13 DIC 2001

Commissione diritti umani: Audizione dell'Associazione Nessuno tocchi Caino

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 14 min

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Seguito dell'indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti nella realtà internazionale: audizione, in rappresentanza dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino", del segretario Sergio D'Elia e della dottoressa Elisabetta Zamparutti del consiglio direttivo dell'Associazione.

Registrazione video di "Commissione diritti umani: Audizione dell'Associazione Nessuno tocchi Caino", registrato giovedì 13 dicembre 2001 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 1 ora e 14 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione del Presidente

    In apertura di seduta il presidente Enrico PIANETTA, nel ringraziare i rappresentanti dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino" per la disponibilità dimostrata accogliendo l'invito della Commissione, ricorda ancora una volta come l'audizione faccia parte di un'indagine conoscitiva volta ad individuare argomenti che saranno poi oggetto, ai sensi dell'articolo 50, comma 1 del Regolamento del Senato, di specifiche relazioni e proposte da parte della Commissione, che dedicherà ad essi un ulteriore approfondimento. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h40<br>Presidenza del Presidente <strong>Enrico Pianetta</strong><br>
    0:00 Durata: 2 min 40 sec
  • Relazione di Elisabetta Zamparutti, curatrice del rapporto annuale di Nessuno Tocchi Caino

    La dottoressa Elisabetta ZAMPARUTTI, dopo aver ringraziato per l'opportunità di partecipare alla odierna audizione, ricorda che l'Associazione "Nessuno tocchi Caino" è una lega internazionale di cittadini e di parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo, fondata a Bruxelles nel 1993. La denominazione trae la sua origine dall'argomento che nella Bibbia non c'è scritto solo "occhio per occhio, dente per dente" ma anche "il Signore pose su Caino un segno perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato". In altre parole occuparsi di Caino non vuol dire non pensare ad Abele, bensì fare giustizia e non vendetta, quindi occuparsi dell'umanità soprattutto di Abele. <br>Il principale obiettivo dell'Associazione è oggi l'applicazione della moratoria universale delle esecuzioni stabilita dalle Nazioni Unite, moratoria che costituisce un passaggio politico verso l'abolizione in quanto rappresenta un compromesso al fine di consentire che nell'opinione pubblica e nelle leggi si affermi un nuovo diritto della persona.<br>La realtà della pena di morte, prosegue la dottoressa Zamparutti, nel mondo presenta oggi due facce. Da un lato sono aumentati i paesi che sono passati sul fronte abolizionista, dall'altro sono però aumentate le esecuzioni: almeno 2205 già nei primi sei mesi di quest'anno, mentre nell'intero anno scorso le esecuzioni erano state poco più della metà.<br>La situazione della pena di morte ha registrato in questi anni sensibili cambiamenti, tant'è che il 2001 è il primo anno in cui i paesi totalmente abolizionisti sono diventati maggioranza assoluta (78) rispetto ai sostenitori (69). Questo cambiamento radicale, non è frutto di un'evoluzione naturale del processo storico bensì dell'iniziativa politica. Esiste infatti un nesso diretto tra la prima iniziativa all'Assemblea generale dell'ONU nel 1994 che ha visto respingere per soli 8 voti una risoluzione presentata dal governo italiano e l'approvazione della stessa risoluzione avvenuta cinque anni dopo nella Commissione ONU per i diritti umani, sempre su iniziativa del governo italiano, in un primo momento circondata dallo scetticismo generale. La cosa veramente importante è che sia passata l'idea che la pena di morte è questione di diritti umani, e non più di giustizia penale (come tale di esclusiva competenza interna dei singoli stati); un "risultato storico" di cui dobbiamo andare tutti fieri. <br>I successi in sede internazionale sono stati il frutto di una straordinaria sinergia tra l'Associazione e il Parlamento italiano, tanto è vero che ogni passaggio in sede internazionale sul tema della pena di morte è stato preceduto ed accompagnato dall'approvazione unanime di mozioni che chiedevano al governo di operare in senso abolizionista.<br>La battaglia per la moratoria condotta con grande successo dall'Italia è stata nel 1999 consegnata nelle mani dell'Unione Europea, nella speranza che quindici paesi uniti avrebbero potuto sviluppare più forza di uno solo. Tuttavia la presidenza di turno della Unione Europea, attribuita alla Finlandia, ha inferto una seria battuta di arresto perché l'Unione Europea, dopo aver presentato la risoluzione in Assemblea generale, ha rinunciato a portarla al voto, quando sarebbe stata sufficiente una formula di compromesso in base al quale venisse ribadito il principio del diritto sovrano degli stati, fatte salve le materie di competenza dell'ONU.<br>La dottoressa Zamparutti conclude dicendo che, poiché nel secondo semestre del 2003 l'Italia dovrebbe avere la presidenza dell'Unione Europea, sarà quella un occasione propizia per riproporre la risoluzione all'Assemblea generale dell'ONU. <br>
    0:02 Durata: 14 min 26 sec
  • Relazione di Sergio D'Elia, Segretario dell'associazione Nessuno Tocchi Caino

    Sergio D'ELIA, segretario dell'Associazione, si sofferma in particolare sulle pene di morte inflitte nei paesi islamici in base ad un testo come il Corano il quale risale a più di 2000 anni fa ed è divenuto nei fatti, ancorchè non ne abbia la veste giuridica, legge se non Costituzione di singoli stati. Richiama l'attenzione non solo sul caso della ragazza nigeriana Safiya Hussaini che, ancorchè non abbia commesso nulla che sia censurabile anche da un punto di vista soltanto morale (si tratta di una donna divorziata), è stata condannata alla lapidazione, anche se per fortuna i recenti pronunciamenti dell'autorità federale di quel paese e dello stesso presidente Olusegun Obasanjo, che ha scontato peraltro un lungo periodo di detenzione (per attentato alla sicurezza dello stato), lasciano sperare che la pena sia revocata o almeno commutata. Ritiene tuttavia che casi estremi come questo non debbano distogliere l'attenzione sul carattere universale della battaglia per l'abolizione della pena di morte, che è tale in quanto protegge anche coloro i quali si sono resi responsabili dei più efferati delitti.<br>Il segretario dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino" conclude soffermandosi sulle dinamiche provocate dalla guerra al terrorismo le quali recentemente hanno provocato – cita il caso della Russia e della Cina – un moltiplicarsi dei pretesti per inasprire la tendenza verso misure liberticide e trattamenti inumani dietro il paravento di comuni dichiarazioni destinate ad isolare il terrorismo.<br>Conclude depositando presso la Commissione i testi di due risoluzioni che riguardano l'abolizione della pena di morte in Cina ed il problema della moratoria della estradizione e delle esecuzioni che il governo italiano dovrebbe contribuire a risolvere con attiva preparazione e partecipazione alle prossime sessioni della Commissione ONU per i diritti umani e dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. <br>
    0:17 Durata: 20 min 53 sec
  • Franco Mugnai (AN)

    Il senatore Franco MUGNAI si dichiara contrario in tempi normali alla pena di morte per ragioni tecnico-giudiziarie dal momento che non è possibile ritornare su una decisione eventualmente viziata da errore. Tuttavia lo persuade poco l'argomento in base al quale proteggere Caino significhi proteggere Abele, perchè una volta che una persona è stata privata della vita non è possibile nei suoi confronti adottare forme che comunque abbiano carattere risarcitorio. Per questi argomenti ritiene che bisogna considerare, per quelli che sono, gli atti conseguenti all'attentato dell'11 settembre, perpetrato da organizzazioni che non avevano neanche la visibilità che in tempo di guerra hanno gli eserciti nemici. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:35 Durata: 9 min 1 sec
  • Patrizia Toia (Mar-DL-U)

    La senatrice Patrizia TOIA sente il dovere di ringraziare l'Associazione per le battaglie condotte in condizioni molto difficili per via della indifferenza se non ostilità generali. Per quanto riguarda il successo del 1997 in sede di Commissione ONU diritti umani, giustamente definito dalla dottoressa Zamparutti "risultato storico", vuole solo citare il grande contributo che funzionari del Ministero degli affari esteri, lavorando con tantissima tenacia, devozione alla causa e discrezione, hanno dato. In particolare vuole ricordare l'impegno di Leonardo Bencini e di Carla Zoppetti. <br>
    0:45 Durata: 9 min 15 sec
  • Alessandro Forlani (CCD-CDU-BF)

    Il senatore Alessandro FORLANI dice che bisogna distinguere non tanto tra tempo di guerra e di pace, dal momento che il problema della pena di morte è sostanzialmente lo stesso, bensì la situazione di chi ha il potere (un ipotetico dittatore) di infliggere lutti e torture, e chi invece è posto nelle condizioni di non nuocere perché per esempio già detenuto. <br>
    0:54 Durata: 6 min 57 sec
  • Gian Pietro Favaro (FI)

    Il senatore Gian Piero FAVARO ritiene che un'eccessiva importanza data al problema della pena di morte, che è ben inteso importantissimo, rischia di far trascurare come la reclusione assuma sovente forme immotivate di coazione tali da rasentare la tortura. <br>
    1:01 Durata: 2 min 25 sec
  • Conclusioni di Sergio D'Elia

    Il dottor Sergio D'ELIA ritiene corretto stabilire un rapporto permanente con la Commissione, alla quale si riserva di far avere ulteriori elementi di informazione. Con riferimento agli argomenti che hanno destato interesse della Commissione, nel breve dibattito che è seguito alle comunicazioni, vuole chiarire che l'Italia, al contrario di altri paesi, in materia di estradizione ha adottato una posizione radicale che vieta comunque la estradizione in paesi che contemplano nei loro ordinamenti la pena di morte. Questo non vuol dire che il paese non sia tenuto a perseguire i colpevoli, anzi il fatto di aver abolito in linea di principio forme disumane e illegali di trattamento (condannate dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo), costituisce un argomento in più perché sia resa giustizia con il massimo del rigore e quindi della severità.<p>La seduta termina alle 15h00. <br>
    1:03 Durata: 9 min 15 sec