06 SET 2001

G8: Comitato parlamentare d'indagine, Castelli difende Bolzaneto

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 14 min

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Nel corso della visita, assolutamente improvvisa e non programmata, a Bolzaneto, la situazione ''era tutto sommato normale, tenendo presente il contesto di quei drammatici momenti ''.

E se ''episodi condannabili ci sono stati, si tratta di eventi isolati che non possono in alcun modo inficiare l'onore del corpo della polizia penitenziaria''.E' quanto ha detto il ministro della giustizia Roberto Castelli, nel corso della sua audizione di fronte la commissione di indagine sul G8 di Genova.Il guardasigilli ha ricordato la sua visita a Genova, nella notte tra il sabato 21 e domenica 22 luglio,
dopo che il carcere di Marassi era stato attaccato con alcune molotov, ''ho pensato fosse opportuno dare agli uomini della polizia penitenziaria impegnati a Genova un segno concreto di vicinanza e di sostegno in una situazione molto difficile, per dare ai miei uomini una metaforica pacca sulla spalla'' per il lavoro che avevano svolto fino a quel momento.''All'1,15 della notte di domenica - ha continuato Castelli - è terminata la mia visita, ma prima di lasciare Marassi qualcuno mi ha suggerito di visitare anche Bolzaneto.

Sono arrivato circa alle 1,30 della notte.

Su mia esplicita richiesta ho visitato solo la parte della caserma gestita dagli agenti della polizia penitenziaria, al fine di non interferire in alcun modo nell'attività delle altre forze di polizia impegnate nella struttura''.''Posso riferire di aver visto alcune persone che stavano in piedi con le gambe allargate e la faccia contro il muro.

Nella cella c'erano decine di uomini da un parte, un solo agente in mezzo e una donna dall'altra parte.

Ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che avevano fatto così per evitare che gli uomini aggredissero la ragazza.

Non ho assistito a pestaggi o a scene di violenza, né ho visto persone in condizioni precarie di salute.

C'era una sola persona seduta a terra con la caviglia fasciata''.''Ho parlato con un medico e con uno dei fermati.

Il medico mi ha detto di aver curato alcuni feriti, ma si riferiva agli scontri di piazza.

Il giovane fermato era un ragazzo pugliese.

Aveva un aspetto normale, non era ferito.

Era soltanto un po' abbacchiato.

Nemmeno lui ha denunciato maltrattamenti o episodi di violenza''.''Non ho avvertito odori particolari, né di urina, né di feci.

Ma nemmeno di detersivi o altro che sarebbero stati necessari se qualcuno avesse voluto ripulire l'ambiente in fretta e furia prima del mio arrivo.

Ho visto invece il materiale sequestrato ai manifestanti: un ammasso di sbarre di ferro, caschi, elmetti, maschere antigas e una mazza dal peso di molti chili.

Una volta uscito dalla caserma ho parlato con un agente di polizia, che mi ha raccontato di una guerriglia condotta da professionisti.

Lui, come tutti gli altri, mi sembrava assolutamente normale.

Molto stanco, ma non drogato, né eccitato.

non ho visto assolutamente persone fuori di sé, ma anzi persone impegnate in un duro lavoro''.Il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha concluso la prima parte dell'indagine conoscitiva sui presunti episodi di ''violenza fisica e psichica'' compiuta da agenti della polizia penitenziaria nella caserma di Bolzaneto: ''Diversi'' di questi episodi ''meritano di essere approfonditi in quanto appaiono verosimili e di sicura gravita''' ''in numerosi altri casi'' le vessazioni non hanno avuto alcun riscontro.I primi risultati dell'indagine, arrivati ieri sul tavolo del ministro della giustizia Roberto Castelli.Tra gli episodi che ''già risultano assumere una certa concretezza'' vengono inclusi ''l'atteggiamento del coordinatore sanitario e le percosse operate in danno dei detenuti nel corso delle primissime perquisizioni''.

per molti altri casi, invece, gli ispettori del ministero parlano di ''palesi travisamenti o enfatizzazione oltre misura di vicenda, forse discutibili, ma comunque del tutto marginali''.Ad esempio, per quanto riguarda la caserma di forte San Giuliano, ''si è, con ogni evidenza, trattato di orrori e violenze decisamente inesistenti''.Nella relazione si ammette che il clima a Bolzaneto, ''almeno in certi casi era particolarmente concitato'' e che è dunque possibile che si siano ''create condizioni ambientali tali da favorire abusi o maltrattamenti da parte di singole unità di personale''.

Un capitolo a parte riguarda gli arrestati della scuola Diaz, ''nessuno dei quali ha riferito episodi di violenza o di abuso riconducibili al personale dell'amministrazione penitenziaria''.Gli ispettori del ministero individuano diverse possibili cause degli illeciti: tra queste anche la ''commistione che in lunghi periodi si è verificata tra diverse categorie di soggetti presenti e appartenenti a più forze di polizia'' che ha provocato ''gravi difficoltà nel controllo del comportamento di qualche singola unità di personale.

Controllo che nel complesso comunque non è mancato''.

Come nel caso di un cittadino greco ''al quale venne accertata una grave lesione interna e che è stato aggredito verbalmente in infermeria da un poliziotto, rapidamente allontanato''.''Occorre assolutamente difendere il buon nome della polizia penitenziaria: se ci sono stati abusi, che saranno accertati sia da noi, sia dall'autorità giudiziaria, sono stati episodi singoli e isolati''.

Lo ha detto il ministro della giustizia, Roberto Castelli, commentando i primi risultati dell'indagine ministeriale sui presunti episodi di violenza fisica e psichica compiuti da agenti della polizia penitenziaria nella caserma di Bolzaneto.

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