01 DIC 2002

Radicali: Conversazione settimanale con Marco Pannella

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 3 sec
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Il leader radicale rivendica la ricchezza della strategia radicale e rilancia la proposta di contratto con il governoRoma/Bruxelles, 1 dicembre 2002 - "Ci auguriamo ed auspichiamo oggi che, con il ministro Frattini certamente piu' libero di Berlusconi nel dedicare alla Farnesina il tempo e le energie necessarie alla politica che una volta si chiamava estera, la nostra strategia di cercare contratti con il Governo possa fare un altro passo avanti".

Così Marco Pannella, nel corso della consueta conversazione settimanale con il direttore di Radio Radicale, ha rilanciato la proposta di un
"contratto" tra i radicali e il Governo italiano.

Una proposta che già Pannella aveva fatto a Berlusconi alcune settimane fa, sul modello dei rapporti con i governi Amato e Berlusconi nelle scorse legislature.

"Noi abbiamo - ha spiegato Pannella - una storia di dieci anni di contratti, senza soluzione di continuità, tra i radicali e i governi italiani sul piano della politica transnazionale ed internazionale.

Basti ricordare la battaglia per la Corte Penale internazionale, per i tribunali ad hoc sulla Yugoslavia e sul Ruanda, per porre insomma dei problemi concreti, dalle mutilazioni genitali femminili al tema della laicita' del momento pubblico statuale.

In questo la nostra e' una organizzazione unica al mondo".

"Per questo - ha concluso - rilancio la nostra proposta: un contratto con il Governo italiano e con il ministro degli esteri, per costruire l'organizzazione mondiale delle democrazie".

Le due ore di conversazione hanno offerto, naturalmente, innumerevoli altri spunti legati all'attualità politica radicale, a partire la "crescita" che il mezzo secolo di strategia e lotta radicale ha rappresentato rispetto alla "nobile e ricca" esperienza dei radicali de Il Mondo: "Siamo una storia più grande, più dura e duratura, più complessa".

"I radicali di oggi - ha aggiunto Pannella - sono la testimonianza vivente della fecondità del seme che Pannunzio Erneso Rossi e i radicali de «Il Mondo» hanno gettato nella politica italiana".

Proprio la rivendicazione della ricchezza della strategia radicale dell'ultimo mezzo secolo è stato uno dei fili conduttori della conversazione, dal fronte delle lotte transnazionali a quelle sul fronte italiano: in tal senso, la proposta del contratto con il governo non è in alcun modo una "svolta politica" nè un "cambio di rotta", bensì una necessaria e doverosa ricerca di potenziamento delle possibilità di successo per gli obiettivi della lotta radicale.

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