16 GIU 2002

Radicali: Conversazione settimanale con Marco Pannella da Gerusaleme

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 56 min
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Il leader radicale ha approfondito le tematiche sviluppatesi dopo il suo intervento nella Costituente dell'unione dei Liberali, chiarendo come la sua non fosse una richiesta ai responsabili dell'attuale maggioranza, piuttosto l'invito ad un impegno dell'area liberale nei confronti dei radicaliRoma, 16 giugno 2002 - In collegamento da Gerusalemme, Marco Pannella, nella consueta conversazione settimanale è tornato ad affrontare molti temi protagonisti del dibattito di questi giorni, a cominciare dal suo rapporto con la Casa delle Libertà, ed in particolare con i liberali, riunitisi a convegno nella giornata di sabato.Il rapporto con i liberaliIl leader radicale ha spiegato innanzitutto i motivi della sua partecipazione alla costituente dei liberali, ribadendo poi il messaggio lanciato in particolare a quei liberali che si riconoscono nella Casa delle Libertà ed in Silvio Berlusconi."Dinanzi all'impossibilità di Daniele - ha detto Pannella - e di chiunque di noi di partecipare ai lavori della costituente, ho deciso di rispondere alle pressioni amichevoli di De Luca o Costa ad intervenire non come Presidente del Partito Radicale Transnazionale, ma come semplice membro del Comitato di Radicali Italiani"."Io ho proposto a loro - ha proseguito il leader radicale - di finirla di riunirsi come etnia dolente che si autocelebra, ma di riunirsi politicamente.

Questo significa avere posizioni e connotati politici.

Quindi ho proposto loro di chiedere a Berlusconi l'allargamento della maggioranza verso i radicali"."Il porre questo farebbe nascere un dibattito interno alla maggioranza tra liberali, leghisti ed altri.

Li ho anche invitati a riflettere sulle posizioni di Tremonti, che liberale o liberista non è, la sua politica è di ispirazione neo-corporativa.

Li ho invitati a parlare di pensioni, cosa che non fanno.

I miei tutto sommato sono stati semplici suggerimenti".Il viaggio a GerusalemmeAltro argomento al centro della conversazione è stato il viaggio dello stesso Pannella a Gerusalemme, in occasione del Congresso Sionista, per rilanciare la proposta radicale di Israele nell'Unione Europea.

Il leader radicale era infatti reduce da un'importante assemblea tenutasi nel pomeriggio presso il King David Hotel."Alla nostra assemblea - ha raccontato Pannella - è venuto anche il padre di una delle 12 vittime al caffè Moment.

Questa è l'atmosfera di questo mio viaggio.

Non mi sembra di non stare a Roma o in Italia, ascoltando gli amici, gli avversari p critici, non mi sento minimamente spaesato"."L'antisemitismo in medio oriente per le classi dominanti - ha poi aggiunto - viene smerciato per coprire lo 0.2% di democrazia nel territorio, in questo medio oriente che vede trionfare la barbarie e l'ignoranza.

Il problema è uno solo: è che Israele è il rischio di metastasi di un tumore democratico per gli assetti di dominio sociale ed antidemocratico in medio oriente"."Il problema quindi non è "pace ora", ma "diritto ora", "giustizia ora".

Israele però ha bisogno della riforma americana, quella stessa riforma che proponiamo per l'Italia".Lo sciopero dei magistratiBreve passaggio dedicato anche allo sciopero dei magistrati, del quale molto si discute in questi giorni."Io credo che il potere giudiziario - ha sottolineato Pannella - come potere golpista ed anticostituzionale, sia molto solido.

Questi stanno giocando tutte le carte per avere una maggioranza golpista anche nel prossimo Csm.

Sarà interessante vedere quanti lasceranno che si sappia che non hanno partecipato allo sciopero, piuttosto che quanti sciopereranno".Il Satyagraha radicaleChiusura dedicata al Satyagraha in corso per il ripristino del plenum della Camera dei Deputati, che vede la partecipazione di oltre 5000 cittadini, molti dei quali detenuti, e che potrebbe portare il leader radicale a riprendere quello sciopero della sete, che permise l'elezione dei due membri mancanti alla Corte Costituzionale."Il Satyagraha va avanti - ha ribadito Pannella - nonostante tutto.

Voglio impedire che la testarda resistenza, senza motivazione espressa, del Presidente della Repubblica, mandi in desuetudine sempre più patente lo strumento del messaggio alle camere.

Lui, il Presidente, è il responsabile dei suoi comportamenti e di quelli del Governo di Berlusconi.

Inventa ogni giorno strumenti non previsti, che vengono legittimati poi da un jure servo, inesistente"."Il mio obiettivo è quindi, quando saremo riusciti ad ottenere il plenum della Camera, quello di ottenere risposta su questa questione.

Nei prossimi giorni avrò degli incontri, dopo i quali trarremo delle conclusioni, che potrebbero portarci a rischiare prudentemente".

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