18 NOV 2001

Radicali: Conversazione settimanale con Marco Pannella, Che il 24 novembre sia l'inizio di un Satyagraha lungo un anno.

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Roma, 18 novembre 2001 - Al centro della consueta conversazione con Marco Pannella la "giornata mondiale di digiuno e nonviolenza per le donne nel governo provvisorio afghano" di sabato 24 novembre e il congresso dei Ds appena concluso con l'elezione a segretario del partito di Piero Fassino.Il Satyagraha mondiale del 24 novembre"Cominciamo l'anno - ha detto Pannella - con Bertinotti che scopre il digiuno e lo concludiamo con il Papa che lo celebra.

Questo pone un problema.

Dobbiamo guardarci da un riflesso dolente o compiaciuto quando sembriamo trovarci in un momento confluente nelle nostre
iniziative.

Siamo in un crocevia della storia contemporanea in cui Bertinotti e il Papa propongono il digiuno come elemento di dialogo, di unità, cinque giorni dopo che noi fissiamo l'obiettivo della giornata mondiale di Satyagraha per le donne nel governo del Laos"."Io spero - ha proseguito il leader radicale - che il 24 sia l'inizio di un Satyagraha lungo un anno.

A questo punto però dovremo rendere conto di questo proposito che si concretizza in una data diversa (il 14 dicembre proposto dal Papa, ndr), constatiamo che i pacifisti non sanno che dire, siamo al centro di una risposta alternativa alle armi militari in prospettiva, ma anche alla maturazione di riconoscere che le armi militari diventano non economiche, e quindi che occorre pensare ad altri bombardamenti, quelli di conoscenza".Uno dei problemi appare quello del forse troppo largo consenso per l'iniziativa radicale, che rischia per questo di perdere significato.

Pannella preferisce porre l'accento però su un altro aspetto.

"Di qui a sabato 24 - si è chiesto il leader radicale - cosa faranno i nostri amici ceceni? Cosa faranno i Falun Gong? Cosa farà il Dalai Lama? Una cosa condivisa da tutti ha forza politica zero.

Bisogna capire però chi sono questi tutti"."Se c'è il movimento radicale da decenni - ha infine sottolineato Pannella - c'è grazie ad iniziative, a tentativi, apparentemente folli, folli di ragionevolezza.

Esiste però un problema informazione, che tutti scambiano per protesta.

Un problema che diviene anche teorico, quando la libertà e la democrazia di un paese vengono sequestrate dai detentori del potere.

Io credo che gran parte degli italiani vuole quello che noi vogliamo, senza però sapere che noi esistiamo".Il congresso dei DsLunga e complessa riflessione sul congresso dei Ds conclusosi con l'elezione a segretario di Piero Fassino e la sconfitta del "correntone" di Bassolino e Cofferati.

Pannella si è soffermato sull'importanza del congresso come strumento di confronto democratico, strumento che sembra appartenere ormai solo ai Ds, e non utilizzato dalla Casa delle Libertà."Non si è parlato però in questo congresso - ha poi fatto notare il leader radicale - dei problemi moderni e reali della gestione dello Stato.

Uno Stato liberale può governare il mercato, dei burocrati no.

Non hanno detto niente sui finanziamenti pubblici, niente sul mondo del lavoro, niente sui temi libertari.

Gli organi dirigenti dei Ds non hanno avuto l'aiuto per ulteriori orientamenti di nemmeno una consultazione"."Hanno fatto una direzione di 250 persone - ha proseguito Pannella - un bel congresso di una politica che si aggiorna ma resta comunque vecchia.

Noi abbiamo sempre contestato l'egemonia del terzo Stato da parte della sinistra e del mondo comunista".L'erede di BerlusconiPassaggio infine dedicato alle dinamiche interne alla Casa delle Libertà.

Un aspetto già sottolineato dal leader radicale in precedenti occasioni è quello della successione a candidato premier nell'attuale maggioranza, una volta che Berlusconi abbia ottenuto "il suo scopo di divenire Presidente della Repubblica"."Se Berlusconi starà 20 anni in giro - ha infatti detto Pannella - ci sarà per 20 anni il problema della sua successione.

Casini sembra ora bruciare in questo ruolo Fini, come delfino del Presidente del Consiglio.

Poi ci sono lo stesso Fini, e Tremonti, che spera di essere l'uomo forte della coalizione".

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