28 LUG 2001

Lega: Bossi alla Versiliana spiega i progetti su devolution e immigrazione

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Marina di Pietrasanta, 28 luglio 2001 - Consueto appuntamento serale al Caffè della Versiliana, con ospite il ministro Umberto Bossi, che, intervistato dalla giornalista del TG5 Cesara Buonamici, non ha perso l'occasione per parlare di devolution e immigrazione, di globalizzazione, di riforme, di Unione Europea, del risultato elettorale della Lega, ed infine degli alleati, rinnovando il "patto" con Silvio Berlusconi, e non dimenticando nemmeno un piccolo attacco a Radio Radicale.Bossi e la devolution"Nei limiti dei principi fissati dalla Costituzione, ciascuna Regione può attivare la propria competenza legislativa esclusiva".

Cambierebbe così il primo comma dell'articolo 117 della Costituzione, secondo il progetto di devolution che Umberto Bossi intende portare al Consiglio dei Ministri, con la sua firma e quella del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro dell'Economia Giulia Tremonti.

Nella versione attuale, l'articolo 117 recita invece: "La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempre che le norme stesse non siano in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di altre Regioni".Al Caffè della Versiliana, Bossi ha spiegato che la firma in calce al ddl costituzionale sarà apposta durante un incontro, lunedì sera, con il premier e Tremonti.

E che sarà una vera "rivoluzione" perché l'articolo 117 è quello "su cui si fa il test del federalismo, perché è quello che stabilisce chi fa le leggi".

L'articolo cita poi l'elenco delle materie, alle quali oggi Bossi intende aggiungere le competenze "esclusive" su: assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica (con la definizione dei programmi scolastici di interesse di ciascuna Regione) e pubblica sicurezza di interesse locale.Le materie previste fino ad oggi, con i limiti fissati nel primo comma sono: "ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla Regione; circoscrizioni comunali [cfr.

art.

133 c.2]; polizia locale urbana e rurale; fiere e mercati; beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria e ospedaliera; istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica; musei e biblioteche di enti locali; urbanistica; turismo ed industria alberghiera; tramvie e linee automobilistiche d'interesse regionale; viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale; navigazione e porti lacuali; acque minerali e termali; cave e torbiere; caccia; pesca nelle acque interne; agricoltura e foreste; artigianato.

Altre materie indicate da leggi costituzionali.

Le leggi della Repubblica possono demandare alla Regione il potere di emanare norme per la loro attuazione".Bossi e l'immigrazioneContratti di tre anni per gli immigrati che vengono a lavorare in Italia, sottoposti a verifica periodica.

E' la proposta lanciata dal ministro per le Riforme Umberto Bossi.

Il leader leghista, che sulla questione dell'immigrazione ha sempre chiesto regole certe affinché la questione sia "governata nel migliore dei modi", ha detto che l'Italia può seguire anche l'esempio di altri Paesi, dove "si adottano contratti di tre anni per gli immigrati".

"Questo sistema - ha affermato Bossi - consente di valutare le persone, di verificare come hanno lavorato.

Se vanno bene, dopo tre anni lo possiamo vedere, mentre se non vanno bene tornano a casa".

Sull'immigrazione, ha aggiunto Bossi, "occorrono regole certe", ha aggiunto Bossi precisando che il disegno di legge di cui ha parlato il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini è nato nel suo ministero".

Il ministro ha definito l'immigrazione "un meccanismo ormai di globalizzazione" e ha aggiunto che "se i popoli si vogliono aiutare, li si aiutano anche a casa loro".Bossi e Berlusconi"Se questa volta sbagliamo, sia io che Berlusconi spariremo".

Così chiude Umberto Bossi, rispondendo ad una domanda di Romano Battaglia sulla ritrovata fiducia tra il leader leghista e il presidente del Consiglio.

Battaglia aveva ironizzato sul fatto che nel 1994, al tempo del primo governo di centrodestra, Bossi e Berlusconi ad Arcore si giurarono fedeltà sulla testa dei rispettivi figli.

Bossi ha glissato sul giuramento di sette anni fa, chiarendo tuttavia che oggi esiste "piena fiducia" tra di loro.

"Qualunque cosa avvenga ci siamo accordati sul fatto che io e lui ci consultiamo sempre.

Noi - ha dichiarato Bossi - siamo l'unica possibilità concreta per cambiare il Paese.

Non possiamo permetterci di sbagliare.

E sono sicuro che non sbaglieremo".

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