26 LUG 2000

Amato risponde alla Camera all'interpellanza sull'espulsione del PRT dall'Onu richiesta dalla Russia

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 7 min 32 sec

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Roma, 26 luglio 2000 - Documento audiovisivo della risposta del presidente del Consiglio, Giuliano Amato, all'interpellanza rivoltagli da Marco Taradash alla Camera dei Deputati in relazione alla richiesta della Russia di espellere il Partito Radicale Transnazionale dalle Nazioni Unite.Resoconto stenografico in fondo scheda.

Registrazione video di "Amato risponde alla Camera all'interpellanza sull'espulsione del PRT dall'Onu richiesta dalla Russia", registrato mercoledì 26 luglio 2000 alle 00:00.

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  • Lorenzo Acquarone, vicepresidente della Camera

    <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 14 sec
  • Marco Taradash (Misto-P.Segni-RLD)

    0:00 Durata: 2 min 18 sec
  • Giuliano Amato, presidente del Consiglio dei Ministri

    0:02 Durata: 2 min 42 sec
  • Marco Taradash, replica

    <br><em>Il presidente Acquarone chiude il question time</em><br><strong>Resoconto stenografico</strong>: (Iniziative del Governo in relazione alla proposta di sospensione del Partito radicale transnazionale dalle funzioni presso l'ONU, avanzata dalla Federazione russa)<p>PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Taradash n. 3-06108. L'onorevole Taradash ha facoltà di illustrarla.<br>MARCO TARADASH. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio ho firmato questa interrogazione anche a nome di decine di parlamentari che hanno sottoscritto l'appello e di moltissimi parlamentari di tutte le forze politiche che hanno aderito al Partito radicale transnazionale, che è interpartitico. Come lei sa, dalla Federazione russa è stata avanzata la richiesta di espulsione del Partito radicale transnazionale dal suo status di organizzazione non governativa presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. Questo perché il partito Radicale transnazionale ha dato voce ad un rappresentante del Governo ceceno, il presidente della Commissione esteri del Parlamento ceceno, che normalmente gira per l'Europa ed ha parlato davanti al Consiglio d'Europa e ad altre organizzazioni. Questo rappresentante, Akhyad Idigov, ha denunciato la miseria del popolo ceceno, vittima di una repressione durissima da parte delle autorità russe. Ora la Federazione russa chiede l'espulsione del partito Radicale transnazionale e aggiunge accuse false e molto infamanti, come quella di essere finanziato dai trafficanti di droga, secondo usi e costumi dello stalinismo e del KGB, che purtroppo non sono stati del tutto abbandonati. Domani si svolgerà una riunione del Consiglio economico e sociale ed è pendente una richiesta di sospensione per tre anni del Partito radicale transnazionale. Chiedo che il Governo italiano intervenga con fermezza perché questa sospensione, che viene presentata come un compromesso, non passi. Non ci può essere compromesso sulle libertà fondamentali. Non si può assistere passivamente alla pretesa autoritaria di cancellare la voce di chi difende tradizionalmente, sempre e con intransigenza, in tutte le situazioni, i perseguitati e coloro che non hanno voce nel loro paese.<p>PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.<br>GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, l'onorevole Taradash sa che il Governo italiano segue da tempo questa vicenda assai sgradevole, per usare un aggettivo morbido, e che già si è adoperato attraverso le rappresentanze che dipendono dal Governo per controargomentare rispetto alle accuse che - sono d'accordo con lei - sono infondate rivolte al partito Radicale transnazionale. Capiamo le ragioni di irritazione della Federazione russa per lo spazio dato a questo rappresentante della Cecenia. Tuttavia, da un lato, a quanto mi è stato assicurato proprio da rappresentanti radicali, si tratta comunque di persona alla quale non possono essere rivolte accuse di atti terroristici o di violenza all'interno della Repubblica cecena; dall'altro, si è trattato di una di quelle attività, che caratterizzano il partito Radicale transnazionale, di tribuna dei diritti umani e civili. In questi termini io intendo quella organizzazione e in questi termini ritengo e il Governo italiano ritiene che essa abbia titolo a far parte delle organizzazioni non governative riconosciute al fianco dall'Ecosoc. Sappiamo - è un dato ad oggi certo - che domani non sarà presa alcuna decisione e che l'ipotesi di compromesso alla quale l'onorevole Taradash faceva riferimento, cioè la sospensione anziché l'espulsione definitiva, verrebbe rimessa ad una successiva seduta di ottobre. Posso assicurarle che è ferma intenzione del Governo italiano avvalersi del tempo in questo modo guadagnato per svolgere un'opera di informazione nei confronti dei componenti dell'organizzazione allo scopo di acquisire i consensi necessari affinché ad ottobre la decisione non sia di compromesso, ma di riconoscimento delle buone ragioni di cui lei si è fatto portatore.<p>PRESIDENTE. L'onorevole Taradash ha facoltà di replicare.<br>MARCO TARADASH. Signor Presidente del Consiglio, interpreto la sua risposta come un impegno formale del Governo italiano ad assumere una posizione formale in seno al Consiglio delle Nazioni Unite. Le faccio presente - cito El Paìs e non fonti radicali - che Akhyad Idigov - scrive Rosa Montero - è un conosciutissimo politico ceceno, è stato presente al Parlamento dal 1997, è stato uno dei membri rilevanti della delegazione che ha negoziato la pace del 1997 fra la Cecenia e la Russia e si è sempre adoperato per la pace.
    0:05 Durata: 2 min 18 sec