20 OTT 2001

Ulivo: D'Alema e Rutelli al Congresso nazionale della Sinistra Giovanile

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Chiusi (Si), 20 ottobre 2001 - ''Il governo nei primi mesi di attività, di quelli che chiamano i cento giorni, ha varato un complesso di provvedimenti a favore della criminalità che lasciano sgomenti.

E lasciano ancor di più sgomenti in un momento come questo''.

Questo il pensiero espresso dall'ex presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, nel corso del suo intervento ai lavori del congresso nazionale della Sinistra giovanile, in corso di svolgimento a Chiusi e che ha visto la presenza anche del leader della Margherita, Francesco Rutelli.

In conseguenza a quella che ha definito ''una azione
sconcertante'' da parte del governo, il presidente dei Ds ha invitato, tra gli applausi dei 500 giovani delegati, le forze di opposizione a mobilitarsi per contrastare questo disegno che ''abbassa la soglia di legalità del nostro Paese, faticosamente risalita dopo Tangentopoli''.I 100 giorni? A favore della criminalità ''Siamo di fronte all'esigenza di costituire nel Paese un movimento a difesa della legalità'', ha affermato l'ex premier.

D'Alema, facendo il verso al regista Nanni Moretti, che più volte lo ha invitato a 'dire qualcosa di sinistra', ha detto con ironia: ''Mi verrebbe da domandare a Fini, perché non dici qualcosa di destra su questi provvedimenti varati dal governo? La vorrei fare a Fini questa domanda perché il suo partito ha fatto della sicurezza in passato uno dei suoi cavalli di battaglia''.

D'Alema ha fatto gli esempi di quelli che a suo parere sono provvedimenti ''a favore della criminalità'' e che avrebbero suscitato ''enorme stupore'' nei partner occidentali: depenalizzazione del falso in bilancio, legge sulle rogatorie e rientro dei capitali illegalmente detenuti all'estero.

Secondo D'Alema, Silvio Berlusconi, anziché rendere più difficile la cooperazione internazionale con la nuova legge sulle rogatorie, ''poteva fare provvedimenti ad hoc per i processi che gli stanno a cuore e sicuramente avrebbe fatto meno danni''.

L'ex presidente del Consiglio ha affermato che la legge sulle rogatorie ''ha suscitato orrore in Europa, ma non per la presunta disinformazione della sinistra lamentata da Berlusconi, ma perché i governanti europei quella legge l'hanno letta''.

Il presidente dei Ds ha poi definito ''di cattivo gusto'' che il governo abbia ''infilato nelle norme relative agli adempimenti sull'Euro provvedimenti per il rientro dei capitali illegalmente detenuti all'estero''.

''Voi capite chi ha i soldi nascosti all'estero, vero?'', ha chiesto D'Alema rivolgendosi alla platea.

''Piuttosto che questo provvedimento sarebbe stata meglio - ha proseguito - un'amnistia ad hoc.

Siamo di fronte a una vicenda sconcertante.

Non c'è bisogno che la sinistra vada a raccontare all'Europa cosa sta accadendo in Italia, perché basta che i Paesi stranieri leggano il provvedimento e si facciano una idea esatta sul nostro governo.

Se poi ci aggiungiamo che sono state tolte le scorte ai magistrati di Palermo, cominciamo a capire a quali interessi risponda l'attuale governo''.

''Tutto ciò - ha proseguito D'Alema - dà la sensazione di un Paese che non appare più affidabile e proprio nel momento in cui il mondo fa della sicurezza un principio irrinunciabile.

Ecco perché dico con forza che siamo di fronte all'esigenza di costruire nel Paese un movimento a difesa della legalità''.

''In pochi mesi - ha concluso il presidente dei Ds - sono state varate misure ispirate ad un garantismo peloso, diffondendo l'idea che il grande crimine è esente e che lo Stato colpisce solo poveracci.

Questo è un messaggio devastante per l'etica pubblica e per la tenuta del Paese, dopo che con Tangentopoli si era recuperata la soglia della legalità.

Anche se io più volte ho denunciato, in riferimento a quel periodo, gli eccessi del giustizialismo''.

Gand: Pre-vertice inelegante verso il consiglio Ue Per l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema ''il pre-vertice promosso da Chirac a Gand è stato un atto inelegante, non tanto verso l'Italia ma perché colpisce il Consiglio Europeo''.

''Di fatto - ha aggiunto - è la riaffermazione di un messaggio all'opinione pubblica secondo il quale la politica estera appartiene agli Stati nazionali.

E invece noi vogliamo una voce sola, a livello europeo''.

Il presidente dei Ds, riferendosi all'esclusione dell'Italia, ha sottolineato come ''bisogna comunque guadagnarsi i titoli per esserci in questi consessi, anche se hanno un valore ovviamente informale''.

''Abbiamo faticato molto per esserci a queste riunioni ed è bastato poco per non esserci più'', ha affermato D'Alema facendo riferimento alle gaffe compiute dal governo Berlusconi in materia di politica internazionale.

''Essere parte o meno delle consultazioni informali tra Stati dipende dalla credibilità di un Paese.

L'Italia - ha sostenuto D'Alema - aveva conquistato credibilità a livello internazionale con l'ingresso nell'Euro, con la missione di pace in Albania e con l'intervento militare in Kosovo.

A quel punto è stato detto che l'Italia era un Paese affidabile.

Se adesso invece siamo stati esclusi da una consultazione informale, evidentemente abbiamo perso credibilità.

E in questi casi non vale la pena di lamentarsi''.

Una pausa dei bombardamenti non significa fine L'operazione militare in Afghanistan è ''perfettamente legittima'', ma la comunità internazionale deve tenere presente ''il fattore umanitario, perché ci potrebbe essere bisogno di aiutare il popolo afghano''.

Massimo D'Alema spiega così l'invito a considerare ''anche l'ipotesi di una pausa nei bombardamenti che non significa stop o fine dei bombardamenti''.

L'ex presidente del Consiglio ha sottolineato più volte che ''l'uso della forza è inevitabile di fronte ad un attacco di inaudita gravità come quello subito dagli Usa''.

''L'intervento militare non basta per sconfiggere un nemico che è una forza economica, militare e che studia anche come impiegare le armi biologiche'', ha aggiunto il presidente dei Ds.

Ma questo non vuol dire escludere la risposta armata contro i talebani.

''Rispetto il pacifismo, che sostiene che la forza non crea la pace.

E' un concetto che apprezzo dal punto di vista morale - ha sostenuto D'Alema - ma che storicamente non è vero''.

Comunque, l'ex premier ha assicurato che ''il dialogo sul fronte interno con i pacifisti deve continuare, perché noi non vogliamo militarizzare il paese''.

La marcia del Governo che divide l'Italia''Le marce organizzate o ispirate dai governi non servono e in nessun Paese del mondo se sfruttano le crisi internazionali per dividere la propria popolazione''.

E' il commento di Massimo D'Alema a proposito dell'annunciata manifestazione di piazza contro il terrorismo e a sostegno della politica militare americana organizzata da Forza Italia.

L'ex premier teme che ''anche questa iniziativa sarà giudicata come un ulteriore segno di non credibilità del nostro Paese''.

''Le manifestazioni contro il terrorismo - ha affermato D'Alema - si fanno unitariamente, si promuovono tutte insieme.

Questo è accaduto, ad esempio, immediatamente dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre negli Stati Uniti.

A Roma, cito un caso per tutti, io ho partecipato ad una manifestazione in piazza assieme a Francesco Storace''.

Per il presidente dei Ds è ''chiaro che questa manifestazione la si vuole fare contro la marcia della pace Perugia-Assisi, che non è stata inventata ora, ma che esiste da quarant'anni.

E questa manifestazione annunciata la si vuole fare per dividere, non per unire: per strumentalizzare a fini di polemica interna una vicenda internazionale.

Tutto ciò è il segno dello scarso livello della classe politica al governo''.

Anche il leader dell'Ulivo Francesco Rutelli ha affrontato il tema dell'annunciata manifestazione di piazza promossa da Forza Italia con il sostegno di Berlusconi, nel suo intervento davanti alla platea dei 500 delegati della Sinistra Giovanile.

''Mi auguro che il governo torni indietro da errori come l'idea di tenere una manifestazione di piazza, indetta dai partiti che fanno parte della maggioranza governativa.

Se ciò accadesse - ha detto il leader della Margherita - l'Italia sarebbe il primo grande Paese europeo che vede il suo premier scendere in piazza.

Esprimo l'augurio che ci ripensino e non ci sia un'adunata che darebbe un messaggio profondamente sbagliato, perché il Paese deve essere unito in politica estera, che non è certo argomento da divisioni''.

Rutelli ha detto che ''dispiace che la maggioranza e il governo si prestino a manifestazioni con scopi propagandistici.

E simili iniziative non farebbero altro che far distinguere l'Italia, far risaltare il profilo di una maggioranza di centrodestra che ha già messo fuori gioco l'Italia dall'incontro con i nostri partner europei''.

L'Ulivo si mobiliterà contro lo smantellamento della scuolaL'Ulivo si mobiliterà nelle prossime settimane contro ''lo smantellamento della scuola voluto dal governo di centrodestra''.

Questo l'annuncio di Francesco Rutelli.

''Dobbiamo far crescere in tutto il Paese una azione e una mobilitazione in favore della scuola, rimarcando presso l'opinione pubblica le differenze abissali tra le proposte e i programmi dell'Ulivo in favore della pubblica istruzione e i fatti annunciati o realizzati dal centrodestra'', ha detto il leader dell'opposizione.

''Sulla scuola hanno promesso mari e monti, ma dal centrodestra arriveranno solo paludi con zanzare.

La funzione pubblica della scuola - ha proseguito il leader dell'Ulivo - è per noi una priorità, come lo è per la stragrande maggioranza dei cittadini italiani.

Siamo convinti che la nostra azione troverà il consenso delle famiglie degli studenti e degli insegnanti''.

Rutelli ha invitato ''alla mobilitazione fin da subito'' gli aderenti alla Sinistra giovanile, suggerendo loro di trovare collegamenti con le altre associazioni giovanili affinché ''si promuova una azione unitaria da parte di tutti coloro che si aspettano una scuola migliore''.

No ad una coalizione solo pre-elettorale ''C'è chi dice che l'Ulivo deve rinascere.

Io dico che l'Ulivo deve nascere per davvero.

Ed è giunta l'ora, come si è detto tante volte, che l'Ulivo diventi la casa dei riformisti.

Nello stesso tempo i partiti della coalizione devono essere sempre più forti''.

Il leader dell'opposizione ha detto chiaro e tondo che l'Ulivo non può più essere inteso come una mera coalizione pre-elettorale, pena una nuova sconfitta.

''L'Ulivo vive se è vissuto negli anni che precedono la prova elettorale.

Se anche questa volta, dopo la precedente elezione, pensiamo che l'Ulivo lo possiamo tenere dietro la porta, in un angolo per tutta la legislatura e poi lo tiriamo fuori sei mesi prima del voto, ecco che non abbiamo imparato la recente lezione - ha affermato Rutelli - Penso che sia necessario dar vita a un Ulivo capace di diventare una coalizione che tagli in futuro i traguardi che non siamo riusciti a raggiungere nei cinque anni passati''.

A tal proposito, il leader dell'opposizione ha indicato anche la necessità che l'Ulivo si doti al più presto di ''una gestione collegiale'' capace di dar vita a tutti i livelli ''a procedure democratiche''.

''L'Ulivo deve avere sedi e strumenti per la partecipazione - ha proseguito -, una partecipazione il più possibile democratica.

Occorre più collegialità, più partecipazione, più iniziativa a tutti i livelli''.

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