22 SET 2001

Usa: Le bombe di burro

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Registrazione audio di "Usa: Le bombe di burro", registrato sabato 22 settembre 2001 alle 00:00.
  • Ascolta la conversazione straordinaria di Marco Pannella

    Roma, 22 settembre 2001 - Le posizioni espresse da Marco Pannella in molte occasioni, non ultima nella coversazione straordinaria da Radio Radicale a poche ore dagli attentati nel cuore degli Stati Uniti, di bombardare di informazione e conoscenza i regimi del mondo, come quello Talebano, in alternativa a risposte di tipo militare, cominciano a riscuotere successo anche tra le firme dei quotidiani italiani.<p><em>Quello che segue è un estratto dall'articolo di Alexander Stille, pubblicato a pg. 17 de La Repubblica, di venerdi 21 settembre 2001.</em><p>(...) Ma nelle email e nelle conversazioni private sento più opposizione alla risposta militare di quanto emerga dai media tradizionali. Circolano molti appelli a favore di una risposta pacifica. Un amico mi ha girato una email divertente che esordiva: «Bombardateli di burro». Seguiva una nota: «Buffo vero? Sì, finché non vi rendete conto che ha più senso di quello che sta facendo il nostro governo!» Invece di una risposta militare, che guadagnerebbe simpatie ai terroristi, l'autore propone un'altra idea: «Bombardate l'Afghanistan di burro, riso, pane, indumenti e medicinali. Costa meno delle armi convenzionali, non mette a rischio vite americane e può far riflettere la popolazione che forse i Talebani non hanno tutte le risposte. Dopo tre anni di siccità, a un passo dal morire di fame, offriamo al popolo afgano la prospettiva di un nuovo futuro. Uno che includa la pancia piena.<p>Bombardiamoli di informazioni. Video e audiocassette di leader mondiali, soprattutto leader islamici, che condannano il terrorismo. Tappezziamo il paese di giornali che mostrano l'orrore degli atti terroristici compiuti dal loro «ospite». Sorprendiamoli con computer portatili e lettori Dvd pieni di prospettive che i loro governi gli negano. Di tutte queste bombe di speranza, qualcuna centrerà il bersaglio. Mandiamone tante che i Talebani non possano raccoglierle e nasconderle.<p>A parte tutti gli scherzi, se facessimo qualcosa di fantasioso e totalmente inaspettato, al posto dei bombardamenti in predicato destinati a produrre un inevitabile corollario di sofferenza tra la popolazione civile e un successivo contrattacco? Per strana coincidenza stamattina ho ritrovato un eemento della mail «bombardiamoli di burro» in un articolo del giornalista più conservatore del New York Times, William Safire, quando sollecita la diffusione di trasmissioni radio in territorio afgano. «Perché non c'è una Radio Afghanistan che trasmette la verità sulle conseguenze che comporta dare rifugio ai vertici del terrorismo?»