16 LUG 2001

Il futuro della sinistra: Violante, "All'interno dell'Ulivo un partito di centro e uno di sinistra"

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Sesto Fiorentino, 16 luglio 2001 - Ospite della Festa dell'Unità, Luciano Violante ha affrontato in pieno le principali questioni che la sinistra italiana, sconfitta alle elezioni è chiamata ad affrontare.

Proprio i risultati elettorali del centrosinistra alle ultime elezioni politiche, danno il via ad una riflessione sulla situazione politica italiana, che vede un governo di centrodestra rispetto al quale l'Ulivo - ha chiarito Violante - deve svolgere un'azione construttiva, ma pronto a fare "barricate" se necessario, su provvedimenti inaccettabili come la depenalizzazione del falso in
bilancio.

Ma la sinistra? All'indomani del successo di Rutelli alla costituente della Margherita, il presidente dei deputati Ds è sembrato indicare proprio nell'esperienza della Margherita un esempio per le componenti di sinistra, a partire dai Ds, da seguire, al fine di giungere ad un Ulivo con due soli partiti, uno di centro ed uno di sinistra.

"Sarebbe bene che qualcuno facesse un giro delle cucine" Luciano Violante apre il proprio intervento con una battuta, che dà però il senso della propria amarezza, per un dibattito interno al partito di maggioranza della coalizione di centrosinistra che non sembra trovare una soluzione.

Ma subito l'ex presidente della Camera si getta in un'analisi spietata della sconfitta elettorale dell'Ulivo, risultato che giudica un "apparente paradosso".

"Il centrosinistra - ha tenuto a precisare Violante - ha guadagnato rispetto al 96 due milioni di voti, il centrodestra ha perso due milioni di voti.

Però abbiamo perso le elezioni.

Questo perché nel 96 il centrosinistra era unito e il centrodestra diviso.

Nel 2001 è accaduto il contrario".

Altro aspetto a cui ricondurre la sconfitta è l'assenza di una "cabina di regia in campagna elettorale", con il segretario Walter Veltroni "impegnato nella campagna, andata bene, per la capitale", e il presidente Massimo D'Alema "sottratto al partito "per lo scontro nel collegio di Gallipoli".

"Un'opposizione costruttiva" Partendo dalle critiche ricevute dal segretario della CGIL Sergio Cofferati per la posizione in parlamento nei confronti del G8, Violante ha voluto rivendicare il ruolo del precedente governo di centrosinistra nella scelta di Genova e dei temi da affrontare nel vertice.

Senza però dimenticare quanto ottenuto in questi primi mesi di opposizione, dal "rispetto degli impegni di Kyoto", al "processo di abbattimento del debito estero dei paesi poveri", dalla "proposta di abbattimento delle barriere doganali tra paesi ricchi e paesi poveri", alla "questione dei farmaci, che costano troppo".

Unica questione irrisolta, la cosiddetta 'Tobin Tax', "bocciata, e non, come si dice, ritirata".

Il governo di centrodestra Il passo che poi porta il presidente del gruppo dei Ds alla Camera a parlare dell'attuale Governo è breve.

Critiche anzitutto alla proposta di detassare le grandi successioni e le grandi donazioni, ma anche il caso Taormina al centro delle attenzioni di Violante che ha così precisato il suo giudizio in merito.

"E' intollerabile - ha affermato - che resti un minuto di più a fare il sottosegretario agli Interni".

Critiche dure anche sulla proposta del governo di depenalizzare il reato di falso in bilancio, rispetto alla quale l'ex presidente della Camera, non ha potuto fare a meno di ricordare come vi sia "un illustre esponente di quello schieramento indagato per questo reato".

Contro questo, provvedimento - ha promesso Violante - il centrosinistra è pronto alle "barricate".

Il futuro della sinistra: "All'interno dell'Ulivo un partito di centro e uno di sinistra" Violante non dimentica comunque i problemi in seno ai Ds, e dopo aver commentato la recente costituzione della Margherita come soggetto politico unico, ha prospettato la possibilità che accada lo stesso anche per la sinistra dell'Ulivo, in modo da arrivare alle prossime scadenze elettorali con "all'interno dell'Ulivo un partito di centro e uno di sinistra".

Così la scelta del nuovo segretario "ha poca importanza, se messa in relazione con i grandi temi, cari alla sinistra".

Fondamentale è invece "un progetto politico, che si basi sulla libertà dal bisogno, sulla prima occupazione, e su valori ideali".

Senza però dimenticare l'importanza delle istituzioni, al contrario dalla Casa delle Libertà che, secondo Violante, "vuole creare un rapporto diretto tra opinione pubblica e governo, che salti il parlamento, i partiti, i sindacati, le rappresentanze.

Un meccanismo plebiscitario e autoritario".

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