27 OTT 2005

Riforme: intervista a Biagio De Giovanni

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 12 min 35 sec

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Roma, 26 ottobre 2005 - Il corto circuito tra piazza e conservazione fa male all’università.

Lo pensa Biagio De Giovanni, filosofo ed ex europarlamentare del Pds.

“Voglio essere abbastanza netto - chiarisce De Giovanni in un’intervista a Radio Radicale -.

Tutte le grandi corporazioni italiane rifiutano la scelta di riformarsi davvero.

Capirei questa difficoltà a condizione che ci fosse una volontà di autoriforma.

In realtà questa volontà non c’è stata.

La grande corporazione universitaria è sempre stata contraria ad ogni cambiamento.

La riforma del 1968 fallì.

C’è qualcosa di
intrinsecamente statico nelle grandi corporazioni.

In questa riforma dell’università ci sono luci ed ombre.

Utilizzare un atteggiamento da fine della democrazia è sbagliato ai fini del rapporto tra maggioranza e opposizione”.

Alla domanda sulle ragioni che hanno spinto molti intellettuali e docenti di sinistra - tra i quali anche chi, come Umberto Eco, aveva chiesto in passato la riforma della docenza - a contestare la revisione proposta dal ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, De Giovanni risponde: “Questa esempio è tipico del clima con cui il mondo politico e la corporazione del docenti hanno risposto alle richieste di riforma della docenza.

Nel marzo scorso ci abbiamo riprovato cercando di chiedere almeno un atteggiamento diverso.

Qualunque cosa si muove crea un corto circuito tra piazza e conservazione.

Questo è uno dei drammi del paese”.

leggi tutto

riduci