06 NOV 2001
europa

Wto: Conferenza Stampa dei commissari europei Lamy e Fischeler

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 54 min 48 sec
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Bruxelles, 06 novembre 2001 - Per riuscire a lanciare un nuovo ciclo di negoziati all'Organizzazione Mondiale per il Commercio (Wto) ''resta da fare ancora il 20% del cammino previsto e non sarà il percorso più facile''.E' quanto hanno annunciato a Bruxelles i negoziatori europei i commissari al commercio estero Pascal Lamy e all'agricoltura Franz Fischler, in vista della conferenza che riunirà dal 9 al 13 novembre a Doha (Qatar) i rappresentanti di 142 paesi membri della Wto.

L'obiettivo: decidere se lanciare o meno un nuovo ciclo di negoziati commerciali multilaterali.La posta in gioco è
elevata, e dopo i tragici avvenimenti dell'11 settembre negli Usa il lancio di un nuovo round negoziale appare ancora più necessario.

''Ora è ancora più importante farlo - ha detto Lamy - non solo per ragioni economiche, ma anche per dare un segnale positivo di unità''.L'Europa, che rappresentata a lei sola il 25% del commercio mondiale, si presenta a Doha unita, sostenuta anche nelle sue richieste dai paesi candidati all'Ue.

Al momento il nostro obiettivo - hanno sottolineato i negoziatori Ue - ''è mettere a punto a Doha un'agenda di lavoro in cui elencare tutti i temi che verranno negoziati durante il round.

Questo è determinante in quanto al momento delle trattative non si potrà aggiungere nuovi temi ma neanche toglierne''.

E hanno aggiunto: ''Ginevra ha fatto un buon lavoro e con il documento messo sul tavolo l'80% del percorso è fatto''.Sono tre essenzialmente le linee guida a cui intende attenersi Bruxelles: ''Coinvolgere fortemente i paesi in via di sviluppo nel sistema commerciale multilaterale affrontare il deficit normativo della Wto sui fronti dell'ambiente, della politica dei consumatori e delle politiche sociali creare le condizioni per una maggiore crescita economica.

Più in particolare, Bruxelles è insoddisfatta, rispetto alle proposte avanzate, in materia di agricoltura.''L'Europa non è una fortezza - ha affermato al riguardo Fischler - ricordando che l'Ue è il primo importatore di prodotti agricoli nel mondo''.

Nel 2000, ne ha importati per un valore di 56 miliardi di euro, ossia più di quanto hanno fatto insieme Usa, Giappone, Australia, Canada e Nuova Zelanda, mentre ne ha esportati per 51 miliardi di euro.Tra i grandi obiettivi del prossimo round negoziale Bruxelles ha posto la tutela dei prodotti agricoli ed alimentari tipici di alta qualità, che rappresentano il fiore all'occhiello della produzione agroalimentare italiana.

Su altri fronti, i negoziatori europei intendono impegnarsi per far rientrare nell'agenda del futuro round negoziale anche il delicato problema dell'accesso ai farmaci.''Se verrà lanciato, quanto durerà il nuovo negoziato''? Hanno chiesto i giornalisti a Lamy.

''In generale - ha risposto, un round dura cinque anni, due ne sono già trascorsi da Seattle, ne resterebbero altri tre''.

leggi tutto

riduci