31 OTT 2001

Ds: "La Rosa Rossa", Salvi, Bertinotti e Berlinguer contro Fassino e le derive centriste

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Roma, 31 ottobre 2001 - Incontro tra le componenti "più a sinistra" della sinistra, in occasione della presentazione della seconda edizione del libro ''La rosa rossa'' di Cesare Salvi, leader della corrente Socialismo 2000, cui hanno partecipato il segretario di Prc Fausto Bertinotti, e il candidato del correntone Giovanni Berlinguer.

Presente anche il 'liberal' Claudio Petruccioli.Bordata di Salvi a FassinoCesare Salvi subito contro il candidato favorito: la vittoria che si profila per Piero Fassino alla segreteria dei Ds è dovuta anche al peso dell'apparato del partito.''Per Fassino ha
pesato il sistema di potere.

Ha inciso l'indicazione che i gruppi dirigenti hanno dato sia a livello di partito sia a livello territoriale nella fase congressuale'', è quanto ha affermato l'esponente della Salvi si dice ''terrorizzato'' per come si sta sviluppando il dibattito interno al partito e non nasconde i suoi timori sulla futura segreteria Fassino.No alla corsa al centro''Ritengo demenziale - sostiene Salvi - avviare una nuova corsa verso il centro.

Le elezioni le abbiamo perse per una mancata alleanza con Rifondazione Comunista.

Abbiamo perso a sinistra circa 2 milioni di voti che non sono andati alla Casa delle Libertà, sono rimasti a casa oppure, visto l'eccesso di moderatismo della sinistra, sono andati direttamente alla Margherita''.Salvi se la prende anche con il tentativo di ''riavviare una nuova fase di revisione della storia della sinistra'' e aggiunge: ''Che, facciamo il revisionismo degli anni ottanta-novanta? Avevano forse ragione i tangentisti?''.''Ho il timore che ci stiamo preparando - denuncia Salvi - ad una nuova fase di revisionismo: prima Dossetti e i fratelli Rosselli che con noi non hanno nulla a che spartire, poi la rilettura dell'antifascismo e della Resistenza, ora ci prepariamo a fare il revisionismo sugli anni '80 nei seguenti termini: avevano ragione i tangentisti.

E' giusto restituire l'onore a chi si è visto ingiustamente accusato e condannato ma da qui a passare all'estremo opposto è inaccettabile.

Non si può scegliere una linea politica in base alla pretesa di voler riscrivere la storia''.Anche Petruccioli contro FassinoIl confronto interno ai Ds ha influito anche sulla questione dei rapporti con Rifondazione Comunista con Salvi che ritiene importante ''superare la rottura'' con Bertinotti, mentre Claudio Petruccioli della corrente Liberal della Quercia vede impossibile un'alleanza con chi vuole rifondare il comunismo.

Secondo Petruccioli, il compito dei Ds oggi è quello di ''fondare una sinistra di governo'' che vada oltre l'area dell'ex Pci."Piero Fassino vincerà il congresso e lascerà nel partito le cose come stanno - attacca il presidente della commissione di vigilanza Rai oggi in veste di esponente della Quercia - Fassino dice che farà il partito socialdemocratico ma in realtà non farà niente, continuerà a mantenere le cose come stanno perché in questo partito la scelta socialista non è mai stata fatta e neppure Fassino sarà in grado di portarla a termine''.Petruccioli spiega da dove trae le proprie certezze.

''Il 66% dei congressi di sezione ha votato Fassino perché lo ha identificato con il partito e in lui ha identificato la storia e la tradizione del partito''.

E' sulla ''mancata scelta socialista'' che Petruccioli punta il dito.

''Non portarla a termine - osserva - è stato un guaio e finché non la si fa la sinistra riformista non ritroverà la propria strada.

Leggo che punta a fare il partito del socialismo europeo.

Ma quello c'è già e alle elezioni ha preso il 16%: si chiama Ds al quale dovrebbe aggiungersi lo Sdi.

Questo è: nulla di più''.Dialogo con Prc? Bertinotti possibilista''Sono invidioso di voi - ha poi detto rivolgendosi a Fausto Bertinotti - perché voi senza alcun merito vi siete trovati in mano un partito nuovo, senza averlo neppure cercato o voluto.

Noi, invece, non ci riusciamo e mentre Rifondazione può andare fiera e usare quel suffisso 'Ri-fondazione' noi non lo possiamo fare, perché non siamo ancora arrivati neppure alla fase della fondazione''.Per quanto riguarda i rapporti con Rifondazione Comunista, le rinnovate aperture di Salvi a Fausto Bertinotti vengono accolte con favore dal leader di Rifondazione Comunista che definisce ''possibile una interlocuzione'' con la sinistra della Quercia.

Ma Bertinotti sottolinea le diversità di posizione tra il suo partito e la stessa corrente che fa capo a Cesare Salvi che definisce del ''sì...

ma'' verso la guerra in Afghanistan.Per il segretario di Rifondazione Comunista non si può dire ''sì ad un intervento militare" perché, a suo avviso ''si prefigura solo come costruzione di un ordine nuovo del mondo'' ed è ''inefficace nella lotta al terrorismo''.

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