13 NOV 2001

Vigilanza Rai: Seguito dell'audizione del Presidente e del Direttore Generale della RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 44 min 37 sec

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Seguito dell'audizione del Presidente e del Direttore Generale della RAI.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Seguito dell'audizione del Presidente e del Direttore Generale della RAI", registrato martedì 13 novembre 2001 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 44 minuti.
  • Relazione di Claudio Cappon, Direttore Generale della Rai

    Il direttore generale, dottor Claudio CAPPON, si sofferma in primo luogo sulla gestione finanziaria per il 2001. Egli rileva che negli ultimi anni il mercato dei media ha conosciuto uno sviluppo imponente legato sia all'incremento per molto tempo costante degli introiti pubblicitari, sia alle aspettative – testimoniate anche dal cospicuo successo incontrato in borsa nel 1999-2000 dai titoli tecnologici – legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e in particolare del digitale terrestre.<br>La RAI ha partecipato da protagonista a questa fase di espansione del mercato radiotelevisivo, come dimostrano il successo di Raisat e di Rainet.<br>La crescita degli investimenti tecnologici è stata resa possibile essenzialmente dallo sviluppo del mercato pubblicitario che non solo costituisce ormai stabilmente, con l'eccezione dell'ultimo anno, il 50% circa degli introiti aziendali, ma che ha rappresentato nell'ultimo decennio l'85% della crescita del fatturato, contro un canone il cui ammontare è aumentato complessivamente del 10% circa.<br>Nell'anno in corso l'azienda ha quindi sofferto sia del ridimensionamento delle prospettive della cosiddetta nuova economia, sia della brusca contrazione del mercato pubblicitario che ha interessato tutto il mondo.<br>La crisi del settore pubblicitario ha indubbiamente determinato la necessità di un significativo ridimensionamento. Basti pensare che le previsioni formulate alla fine del 2000 dai più qualificati esperti del settore stimavano l'incremento degli introiti pubblicitari – in linea del resto con quelli registrati negli anni precedenti – nella misura del 6%, laddove si è invece verificata una flessione del 12%, con una riduzione complessiva delle entrate pubblicitarie pari a 225 miliardi di lire rispetto all'anno precedente e a 410 miliardi di lire rispetto alle previsioni, una perdita solo molto parzialmente recuperata dall'incremento degli abbonamenti verificatosi negli ultimi tre anni e da un certo dinamismo delle attività commerciali.<br>A fronte di questa riduzione dei ricavi si è cercato di conseguire una riduzione dei costi che non danneggiasse l'offerta televisiva: è stato così rallentato l'incremento delle attività di Rainet, una scelta resa consigliabile anche dal rallentamento della crescita economica complessiva di internet, e si è operato sulla gestione degli ammortamenti. Si è così conseguito un obiettivo di equilibrio economico per il 2001, anche se a prezzo di una forte erosione dei margini lordi di gestione. Le prospettive per il prossimo anno non sono rosee e richiederanno una serie di ulteriori interventi, in linea peraltro con una politica di economie di periodo medio-lungo già adottata quest'anno, diretta a ridurre l'effetto inflattivo dei diritti e dei compensi per le star, nonché a rimodulare le produzioni previste nei settori del cinema e della fiction.<br> Al di là comunque dei problemi di bilancio verificatisi quest'anno non bisogna sottacere i notevoli successi conseguiti dalla RAI sul piano operativo che hanno, ad esempio, consentito all'azienda pubblica di recuperare nell'ultimo anno non meno di tre punti percentuali sul pubblico della prima serata.<br><br>Il Presidente ringrazia il presidente della RAI, Roberto Zaccaria e il Direttore generale Claudio Cappon, e dichiara aperto il dibattito. <strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 14h05<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong>
    0:00 Durata: 19 min 40 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    Il deputato GIORDANO si sofferma sulla questione, da lui già segnalata al presidente Petruccioli, delle modalità della copertura televisiva fornita dalla RAI alle manifestazioni svoltesi a Roma lo scorso 10 novembre, una questione che al di là dello specifico episodio appare rivelatrice dell'insufficiente tutela del pluralismo nell'informazione. <br>L'oratore ricorda che nell'ultimo Ufficio di Presidenza della Commissione – nel quale si era discusso circa l'opportunità della diretta televisiva sulla manifestazione di Piazza del Popolo, anche in relazione alle norme che disciplinavano la comunicazione televisiva in occasione della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale molisano – egli, a nome del Gruppo di Rifondazione comunista, aveva ritenuto che la Commissione non dovesse in alcun modo sindacare tale scelta editoriale, ritenendo anzi lodevole che la società concessionaria del servizio pubblico fornisse un'informazione adeguata su una manifestazione di così grande rilievo sociale e politico. Egli però aveva osservato che, al fine di fornire al pubblico una visione chiara e completa delle opinioni che si confrontano sulla crisi in corso, sarebbe stato necessario assicurare un'adeguata copertura mediatica anche alla manifestazione per la pace promossa dal movimento anti-globalizzazione.<br>La RAI ha invece fornito un'informazione squilibrata – relegando ai margini della trasmissione una manifestazione i cui partecipanti erano a dir poco tre volte più numerosi di quelli di Piazza del Popolo – nonché tendenziosa e parziale.<br>Ciò si inquadra del resto in una linea di condotta costantemente perseguita dalla RAI negli ultimi mesi, basti dire che il TG3 su ventisette ore complessive di trasmissioni giornalistiche monitorate ha dedicato solo dieci minuti e quarantasette secondi ad un fenomeno come il movimento anti-globalizzazione, sicuramente di prima grandezza dal punto di vista informativo. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:19 Durata: 5 min 31 sec
  • Paolo Gentiloni (MARGH-U)

    L'onorevole GENTILONI SILVERI condivide le osservazioni dell'onorevole Giordano, che hanno dimostrato la fondatezza delle preoccupazioni da lui espresse nell'ultimo Ufficio di Presidenza sulla legittimità, in particolare alla luce del Regolamento approvato da questa Commissione per la disciplina delle trasmissioni RAI durante la campagna elettorale molisana, di una trasmissione nel corso della quale è stato mandato integralmente in diretta nazionale un discorso politico di 30-40 minuti tenuto davanti ad una manifestazione di parte; un evento che, a quanto egli ricorda, non ha precedenti in televisione, se non nei comizi elettorali a più riprese trasmessi integralmente dalle reti Mediaset nel corso dell'ultima campagna elettorale. Su questa questione sarebbe opportuno che il presidente Zaccaria ed il direttore generale Cappon dessero adeguate risposte alla Commissione, dal momento che il venir meno della RAI ad una funzione di promozione e garanzia del pluralismo televisivo, che sarebbe cosa grave sempre e comunque, appare veramente pericoloso in una situazione duopolistica del mercato televisivo dove il concorrente del servizio pubblico appare già schierato a favore di una parte politica.<br>L'onorevole Gentiloni Silveri si sofferma poi sulla questione della vistosa riduzione degli introiti pubblicitari sofferta dalla RAI nel 2001, in particolare in rapporto ai risultati conseguiti dal concorrente privato. In proposito egli chiede una valutazione circa la possibilità che tale riduzione sia dipesa in parte dalla contingente ipertrofia di tali introiti determinata nell'anno precedente dalla trasmissione delle Olimpiadi di Sidney, e in parte dai limiti di affollamento pubblicitario più stringenti cui deve sottostare la RAI. Inoltre egli chiede al presidente ed al direttore generale dell'azienda quale sia il loro parere circa un possibile effetto di trascinamento della vittoria elettorale dell'onorevole Berlusconi sui contratti pubblicitari di Mediaset, ipotesi che rappresenterebbe eventualmente una manifestazione particolare ma molto importante del più generale problema del conflitto d'interessi. <br>
    0:25 Durata: 5 min 41 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore FALOMI, nel riservarsi di valutare i dati trasmessi dall'osservatorio di Pavia, ritiene che fin da ora si possa affermare che a partire dalle ultime elezioni l'informazione fornita dalla RAI ha presentato un carattere di costante squilibrio filo governativo.<br>In particolare ciò è valso per la copertura televisiva della manifestazione di Piazza del Popolo dello scorso 10 novembre, che oltretutto è apparsa davvero poco rispettosa dei diritti politici degli elettori del Molise. Non sembra infatti che nella storia della RAI si possano riscontrare precedenti di una manifestazione politica seguita integralmente dalla televisione con il traino di una trasmissione di intrattenimento popolare di grande seguito, e nel corso della quale venisse integralmente ripreso un vero e proprio comizio politico.<br>Anche il senatore Falomi si sofferma quindi sulla questione dell'andamento della raccolta pubblicitaria, chiedendo se nel computo del risultato più favorevole ottenuto da Mediaset debbano anche essere considerate le telepromozioni. Poichè infatti il Governo ha ritenuto che al servizio pubblico non è consentito in questo settore ciò che è consentito invece agli operatori privati, e considerando che le telepromozioni sono state tenute fuori dai tetti di affollamento pubblicitario, è importante sapere come debbano essere valutati gli introiti di questa particolare risorsa ai fini di una analisi comparativa dei risultati gestionali conseguiti dalla RAI e da Mediaset. Del resto è legittimo il sospetto che da parte del concorrente privato della RAI vi sia spesso un'interpretazione quanto mai elastica delle norme che regolano l'affollamento pubblicitario. Si pensi ai cosiddetti «mini-spot» che erano stato originariamente consentiti nel corso della trasmissione di eventi sportivi solo in via eccezionale, e che invece sono trasmessi dalle reti Mediaset durante le partite di calcio in pratica in occasione di qualsiasi interruzione di gioco.<br>L'oratore chiede quindi agli auditi di conoscere lo stato delle trattative tra la RAI e il gruppo facente capo a Leo Kirch circa i diritti sulla trasmissione dei campionati mondiali di calcio del 2002 e del 2006. Sembra infatti che le richieste del gruppo Kirch siano talmente onerose da mettere in serio pericolo la conclusione dell'accordo.<br>Infine egli chiede di conoscere quali siano le possibilità tecniche effettive, a partire dalla disponibilità di spazi in modulazione di frequenza, per consentire l'attivazione dello specifico canale radiofonico della RAI previsto dalla legge sulla protezione civile. <br>
    0:30 Durata: 8 min 3 sec
  • Mario Landolfi (AN)

    Il deputato LANDOLFI deplora che il presidente Zaccaria, con una virulenza ben più accentuata di quella dispiegata in Commissione, abbia ritenuto, dapprima nel corso di un'intervista rilasciata al giornale «La Repubblica» la scorsa settimana e poi nelle dichiarazioni di stampa di ieri, di dar corso ad una polemica nei confronti del ministro Gasparri condotta con argomentazioni e linguaggio che potrebbero essere giustificati in un leader politico che ne risponde ai suoi elettori, ma non certamente in un dirigente che è stato collocato ai vertici di una impresa pubblica con il preciso e unico dovere di amministrarla.<br>Se il presidente Zaccaria riteneva, come ha affermato nell'intervista alla Repubblica, che vi fosse una sorta di perversa volontà dell'Esecutivo di mettere in ginocchio la RAI attraverso il blocco del contratto per la cessione del 49% alla Crown Castle e il mancato ritocco del canone, avrebbe avuto il dovere di dimettersi per poter essere libero di denunciare in sede politica tale presunto disegno.<br><br> Il Presidente rinvia il seguito del dibattito.<br>La seduta termina alle ore 15h00 <br>
    0:38 Durata: 5 min 42 sec