11 MAG 2001

Coscioni alla maratona oratoria a Roma chiude la campagna elettorale: «La vita senza libertà è morte»

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Roma, 11 maggio 2001 - "Ho compreso che la vita senza libertà è morte", così Luca Coscioni nell'intervento con il quale ha chiuso la campagna elettorale alla maratona oratoria di Piazza Navona che si è chiusa proprio con il messaggio del Presidente del Comitato dei Radicali: "Ho capito che mai come ora sono stato libero e per la libertà noi radicali stiamo combattendo".

Luca Coscioni ha rivendicato la propria azione come una "battaglia radicale per la libertà della ricerca scientifica" che ha "spalancato le porte ai temi della vita e della morte, della malattia e della guarigione, della
normalità e della diversità, temi radicali, ma temi che riguardano anche tutti i cittadini italiani".riprendendo un pensiero di Enzo Tortora, Luca Coscioni ha concluso: "a quanti mi chiedono come sto, dico: dipende da voi; guardo questo paese, o meglio ciò che resta di questo paese con la convinzione profondissima che le grandi battaglie radicali possono essere la sua sola medicina".Nel suo intervento Coscioni aveva innanzitutto ringraziato Marco Pannella ed EmmaBonino "per aver compreso la proposta politica appena abbozzata al comitato dei Radicali del mese di dicembre", e "per aver restituito a me che ero muto la voce".

Coscioni ha ricondotto la propria battaglia con i radicali alla volontà di "battere il perbenismo, il senso comune, il cinismo, il razzismo che vorrebbero togliere, e quasi sempre ci riescono, alle persone che la natura ha fatto malate, i diritti e le libertà fondamentali".

A chi lo ha definito "un invalido strumentalizzato dai radicali, la Cicciolina del 2001", Luca Coscioni ha risposto: "Non chiedo solidarietà", ma "voglio discutere di libertà di scienza, libertà di pensiero, di religione, libertà economiche", mentre "in Italia si è cancellata la clonazione terapeutica anche dalla discussione parlamentare".

Il presidente del comitato dei radicali ha poi illustrato i costi per la sanità pubblica legati alle Malattie neurologiche.

Esse "colpiscono circa il 14% della popolazione italiana e incidono per un buon 20% sulla spesa sanitaria complessiva".

Nel 1999 la spesa sanitaria è stata di 154 mila miliardi, le malattie neurologiche hanno inciso sul bilancio dello stato per 31 mila miliardi.

Se a tale voce si sommano la spesa per pensione di indennità civile 18 mila miliardi si raggiungono 51 mila miliardi per il solo1999.

A fronte di tale spesa, l'investimento pubblico per la ricerca scientifica stanziato per questo settore è stato di 50 miliardi, pari allo 0.002 % del PIL.

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