26 GIU 2001

Intervista ad Epifani (Cgil): Il Governo chieda la proroga per il recepimento direttiva Ue sui contratti a termine

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Roma, 26 giugno 2001 - Alla vigilia del primo incontro tra sindacati e Governo Berlusconi, Guglielmo Epifani, segretario generale aggiunto della Cgil, informa che nel corso dell'incontro non si parlerà di Dpef, ma della cosidetta "agenda dei 100 giorni" del Governo ed illustra lo spirito con il quale il sindacato parteciperà all'incontro: capire le intenzioni dell'esecutivo guidato da Berlusconi.Nel corso dell'intervista Epifani è chiamato ad affrontare una scadenza molto ravvicinata che potrà vedere frizioni tra governo e sindacato: il recepimento della direttiva Ue per i contratti a termine.

Il segretario aggiunto Cgil chiede al governo di usufruire della possibilità di prorogare di un anno l'adozione della direttiva per consentire un accordo che si fondi sulla potestà contrattuale tra sindacati di categoria e controparti.Il dirigente sindacale, affronta anche la questione del 'buco' nei conti pubblici stimando in 10-12.000 miliardi lo sforamento ed a tal proposito giudica una "stranezza" la proposta di Fazio di incrementare la spesa adeguando le retribuzioni al Pil mentre al contempo banKitalia denuncia l'andamento dei conti pubblici.

Sempre sulle dichiarazioni di Fazio, Epifani si dice favorevole ad una flessibilità dei parametri del patto di stabilità solo per le spese di investimento.

Infine affronta la questione del recepimento della direttiva Ue sui contratti a termine: Qual è il vostro giudizio su questi incontri e che cosa andrete a dire al Governo?Innanzitutto lo scopo dell'incontro per il tipo di convocazione riguarda il cosiddetto programma dei 100 giorni.

Quindi da questo punto di vista penso che sarà innanzitutto fondamentale capire sui singoli temi di quest'agenda dei 100 giorni che cosa il governo intende fare.

Per cui, da parte nostra è bene riservarci un po' il giudizio dopo aver saputo le intenzioni del governo.

Ci sono titoli di quel programma molto vasti e molto generali e quindi innanzitutto andiamo a capire.

Diverso invece è il quadro del Dpef, che però affronteremo solo successivamente con il governo.Quindi, mi pare di capire, non è esatto quello che hanno scritto ieri alcuni mezzi d'informazione, parlando di Dpef, no?.Ieri sera è arrivata la convocazione scritta, e questa parla del programma dei 100 giorni, riservando invece ad una prossima riunione Quando?Non è stata ancora fissata, probabilmente perché i saldi di bilancio ancora non sono definiti e il governo, come abbiamo letto, si è riservato di formulare il Dpef entro il 10 luglio, quindi si prende dieci giorni.

Il buco nei conti pubbliciEcco, ma qual è il suo giudizio, il giudizio della CGIL sul buco dei bilanci dello Stato? Il centro-sinistra lascia un'ereditàQui si tratta di capire.

Abbiamo sicuramente uno sfondamento del tetto del fabbisogno.

Questo è dovuto sostanzialmente a tre voci: il rallentamento della congiuntura, che naturalmente altera un po' i dati sulle entrate, la seconda e più consistente motivazione ricade nella spesa regionale, in modo particolare per la Sanità.Anche perché il governo di cento-sinistra ha deciso di abolire i ticket Si, questo per quanto attiene alla spesa farmaceutica, ma non c'è credo solo la lievitazione della spesa farmaceutica in questo saldo da finanziare.

Infine, terza voce, si tratta di vedere se per caso non fossero sottostimate alcune voci di entrate, quindi il tutto fa un aumento del fabbisogno, ma non credo delle dimensioni di cui ha parlato l'ufficio studi di Confindustria.Io penso che dovrebbe aggirarsi intorno a 10-12mila miliardi.

Però anche la Banca d'Italia è preoccupata; ieri è intervenuto il Governatore Fazio che ha delineato una ben precisa linea di politica economicaC'è però qualche stranezza, perché ho visto che però ha sostenuto l'esigenza di destinare incrementi di produttività all'incremento delle retribuzioni dei pubblici dipendenti.Ciò non le piace?No, questo è quello che abbiamo fatto in tutti questi anni, non c'è bisogno di sottolinearlo.

Poi osservo che comunque incide con la spesa.

Per questo trovo che se si dice che ci sono preoccupazioni sullo sfondamento dei conti e poi si porta come ricetta una politica che comunque alza questo tetto dei conti, mi pare che c'è qualche stranezza.Però Fazio ha fatto anche un altro discorso ben preciso.

Ha detto che se si fa un programma serio, comunque di rientro nel meccanismo di bilancio dello Stato, si può anche chiedere di rendere più flessibili i parametri del patto di stabilità europea.In generale siamo vicini al raggiungimento del tetto programmatico del patto di Maastricht e quindi siamo ad un passo dal traguardo.

Adesso si tratta di vedere in che modo rendere flessibile questo vincolo.

Io penso che si potrebbe rispolverare una vecchia idea, che fu anche lanciata nel dibattito europeo, cioè di consentire che le spese per investimento possano essere quello strumento di flessibilità o di deroga, rispetto ai passi di rientro del deficit pubblico.

Questo perché la spesa per investimento produttivo è in grado di alzare il PIL e quindi per questo potrebbe essere utilizzato un criterio di flessibilità.

Sarei contrario invece ad assumere, come principio di flessibilità, l'aumento della spesa pubblica, cioè della spesa corrente.

Questo non mi pare compatibile con una politica coerente di completamento del ciclo di risanamento.

Quindi, come si vede, è una proposta di un sindacato molto responsabile.Mi pare di capire che però anche voi non siate in disaccordo con l'impostazione di Fazio.Se si tratta di poter avere una flessibilità per il fatto che ci sono spese per investimento o infrastrutture che possano allentare il vincolo, penso che questo faccia bene perché fa bene allo sviluppo della domanda.

In altro caso, non credo che converrebbe, perché si tratterebbe sostanzialmente di negare quello che si è fatto fino ad oggi.

Non credo che faccia bene al complesso dell'economia.Passiamo ad un altro argomento particolarmente delicato: il recepimento della direttiva europea sui contratti a termine.

Il governo non intende prorogare ulteriormente rispetto al 1 luglio la data di questo recepimento.

Qual è il vostro atteggiamento? Ci sono due strade possibili, non più; la prima quella che dice che il governo deve comunque procedere; la seconda quella che dice, assumendo una possibilità insita nei meccanismi di recepimento delle direttive europee, di consentire una proroga di un anno per raggiungere un accordo.

Se il governo non accede alla richiesta di prorogare di un anno la situazione per consentire l'accordo tra tutti, non gli resta che procedere.

Naturalmente è nella sua facoltà, però è nella nostra facoltà quello di dire che non siamo d'accordo.

Quindi se il governo procederà senza proroga ulteriore di un anno, tra la Cgil e il governo si apre una controversia e una vertenza.Si, su questo non c'è dubbio.

La Cgil non è contraria ai contratti a tempo determinato, perché se ne fanno tanti in Italia.

Noi siamo disponibili a ridurre il peso del vincolo legislativo della normativa, però a condizione che vi sia almeno una potestà contrattuale tra i sindacati di categoria e le controparti nell'indicare le caratteristiche e le specificazioni e anche i tetti massimi di utilizzo del tempo determinato.

Questo in realtà viene messo in discussione dalla lettera dell'intesa che hanno raggiunto CISL e UIL con Confindustria.

Perché se si esclude dalla possibilità di un intervento contrattuale tutti i contratti a tempo determinato inferiori a 6 mesi, si esclude praticamente il 95% di tutti i contratti a tempo determinato, la cui maggioranza è fatta di pochi giorni.

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