10 LUG 2001

Ambiente e LL.PP.: Comunicazioni del ministro Lunardi sull'alta velocità e sulle conseguenze ambientali

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 15 min

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Commissioni Riunite Lavori Pubblici e Territorio Ambiente e Beni ambientali: Comunicazioni del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi sui lavori riguardanti l'alta velocità e sulle relative conseguenze ambientali.

Registrazione audio di "Ambiente e LL.PP.: Comunicazioni del ministro Lunardi sull'alta velocità e sulle conseguenze ambientali", registrato martedì 10 luglio 2001 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 15 minuti.
  • Relazione di Pietro Lunardi, ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti

    Il ministro Lunardi fornisce preliminarmente talune informazioni sullo stato di avanzamento dei progetti dell'alta velocità prima di affrontare il tema delle ricadute ambientali delle infrastrutture.<br>Le tratte in costruzione attualmente sono le seguenti: la Roma-Napoli, iniziata nel 1994 ed aggiudicata ad un General contractor, Iricav Uno, i cui lavori hanno raggiunto la quota del 77 per cento per un costo pari a 4.668 miliardi. Nei trenta cantieri aperti in questa tratta sono impegnati 1.500 lavoratori ed il termine dei lavori, con esclusione del tratto terminale lato Napoli è previsto per il 2004.<br>La tratta Bologna-Firenze iniziata nel giugno 1996 dal General contractor FIAT-CAVET. I lavori hanno raggiunto il 48 per cento pari a 2.872 miliardi. Nei venticinque cantieri in cui si articola tale tratta lavorano oltre 3.000 persone. Il termine di conclusione dei lavori è previsto per il 2006.<br>Per quanto concerne la tratta Milano-Bologna sono stati avviati i lavori che hanno un avanzamento complessivo del 9 per cento pari a 831 miliardi. Nei cinquantaquattro cantieri sono attualmente impegnati 500 lavoratori. L'obiettivo è di concludere i lavori entro il 2006. In relazione alla tratta Torino-Milano, le attività, per le quali TAV e il General contractor FIAT-CAVTOMI hanno firmato un accordo nel dicembre 2000, hanno raggiunto il 15 per cento pari a 93 miliardi. L'obiettivo è di concludere i lavori sul tratto Torino-Novara entro il 2005 e sul tratto Novara-Milano entro il 2007.<br>Il Ministro ricorda inoltre che le tratte in approvazione dell'alta capacità sono due: la Milano-Verona per la quale nell'ottobre 2000 si è aperta la conferenza di servizi con l'obiettivo di concludere la fase istruttoria così aperta entro il 2001 nonché la tratta Milano-Genova per la quale la conferenza di servizi è stata aperta nel dicembre 2000 con l'obiettivo di concludere la fase istruttoria entro la fine del 2001.<br>Per quanto concerne le tratte in progettazione, nel marzo 2000 è stato individuato il corridoio per le province di Verona e Padova e due corridoi alternativi per la provincia di Vicenza. Inoltre per quanto attiene ai nodi in costruzione i lavori per il nodo di Bologna sono iniziati per il 1999 per una realizzazione che ad oggi ha visto impiegati 108 miliardi. L'obiettivo è di concludere i lavori entro il 2006.<br>Inoltre nel marzo 1999 la conferenza di servizi ha approvato il progetto per il nodo di Firenze per il quale i lavori di prima fase si dovrebbero concludere entro il 2006. Infine per quanto concerne il nodo di Napoli ricorda che sono in corso espropri e scavi archeologici che impiegano 120 lavoratori. L'obiettivo è di concludere i lavori entro il 2004.<br>Dopo aver fornito i dati e le informazioni necessari a comprendere ciò che si sta attuando in Italia con riguardo ai progetti dell'alta velocità e dell'alta capacità, affronta il tema dell'impatto ambientale prodotto dalle infrastrutture previste dalla realizzazione di questi progetti.<br>Nella realizzazione di queste grandi infrastrutture viene effettuata una gestione ambientale che si articola in tre fasi diverse: la prima costituita dalla valutazione dell'impatto ambientale eseguita nell'ambito della stesura del progetto; la seconda, attinente allo svolgimento della conferenza dei servizi, sede nella quale vengono discussi i vari aspetti di carattere progettuale che investono l'impatto ambientale; la terza, infine, consistente nella fase di avvio di costruzione dell'opera in relazione alla quale un'istituzione, l'Osservatorio ambientale, ha la funzione di monitorare i lavori in corso.<br>Passando al tema della tratta Bologna-Firenze, oggetto dei recenti provvedimenti adottati dalla magistratura, ricorda che tale tratta costituisce il più importante esempio al mondo di opere in sotterraneo. Infatti si prevede che il 94 per cento del tracciato si svolga in sotterraneo, cioè in galleria. Nel 1996, terminata la fase di progettazione, è iniziato anche il periodo di monitoraggio effettuato oltre che dal consorzio che realizza l'opera, cioè l'alta Sorveglianza Italferr, anche dall'Osservatorio ambientale, che deve far rispettare le prescrizioni adottate in sede di conferenze di servizi. Per quanto concerne l'impatto ambientale, l'attenzione sia dell'alta sorveglianza Italferr sia dell'Osservatorio ambientale si concentra su tre aspetti. Il primo riguarda il cedimento degli edifici visto che nella realizzazione delle opere sotterranee, a causa degli scavi, si possono avere risentimenti in superficie. Il secondo aspetto attiene invece all'interferenza che i lavori possono produrre sulle falde acquifere. Il terzo aspetto, infine, riguarda la messa a riposo del materiale derivante dagli scarichi. Mentre i problemi relativi ai cedimenti di superficie e alle falde acquifere sono transitori, gli aspetti concernenti la messa a riposo del materiale di scarico costituisce problema di più lunga durata.<br>I temi che sono emersi a seguito dell'intervento della magistratura riguardano dunque sia la gestione del materiale di risulta sia l'interferenza delle falde acquifere.<br>Per quanto concerne il primo tema, lo scavo delle gallerie ha comportato la messa a riposo di ben 10 milioni di metri cubi di materiale, oltre che l'utilizzazione di materiale disarmante a base di olio nei rivestimenti in calcestruzzo. La concentrazione di tale disarmante nell'ambito di tutte le gallerie, secondo dati forniti dai cantieri, rappresenta non più di 4,5 parti per milione. Pertanto è in tali limiti di dimensione che tale disarmante avrebbe prodotto l'eventuale inquinamento nei riguardi del materiale messo a riposo, fermo restando che a seconda delle zone vi può essere una variazione di tale concentrazione. Sul secondo tema, relativo all'interferenza delle falde acquifere, vengono eseguiti i sondaggi prima della realizzazione dell'opera e, nel momento in cui si incontrano le stesse falde, sono possibili da parte del progettista vari tipi di intervento, dalla possibilità di iniettare il terreno a monte del fronte di scavo, cioè in avanzamento in modo da impermeabilizzare il terreno, alla possibilità di utilizzare macchine speciali, le cosiddette talpe che possono scavare sotto falda. <br>Inoltre un ulteriore tipo di intervento è costituito dal provvisorio abbattimento della falda. L'interferenza delle falde provoca dunque uno squilibrio temporaneo per il quale si erano già previste da parte dell'Osservatorio ambientale talune prescrizioni. Sottolinea pertanto che l'osservanza di queste prescrizioni può essere condotta senza fermare necessariamente tutti i cantieri con danni incalcolabili, sia economici sia ambientali. Auspica pertanto che in futuro fin dal momento della progettazione si discuta di tali prescrizioni e delle modalità per farle osservare. <strong>Indice degli interventi</strong><br>La seduta inizia alle 15h45<br>Presidenza del Presidente <strong>Luigi Grillo</strong><br>
    0:00 Durata: 22 min 19 sec
  • Sauro Turroni (Verdi-U)

    Il senatore Turroni, dopo aver ricordato preliminarmente che la richiesta relativa alle ricadute ambientali della TAV è stata avanzata dai Gruppi di maggioranza, rileva che dalla esposizione del Ministro risulta assente qualsiasi indicazione circa le entità e le caratteristiche dei danni ambientali, oltre che delle relative azioni volte ad evitare tali danni. Questi argomenti quindi avrebbero dovuto essere affrontati in questa sede, accanto al problema dell'eventuale inquinamento prodotto dall'uso di materiale disarmante. C'è da chiedersi come sia possibile che una quantità talmente modesta di questa sostanza abbia prodotto un inquinamento tale da giustificare il blocco dei cantieri da parte della magistratura, mentre andrebbe chiarito quali falde siano state effettivamente contaminate dal materiale in questione. Ricorda inoltre che il Ministro non ha fatto chiarezza sulle eventuali responsabilità dei collaudatori nel corso delle verifiche sullo stato dei lavori oltre che sullo smaltimento dei materiali di scarico.<br>E' auspicabile che questi aspetti possano essere chiariti nel corso dell'audizione del ministro dell'ambiente e tutela del territorio, Matteoli sulle linee programmatiche del suo Dicastero. Infine rileva come il tema delle ricadute ambientali legate alla realizzazione delle infrastrutture strategiche sia collegato all'esame della cosiddetta legge obiettivo.<br> <br><strong>Osservazioni e quesiti dei Commissari</strong>
    0:22 Durata: 9 min 32 sec
  • Emiddio Novi (FI)

    Il senatore Novi chiede al Ministro chiarimenti in ordine alle prescrizioni che furono concordate con l'Osservatorio ambientale, onde appurare se le stesse siano state esaurienti o lacunose. <br>
    0:31 Durata: 1 min 15 sec
  • Massimo Brutti (DS-U)

    Il senatore Brutti osserva come dalle comunicazioni rese dal Ministro sembri potersi desumere che i danni ambientali prodotti dalla TAV sarebbero reversibili e risarcibili e che, anzi, gli unici danni di tipo economico deriverebbero dal blocco dei cantieri disposto dalla magistratura.<br>Ma prima di accertare le eventuali responsabilità, è necessario chiedersi se la testimonianza del Ministro sia credibile e se sia stata resa nell'esclusivo interesse generale. Pertanto, allo scopo di allontanare qualsiasi sospetto, auspica che il Ministro chiarisca il suo grado di coinvolgimento come professionista, socio e proprietario di imprese nelle diverse fasi di progettazione e monitoraggio della TAV. Solo dopo aver chiarito questo aspetto si potrà entrare nel merito del provvedimento, presentato dal Governo, che modifica le procedure per la realizzazione delle opere strategiche. <br>
    0:33 Durata: 6 min 50 sec
  • Presidente

    Il presidente Grillo fa presente che il ministro Lunardi è qui presente per svolgere le proprie comunicazioni sui lavori dell'alta velocità e sulle relative conseguenze ambientali, e invita pertanto il senatore Brutti a non soffermarsi su argomenti estranei all'oggetto dell'odierna audizione. <br>
    0:39 Durata: 2 min
  • Bruno Dettori (Mar-DL-U)

    Il senatore Dettori ritiene che l'intervento della magistratura, relativamente alla tratta Bologna-Firenze, non sia stato casuale e che la realizzazione delle infrastrutture debba comunque tener conto della qualità ambientale. Si possono infatti anche verificare danni ambientali molto gravi che possono condurre perfino alla desertificazione di vaste aree, come è accaduto in Sardegna. Quindi i problemi non investono la deviazione delle sorgenti ma l'intero assetto idrogeologico. Le comunicazioni rese dal Ministro, in tale contesto, non hanno consentito di mettere a fuoco le misure necessarie per evitare il prodursi di queste pericolose ricadute ambientali. <br>
    0:41 Durata: 4 min 4 sec
  • Cesare Rizzi (LNP)

    Il senatore Rizzi, dopo aver ringraziato il Ministro per la sua puntuale relazione, ricorda agli esponenti del Centro-sinistra che i lavori sull'alta velocità ebbero inizio nel 1996, e quindi all'inizio della XIII legislatura. Come Capogruppo di Forza Italia presso la Commissione ambiente richiese allora alle autorità competenti chiarimenti sui possibili danni ambientali, in particolare sull'infiltrazione delle falde. Sul punto, l'allora ministro Nesi ha poi affermato che i lavori dell'alta velocità procedevano brillantemente e senza effetti negativi sull'impatto ambientale. <br>
    0:46 Durata: 1 min 36 sec
  • Antonio Battaglia (AN)

    Il senatore Antonio Battaglia, dopo aver espresso apprezzamento per le puntuali comunicazioni rese dal Ministro, auspica che venga assunto un chiaro impegno circa la realizzazione del doppio binario nella tratta Messina-Palermo, per il quale era stato previsto un investimento di novecento miliardi. Tale intervento, oltretutto, si inquadrerebbe nell'ambito della politica volta a realizzare le importanti infrastrutture sulle quali il Governo si è impegnato. Per quanto concerne il tema delle responsabilità sulla vicenda del blocco dei cantieri dell'alta velocità auspica che non vengano fatte polemiche pretestuose.<br>Il presidente Grillo osserva che le richieste avanzate dal senatore Battaglia potranno essere opportunamente esaminate nel corso del dibattito sul disegno di legge n. 374. <br>
    0:47 Durata: 4 min 35 sec
  • Anna Donati (Verdi-U)

    La senatrice Donati fa presente che il Ministro non ha affrontato alcune questioni importanti. In primo luogo sono stati sottovalutati i problemi idrogeologici connessi alla realizzazione della tratta in avvicinamento verso Firenze. Inoltre, la presenza in questa vicenda di un General contractor non si è rivelata sufficiente a realizzare tutti i controlli necessari. In ordine poi al ruolo svolto dall'Italferr occorre chiarire quali provvedimenti il Ministro intenda adottare. Appare inoltre opportuno approfondire anche il ruolo dell'Osservatorio ambientale, presso il quale è rappresentato anche il Ministro delle infrastrutture, in ordine alla tempestività delle sue segnalazioni. Va a questo punto rilevato come sul versante emiliano della tratta dell'alta velocità non vi sia stato un intervento della magistratura drastico come quello effettuato in relazione alla tratta Bologna-Firenze. Ciò potrebbe essere determinato da una diversa interpretazione sulla normativa sui rifiuti e sulle modalità di svolgimento dei controlli sulle quali è bene che da parte del legislatore vi sia al più presto un chiarimento.<br>Infine, ritiene che il problema del conflitto di interessi che coinvolge il Ministro sia effettivamente sussistente, tanto che lo stesso ministro Lunardi, in dichiarazioni rese alla stampa, aveva ventilato diverse soluzioni per risolvere tale problema. Appare pertanto necessario stabilire quale sia la sede nella quale affrontare con serenità tale tema, anche per conoscere quali soluzioni il Ministro intenda adottare. <br>
    0:52 Durata: 8 min 55 sec
  • Presidente - Antonio Falomi (DS-U)

    <br>
    1:01 Durata: 4 min 15 sec
  • Angelo Maria Cicolani (FI)

    Il senatore Cicolani, dopo aver ricordato come il progetto dell'alta velocità sia stato oggetto di sperimentazione di una più accorta politica ambientale, sottolinea come i lavori di realizzazione della tratta Bologna-Firenze abbiano avuto un iter molto complesso, durato circa sei anni, nel corso dei quali vi è stata una notevole attenzione sull'analisi dell'impatto ambientale. Lo stesso Osservatorio ambientale del resto, doveva fornire un adeguato sistema di monitoraggio. I temi che emergono dalla vicenda che si è conclusa con il dissequestro dei cantieri riguardano essenzialmente l'abbassamento delle falde acquifere e la gestione dei materiali di scarico. Proseguendo su questi due argomenti urge un approfondimento che si può rivelare utile anche per la realizzazione di altre opere. <br>
    1:05 Durata: 10 min 23 sec
  • Fausto Giovannelli (DS)

    Il senatore Giovannelli, dopo aver ringraziato il Ministro per le comunicazioni rese, sottolinea l'importanza del progetto dell'alta velocità, volto ad ampliare la rete ferroviaria, in linea con le esigenze ambientali. Desta, oggi, sorpresa il blocco dei cantieri disposto dalla magistratura, anche perchè in precedenza furono effettuati diversi controlli. In tale situazione, non sono stati sufficientemente approfonditi proprio i rilievi che la magistratura ha avanzato nell'adottare un provvedimento così drastico. Questa vicenda, più in generale, dimostra come non possa essere accantonato il problema dei limiti di garanzia ambientale e di chi è tenuto a far rispettare questi limiti. Infine, sul tema del conflitto di interessi ribadisce l'opportunità di un chiarimento da parte del Ministro. <br>
    1:15 Durata: 7 min 18 sec
  • Mauro Fabris (Mar-DL-U)

    Il senatore Fabris sottolinea l'esigenza che nel corso della realizzazione delle infrastrutture sia effettuata una vigilanza continua e sia verificabile il livello delle eventuali responsabilità. Pur constatando che talune volte l'intervento della magistratura in ordine alla realizzazione di grandi opere possa sembrare discutibile, reputa necessario che il Ministro chiarisca le dichiarazioni da lui rese subito dopo il blocco dei cantieri, nelle quali affermava come il provvedimento della magistratura rappresentasse un attacco al Governo. <br>
    1:23 Durata: 3 min 17 sec
  • Donato Tommaso Velardi (Mar-DL-U)

    Il senatore Velardi chiede al Ministro delle infrastrutture di chiarire se la linea ad alta velocità sarà estesa anche al Sud del paese, fino alla città di Reggio Calabria. <br>
    1:26 Durata: 46 sec
  • Giuseppe Menardi (AN)

    Il senatore Menardi, dopo aver osservato che la questione del conflitto di interessi non rientra in alcun modo nell'oggetto della discussione in corso, fa presente come le tecniche relative all'utilizzo ed al trattamento delle acque di falda siano largamente utilizzate da tempo. Sarebbe a questo punto interessante comprendere se, compatibilmente con quanto previsto, sul piano progettuale, sussistano o meno responsabilità dell'Esecutivo, perché in tal caso il Ministro oggi in carica sarebbe chiamato a rispondere dell'operato di chi lo ha preceduto. <br>
    1:27 Durata: 2 min 35 sec
  • Francesco Chirilli (FI)

    Il senatore Chirilli esprime soddisfazione per le comunicazioni del ministro Lunardi, sottolineando l'esigenza di chiarire come stanno le cose effettivamente dopo l'allarme creato dagli organi di informazione a seguito delle iniziative assunte dalla magistratura. <br>
    1:29 Durata: 2 min 23 sec
  • Lucio Zappacosta (AN)

    Ad avviso del senatore Zappacosta il vero conflitto di interessi è quello sussistente tra l'esigenza di salvaguardare l'ambiente e quella di realizzare le infrastrutture necessarie: si tratta infatti di trovare il modo di coniugare e conciliare due esigenze tra loro apparentemente contrastanti, tenendo conto da un lato dello stato di arretratezza del paese, e dall'altro delle peculiari caratteristiche geologiche e morfologiche dell'Italia. Certo è in un situazione così complessa hanno destato stupore alcune iniziative della magistratura che hanno interessato opere avviate da molti anni. In tale contesto la scelta di audire tanto il Ministro delle infrastrutture quanto quello dell'ambiente appare quanto mai opportuna, dando modo ai senatori di poter meglio comprendere le ricadute ambientali dei lavori relativi all'alta velocità.<br>Circa il problema delle falde, sarà probabilmente difficile poter tornare alla situazione precedente all'inizio dei lavori, ma ciò nonostante le operazioni effettuate appaiono senz'altro pregevoli; per quanto riguarda invece il materiale di risulta, sarebbe opportuno trovare il modo di riutilizzarlo, ad esempio per interventi a beneficio delle coste soggette ad erosione. Quanto al problema degli olii adoperati come disarmanti, sarebbe utile verificare se sia possibile evitarne l'uso ricorrendo a sistemi di refrigerazione. <br>
    1:32 Durata: 6 min 13 sec
  • Esterino Montino (DS-U)

    Il senatore Montino osserva innanzitutto come il progetto dell'alta velocità, per la sua grande rilevanza, non sia certo proprio di questo o quel Governo o di una maggioranza piuttosto che l'altra, per cui non si comprende il motivo per il quale il ministro Lunardi, all'indomani del sequestro dei cantieri, abbia parlato di un attacco politico al Governo. Sarebbe interessante chiarire a questo punto quanto le iniziative adottate dalla magistratura afferiscano alla qualità del progetto e quanto alla sua gestione. <br>
    1:38 Durata: 3 min 1 sec
  • Renato Meduri (AN)

    Il senatore Meduri si associa alla richiesta di chiarimenti avanzata al Ministro dal senatore Veraldi. <br>
    1:41 Durata: 1 min 17 sec
  • Replica di Pietro Lunardi

    Replica ai senatori intervenuti nel dibattito il ministro Lunardi, il quale sottolinea innanzitutto come gli interventi di costruzione delle gallerie provochino innanzitutto cedimenti e problemi alle falde acquifere, inconvenienti che peraltro hanno perlopiù carattere transitorio. Pertanto, è apparso, in via generale, preferibile abbattere le falde acquifere che vengono incontrate durante la costruzione delle gallerie, ricorrendo ad acquedotti utili a compensare il depauperamento delle falde stesse, nella considerazione che alla fine dei lavori, in linea di massima, le falde si ripristineranno, ricreando l'equilibrio temporaneamente interrotto. Per quanto concerne specificamente la galleria di Vaglia, il tracciato è stato cambiato due volte ed è stata anche presa in considerazione la possibilità di emungere le falde acquifere, ricorrendo ad acquedotti per soddisfare le esigenze.<br>La questione del deposito dei materiali di risulta, poi, è stata affrontata di recente con un'attenzione che sicuramente in passato non si era mai registrata, e sono stati compiuti veri e propri passi da gigante. In particolare, i depositi dei materiali di risulta sono oggi generalmente protetti. Certo, vi è il problema dell'infiltrazione degli olii utilizzati come disarmanti, olii che in taluni casi possono dar luogo a concentrazioni superiori a quelle considerate accettabili; resta comunque il fatto che anche il rilievo di tale questione dipende essenzialmente da come sono gestiti i singoli cantieri, il che pone in evidenza il ruolo rivestito dall'Osservatorio ambientale e dall'Alta sorveglianza Italferr, cui spetta il compito di controllare che il progetto venga eseguito secondo le previsioni, nel rispetto delle prescrizioni stabilite. <br>Certo è che in Italia sono stati realizzati tra i 3 ed i 4 mila chilometri di gallerie, riuscendo in linea di massima a preservare il territorio; d'altra parte, nella consapevolezza che nella realizzazione di tali opere si presentano svariati problemi ambientali, non si può dimenticare che nella stragrande maggioranza di casi si tratta di realizzare infrastrutture essenziali per soddisfare le esigenze di mobilità.<br>Il ministro Lunardi esprime quindi apprezzamento per la formula che prevede l'individuazione di un General contractor, formula che garantisce alla committenza tempi e costi maggiormente prevedibili rispetto alle soluzioni adottate in passato. Resta a questo punto da chiarire se l'Alta sorveglianza Italferr e l'Osservatorio ambientale abbiano o meno adempiuto in modo puntuale al compito di vigilare sull'esecuzione delle opere. D'altra parte, a tali due organismi spetta il compito di monitorare l'andamento dei lavori, specie in presenza di problemi assolutamente prevedibili quali ad esempio quelli concernenti la presenza di falde acquifere lungo il percorso delle gallerie. E' evidente come il compito di garantire il rispetto dei limiti di sicurezza ambientale debba esser fatto risalire ai soggetti deputati al controllo, nella consapevolezza che rafforzando la vigilanza è sicuramente possibile anticipare le mosse della magistratura. Per quanto concerne poi le affermazioni da lui fatte all'indomani del sequestro dei cantieri, il Ministro fa presente di aver parlato di attacco politico inteso come attacco al programma delle infrastrutture.<br>Il Ministro delle infrastrutture, con riferimento all'intervento del senatore Montino, sottolinea quindi come sia senza dubbio necessario distinguere tra la fase di messa a punto del progetto e quella di realizzazione del progetto stesso mentre, per ciò che concerne il completamento della linea dell'alta velocità, è previsto che la stessa giunga a Reggio Calabria e successivamente, attraverso il ponte sullo Stretto, a Palermo e a Catania. Il che sarà precisato nel prossimo programma dell'alta velocità. Quanto poi alle tariffe relative allo smaltimento dei materiali, esse sono previste nel bilancio economico e possono variare a seconda della natura dei materiali di risulta. Le opere sotterranee, come le gallerie, devono automaticamente rispettare le previsioni antisismiche mentre, per quanto riguarda il problema creato dalla presenza di gas nelle aree di scavo, esso comporta una sensibile levitazione dei costi. <br>Quanto infine alle osservazioni del senatore Zappacosta, occorre rivedere il modo in cui è stato talvolta considerato il conflitto esistente tra cultura ambientale e cultura delle infrastrutture, nella considerazione che, nel rispetto dell'ecosistema, nonché delle competenze di tutti i soggetti istituzionali interessati, occorre trovare il modo di realizzare in tempi accettabili le opere infrastrutturali necessarie per l'equilibrio socioeconomico del Paese. Quanto alla questione dell'utilizzo dei materiali di risulta, è stato previsto di farvi ricorso, in parte, per riempire vecchie cave, mentre ben difficilmente possono essere adoperati per far fronte all'erosione delle coste trattandosi sovente di materiali soggetti a scioglimento a contatto con l'acqua. Assai oneroso è, da ultimo, il ricorso alla tecnica del congelamento durante i lavori di realizzazione delle gallerie, tant'è che tale soluzione viene adottata piuttosto di rado.<br>Al senatore Giovanelli il ministro Lunardi fa quindi presente che i materiali di risulta derivanti dai lavori di escavazione delle gallerie non sono attualmente trattati come rifiuti, a meno che non siano inquinanti.<br><br>Il presidente Grillo dichiara chiusa la procedura informativa.<br>La seduta termina alle 16h30 <br>
    1:42 Durata: 33 min 17 sec