26 AGO 2003
intervista

Pensioni: Intervista con Savino Pezzotta, Maroni indica strada percorribile

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 3 min 6 sec

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Roma, 26 agosto 2003 - Il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta considera una strada percorribile quella indicata dal ministro del Welfare Maroni, che propone stipendi più alti del 30% per incentivare la permanenza al lavoro e rinviare l'andata in pensione.

Pezzotta lo dice intervistato da Alessio Falconio a Radio Radicale.

"Diciamo - dice Pezzotta a commento della proposta Maroni - che è quello che noi stavamo dicendo da quando abbiamo incominciato a discutere la delega.

Cioè se lo strumento è quello di salvaguardare i diritti acquisiti, di mantenere la volontarietà e incentivare
la permanenza mi sembra che sia un strada che si può perseguire.La linea di dare degli incentivi con la salvaguardia dei diritti acquisiti è una linea che si può perseguire.

Poi se è il 30% o il 35% possiamo discutere".

"Questo almeno - prosegue Pezzotta - per quanto riguarda la permanenza.

Poi ci sono differenze per quanto riguarda il pubblico impiego, perchè se vogliamo intervenire sui privilegi, prima di arrivare al pubblico impiego ce ne sono di privilegi da tocare.Per cui non andiamo sempre a colpire quelli bassi, se c'è da entrare nel tema dei privilegi ce ne sono tanti prima di quei piccolissimi e in esaurimento che possono esservi per il pubblico impiego".

Se invece il governo dovesse deicidere di andare avanti sull'impostazione data da Berlusconi di recente? "L'unica cosa che posso dire - risponde - è che bisogna smettere di continuare a fare proposte alternative diverse all'interno del governo , perchè questo crea una situazione di panico , per cui l'obbiettivo che tutti vorremmo raggiungere attraverso gli incentivi e la volontarietà, che la gente permanga di più al lavoro, viene annullato da queste dichiarazioni.

Basta vedere quante sono le domande di andare in pensione che si sono accumulate proprio sulla base di queste dichiarazioni.

Sarebbe meglio che il governo, se ha un'idea, se ha una proposta, la facesse.

Poi se la proposta mi piace gli dirò di sì, visto che non ho pregiudiziali.

Se la proposta non mi piace io sono un sindacato, rappresento i miei interessi parziali, farò le mie battaglie per fargli cambiare opinione.

Però occorre uscire da questa situauzione di indeterminatezza che sta facendo danni al sistema previdenziale italiano".

"Sulle pensioni di invalidità - conclude Pezzotta - se c'è da fare un monitoraggio per vedere se ci sono stati degli abusi rispetto all'applicazione della legge, noi non ci siamo mai tirati indietro".

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