19 LUG 2001

Radicali Italiani: "Globalizzazione, sì grazie!" (Prima sessione con Emma Bonino)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 42 min
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Roma, 18 luglio 2001 - Si è tenuto oggi a Roma il forum organizzato dai Radicali Italiani "Globalizzazione? Sì, grazie! Perché e come la globalizzazione può produrre nel mondo maggiore sviluppo e libertà".

A 24 ore dall'apertura ufficiale del vertice di Genova, i Radicali Italiani hanno chiamato a convegno numerose personalità per approfondire le potenzialità in termini di diritti umani e sviluppo economico connesse al fenomeno della globalizzazione, in aperto contrasto sia con le contestazioni protezioniste e conservatrici degli anti-G8, sia con la prassi priva di regole ed insensibile
alle questioni concernente i diritti umani che caratterizza le periodiche riunioni dei capi di stato.

Al dibattito della sessione mattutina sono intervenuti - tra gli altri - Benedetto Della Vedova, europarlamentare della Lista Bonino e promotore del forum, Emma Bonino, Marco Pannella, Renato Brunetta, Franco Debenedetti, Mario Segni, il Vice Ministro dell'Economia, Mario Baldassarri.

In particolare, Emma Bonino nel corso del suo intervento ha ribadito la propria convinzione che insieme all'ecomonia è necessario «globalizzare anche i diritti della democrazia e la libertà perchè la storia dimostra che per favorire la crescita dei diritti civili non basta il progresso economico», anche perché «crescita economica non vuol dire automaticamente sviluppo umano» A tale proposito la Bonino ha suggerito la creazione di un'organizzazione mondiale della democrazia e della libertà: «Non possono esistere solo organizzazioni mondiali che si occupano del commercio e dell'economia.

Mi chiedo se cominciare a riflettere su un'organizzazione mondiale della democrazia non sia e non diventi per tutti una necessità impellente».

Come detto, Emma Bonino critica nei confronti degli 'antiglobal' che «danno risposte sbagliate a problemi reali», ma anche il G8 però è stato criticato dall'ex commissaria europea: «Non ha alle sue spalle un trattato istitutivo né un'agenda dei lavori.

E' un organo senza trasparenza: o si dà delle regole o è meglio ricondurre tutto in ambito Onu».Ad aprire i lavori la relazione del promotore del forum, l'europarlamentare della Lista Bonino, Benedetto Della Vedova, che dopo aver parlato di economia liberale come «unica funzionale», portando ad esempio le differenze tra Korea del Nord e Korea del Sud, si è soffermato a parlare di globalizzazione e del ruolo delle «voci liberali» nel dibattito.«Se da una parte - ha detto Della Vedova - sulla stampa, i lettori attenti hanno potuto trovare interventi alternativi, dalla tv, dai telegiornali, invece quello che è emerso, è esclusivamente il ruolo degli anti-global.

Il resto si è dovuto accontentare di giocare di rimessa».

Continuando poi in un'analisi della realtà politica italiana ed internazionale, che vede le «voci liberali e liberiste relegate ai margini della comunicazione e degli schieramenti», contestando le scelte di stampo protezionistico, che «come quelle proibizioniste, denotano lineamenti di immoralità».«Il senso di questo forum - ha concluso l'europarlamentare - è se, e come, e cosa la politica possa fare per accentuare le caratteristiche positive della globalizzazione».Tra gli interventi successivi da segnalare quello di Mario Baldassarri, Vice Ministro dell'Economia, che si è detto pronto a condividere le ragioni dei radicali «come uomo e come economista», perché «la povertà del mondo dipende da scarsa globalizzazione, non dalla globalizzazione in sé», e che ha concluso sostenendo la tesi che sia «interesse del nord del mondo stabilizzare il sistema della distribuzione delle risorse economiche».Prima di lui l'economista Giuseppe Pennisi aveva fatto notare come «la democrazia non si compri, ma si crei», contraddicendo quindi chi vede nella globalizzazione un passaggio allo sviluppo dei diritti umani nel mondo, e non «uno strumento»; Carlo Pelanda, che ha analizzato la situazione del mercato globale, definito «luogo politico, e non economico, che necessita di regole chiare»; e Renato Brunetta, europarlamentare di Forza Italia, che dando ragione alla Bonino, ha concordato sul fatto che «le attuali grandi organizzazioni internazionali non bastano» a governare un fenomeno così dilagante come quello discusso nel forum.

leggi tutto

riduci