29 GEN 2002

Vigilanza Rai: Audizione di Agostino Saccà, dir. Raiuno

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 38 min

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Audizione del direttore di RAIUNO.

Registrazione di "Vigilanza Rai: Audizione di Agostino Saccà, dir. Raiuno", registrato martedì 29 gennaio 2002 alle 00:00.

La registrazione ha una durata di 2 ore e 38 minuti.
  • Alessio Butti (AN), sull'ordine dei lavori

    Il deputato Butti chiede di acquisire per una valutazione della Commissione la registrazione della puntata di Porta a porta di ieri sera, 28 gennaio 2001.<br>Nel corso della puntata infatti il conduttore Bruno Vespa ha rivolto un invito ai telespettatori rimasti vittime delle truffe imputate all'organizzazione facente capo a Vanna Marchi, a denunciare le televisioni locali che negli anni scorsi avevano ospitato le trasmissioni nelle quali si promuovevano attività di assistenza nel gioco del lotto. È del tutto evidente che non era nelle trasmissioni in se, nelle quali ci si limitava a proporre tale assistenza, che sarebbero state consumate le truffe e le estorsioni di cui Vanna Marchi è accusata, ma nei successivi contatti con i clienti, ed è pertanto assurdo rivolgere un simile invito alla denuncia generalizzata, con effetti potenzialmente catastrofici per le attività delle televisioni locali che si sono limitate a vendere spazi editoriali. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h05<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br>
    0:00 Durata: 2 min 5 sec
  • Giuseppe Gianni (CCD-CDU), sull'ordine dei lavori

    Il deputato Gianni chiede di acquisire, ai fini di una valutazione della Commissione la registrazione della trasmissione Porta a porta dello scorso 21 gennaio, trasmissione la cui impostazione è sembrata diretta a produrre gravissimi danni all'agricoltura meridionale ed in particolare siciliana, attraverso la diffusione di notizie completamente infondate e smentite dai risultati ufficiali delle indagini dei Nuclei Antisofisticazioni.<br>Il Presidente assicura il deputato Butti che si farà interprete della sua richiesta. Quanto alla questione sollevata dal senatore Gianni egli fa presente di aver già richiesto la registrazione della trasmissione, in ordine alla quale aveva già ricevuto segnalazioni e proteste. <br>
    0:02 Durata: 2 min 13 sec
  • Relazione di Agostino Saccà, Direttore di Raiuno

    Il dottor Agostino Saccà, direttore di Raiuno, si sofferma in primo luogo sull'impostazione culturale della rete che rifiuta una idea della televisione come puro medium in favore dell'idea di una rete con una sua precisa identità costruita sulle memorie e sugli affetti del pubblico.<br>Si tratta dunque di una rete generalista per definizione, che si propone l'obiettivo ambizioso di dare, un contributo importante alla costruzione dell'identità nazionale, premessa necessaria perché l'Italia, ed in particolare la cultura italiana, possano entrare da attori nei processi di globalizzazione, visti dunque come una via per diffondere il proprio prodotto culturale, e non subire tali processi in qualità di fruitori passivi di modelli più forti.<br>Lo strumento attraverso il quale la rete persegue questo obiettivo è la elaborazione di un linguaggio popolare, comprensibile e condiviso dalla platea più ampia possibile, costruito attraverso una serie di sottolinguaggi, da quello narrativo dei grandi sceneggiati, a quello scientifico-divulgativo di trasmissioni come «Quark», a quello della informazione attenta ai problemi del quotidiano della trasmissione di Michele Cucuzza.<br>Se questa è la missione di Raiuno, si può comprendere con quanta preoccupazione sia stata vista la crisi di ascolti e di credibilità che la rete ha vissuto nel periodo 2000-2001, crisi dalla quale si sta però vigorosamente riprendendo, anche grazie alla capacità di saper rispondere i mutamenti di domanda del pubblico che si sono determinati con la crisi dell'11 settembre, crisi che la rete si è dimostrata di narrare anche nei suoi successivi sviluppi meglio di qualunque altro soggetto televisivo.<br>Il direttore Saccà illustra quindi due rilevazioni della Mackno, rispettivamente della primavera e della fine del 2001, dalle quali si evidenzia la grossa crisi d'immagine subita da Raiuno ed il suo successivo superamento. In realtà la rete, nel tentativo di misurarsi in maniera speculare con il suo diretto competitore, è apparsa incapace di mantenere la propria immagine, come dimostra il fatto che nel sondaggio di primavera il pubblico indicava come programma più rappresentativo della rete «Quiz show», programma costruito come risposta al «Miliardario» di canale 5, peraltro con una programmazione pomeridiana e quotidiana, diversa quindi da quella del concorrente diretto. Negli ultimi mesi la rete ha invece saputo ritrovare la sua immagine presso gli spettatori, mettendo a segno molte trasmissioni di successo con una forte identificazione di rete: si pensi al grande successo ottenuto ieri dalla prima puntata dello sceneggiato su Perlasca, al successo dello show di Giorgio Panariello, al più che promettente avvio della trasmissione, di grande qualità spettacolare, di Sabrina Ferilli e Lucio Dalla, alla ritrovata capacità di chiamare a collaborare con la rete, per la realizzazione di opere narrative televisive, grandi registi del cinema come Lizzani e i fratelli Taviani. <br>
    0:04 Durata: 22 min 42 sec
  • Giorgio Merlo (MARGH-U)

    Il deputato Merlo chiede al direttore Saccà una sua valutazione sulle prospettive, da più parti ventilate, di una privatizzazione della Rai, in particolare alla luce di quel carattere di interprete privilegiato della realtà sociale italiana da lui considerato caratteristica tipica di Raiuno. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari<br>
    0:27 Durata: 3 min 7 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U)

    Il senatore Lauria, dopo aver espresso vivo apprezzamento per la relazione del direttore Saccà, si sofferma su alcune questioni specifiche, e cioè sulla situazione di sofferenza del TG1, da più parti attribuite all'incapacità del traino pre-serale di sconfiggere la concorrenza, ma che troverebbe probabilmente altre spiegazioni in un'attenta analisi del prodotto informativo, sull'opportunità e sui costi della crescente esternalizzazione di molte produzioni, in particolare nel settore del varietà, e infine sui criteri di composizione dei palinsesti, con particolare riferimento all'ipertrofica presenza del pur valente Bruno Vespa la cui collocazione in prima serata, ha avuto risultati molto infelici sul piano dell'audience. <br>
    0:30 Durata: 7 min 31 sec
  • Alessio Butti (AN)

    Il deputato Butti chiede al direttore Saccà una valutazione sui motivi che avevano condotto Raiuno a perdere nel recente passato la sua posizione di rete leader del mercato televisivo.<br>L'oratore chiede quindi una valutazione del direttore di Raiuno sulle affermazione del dottor Freccero, circa il ruolo svolto dai Raidue, in particolare durante la gestione Celli, di laboratorio per esperienze innovative, che quando avevano successo, venivano poi trasferite sui Raiuno.<br>Egli chiede infine di conoscere le ragioni della ridotta spesa di Raiuno, rispetto alle altre due reti pubbliche, per l'acquisto di film e telefilm. <br>
    0:37 Durata: 4 min 37 sec
  • Vittorio Pessina (FI)

    Il senatore Pessina condivide la descrizione della natura e delle finalità di una televisione generalista effettuata dal direttore Saccà.<br>Egli rileva peraltro che spesso Raiuno è sembrata venir meno alle caratteristiche proprie di questo tipo di televisione, si pensi in particolare alla trasmissione «Il fatto» di Enzo Biagi, il cui conduttore, le cui capacità sono senz'altro fuori discussione, sembra però animato da una preconcetta, visibile ed irriducibile ostilità verso qualsiasi iniziativa del Governo in carica; naturalmente anche chi lavora nel servizio pubblico ha diritto alle proprie opinioni e si può ad esempio riconoscere che Bruno Vespa abbia una certa propensione governativa, che si manifesta però in modo molto meno estremo ed evidente, mentre atteggiamenti come quello di Biagi finiscono per non contribuire, come dovrebbe fare il servizio pubblico, alla costruzione di un dibattito politico sereno e razionale in seno alla pubblica opinione. <br>
    0:42 Durata: 4 min
  • Maria Chiara Acciarini (DS-U)

    La senatrice Acciarini si chiede se sia del tutto condivisibile l'affermazione del direttore Saccà circa la capacità mostrata da Raiuno nell'interpretare le nuove esigenze emerse nel pubblico dopo la tragedia dell'11 settembre. Ella ritiene ad esempio discutibile che possa essere indicata come un positivo esempio della ritrovata identità di Raiuno una trasmissione come «Torno sabato».<br>Anche l'affermazione, fondata sul sondaggio della Mackno della scorsa primavera, che la faziosità e la volgarità fossero tra gli items con cui la pubblica opinione identificava Raiuno, e che la situazione sarebbe poi cambiata alla fine dell'anno, appare a suo avviso non suffragata da elementi di fatto: la stessa trasmissione Porta a porta appare spesso viziata da faziosità non solo politica, ma anche di genere, laddove si consideri la ridotta presenza in trasmissione - testimoniata dai dati in suo possesso almeno fino a settembre - di donne competenti nelle materie oggetto delle trasmissioni, mentre alla figura femminile è attribuito nella trasmissione un ruolo prevalentemente decorativo. <br>
    0:46 Durata: 4 min
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato Carra ritiene che le osservazioni del direttore Saccà sul ruolo di Raiuno come strumento che collabora alla costruzione dell'identità nazionale possano essere in linea generale condivisibili. Non vi è dubbio del resto che la rete sa dimostrare di essere ancora capace di interpretare questo ruolo ai livelli più alti, come dimostra il successo dello sceneggiato su Perlasca, che ha rappresentato un modo importante e civile per partecipare alla giornata della memoria. Proprio questo successo, però, dovrebbe condurre ad una riflessione su cosa sia il servizio pubblico e ad approfondire le ragioni della perdita di autorevolezza, così acutamente analizzata da Ilvo Diamanti nel suo articolo della scorsa domenica, vissuta in questi anni dalla televisione pubblica in generale ed in particolare da Raiuno. <br>
    0:50 Durata: 5 min 38 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi si sofferma in primo luogo su quanto affermato dal direttore Saccà circa il ruolo negativo che aveva rivestito Quiz show nel diventare elemento forte di identificazione della rete, danneggiandone in qualche modo l'immagine.<br>Egli chiede di sapere, se al di là del recupero di identità che ne è seguito, l'abbandono di questa trasmissione abbia determinato effetti positivi o negativi nei confronti della concorrenza; del resto, fino a che il legislatore non sarà stato capace di sciogliere questo nodo, la Rai dovrà sempre fare i conti con l'esigenza di conciliare il ruolo di servizio pubblico con quello di televisione commerciale.<br>L'oratore si sofferma poi sulla questione del pluralismo, rilevando che i dati dell'osservatorio di Pavia dimostrano come negli ultimi mesi l'informazione pubblica si sia allontanata in misura consistente dal rispetto della regola dei tre terzi - un terzo del tempo al Governo, un terzo alla maggioranza ed un terzo all'opposizione - che ormai da diversi anni ha presieduto all'assegnazione dei tempi alle forze politiche. Egli è consapevole che il rispetto effettivo del pluralismo non può misurarsi esclusivamente in termini di quantità di tempo, tuttavia la riduzione della percentuale di spazi assegnati all'opposizione si presenta consistente. Ancor più significativa è la mancanza di pluralismo nella partecipazione di soggetti politici a trasmissioni di intrattenimento, fino al caso della trasmissione di Paolo Limiti dove negli ultimi mesi - peraltro anche per effetto del caso Sgarbi finalmente avviato a soluzione - la presenza di politici è stata per il 90 per cento di esponenti del Governo e per il 10 per cento comunque di esponenti della maggioranza. Sempre in materia di pluralismo, andrebbero chiariti i criteri che presiedono alla promozione di libri di giornalisti Rai.<br>Il senatore Falomi chiede infine chiarimenti sull'episodio a trasmissioni di Raiuno del cosiddetto «fidanzatino» della ragazza condannata per l'omicidio di Novi Ligure, sconcertante sia dal punto di vista della violazione delle norme sui minori, sia per il fatto che Rai abbia deciso di pagare per la partecipazione di questa persona alle trasmissioni. <br>
    0:55 Durata: 10 min 5 sec
  • Riccardo Minardo (FI)

    Il senatore Minardo chiede al dottor Saccà di assumere con la massima urgenza opportune iniziative per tentare di riparare al danno inferto all'agricoltura siciliana dalla trasmissione dello scorso 21 gennaio Porta a porta, le cui conseguenze sono paragonabili a quelle della siccità e delle gelate che hanno colpito quest'anno la Sicilia. Nel corso di quella trasmissione infatti sono state date allegramente informazioni allarmistiche e false sull'uso di gas nocivi nelle serre siciliane - completamente smentite dai controlli dei NAS e riferibili semmai a produzioni agricole straniere che hanno determinato come immediato contraccolpo un vistoso calo del consumo di verdura e frutta fresca di serra. <br>
    1:05 Durata: 5 min 22 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini esprime apprezzamento per la relazione del dottor Saccà ma ritiene che il ruolo da lui identificato come tipico di Raiuno sarebbe realizzato più compiutamente con una maggiore attenzione alle realtà locali e alle diverse identità culturali la cui varietà costituisce la specificità e la ricchezza dell'Italia. Egli poi chiede al direttore Saccà valutazioni su come la rete adempia ai suoi compiti di servizio pubblico in particolare per quanto riguarda la tutela dei minori e il sostegno e la visibilità dei portatori di handicap. <br>
    1:11 Durata: 5 min 15 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il senatore Gentiloni Silveri chiede di sapere se all'inizio di quest'anno si siano verificati dei recuperi rispetto al vistoso calo di spettatori che fu registrato nel corrispondente periodo del 2001. Egli poi chiede di sapere quali siano le intenzioni della rete circa il rapporto di collaborazione con Enzo Biagi, considerato che il ciclo di trasmissioni da lui condotto si concluderà a maggio e che la presenza del più famoso giornalista italiano rappresenta senz'altro un punto di forza per la rete. <br>
    1:16 Durata: 6 min 8 sec
  • Mario Landolfi (AN)

    Il deputato Landolfi esprime una valutazione decisamente positiva della relazione del dottor Saccà, e ritiene che il miglioramento della qualità televisiva della rete sia stato chiaramente percepito dagli spettatori, come dimostrano il successo di sceneggiati storici quali quelli sulla regina Maria Josè e su Giorgio Perlasca. L'oratore si sofferma quindi sulle considerazioni precedentemente svolte dal senatore Falomi in materia di pluralismo; egli rileva che l'adozione di criteri cronometrici per valutare il rispetto di tale principio finisce per essere piuttosto sterile, come dimostra il fatto che la polemica del senatore Falomi replica, a parti invertite, quella condotta dalla sua parte politica nella scorsa legislatura. Meglio sarebbe invece adottare regole chiare e condivise, come quella per cui la presenza dei politici nelle trasmissioni di intrattenimento può essere ammessa solo quando sia giustificata dalla loro specifica competenza istituzionale a dare informazioni o chiarimenti su questioni illustrate nel corso della trasmissione, come sarebbe ad esempio la presenza del ministro delle finanze in una trasmissione-contenitore in cui si stiano illustrando questioni legate al cambio della moneta. <br>
    1:22 Durata: 7 min 48 sec
  • Giuseppe Gianni (CCD-CDU)

    Il deputato Giuseppe Gianni si associa alla richiesta del senatore Minardo di un intervento urgente e deciso per ridurre i danni provocati all'agricoltura siciliana dalla false affermazioni avvalorate nella trasmissione Porta a porta dello scorso 21 gennaio. <br>
    1:30 Durata: 1 min 6 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli chiede in primo luogo al direttore Saccà chiarimenti circa la cancellazione della trasmissione «Quiz show». Al di là delle motivazioni di immagine della rete offerte dal direttore, sembra infatti che vi siano state infatti motivazioni strettamente economiche, in quanto sembra che la soppressione della trasmissione rientrasse nel piano di ridurre le uscite complessive della rete di 70 miliardi. È però vero che tale scelta è stata ritenuta da taluni irrazionale, in quanto la Rai aveva fatto un notevole sforzo finanziario per strappare il format a Mediaset, ed in quanto la soppressione di tale traino è indicata da taluni come una delle concause delle sofferenze del TG1.<br>Il Presidente rileva altresì che il direttore Saccà, similmente al direttore Freccero, ha individuato nella televisione generalista lo strumento principe per la realizzazione delle finalità di servizio pubblico. Egli chiede quindi al dottor Saccà una valutazione circa le condizioni che possono consentire la sopravvivenza e lo sviluppo di una televisione generalista. Se è vero cioè che questa televisione si caratterizza per il fatto di rivolgersi ad un pubblico universale registrando un consenso sufficientemente diffuso, è a suo parere necessario che sia sostenuta da un'altra rete più sperimentale, in grado cioè di far maturare lo sviluppo di nuovi linguaggi televisivi che è poi necessario trasferire alla televisione generalista affinchè questa non resti indietro rispetto all'evoluzione della società e del pubblico. <br>
    1:31 Durata: 14 min 15 sec
  • Replica di Agostino Saccà

    Il dottor Saccà si sofferma in primo luogo sull'ultima osservazione del Presidente, che egli condivide pienamente. Purtroppo, a suo parere, Raiuno non è stata sostenuta da un'attività sperimentale nel senso indicato dal presidente Petruccioli, e ciò non per colpa degli altri direttori di rete, ma per mancanza di una strategia complessiva. In realtà, paradossalmente, proprio Raiuno ha spesso effettuato sperimentazioni poi trasferite su altre reti - si pensi a quel singolare connubio di fiction e di cronaca rappresentato da Atlantis, poi passato su Raitre - e se è vero che diverse trasmissioni si sono conquistate un pubblico su Raidue venendo poi trasferite alla rete ammiraglia è anche vero che esse non erano sperimentazioni ma prodotti maturi, trasferiti unicamente per scelte di politica editoriale, così come avvenuto per la trasmissione di Paolo Limiti, collocata su Raiuno quando si è deciso, similmente alla scelta già operata da anni da Mediaset, di decentrare dalla rete principale la programmazione pomeridiana per i bambini.<br>In realtà la scelta del modello divisionale ha in qualche modo aggravato la difficoltà di costruire una strategia sinergica, inducendo fenomeni di cannibalizzazione tra le reti - si pensi alla contrapposizione al film o allo sceneggiato del lunedì del programma di Pippo Baudo su Raitre che sarebbe un tipico prodotto da rete ammiraglia - con i perversi effetti segnalati dal deputato Butti, circa la distribuzione dei film e dei telefilm tra le tre reti.<br>Per quanto riguarda le questioni fra loro connesse, della sofferenza del TG1 e della soppressione di «Quiz show», egli ricorda di essere stato contrario già da direttore del marketing all'acquisizione di «Quiz show», che fu determinata dal timore che il «Miliardario», acquistato da Mediaset ripetesse i successi che aveva già mietuto all'estero. In proposito egli ribadisce che la scelta di mandare un puro quiz come il programma di Amadeus in fascia preserale si è rivelata poco felice, e del resto la stessa Mediaset ha dato al «Miliardario» una collocazione periodica e serale, riservando alla fascia quotidiana preserale un quiz più leggero come «Passaparola», cui in passato Raiuno aveva contrapposto con successo l'analogo «In bocca al lupo», cancellato con fretta e radicalità alquanto sospette.<br>In realtà a suo parere la perdita di consensi del TG1 è solo in parte ascrivibile all'efficacissimo doppio traino rappresentato per il TG5 da «Passaparola» e da «Striscia la notizia», e deve essere ricercata in una crisi di identità che affonda le sue radici anche nel mutamento di quattro direttori in quattro anni.<br>All'elaborazione di una strategia di contrasto a «Striscia la notizia» sarà anche legata la trattativa con Enzo Biagi, dopo la conclusione a maggio dell'attuale ciclo de «Il fatto».<br>L'oratore esprime poi ampie riserve sull'idea di privatizzare la proprietà della Rai, sottolineando il ruolo di tutela delle identità culturali nazionali rivestito dalle televisioni pubbliche europee.<br>Dopo aver fornito al senatore Lauria alcuni dati circa la diminuzione dei costi delle produzioni esterne «chiavi in mano» nel settore del varietà, il direttore Saccà ritiene di non poter condividere le valutazioni negative della senatrice Acciarini sul programma di Giorgio Panariello, osservando come questo abbia costruito un linguaggio di successo strettamente collegato alla scelta dello spettacolo itinerante e abbia saputo valorizzare l'apporto di una coreografia estremamente qualificata.<br>Il direttore Saccà si sofferma quindi sulle osservazioni del deputato Caparini rilevando in primo luogo come il taglio localistico sia una caratteristica, peraltro ben riconosciuta ed estremamente apprezzata dal pubblico, soprattutto di Raitre. Per quanto riguarda poi la questione della tutela dei minori, egli fa presente che Raiuno è forse l'unica rete non essere mai stata denunciata negli ultimi anni per la violazione di tale tutela.<br>Infine il dottor Saccà dà ampie assicurazioni al deputato Gianni e al senatore Minardo circa lo spazio che verrà dato in più sedi alle affermazioni fatte nella trasmissione del 21 gennaio di «Porta a porta».<p>Il Presidente dichiara conclusa l'audizione.<br>La seduta termina alle 16h45. <br><br>
    1:45 Durata: 52 min 46 sec