02 AGO 2001

Rai: Capezzone, Nomine secondo un 'principio darwiniano' e Contri indirettamente conferma

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Roma, 02 agosto 2001 - Il Cda della Rai, come è consuetudine in questo periodo, ha notificato le nomine per due direzioni chiave come Raiuno e Tg3.

A farle è stato un Cda a ranghi ridotti per l'assenza di Alberto Contri e Gianpiero Gamaleri.

Le nomine di Agostino Saccà alla direzione di Raiuno e di Antonio Di Bella, indicato come direttore del Tg3, sono state varate dal presidente Roberto Zaccaria insieme alla maggioranza ulivista del consiglio: Stefano Balassone e Vittorio Emiliani.Alla fine le tanto discusse nomine sono arrivate dopo mesi di ipotesi e indiscrezioni.

Agostino Saccà torna
così a quella Raiuno in cui era stato dal '98 al 2000, fino a quando fu rimosso e qualcuno parlò di ''cacciata'': al suo posto era andato Maurizio Beretta.

Ora con il passaggio di Beretta alla Fiat annunciato a maggio e consumato all'inizio di giugno, e la fase di interim del direttore generale, Saccà riprende la guida dell'ammiraglia Rai.

Di Bella invece prende il timone del Tg3 dopo un mese in cui ha condiviso la direzione con Mario Meloni.

Il posto era stato lasciato libero da Nino Rizzo Nervo che ha scelto di passare a La 7 con il ruolo di condirettore delle news.Un commento su queste nomine è stato raccolto da Dino Marafioti che ha intervistato il segretario di Radicali Italiani, Daniele Capezzone.

il quale ha sottolineato come ormai non si parli più delle dimissioni di Zaccaria, "che - rileva Capezzone- secondo costume Rai ha saputo muoversi e mettere d'accordo tutti, con la nomina del 'super Forza Italia' Saccà, cacciato dal Cda ulivista".

Il segretario radicale giudica quindi le nomine come una ulteriore conferma del "principio principio darwiniano, di cui Zaccaria è campione", la capacità della Rai di "modificarsi" per adattarsi alle trasformazioni del contesto politico.

Infine una battuta anche su La 7 che "conferma il suo nome, sarà la settima rete di Berlusconi".

Quasi a conferma delle parole di Capezzone, giunge il commento positivo di Alberto Contri, uno dei due membri "assenti" del Cda del giorno precedente che ha proceduto alle nomine, che in passato è stato più volte protagonista di scontri con la 'maggioranza' ulivista in consiglio di Amministrazione.

Questa volta, però, Contri si dichiara d'accordo con la decisione assunta da Zaccaria.

Nell'intervista rilasciata a Claudio Landi, infatti, oltre a precisare che la sua assenza non era dovuta a dissensi politici, ha ribadito di considerare la nomina di Saccà "più che un colpo di mano, un colpo di saggezza".

Dunque, anche se il consigliere di area 'berlusconiana' conferma la propria convinzione per la quale l'attuale CdA "dovrebbe dimettersi in massa", accoglie con favore le nomine di questo stesso Consiglio di Amministrazione.Chiamato in causa anche sulle polemiche seguite al comportamento Rai sui fatti di Genova, Contri stigmatizza il comportamento di alcune trasmissioni, in particolare nei confronti di Freccero e di RaiDue, il cui comportamento - afferma Contri - è accusato di essere fazioso e poco pluralistico.

Anche se - sollecitato dall'intervistatore - anche Contri è costretto ad ammettere che tutti più o meno hanno parlato dopo i fatti di Genova tranne che i radicali, il cui oscuramento "è stato un fatto molto grave".

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