16 OTT 2001

Nemetria: X Conferenza Etica ed Economia

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 55 min

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Il governatore Fazio: Fazio, 4 riforme strutturali per il rilancio dello sviluppoFoligno, 16 ottobre 2001 - Sono quattro gli interventi strutturali ''necessari per accrescere fortemente la forza e la capacità di sviluppo dell'economia italiana'': interventi sulla previdenza pubblica, sulla sanità pubblica, sul livello e sulla struttura della tassazione e della spesa pubblica, e sulla struttura del mercato del lavoro.

Questa la ricetta ribadita oggi dal Governatore della Banca D'Italia Antonio Fazio alla decima conferenza di Nemetria su "Etica ed Economia".Previdenza, sanità, fisco e spesa
pubblica, lavoroFazio ha ricordato come in questi mesi dopo aver meditato a lungo e forte di quarant'anni di studi dell'economia italiana abbia creduto di dover predisporre e proporre ai governanti e al parlamento italiano una serie di riforme culturali che riguardano appunto previdenza, sanità, tassazione, spesa pubblica e mercato del lavoro.

"Interventi che, se sperimentati, sono sicuro - ha detto Fazio - daranno un risultato positivo''.

Il Governatore della Banca D'Italia paragonando il ruolo dell'economista a quello del medico ha quindi sottolineato l'importanza che in molti casi assume la capacità di fare degli esperimenti.

Così anche Fazio ha ripercorso quelli che nella sua storia di economista e Governatore dell'Istituto Centrale sono stati dei veri e propri esperimenti.

Il primo di questi, quando nel '74, in occasione della prima crisi petrolifera, assieme a Paolo Savona, propose a Carli una serie di manovre di politica monetaria restrittiva.

''In sei mesi - ha ricordato Fazio - il disavanzo della bilancia dei pagamenti si fermò, rientrarono i capitali e l'inflazione scese dal 25% al 10-12%.

Per un trimestre la produzione industriale ebbe una variazione negativa, la prima da 25 anni, ma la lira era tornata in condizioni normali''.

Fu quindi questo, un ''esperimento che funzionò e rilanciò l'economia''.

Il secondo episodio risale al 1977.

''Le parti sociali - ha spiegato il Governatore - avevano deciso che dovevano governare loro l'economia e nel '75 stabilirono un aumento del costo del lavoro del 35% in un anno.

L'Italia era su una rotta Sud Americana, in condizioni disastrose, e noi suggerimmo una imposizione fiscale del 4% sul pil, equivalente a 100.000 miliardi di oggi''.

Fazio ha raccontato dunque che ''Baffi fece un salto sulla sedia ma il Governo di Unità Nazionale mise in atto l'esperimento che funzionò egregiamente e l'Italia si riprese''.

Quindi nel '95, quando lui stesso era Governatore della Banca d'Italia, è stata la volta del "terzo esperimento".

''Proposi a me stesso di abbassare i tassi a lungo termine, che erano attorno al 12-13%, alzando quelli a breve: avevo la consolazione che se l'esperimento non fosse riuscito - ha ironizzato - il malato comunque non sarebbe morto ma sarebbe morta la funzione del sottoscritto''.

Anche in questo caso, però, l'esperimento riuscì.

Riguardando indietro, dunque, Fazio si è detto quindi convinto che ''è perfettamente lecito, ma anche doveroso'' mettere appunto degli interventi se questi si basano su analisi serie e pur mettendo a rischio l'ammalato presentano aspettative ragionevoli di successo.

''Non farlo - ha detto - sarebbe un peccato di omissione''.

Globalizzazione: occorre politica, non basta mercatoPer affrontare nel giusto modo il problema della globalizzazione, ancor più alla luce degli attentati dell'11 settembre scorso, ''occorre la politica, non basta il mercato''.

Antonio Fazio è tornato su un tema a lui caro.

Fazio ha ricordato come negli ultimi 50 anni la globalizzazione ha arricchito gli uomini ma ha creato anche molte, moltissime disparità.

''Credo - ha sottolineato - che i politici debbano tornare a considerare le cause altissime e a ricondurre questo fenomeno nell'alveo dei principi più generali''.

Il Governatore ha ricordato come il problema della globalizzazione sia stato affrontato proprio di recente nel corso di una cena al termine della riunione del G7: in tale occasione, ha detto, ci si è domandati se sia possibile continuare a guardare alla globalizzazione come lo si faceva prima dell'11 settembre.

''C'è la tendenza - ha spiegato Fazio - in alcuni casi a dire che la globalizzazione è una cosa cattiva perché genera determinati problemi e tocca in modo non positivo alcuni uomini.

Io ho un atteggiamento fondamentalmente positivo su questo aspetto''.

"E attorno a quel tavolo di 21 tra ministri e governatori del G7 - ha aggiunto Fazio - nessuno pensava che la rivoluzione industriale sia stata un fatto negativo per la storia dell'umanità, ma, attenzione bisogna anche ricordarsi delle problematiche sociali, politiche ed economiche che la rivoluzione industriale ha portato, tra cui il marxismo".

''Ci sono voluti 200 anni - ha detto Fazio - per assorbire alcuni impatti negativi della rivoluzione cominciata con la scoperta della macchina a vapore, e forse abbiamo finito di farlo solo nel 1989''.

"Oggi con la rivoluzione informatica in corso, che è la base della globalizzazione di questo periodo storico - ha osservato il Governatore - occorre la politica, non basta il mercato: il mercato è una forza potentissima, uno strumento fondamentale, ma occorre ricondurlo nell'ambito di finalità e dinamiche che non riguardano solo gli aspetti economici: serve la cultura dell'uomo''.

L'economia, a suo giudizio, ''è una parte, il mercato è una forza potente, formidabile, ma non basta''.

Nei circoli internazionali, secondo Fazio, per anni c'è stato un approccio semplicistico alla globalizzazione, in base al quale tutto ciò che tocca il mercato è un male.

''Oggi - ha sottolineato - ci accorgiamo che la rivoluzione informatica e la globalizzazione ci pongono di fronte a problematiche nuove: negli ultimi 50 anni la globalizzazione ha accresciuto la ricchezza di ogni uomo ma si sono accresciute anche, più rapidamente che in passato, le disparità''.

Fazio si è dunque rifatto ad un filosofo a lui caro, Tommaso D'Aquino, spiegando come secondo quest'ultimo la società ''si regge sulla giustizia commutativa, su uno scambio equo e ci deve essere concorrenza non monopolio''.

Ma il filosofo asserisce allo stesso tempo che, ha ricordato Fazio, ''la società si regge anche sulla giustizia distributiva, sulla partecipazione equa di tutti ai frutti del progresso''.

La globalizzazione infatti ha, secondo Fazio, ''finora arricchito tutti, non ha impoverito, ma oltre ad aumentare moltissimo le disparità e la loro percezione, ha accresciuto anche la sensazione che chi è indietro possa raggiungere chi è avanti e questo genera tensione''.Un riconoscimento particolare è stato attribuito infine ad Antonio Fazio dal Centro Studi Nemetria.

Al Governatore della Banca d'Italia Nemetria ha regalato una edizione originale del 1604 della Summa Teologica di Tommaso D'Aquino, per ringraziarlo di aver partecipato a tutte le conferenze annuali dello stesso centro studi, giunte oggi al decimo anniversario.A consegnare il riconoscimento al Governatore è stato Antonio Baldassarre, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, il quale ha ricordato come Fazio sia sempre stato ''un economista particolare'' con un occhio di riguardo al vivere sociale.

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