03 MAR 2002

Radicali: Conversazione Settimanale con Marco Pannella, Israele e Ue devono camminare insieme

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 58 min
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Roma, 03 marzo 2002 - La crisi in Medio Oriente, le posizioni dei radicali nei confronti di Israele e del mondo palestinese, al centro della consueta conversazione settimanale con Marco Pannella, questa settimana a Bruxelles per partecipare ad un convegno che avrà come tema proprio quello di Israele nell'Unione Europea.

Ma ovviamente si è anche parlato delle battaglie politiche in corso dei radicali, a cominciare dagli scioperi della fame dei segretari Daniele Capezzone ed Olivier Dupuis.Israele nell'Unione EuropeaQuesta settimana Marco Pannella parteciperà ad una conferenza organizzata dal
Partito Radicale Transnazionale a Bruxelles, che riunisce parlamentari e personalità di Israele e dell'Unione europea, e che ha come scopo quello di approfondire la fattibilità politica e giuridica di un processo di piena integrazione di Israele nell'Unione europea, al fine di creare le condizioni per un accordo di pace durevole in Medio Oriente che possa preservare la natura democratica dello Stato di Israele.

Partendo da questo appuntamento, ma anche dai fatti di cronaca che impongono l'attenzione sul Medio Oriente, il leader radicale è partito per riflettere sul ruolo di Israele e sulla proposta radicale, oggi ancor più urgente."Noi abbiamo individuato da decenni - ha infatti sottolineato Pannella - la via obbligata per superare il massacro che si compie in Medio Oriente.

Credo che questa tragedia, che ritengo unico termine opportuno per questa vicenda, era scritta nelle cose, e che sarebbe bastato poco per cancellarla.

Sarebbe bastato che coloro che rappresentano le anime laiche e tolleranti nel mondo avessero avuto non una visione ideologica, ma politica della vicenda"."In tanta parte del mondo - ha poi spiegato meglio il leader radicale - abbiamo come unica risposta alla barbarie del mondo, gli obiettivi da perseguire per il diritto alla vita e la vita del diritto.

Da ormai 50 anni si ha senza ripensamenti, anche durante lo svilupparsi di questo tentativo di assassinio di Israele, la convinzione che sia compatibile l'idea che gli stati nazionali possano essere contenitori di civiltà, di diritto e di libertà.

Questo invece poteva e può proporre solo violenza e guerra contro i propri popoli"."Nella mozione che è alla base di questo convegno - ha proseguito Pannella - vi è la convinzione che lo Stato di Israele se isolato non possa difendere la propria e l'altrui sicurezza.

Lo Stato di Israele costituisce e deve costituire una speranza di democrazia per il mondo intero.

Noi abbiamo sempre sostenuto come condizione prioritaria l'affermazione del mantenimento di quella testa di ponte che Israele rappresenta per tutto il Medio Oriente, Israele che rappresenta un tipo di civiltà politica basata sulla storica convinzione dei diritti inalienabili dell'individuo"."Le interdipendenze democratiche possono assicurare forme feconde di vita e di progresso umano e civile.

La classe dirigente israeliana, nel contesto di un'intellettualità democratica europea e israeliana stessa, deve comprenderlo: non vi è risposta ragionevole e sennata al di fuori dell'interdipendenza tra Israele e Europa.

L'attuale politica mediorientale è una politica suicida.

Il nostro compito è quindi quello di cercare di provocare una consapevolezza che possa salvare Israele".Lo Stato Nazionale PalestineseSulla questione poi del riconoscimento di uno Stato Nazionale Palestinese, Pannella non ha avuto dubbi nel giudicarlo negativamente.

"Il vero problema del mondo arabo è quello di garantire ai propri uomini e alle proprie donne il diritto a lottare in difesa dei propri interessi, lo Stato Nazionale Palestinese non potrebbe farlo e quindi sarebbe quindi dannoso per i palestinesi stessi".Le iniziative politiche dei radicaliInfine Pannella ha ricordato le iniziative in corso di Radicali Italiani e del Partito Radicale Transnazionale, con l'impegno in prima linea dei segretari Daniele Capezzone ed Olivier Dupuis, i quali stanno portando avanti da molti giorni uno sciopero della fame."Questa settimana - ha sottolineato il leader radicale - dovremmo salutare con particolare riconoscimento queste piccole falle di informazione conquistate da Daniele Capezzone (giunto oggi al 14° giorno di sciopero della fame, ndr).

Credo che i contributi di Daniele siano preziosi per la storia dei radicali.

Se i tavoli saranno molti si sarà fatto un salto importante"."Non dimentichiamo - ha poi concluso Pannella - che questo è un movimento che continua a dover usare gli strumenti estremi della nonviolenza.

A questo proposito va ricordato come sia in sciopero della fame anche Olivier Dupuis che pone il problema non dei cittadini italiani, ma quello dei cittadini ceceni".

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