14 NOV 2001

Vigilanza Rai: Seguito dell'audizione del Presidente e del Direttore Generale della RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 40 min

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Seguito dell'audizione del Presidente e del Direttore Generale della RAI.

Registrazione di "Vigilanza Rai: Seguito dell'audizione del Presidente e del Direttore Generale della RAI", registrato mercoledì 14 novembre 2001 alle 00:00.

La registrazione ha una durata di 1 ora e 40 minuti.
  • Alfonso Pecoraro Scanio (Misto-Verdi-U)

    Il deputato PECORARO SCANIO si sofferma in primo luogo sulla questione relativa alla copertura televisiva della manifestazione di Piazza del Popolo del 10 novembre: al di là delle critiche che sono state formulate da più parti circa le modalità con cui tale copertura è stata effettuata, anche in rapporto al trattamento riservata alla manifestazione organizzata dai movimenti anti-globalizzazione, va detto che questa trasmissione rappresenta comunque un elemento di novità dal momento che mai prima di oggi era stata concessa una diretta televisiva ad una manifestazione di partito. In passato vi sono state trasmissioni integrali di manifestazioni organizzate da sindacati o da espressioni della società civile di vario genere; la marcia Perugia Assisi in particolare – cui viene fatto spesso improprio riferimento in questi giorni – è una manifestazione che si svolge da più di 40 anni, organizzata dall'ordine dei francescani con la partecipazione di comunità religiose ed associazioni di vario genere. La manifestazione del 10 novembre invece era chiaramente organizzata dai partiti della Casa delle libertà – perfino il fondale scenografico era quello abitualmente utilizzato per le manifestazioni di Forza Italia e con la partecipazione di esponenti di partito, compreso lo stesso Presidente del Consiglio che aveva dichiarato di partecipare in qualità di Presidente del maggior partito della coalizione governativa. <br>Si deve dunque prendere atto che la RAI ha innovato una politica tradizionalmente seguita e – non certo con la pretesa di ricevere un presunto «risarcimento» , ma nella consapevolezza di un'opportunità offerta dalla nuova linea editoriale – l'Ulivo chiederà la copertura televisiva della manifestazione del 15 dicembre contro la legge finanziaria.<br>L'oratore si sofferma quindi sulla vicenda di Raiway. Preso atto del fatto che il presidente Zaccaria riscontra nella decisione del Governo, contro la quale peraltro sembra si appellerà di fronte alla Giustizia amministrativa, un grave vulnus alle prospettive commerciali e di sviluppo dell'azienda, egli ritiene opportuno che in sede di replica sia specificato quali piani di sviluppo dovevano essere finanziati con questa operazione e come i vertici dell'azienda intendano affrontare la situazione determinatasi con il venire meno della prevista iniezione di liquidità.<br>Il deputato Pecoraro Scanio conclude chiedendo al presidente Zaccaria di approfittare dell'audizione per fornire chiarimenti anche circa la questione, sollevata da un senatore di Alleanza Nazionale, dei rapporti tra la RAI e la società Al Barkaat. <strong>Indice degli interventi</strong><br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br><br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:00 Durata: 10 min 2 sec
  • Giorgio Merlo (MARGH-U)

    Il deputato MERLO esprime in premessa l'auspicio di un abbassamento dei toni della polemica tra il ministro Gasparri ed i vertici della RAI.<br>Egli si sofferma quindi sulla questione della perdita di risorse pubblicitarie della RAI e della conseguente necessità di realizzare economie per conseguire la parità di bilancio. Egli chiede in primo luogo di sapere cosa ci sia di vero nelle voci che indicano nella programmazione regionale la vittima principale della rimodulazione dell'uso delle risorse: si è sentito parlare infatti di una soppressione della terza edizione del telegiornale regionale, che pure registra eccellenti indici di ascolto, e più in generale di tagli nel settore delle rubriche realizzate alla programmazione regionale, come Ambiente Italia o Leonardo che sono indubbiamente prodotti di ottima qualità.<br>In realtà sarebbe a suo parere auspicabile un impegno maggiore dell'azienda pubblica nella valorizzazione non sono dell'informazione e della cultura locale, ma anche delle stesse energie produttive.<br>Il deputato Merlo condivide quindi l'opportunità suggerita dal deputato Pecoraro Scanio di chiarire in questa sede la questione degli accordi con Al Barkaat, che sarebbero stati conclusi nel 1995, vale a dire durante la gestione Moratti. <br>
    0:10 Durata: 7 min 57 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U)

    Il senatore LAURIA esprime la sua solidarietà ai vertici della RAI per gli attacchi, ingiusti nel merito ed eccessivi nei toni, ad essi rivolti in questi giorni da esponenti del Governo e della maggioranza parlamentare.<br>Egli condivide quindi le critiche per il carattere del tutto anomalo della copertura televisiva fornita alla manifestazione di Piazza del Popolo dello scorso 10 novembre e per l'evidente squilibrio nei confronti dell'informazione che è stata data sulla manifestazione organizzata dai movimenti anti-globalizzazione; in proposito egli precisa di non condividere nessuna delle due manifestazioni e di parlare quindi non da uomo di parte ma in difesa di un principio di correttezza dell'informazione.<br>Del resto questo episodio si inquadra in una preoccupante tendenza di riduzione del pluralismo dell'informazione che si è registrata nelle ultime settimane nella programmazione dell'emittente pubblica. Tale tendenza ha preso anche l'aspetto di un'informazione dilatata e sensazionalistica, in particolare sulle vicende della crisi apertasi con gli attentati dell'11 settembre; lo dimostra la crescita della presenza televisiva, con una tendenziale occupazione della prima serata, del programma del pur valente Bruno Vespa che, nella ricerca dell'audience anche attraverso il ricorso alla partecipazione di personaggi discutibili, finisce per perdere il controllo dell'equilibrio della trasmissione, che viene alle volte involontariamente delegato ad autorevoli ospiti.<br>Il senatore Lauria conclude auspicando un'audizione dei vertici della SIPRA diretta a chiarire i meccanismi che hanno determinato la perdita di mercato pubblicitario, in particolare con il passaggio di importanti committenti come la Telecom alla concorrenza. <br>
    0:17 Durata: 10 min 33 sec
  • Giorgio Panattoni (DS-U)

    Il deputato PANATTONI stigmatizza in primo luogo l'ingenerosità e la insensibilità istituzionale che hanno animato le critiche rivolte negli ultimi giorni dal ministro Gasparri alla gestione della RAI; bene ha fatto quindi il presidente Zaccaria a replicare con fermezza a tali attacchi in difesa della professionalità dell'azienda e dei suoi dirigenti.<br>Egli si associa quindi alla richiesta di una illustrazione puntuale delle prospettive che si sono determinate per lo sviluppo della RAI a seguito della bocciatura dell'accordo con Crown Castle.<br>L'oratore ritiene peraltro che la gestione della RAI non possa andare esente da critiche, in particolare per quanto riguarda l'obiettiva perdita di pluralismo nella comunicazione che si è verificata nel corso degli ultimi due mesi a causa di una preoccupante deriva verso una sorta di retorica guerresca.<br>Egli condivide poi le osservazioni del deputato Merlo circa la necessità di sviluppare le potenzialità locali del servizio pubblico, e in proposito rivolge un invito alla dirigenza della RAI affinché consegni ai suoi successori un piano industriale aggiornato che tenga conto di questa esigenza. In particolare egli fa presente la necessità di uno sforzo tecnologico per garantire un'adeguata fruibilità dell'informazione regionale anche sulla comunicazione satellitare. <br>
    0:28 Durata: 4 min 48 sec
  • Michele Bonatesta (AN)

    Il senatore BONATESTA osserva che gli interventi dei commissari dell'opposizione sono sembrati diretti a deviare l'oggetto dell'audizione dal suo vero obiettivo: l'analisi della gestione della RAI da parte dell'attuale consiglio di amministrazione.<br>Il presidente Zaccaria nella sua relazione ha affermato che la valutazione del valore degli impianti RAI di 1.700 miliardi effettuata nel 1992 non proveniva dall'IRI ma dalla RAI stessa, e che fosse alquanto arbitraria. È strano che dopo nove anni la stessa RAI riformuli l'identica valutazione; è giustificato il sospetto che anche adesso la valutazione sia arbitraria e che il prezzo di cessione del 49 per cento di Raiway fosse troppo basso. Del resto è singolare che, se l'accordo Raiway era vantaggioso come sostiene il presidente Zaccaria, la presa d'atto negata dal ministro Gasparri non sia stata concessa per tempo dal ministro Cardinale.<br>Il senatore Bonatesta ritiene anche incondivisibili le affermazioni del presidente Zaccaria secondo cui la decisione del Ministro avrebbe messo in ginocchio un'azienda che, in realtà, è già a terra, come dimostra il forte calo degli introiti pubblicitari.<br>Se infatti la RAI ha perso così vistosamente terreno nella competizione per l'acquisizione delle risorse pubblicitarie rispetto alla concorrenza privata è perché, evidentemente, le aziende sono consapevoli che la pubblicità sulla RAI non ha un sufficiente ritorno economico, e ciò perché la RAI non piace più al pubblico, probabilmente perché troppo connotata politicamente a sinistra e quindi in senso contrario agli orientamenti della maggioranza degli italiani.<br>Del resto l'inefficienza della gestione è innegabile se si pensa alle dichiarazioni di Alba Parietti circa la presenza in RAI di persone retribuite senza far nulla, o ai programmi sospesi dopo poche puntate.<br>In conclusione egli preannuncia che proporrà in Senato un'inchiesta parlamentare sulla gestione della RAI, per affrontare la quale in piena libertà il presidente Zaccaria farebbe bene a rassegnare le dimissioni. <br>
    0:33 Durata: 11 min 57 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato CARRA si associa in primo luogo alle perplessità da più parti formulate in ordine alla trasmissione in diretta delle manifestazione del 10 novembre: le modalità della copertura fornita alla manifestazione di Piazza del Popolo sono in effetti quanto mai singolari e rappresentano certamente una novità nella storia dell'informazione italiana, almeno per quanto riguarda la televisione, dato che in radio vi sono state certamente trasmissioni simili all'epoca dell'EIAR.<br>Il deputato Carra si associa quindi alla richiesta di un approfondimento sulla questione del passaggio alla concorrenza privata di alcuni importanti committenti pubblicitari della RAI, approfondimento che dovrebbe consentire anche di chiarire meglio le caratteristiche e la portata dell'abilità commerciale riconosciuta dal presidente Zaccaria a Pubblitalia.<br>L'oratore esprime quindi l'auspicio che la Commissione possa al più presto ascoltare anche il ministro Gasparri per avere un quadro quanto più possibile completo sulle vere motivazioni che hanno condotto alla bocciatura dell'accordo tra la RAI e Crown Castle. <br>
    0:45 Durata: 6 min 10 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato GIULIETTI ritiene che la vittoria elettorale della Casa delle Libertà abbia determinato un nuovo scenario nel sistema mediatico italiano, in cui non si può disconoscere un sostanziale ruolo pubblico anche alle reti televisive di Mediaset.<br>In questo contesto assumono un particolare valore politico le recenti dichiarazioni del ministro Gasparri, dal momento che la scelta del Governo di sostenere o meno lo sviluppo commerciale della società concessionaria ha evidentemente un riflesso immediato per il suo diretto concorrente di mercato.<br>In quest'ottica dunque occorre da parte del Governo una precisa e chiara assunzione di responsabilità sulle decisioni assunte in merito all'accordo tra la RAI e Crown Castle: un conto infatti sarebbe se fosse vero che, come ha affermato il ministro Gasparri, i patti parasociali determinavano una perdita di controllo sul servizio pubblico, anche se in questo caso è singolare che nessuna critica sia stata mai formulata nel corso delle molte audizioni svolte da questa Commissione nella scorsa legislatura nelle quali era stato illustrato l'accordo. Ben diversa sarebbe invece la valutazione della scelta del Governo se si dovesse concludere che essa ha puramente e semplicemente determinato un vulnus nelle capacità di sviluppo commerciale della RAI, vulnus che si traduce oggettivamente in un vantaggio per Mediaset.<br>Allo stesso modo, se non si vogliono liquidare le recenti affermazioni del Ministro alla stregua di semplici battute polemiche, deve essere valutato in tutta la sua portata politica il proposito espresso di trasferire risorse pubbliche dalla RAI alle emittenti locali: se lo scopo è quello di favorire il pluralismo televisivo, non si può non chiedere anche a Mediaset di contribuire al sostegno della televisione locale, altrimenti l'operazione si tradurrebbe in un mero indebolimento della RAI a vantaggio del concorrente privato. Analoghe considerazioni potrebbero del resto essere fatte sulla vicenda di La Sette.<br>L'oratore condivide le osservazioni che sono state fatte sul carattere di novità rappresentato dalla trasmissione in diretta della manifestazione indetta dalla Casa delle Libertà lo scorso 10 novembre. In proposito egli osserva come molti organi di informazione abbiano assolutamente travisato la posizione dell'Ulivo affermando che questo richiedeva una sorta di risarcimento. Non si tratta di risarcire alcunché, ma di richiedere da un lato che l'informazione sia realmente onesta ed equilibrata come certamente non è stato nella descrizione che si è data dei giovani anti-globalizzazione e dall'altro di favorire lo sviluppo di un'informazione a tutto campo sui grandi eventi sociali.<br> Un tema sul quale, ad esempio, si potrebbe realizzare una mobilitazione comune con una grande ed efficace copertura mediatica è quello dell'emergenza umanitaria in Afghanistan, così da favorire una grande e trasparente operazione di solidarietà rivolta in primo luogo agli operatori italiani, come Gino Strada, presenti con tanta abnegazione sul territorio.<br>In realtà egli ritiene che una scelta di reale pluralismo dell'informazione possa essere garantita da un atteggiamento scevro da censure, purché ovviamente questo valga per tutti. Egli ad esempio non condanna il fatto che per alcuni giornalisti della RAI sembri essersi allentato il vincolo delle incompatibilità, che era prima così rigorosamente osservato, ma questo evidentemente deve valere per tutti.<br>Nello stesso spirito egli non è assolutamente contrario alla proposta di inchiesta parlamentare avanzata dal senatore Bonatesta, purché però questa sia diretta a dare conoscibilità e trasparenza ai meccanismi che governano il sistema italiano dei media, ciò che si può fare solo con una grande inchiesta sulle trasformazioni e lo sviluppo dell'intero sistema radiotelevisivo italiano, pubblico e privato, negli ultimi venticinque anni. <br>
    0:51 Durata: 13 min 39 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato CAPARINI ritiene che dalle relazioni del presidente Zaccaria e del direttore generale Cappon, non diversamente da quanto era avvenuto nell'audizione da essi svolta nell'Ufficio di Presidenza della Commissione IX della Camera dei Deputati, siano emerse risposte vaghe e contraddittorie, e in molti casi gravemente imprecise come nella vicenda Raiway, che tendono ad eludere l'esigenza di chiarezza sui pessimi risultati gestionali della RAI.<br>Nulla si è detto, ad esempio, sui deludenti risultati registrati dalle società consociate costituite negli ultimi anni, ad esempio da Rainet S.p.A che, creata con l'ambizioso obiettivo di promuovere e vendere prodotti sul mercato di internet, è stata ricapitalizzata nel 2000 per cinquanta miliardi ed ha registrato un deficit nel 2001 di venticinque miliardi, mentre numerose altre società collegate sono state liquidate nel corso del 2001. Vi è il sospetto quindi che queste società collegate siano servite a poco più che alla gestione del potere all'interno dell'azienda e alla moltiplicazione di posizioni apicali.<br>Nulla si è detto, ad esempio, sui criteri di assunzione dei collaboratori della RAI; si pensi alle vie misteriose e probabilmente politicizzate che hanno condotto alla stipulazione di circa cinquecento collaborazioni per consulenza con Rai Educational.<br>Nulla si è detto, infine, sulla gestione degli appalti. Appare ad esempio incredibile che una società con undicimila dipendenti si appresti ad appaltare per cinque miliardi e cinquecento milioni la realizzazione della nuova edizione dello spettacolo di Raffaella Carrà, per il cui format erano già state sborsate risorse ingenti, ad una società che risulta avere quindici milioni di capitale versato, due miliardi di indebitamento e zero dipendenti.<br>Il deputato Caparini osserva poi come anche sul piano della comunicazione la gestione della RAI appaia scandalosamente politicizzata. È per esempio grave che si paghi un miliardo e mezzo all'anno per la trasmissione di un giornalista come Enzo Biagi, che non perde occasione per attaccare il Governo e che, pur avendo una collaborazione limitata a otto mesi all'anno, utilizza le strutture della RAI per tutto l'anno per la propria attività personale di giornalista.<br>L'oratore invita poi il presidente Zaccaria a chiarire se sia vero che nel corso dell'ultima campagna elettorale egli avrebbe invitato il comico Beppe Grillo ad apparire in televisione a sostegno del centro sinistra.<br>Il deputato Caparini stigmatizza poi l'atteggiamento intimidatorio tenuto dall'azienda nei confronti di quegli abbonati che liberamente hanno chiesto di disdire il canone.<br>L'oratore infine chiede al presidente Zaccaria di fare chiarezza intorno alla presunta data di cessazione dell'attuale consiglio di amministrazione. La data più volte riproposta del 17 febbraio, due anni cioè dalla nomina del consiglio di amministrazione non ha infatti significato dal momento che la norma è stata più volte interpretata nel senso che il consiglio di amministrazione termina allo scadere del secondo esercizio finanziario, cioè il 31 dicembre. Peraltro c'è il giustificato timore che, appellandosi ad un'interpretazione a suo tempo da lui stesso fornita al Presidente della Camera dei Deputati Irene Pivetti, il presidente Zaccaria intenda poi prolungare la permanenza in carica fino all'effettiva approvazione del bilancio, e cioè al mese di giugno. <br>
    1:05 Durata: 22 min 52 sec
  • Maria Chiara Acciarini (DS-U)

    La senatrice ACCIARINI si associa alle espressioni di solidarietà pronunciate nei confronti dei vertici della Rai dai colleghi intervenuti in precedenza in relazione alle polemiche suscitate dalle dichiarazioni del ministro Gasparri.<br>Ella formula quindi un'osservazione critica di carattere generale sull'impostazione culturale della comunicazione della RAI, che sembra spesso arretrata rispetto alla società civile.<br>La trasmissione sulle manifestazioni del 10 novembre, in particolare per quanto riguarda l'immagine riduttiva che si è data del corteo pacifista e dei gruppi che vi hanno partecipato, è sicuramente un esempio di questa arretratezza, che presenta peraltro carattere generale e si manifesta in maniera significativa soprattutto nell'ambito del pluralismo di genere. Ne sia ad esempio una trasmissione così importante dal punto di vista dell'immagine della politica e della società come «Porta a Porta», dove la presenza femminile è affidata prevalentemente, anche se certo non esclusivamente, a persone del mondo dello spettacolo di riconosciuta simpatia e avvenenza, ma che spesso mancano della necessaria autorevolezza e competenza rispetto al problema di volta in volta oggetto della trasmissione.<br>È noto come in Italia il ruolo minoritario e subordinato delle donne nei partiti e nelle istituzioni rappresentative e di governo testimoni l'arretratezza culturale della politica rispetto alla società civile e al tessuto economico, dove invece molte donne hanno ormai ruoli di primo piano. È certamente grave che il mondo della comunicazione e dell'informazione, lungi dal contribuire al superamento di questa arretratezza culturale, la rifletta e la perpetui. <br>
    1:27 Durata: 3 min 18 sec
  • Maurizio Bertucci (AN)

    Il deputato BERTUCCI esprime in primo luogo viva perplessità sulle reali valutazioni del calo di committenza pubblicitaria sofferto dalla RAI, che deve essere a suo parere letto non certo come la conseguenza di manovre dirette ad avvantaggiare Mediaset, ma anzi come il fallimentare risultato del tentativo di garantire un adeguato budget pubblicitario al terzo polo radiotelevisivo.<br>In realtà una corretta valutazione del calo di risorse pubblicitarie conquistate dalla RAI deve essere effettuata alla luce dei deludenti risultati conseguiti dalla sua programmazione e della conseguente perdita di interesse per i committenti.<br>In quest'ottica appare veramente ingiusto accusare il Governo di voler affossare la RAI piuttosto che riflettere sulle cause della crescente disaffezione del pubblico.<br>Ne sono testimonianza la sospensione del «Gladiatore» dopo solo tre puntate e i deludentissimi risultati in termini di share conseguiti da «Domenica in» e da tutte le principali produzioni narrative della RAI.<br>Certamente nel campo dell'informazione il TG1 mantiene ancora il primato, tallonato però sempre più da vicino dal più diretto concorrente privato.<br>Si tratta di un quadro che non può che destare preoccupazione: la crescente debolezza commerciale della RAI non può non riflettersi sulla sua capacità produttiva complessiva e quindi sulle attività più specificamente di servizio pubblico e, indubbiamente, laddove il servizio pubblico televisivo viene indebolito risulta danneggiata la stessa qualità della vita democratica.<br><br>Il Presidente rinvia il seguito del dibattito.<br><br> La seduta termina alle ore 16h00. <br>
    1:31 Durata: 9 min 8 sec