29 SET 2001

Onu: Arlacchi se ne va

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Registrazione audio di "Onu: Arlacchi se ne va", registrato sabato 29 settembre 2001 alle 00:00.
  • Link: «Caso Arlacchi»: Il curriculum (non proprio brillante) del Capo dell'Undccp

    29 settembre 2001 - Uno scarno comunicato dell'Onu ha riferito che ieri a New York si sono incontrati Kofi Annan, segretario delle Nazioni Unite e Pino Arlacchi per discutere la proroga dell'attuale mandato della direzione dell'ufficio dell'Onu con sede a Vienna che si occupa della lotta alla droga anche in vista degli attuali sviluppi della crisi in Afghanistan.<p>Il sociologo italiano Pino Arlacchi era stato nominato nel 1997 a capo dell'Undcp, United Nations Office for Drug Control and Crime Prevention e il suo mandato era in scadenza. Nel comunicato si legge: "Arlacchi ha indicato che non è in grado di continuare nell'incarico per un altro mandato pieno. Si è concordato che resterà nella sua posizione fino a metà del 2002".<p>Maurizio Turco, presidente dei deputati europei radicali, "nemico storico" di Arlacchi, da anni impegnato in una battaglia personale contro la politica dell'Undccp, ha commentato la notizia: "La non riconferma di Arlacchi è un atto doveroso, ma non cambia in nulla, né tantomeno supera la denuncia dei radicali contro le politiche delle Nazioni Unite sulle droghe".<br>"In questi anni Arlacchi per primo - ha concluso l'esponente radicale - non ha compreso che le nostre denunce non erano contro la sua persona, ma contro una politica folle, che purtroppo non finisce con la mancata proroga del suo mandato. Per tale motivo la nostra lotta politica antiproibizionista prosegue, augurandoci che questa costituisca quantomeno un'occasione di riflessione in sede di Nazioni Unite per un cambio di strategia".<p>I deputati di An Enzo Fragalà e Nino Lo Presti hanno espresso ''legittima soddisfazione nell'apprendere che Pino Arlacchi è stato letteralmente cacciato da Kofi Annan per la sua gestione poco trasparente e per le polemiche scaturite dalle assurde iniziative a favore del regime afghano''.<p>''E' evidente - hanno affermato a proposito di Arlacchi - che solo per salvare la faccia è stata concessa una proroga di qualche mese rispetto alla scadenza naturale del suo mandato fissata per il 28 febbraio 2002''. Si tratta, a giudizio dei parlamentari di An, di una ''proroga ingiustificata e ingiustificabile, dal momento che il governo dovrà scegliere un personaggio di prestigio, con manifeste capacità, che possa sostituire il rappresentante italiano in sede Onu, in un clima internazionale incandescente''.<p>''Cadono così - ha osservato Fragalà e Lo Presti - le patetiche difese che Arlacchi ha tentato più volte di sostenere arrivando a dire che se lui fosse stato cacciato, come è accaduto, l'Italia avrebbe perso il posto''. Si tratta, secondo Fragalà e Lo Presti di ''un danno di immagine non per il governo Berlusconi, bensì per il centrosinistra che lo aveva fatto nominare nel 1997''.