche dalle cose che abbiamo detto, che non si tratta soltanto di costruire un "fronte dei no", anche se l'obiettivo di preservarci la possibilità di scegliere il nostro futuro non può essere sottovalutato e interessa persone anche di diverse ideologie.

Contemporaneamente alla battaglia contro la scelta nucleare, infatti, è in gioco la nostra capacità di lottare in concreto per l'affermazione di un progetto socialista autogestionario, che richiede fonti alternative (in particolare quella solare) e modi alternativi di produrre e usare energia: più in generale, proposte alternative per lo sviluppo economico, l'assetto del territorio, i consumi, la salvaguardia del patrimonio naturale e della salute, una diversa qualità della vita.

Sono problemi fondamentali che i radicali non possono ignorare, su cui si devono impegnare in prima persona.

Il punto su cui far leva è la lotta antinucleare: difficile, incerta, di lunga durata ma pregiudiziale (anche se dev'essere contemporanea) a ogni progetto di alternativa politica ed economica.

Ristretta finora a gruppi minoritari di diversa natura e a lotte locali, la lotta antinucleare può fare un salto di qualità e diventare fatto nazionale solo se camminerà da oggi con le gambe dei radicali, con i metodi radicali, con la capacità dei radicali di portare al successo battaglie di liberazione che si risolvono in una vittoria di tutti, in più libertà, in più gioia per tutti.

La fase più faticosa della campagna referendaria è finita; la Lega è già una realtà ed è nata sul piede giusto: e forse la prima volta che un'iniziativa politica radicale trova così prontamente l'adesione di esponenti di diversi partiti, in particolare della sinistra storica.

La presenza di un comunista con tessera, come l'ecologo Virginio Bettini, alla presidenza della Lega è un auspicio importante per il futuro.

Per questo ci rivolgiamo a ogni compagno radicale perché invii la sua adesione alla Lega, costituisca con altri compagni sezioni della Lega in tutte le sedi radicali, cominci a interessarsi e informarsi sul problema energetico e nucleare, cominci a muoversi nella sua città e nella sua regione.

Questo "viaggio" che iniziamo oggi sarà molto lungo e forse più duro di altri; ma può essere anche il più affascinante.

leggi tutto

riduci