10 NOV 2001

Giustizia: ANM, «Le emergenze della giustizia e le carenze della Finanziaria»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 53 min

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Rivendicare con forza la «dignità» della magistratura.

Chiedendo un trattamento economico più adeguato e maggiori risorse per far funzionare il sistema, ma soprattutto dicendo basta agli attacchi «rozzi», «sommari», «ingiustificati» di cui le toghe sono «vittime»Roma, 10 novembre 2001 - L'Associazione Nazionale dei Magistrati con un documento unitario approvato al termine di una assemblea svoltasi oggi a Roma ha respinto le «accuse indiscriminate» nei confronti della magistratura e ha chiesto la ripresa di un «dialogo costruttivo tra le istituzioni nel reciproco rispetto».Nel
documento si «auspica la cessazione di accuse indiscriminate, soprattutto da parte di esponenti delle istituzioni, alla magistratura e la ripresa di un dialogo costruttivo tra le istituzioni nel reciproco rispetto e finalizzata a rendere effettiva la tutela giudiziaria dei cittadini».

«Non è consentito - scrivono i magistrati - far ricadere sui magistrati tutte le disfunzioni della giustizia».

Il 29 settembre sospensione simbolica delle udienzeUna sospensione simbolica delle udienze, il 29 novembre in tutti gli uffici giudiziari, per consentire la lettura di un documento «sul malessere della magistratura» è stata decisa dal comitato direttivo centrale dell'Anm, a conclusione di oltre tre ore di discussione a termine dell'assemblea nazionale.Un malessere che non riguarda solo le risorse inadeguate che non consentono di far funzionare con efficacia la macchina giudiziaria e il mancato adeguamento degli stipendi ma anche i continui attacchi di cui i magistrati sono vittime.

Altra decisione presa è quella di elaborare un «manifesto nazionale» che riassuma le ragioni del disagio della categoria da leggere durante la cerimonia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.La possibile mediazione di CiampiIn molti interventi è stata richiamata l'esigenza di chiedere un incontro con il capo dello Stato come garante delle istituzioni e presidente del Csm.

Un'occasione, è stato spiegato, per esprimere al presidente Carlo Azeglio Ciampi i motivi del disagio e del malessere della magistratura.

Ma le perplessità non sono mancate.

Così, sarà la giunta a giudicare l'opportunità di chiedere 'udienza' a Ciampi.

E lo stesso vale per eventuali altri incontri con i presidenti delle Camere, il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia.

Ma è stata proprio la proposta di un incontro con il premier Silvio Berlusconi a suscitare malumori.

Come queli manifestati dal rappresentante di Md Sandro Pennasilico: «Dovremo avere una pazienza evangelica per incontrare chi quotidianamente attacca i magistrati...».La magistratura ordinaria batte cassaI magistrati battono inoltre cassa: "La tutela della dignità della funzione e la corretta collocazione istituzionale della magistratura ordinaria nei rapporti con le altre magistrature - scrivono nel documento - esigono la perequazione delle retribuzioni, soprattutto nella fase iniziale dell'attività del magistrato».

«Non solo ci è stato negato un aumento - denuncia Mario Cicala - ma con l'ultima Finanziaria è stato stabilito che venti anni di onorato servizio nella magistratura ordinaria valgono 8 anni di servizio nelle altre magistrature.

E' una lacerazione nei rapporti tra le magistrature».

Il trattamento economico, aggiunge Gennaro, fa parte del rispetto della «dignità» dei magistrati.

Eppure, spiega il presidente dell'Anm, «a fronte di contratti lucrosissimi» riconosciuti ad altre categorie, alla magistratura «vengono opposte ragioni non pienamente comprensibili».'Ci vuole uno scatto di orgoglio' Gennaro suggerisce di non distinguere i piani della protesta, decidendo iniziative diverse a seconda che si tratti di rivendicazioni economiche o di denuncia degli attacchi subiti.

«Tutte le ragioni del nostro malessere si tengono assieme.

Ci vuole uno scatto di orgoglio.

Forse io sono andato oltre - afferma riferendosi agli interventi di cui è stato autore - se è così ve ne chiedo scusa.

Ma ho cercato di interpretare il sentimento di ribellione di chi lavora, di chi non può tollerare un giudizio fortemente negativo e ingiusto solo perchè c'è un clima rissoso».

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