09 NOV 2003

Global - edizione del 9 novembre 2003

[NON DEFINITO] | di Claudio Landi - 00:00 Durata: 31 min 28 sec

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Roma, 9 novembre 2003 - La politica asiatica di questa settimana è scandita da fatti importanti, alcuni pacifici e democratici, altri meno pacifici e potenzialmente tragici.

Iniziamo dalle buone notizie: il 9 novembre, cioè oggi, si terranno in Giappone le elezioni anticipate convocate dal primo ministro Koizumi.

I sondaggi prevedono la riconferma della maggioranza alla coalizione di destra, formata dal Partito liberaldemocratico del premier, dal partito buddhista del Nuovo Komeito, e dal Nuovo Partito conservatore; ma gli stessi sondaggi prevedono anche un rafforzamento del Partito
democratico, di centrosinistra e di opposizione, grazie anche alla fusione con il Partito liberale.

Insomma anche in Giappone, se queste previsioni risultassero confermate, prenderebbe piede una democrazia competitiva di tipo bipolare.

L'altra notizia 'di pace' riguarda i rapporti, la strategia di Pechino verso le due potenze nucleari dell'Asia del Sud, India e Pakistan: si è infatti tenuto a Pechino, il vertice cino-pakistano con la firma di importanti accordi fra i due paesi; e sono ripresi i negoziati cinoindiani per la risoluzione delle controversie di frontiera.

Insomma la Cian continua a tessera la sua tela geopolitica in Asia mantenendo e rafforzando i suoi legami con entrambe le potenze nucleari del Sud dell'Asia.Le due notizie potenzialmente tragiche riguardano due democrazie emergenti e difficili dell'Asia meridionale e sudorientale, lo Sri Lanka e l'Indonesia: in Sri Lanka, la presidente della Repubblica Chandrika Kumaratunga ha destituito tre ministri, colpendo così al cuore un governo che voleva la pace con la minoranza Tamil (lo Sri Lanka, da oltre 20 anni, è afflitto da una sanguinosa guerra civile fra la maggioranza singalese buddhista e la minoranza tamil induista): il governo intendeva raggiungere un accordo con le forze militanti della comunità Tamil le cosiddette 'Tigri Tamil'; la presidente della Repubblica ha ritenuto le concessioni del governo pericolose per 'l'unità nazionale' e ha destituito i ministri più fedeli al primo ministro Ranil Wikrammasinghe, innescando una gravissima crisi politica e costituzionale.

In Indonesia, il governo centrale di Megawati Sukarnoputri ha esteso per altri sei mesi la legge marziale in Aceh, la provincia settentrionale di Sumatra, luogo di una lunga guerra separatista, che ha già visto migliaia di morti e gravissime violazioni dei diritti umani.Radio Radicale, in questa puntata di Speciale Global, si occupa in particolare delle elezioni in Giappone e poi di un tema che è comunque di attualità, la situazione dell'Iraq in connessione con il controllo del mercato energetico mondiale: vi propone due interviste, con Emanuele Giordana, direttore di Lettera22 e con Natale D'Amico, già sottosegretario al tesoro.

Ovviamente con D'Amico Radio Radicale affronta anche il tema, consueto, della ripresa economica americana.

Buon ascolto.Claudio Landi.

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