02 SET 2001

Radicali: Conversazione settimanale con Marco Pannella, Costruire un 20 settembre di rivoluzione liberale e religiosa

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 14 min
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Roma, 02 settembre 2001 - La manifestazione radicale del 20 settembre in occasione dell'anniversario della breccia di Porta Pia, le iniziative di Radicali Italiani e la necessità del rilancio dell'attività del Partito Radicale Transnazionale, e l'attualità politica degli ultimi giorni con in primo piano le dichiarazioni di Bossi sulla Corte Costituzionale, al centro della consueta conversazione con Marco Pannella, in collegamento telefonico da Bruxelles.Il 20 settembre radicaleIl primo pensiero di Marco Pannella va alle iniziative radicali dei prossimi giorni, in particolare alla manifestazione del prossimo 20 settembre, che dovrebbe prevedere oltre ad un convegno e un comizio a Porta Pia, una lunga marcia proprio da Porta Pia, verso San Pietro, per "ripetere l'esperienza straordinaria dello scorso anno"."Le scadenze - ha sottolineato il leader radicale - rischiano di divenire rituali scontati.

In Italia forse nemmeno più quello".

La ricorrenza del 20 settembre ha un valore particolare perché rappresenta "una data memorabile, e che memorabile poteva essere anche per la Chiesa, quella in cui il potere pontificio, mondano dell'apparato chiesastico di Roma, aveva distrutto la religiosità cattolica come fonte di cultura, teologia, particolare sensibilità umana, perfino di antropologia culturale"."Le scelte sessuofobiche, malate, torbide - ha ribadito Marco Pannella - imposte sempre più e con maggiore violenza dal potere curiale, oggi si ripercuotono nei grandi problemi del pianeta, problemi ambientali, ecologici, problemi delle scelte cruciali della specie umana.

Oggi più di allora, esiste il problema di battere politicamente, in modo radicale, la politica 'detta' cattolica, il potere cattolico di Roma vaticana, curiale, centro di corruzione morale, oltre che di corruzione politica e di corruzione pericolosa anche della stessa religiosità"."Mi auguro si riesca - ha proseguito Pannella - a creare un 20 settembre che sia straordinario in relazione allo straordinario 20 settembre dello scorso anno.

Sono convinto da molto tempo che, come storicamente è apparsa matura in passato la grande riforma protestante ed evangelica, oggi esistano ragioni ed urgenze perché vi sia una grande rivoluzione liberale"."Può darsi - ha poi concluso - che nel nostro paese la rivoluzione liberale possa acquisire le forme di grande riforma politica, di grande riforma umana, di grande riforma religiosa".La Corte CostituzionaleLe dichiarazioni dei giorni scorsi del ministro per le riforme Umberto Bossi, che aveva attaccato la Corte Costituzionale, e la polemica che ne è scaturita, sono lo spunto per Marco Pannella per riflettere sul ruolo della Corte, colpevole non di "colore politico", come aveva detto il leader leghista, ma di "ruolo politico".Il leader radicale ha sottolineato quindi l'importanza che avrebbe un'iniziativa "dei radicali di togliere alla Corte Costituzionale la possibilità di 'mettere il naso' sui referendum, di continuare fascisticamente a togliere ai cittadini italiani una delle due schede che la costituzione gli aveva affidato"."Abbiamo assistito - ha affermato Pannella - ad un'operazione sempre più grave, sempre più criminale in termini tecnici, per la quale il regime è stato difeso da questa Corte anticostituzionale, che ha tolto agli italiani il 50% delle responsabilità democratiche e di contenuto della sovranità popolare"."Su questo - ha proseguito il leader radicale - non cesserò mai di provare sdegno e scandalo, e di, invece, approvare, di essere felice di quanto, apparentemente sempre battuti, sempre e comunque inesausti, si continui a riprendere la lotta e a non rassegnarci"."Io credo - ha infine precisato - che la grande riforma liberale debba includere quantomeno la sottrazione alla Corte Costituzionale di tutti quei settori fondamentali per la vita democratica, civile del paese, e per la vita della stessa giurisdizione italiana, per la sua dignità".La 'sindrome del 94' di Silvio BerlusconiTroppo "facile e troppo scontato, e quindi privo di valore" per Marco Pannella, attribuire al presidente del consiglio Silvio Berlusconi una sorta di sindrome, per la quale il leader di Forza Italia preferirebbe far trascorrere l'autunno senza troppi problemi.

Piuttosto andrebbe "compreso come è cambiata la natura di Berlusconi dal 95 ad oggi, Berlusconi che affossa i grandi referendum liberali, definendoli anche comunisti, così da salvare nel 99 quello che nel 94 voleva abbattere".Non si tratta quindi di sindrome, ma "di scelta, di strategia di blocco sociale, tale da non consentire un'azione di governo seria, che sia quindi riformatrice di fondo".In quest'analisi si inserisce il tema della collocazione dei grandi vertici internazionali, che aveva visto la proposta dei radicali di tenerli on-line, e che sembra non trovare una soluzione definitiva."L'Italia - ha evidenziato il leader radicale - non ha un governo che ha fatto fiducia al paese, rivolgendosi direttamente ai cittadini.

Questo governo, con la cultura di Bossi e Buttiglione, non ha il vigore necessario a gestire queste situazioni.

Solo ora ci si rende conto di quanto costi l'eliminazione dei radicali dal parlamento".La visita ufficiale a Palazzo Chigi del principe arabo Al-Waleed, socio d'affari di Berlusconi, ha nuovamente posto al centro dell'attenzione dei media e della politica il problema del conflitto d'interessi, ancora irrisolto dal presidente del consiglio italiano."Sono convintissimo - ha sostenuto Pannella - che vi sia una strategia comune, non solo Rai-Mediaset.

Il comportamento di coloro che hanno liquidato i referendum, crea sempre più in me la convinzione che si risolverà questa storia solo quando rinunciare al conflitto di interessi sarà più lucroso che non rinunciarvi".Radicali Italiani"Il rilancio del soggetto politico radicale italiano penso che debba e possa essere il rafforzarsi del Partito Radicale Transnazionale".

Così Marco Pannella conclude parlando di Radicali Italiani, ricordando poi come una "campagna elettorale straordinariamente viva, a cominciare dal contributo di Emma Bonino e di Luca Coscioni", stia dando ora "i suoi frutti"."Mi sembra - ha concluso il leader radicale - di scorgere una nuova leva di antichi radicali, di ventenni radicali, di respiro e forza classica".

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