30 GEN 2002

Vigilanza Rai: Audizione Giuseppe Cereda, dir. Ratre

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 37 min

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Audizione del direttore di RAITRE.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione Giuseppe Cereda, dir. Ratre", registrato mercoledì 30 gennaio 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 37 minuti.
  • Relazione di Giuseppe Cereda, Direttore di Raitre

    Il Presidente preannuncia che nella prossima settimana la Commissione sarà convocata alle ore 14 di martedì 5 febbraio per procedere all'esame delle due relazioni bimestrali sull'attuazione del piano editoriale già trasmesse dalla RAI, per il quale L'Ufficio di Presidenza ha nominato relatore il vicepresidente, senatore Lauria. Si tratta di un esame che rivestirà particolare interesse alla luce delle audizioni svolte con i Direttori di rete.<br>La Convocazione della Commissione all'inizio della settimana consentirà anche di programmare le successive attività della Commissione anche alla luce di eventuali novità nell'organigramma della società concessionaria che dovessero intervenire nei prossimi giorni.<p>Il dottor Giuseppe Cereda, Direttore di rete di RAITRE, inizia l'audizione ponendo in rilievo la particolare struttura del canale, sul quale insistono ben cinque editori, vale a dire - oltre a RAITRE e, come accade per le altre reti, alla corrispondente testata giornalistica con i telegiornali regionali - anche Rai News 24, Rai Sport e Rai Educational.<br>Il direttore Cereda si sofferma quindi sulla specificità della rete, che si fonda da una parte sulla sua originaria missione di rete prevalentemente di servizio, e dall'altra sul fatto che, a norma della legge n. 249 del 1997, RAITRE dovrà progressivamente diventare una rete senza pubblicità.<br>Per quanto riguarda in particolare il primo aspetto, il contratto di servizio 2000-2002 - che impone alla RAI di realizzare complessivamente programmi di servizio pubblico nella misura del 65 per cento della programmazione mandata in onda tra le sette e le ventitré - assegna alla sola RAITRE un obiettivo pari all'80 per cento.<br>Tale obiettivo è ampiamente superato dalla rete, che raggiunge il 92,3 per cento di servizio pubblico. Tale cifra risulta ancora più significativa ove si consideri che sono considerati al di fuori dei programmi di servizio pubblico i film americani – che pure sono scelti da RAITRE con una particolare attenzione ai prodotti di qualità e alle produzioni indipendenti – e tutti i programmi classificati di intrattenimento, fra i quali cioè anche programmi come ad esempio «Per un pugno di libri», che presentano indubbiamente profili educativi e di promozione culturale.<br>Il dottor Cereda si sofferma quindi sulle caratteristiche identificative dello stile editoriale di RAITRE, delle quali egli ritiene di essere buon giudice anche alla luce delle diverse esperienze professionali maturate nel corso degli anni prima in RAIUNO, poi in Mediaset e successivamente in Rai Cinema. Si tratta di un linguaggio che punta ad un equilibrio tra qualità e popolarità, con una particolare attenzione al sociale e con un'ampia libertà espressiva, tale da consentire di sottrarsi anche agli imperativi e agli schemi della cosiddetta «nuova televisione».<br>Negli ultimi tempi questa politica editoriale ha premiato la rete, che ha recuperato ascolti raggiungendo, con il 10,43 di pubblico medio nel prime time i livelli di consenso registrati all'inizio degli anni '90, superando ampiamente Rete 4 e collocandosi a ridosso di Italia Uno.<br>L'oratore si sofferma quindi sui conti economici della rete, osservando come a fronte di un costo complessivo della divisione 2, della quale la rete fa parte, di 1.500 miliardi e del canale di 1.100 miliardi, RAITRE ha un budget di circa 600 miliardi di lire.<br>Alla copertura di tale bilancio la raccolta pubblicitaria contribuisce attualmente nella misura di 250 miliardi.<br>Si tratta di un bilancio complessivamente molto contenuto; la rete pertanto, con risorse limitate, è riuscita a promuovere obiettivi di ricerca comunicativa, di visibilità e di coerenza che hanno indubbiamente aumentato la fidelizzazione del pubblico facendola passare dall'ultimo al terzo o quarto posto in quella che viene chiamata in gergo viewing strip, vale a dire il «percorso» che fa l'utente nella ricerca del programma sul quale fermarsi partendo dalla rete di maggior fidelizzazione, di solito RAIUNO o Canale 5; una buona collocazione in questo percorso è importante, dal momento che se ad esempio RAITRE ha un programma particolarmente interessante in prima serata, questo sarà visto da un numero minore di spettatori se nell'ambito del suddetto percorso hanno occasione di fermarsi prima.<br>Va rilevato che questo miglioramento dell'immagine e della visibilità della rete è stato ottenuto in presenza di carenze nella distribuzione del segnale che è ricevuto male su parti importanti del territorio nazionale, cosa grave per una rete a particolare vocazione di servizio pubblico.<br>L'identità della rete si fonda su un'indubbia tradizione di diversità che si sostanzia, in particolare, nella limitatissima presenza di programmi di acquisto, che si limitano ad un telefilm estivo e a un film alla settimana, due nel periodo estivo.<br>La rete in realtà evita di fare ricorso non solo a risorse esterne alla RAI, ma anche a risorse esterne alla rete stessa, ciò che consente di costruire fra l'altro un linguaggio coerente e riconoscibile, che si qualifica per l'attenzione alle diversità e all'impegno sociale.<br>La rete ad esempio ha realizzato, con una forte caratterizzazione di servizio, significativi successi di pubblico nel settore del reality show di prima generazione quali «Mi manda RAITRE», che si è progressivamente caratterizzato come trasmissione di tutela dei consumatori, «Chi l'ha visto», che negli anni ha sempre di più scandagliato e descritto le diverse manifestazioni del disagio sociale, «Elisir», che ha costruito una formula di successo con un approccio ad un tempo leggero e rigoroso ai problemi della salute, e «Novecento», trasmissione peraltro che sembra destinata a cambiare collocazione il prossimo anno in quanto si ritiene, a suo parere in modo discutibile, che si tratti di un tipico programma da RAIUNO.<br>Un altro settore in cui la rete mantiene una forte identità è quello della divulgazione scientifica, in particolare con la prima serata del sabato dedicata alle trasmissioni sulla natura e con il programma «Ulisse» di Piero e Alberto Angela che, soprattutto in alcune puntate, ha raggiunto livelli di assoluta eccellenza.<br>Altri due importanti settori nei quali la rete ha rimarcato la propria identità sono quello degli sceneggiati e quello dei documenti filmati.<br>Nel primo settore la rete, ha scommesso sulla propria capacità produttiva e sulla possibilità di realizzare una peculiare cifra estetica con i prodotti realizzati in collaborazione con il centro di produzione di Napoli, «Un posto al sole» e «La squadra» – che, costruita con sceneggiature scritte appena due settimane prima della realizzazione delle puntate, ha tentato una narrazione dei temi emergenti dall'attualità – e con «La città infinita», realizzata in collaborazione con il centro di produzione di Milano, che si è configurata come una inedita formula di contaminazione tra la narrativa e la cronaca, fortemente calata in talune realtà marginali dell'Italia settentrionale.<br>Nel settore dei documenti filmati vanno ricordati i programmi di grande successo «Report», «La grande storia in prima serata» e «Sfide». <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h15<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br>
    0:00 Durata: 28 min 37 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato Giulietti ritiene in primo luogo estremamente proficuo il ciclo di audizioni dei Direttori di rete. A suo parere sarebbe opportuno completare questa attività conoscitiva attraverso l'audizione dei Direttori di Rai Fiction e di Rai Cinema, anche al fine di far emergere i forti elementi di qualità e le potenzialità produttive della RAI, evitando così di cadere nelle troppo facili banalizzazioni sulla «televisione deficiente»; del resto che la televisione possa e sappia essere anche altro lo ha dimostrato proprio in questi giorni lo sceneggiato su Giorgio Perlasca.<br>L'oratore esprime vivo apprezzamento per la relazione del dottor Cereda, che ha fornito un quadro chiaro e veridico della situazione e delle linee editoriali della rete, senza avventurarsi in inopportune valutazioni sul lavoro di valenti collaboratori della RAI, come ha fatto ieri il direttore di RAIUNO preconizzando una diversa e vaga collocazione oraria del programma di Enzo Biagi.<br>La relazione del dottor Cereda testimonia come, a differenza di quanto molti sostengono, per mantenere la competitività di una rete non sia indispensabile tanto una continua iniezione di risorse economiche, quanto la capacità di dare spazio alla creatività e alla innovazione.<br>Il deputato Giulietti chiede quindi chiarimenti sulla resa industriale delle produzioni di RAITRE, con particolare riferimento ai costi-contatto, nonché sulla collocazione di RAITRE nell'ambito della politica commerciale della RAI, con particolare riguardo ad eventuali richieste di non aumentare la propria audience a scapito della rete ammiraglia, e delle conseguenze sulla fidelizzazione del pubblico al TG3. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari<br>
    0:28 Durata: 8 min 31 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato Carra ringrazia il direttore Cereda per una relazione che a suo parere è stata forse la più costruttiva fra quelle fin qui svolte.<br>Egli esprime altresì apprezzamento per la decisione di trasmettere ieri in seconda serata, in sostituzione della rubrica «Primo Piano» del TG3, la replica della inchiesta-intervista di «Mixer» realizzata all'inizio degli anni '90 da Minoli e Deaglio, che fece conoscere agli italiani la storia di Giorgio Perlasca. Questa trasmissione ha avuto un seguito notevolissimo per quella collocazione oraria, ed è forse stata una testimonianza da parte della rete di fedeltà ad una vicenda che è stata «ceduta» a RAIUNO.<br>Il deputato Carra ritiene altresì importante l'attenzione che è stata data alla relazione alla capacità della rete di costruire programmi, come «Report» di Milena Gabanelli o «La grande storia in prima serata», capaci di coniugare a livello più alto la qualità e la popolarità. È altresì interessante come la testimonianza del direttore Cereda faccia giustizia di certe affrettate affermazioni secondo le quali i centri di produzione sarebbero oramai solo un peso per l'azienda.<br>L'oratore chiede quindi di conoscere l'opinione del dottor Cereda circa la possibilità di una rete di servizio pubblico come RAITRE di sopravvivere con il solo canone in un quadro in cui, come da taluno ventilato, si proceda alla privatizzazione di RAIUNO e RAIDUE. <br>
    0:37 Durata: 6 min 21 sec
  • Giuseppe Gianni (CCD-CDU)

    Il deputato Giuseppe Gianni concorda con quanto affermato dal deputato Giulietti circa la necessità di non enfatizzare sempre e solo gli aspetti negativi della televisione pubblica; se il quadro fornito dal direttore Cereda descrive una RAITRE capace di realizzare un prodotto di qualità, non ci si può però nascondere che la gestione di questa rete non è esente da critiche. In proposito egli segnala il grave sottodimensionamento in cui versa la redazione del telegiornale regionale del Molise, che ha determinato numerose proteste.<br>Anche sul piano del pluralismo la rete lascia a volte a desiderare, in quanto emargina sistematicamente le posizioni delle forze politiche minori sia dell'opposizione sia soprattutto della maggioranza: nell'informazione di RAITRE, ad esempio, pur così attenta alle problematiche di carattere sociale, non è stato dato alcuno spazio alle posizioni recentemente espresse dal CCD-CDU in ordine alla lotta contro le tossicodipendenze. <br>
    0:43 Durata: 3 min 22 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U)

    Il senatore Lauria apprezza particolarmente la relazione del dottor Cereda che ha testimoniato i positivi risultati raggiunti dalla sua rete fra l'altro con risorse molto minori di quelle a disposizione di altre strutture della RAI. Egli invita poi il presidente Petruccioli a offrire la sua opera di mediazione per evitare che l'agitazione attualmente in corso al TG1 possa determinare uno sciopero di testata che certamente non gioverebbe all'immagine dell'azienda pubblica. <br>
    0:47 Durata: 4 min 41 sec
  • Presidente

    Il Presidente ringrazia in primo luogo il dottor Cereda, la cui relazione ha concluso un ciclo di audizioni dal quale è emerso l'elevatissimo livello professionale e culturale dei Direttori delle reti RAI, i quali hanno recato contributi tutti di grande interesse, ciascuno testimoniando un'impostazione editoriale e culturale profondamente diversa. In tale diversità di approccio culturale, tutt'altro che banalizzabile come espressione di affiliazioni politiche, risiede certamente una delle grandi potenzialità della RAI.<br>Il presidente Petruccioli precisa quindi, con riferimento a quanto affermato nel suo intervento dal deputato Giulietti, che al di là di quanto scrivono oggi i giornali, nell'audizione di ieri il dottor Saccà non ha affatto proposto un'esautorazione di Enzo Biagi; il direttore Saccà infatti, dopo aver espresso un particolare apprezzamento per la qualità professionale di Biagi come uno dei fiori all'occhiello della RAI, aveva semplicemente precisato che, secondo il contratto di Biagi, l'attuale ciclo di trasmissioni de «Il fatto» si concluderà a maggio, che il contratto stesso scade a settembre e che la scelta di collocazione di un nuovo eventuale ciclo di trasmissioni dovrà tener conto dell'esigenza di contrastare il doppio traino fornito al telegiornale di Canale 5 da «Passaparola» e da «Striscia la notizia».<br>Il Presidente si dichiara quindi molto colpito dalla situazione descritta dal dottor Cereda, che sfugge evidentemente al pubblico, per cui sul canale insistono oltre alla Rete 3 altri quattro editori, e chiede pertanto il parere del Direttore circa la possibilità e l'opportunità di una semplificazione dell'intero sistema. <br>
    0:51 Durata: 15 min 47 sec
  • Replica di Giuseppe Cereda

    Il dottor Cereda, rispondendo in primo luogo alle domande del deputato Giulietti, fa presente che RAITRE non ha, in sostanza, rapporti con Rai Fiction e Rai Cinema, in quanto autoproduce i propri programmi narrativi, con la collaborazione dei centri di produzione e l'assistenza, per quanto riguarda «Un posto al sole», della società «Pearsson», ideatrice del programma.<br>Per quanto riguarda poi i film, in sostanza la scelta tra i titoli disponibili viene esercitata dapprima dalla Divisione 1, che li ripartisce tra RAIUNO e RAIDUE, e solo successivamente dalla Divisione 2, con i problemi che come si può immaginare derivano da una scelta residuale, difficoltà peraltro che non ha impedito a RAITRE di elaborare una propria politica editoriale nella trasmissione dei film, fondata sulla doppia linea della messa in onda di classici e della trasmissione di film di qualità e di autore, pur sempre peraltro selezionati tra quelli che possono conquistare una audience adeguata agli obiettivi di una televisione generalista.<br>Per quanto riguarda la resa industriale delle produzioni di RAITRE, il dottor Cereda, pur in mancanza di dati precisi sui costi-contatto, ritiene che questa possa essere considerata ampiamente competitiva, dato soprattutto il costo particolarmente basso di queste produzioni. La trasmissione di Marrazzo, che conquista in media il 12-13 per cento del pubblico con punte fino al 19 per cento, costa 83 milioni di lire a puntata, che per un programma di prima serata rappresenta un costo assolutamente minimo; lo stesso discorso vale per «Report», con un costo di 79 milioni di lire a puntata e per «Novecento», che ha un costo di 235 milioni a puntata ma una durata di circa tre ore e un notevolissimo successo di pubblico.<br>Lo stesso discorso vale anche per gli sceneggiati, laddove si consideri che «Un posto al sole» ha un costo medio di cento milioni a puntata. «La squadra» arriva, tutto compreso, a 975 milioni a puntata, che è veramente poco considerando i costi medi di questo tipo di produzioni, cosicché ad esempio «Distretto di Polizia» di Mediaset, che della «Squadra» rappresenta la copia in confezione di lusso, ha un costo per puntata superiore ai due miliardi e mezzo.<br>Per quanto riguarda i rapporti con il TG3 e la capacità di traino della rete va considerato che nell'attuale sistema della concorrenza televisiva le piccole Reti sono sicuramente danneggiate in funzione dello sviluppo e del successo delle ammiraglie, una situazione che è particolarmente evidente a Mediaset.<br>Così nel piano editoriale della RAI sono stati assegnati a RAITRE obiettivi di audience nella prima serata contenuti nella misura del 9,7 per cento, obiettivi che peraltro hanno consentito alla rete di portare avanti con serenità un discorso di qualità e che sono stati poi ampiamente superati dai risultati che, come si è detto, sfiorano una media dell'11 per cento.<br>Il Direttore si sofferma quindi sulle questioni poste dal deputato Carra.<br>Egli esprime in primo luogo soddisfazione per gli apprezzamenti rivolti all'iniziativa di mandare in onda la replica della puntata di «Mixer» su Giorgio Perlasca. Si è trattato di un'iniziativa della rete alla quale il TG3 ha aderito senza difficoltà e che è stata sicuramente pagante sia in termini di audience che di immagine della rete stessa.<br>Egli ribadisce poi che l'esperienza di RAITRE conferma l'importanza di sviluppare la potenzialità dei centri di produzione, tra i quali ricorda oltre a quelli di Napoli e Milano anche quello di Roma, che realizza un programma come «Alle falde del Kilimangiaro» di Licia Colò che ha ottenuto una audience del dieci per cento, assolutamente lusinghiera considerando i concorrenti della domenica pomeriggio su RAIUNO, RAIDUE e Canale 5.<br>Per quanto riguarda il futuro di RAITRE senza pubblicità, peraltro già segnato dalla legge, egli ritiene che non vi saranno particolari problemi, naturalmente se vi sarà un adeguato aumento di risorse dal canone. Peraltro, premesso che a suo parere l'importanza per una rete televisiva del confronto con il mercato che si effettua attraverso la raccolta pubblicitaria, bisogna a suo parere avere ben chiaro quale sarà l'onere che la RAI dovrà affrontare per l'eliminazione della pubblicità su RAITRE, che non è limitato ai 250 miliardi di ricavi della rete, ma deve essere quantificato in almeno 300-400 miliardi di lire, questo perché i clienti acquistano, unitamente allo spazio su RAITRE, anche spazi sulle altre reti, cosicché la riduzione di spazi disponibili si traduce in sostanza in una minore appetibilità commerciale dell'offerta SIPRA rispetto a quella di Publitalia, e in una crescita del costo-contatto su RAI rispetto a Mediaset.<br>Per quanto riguarda le questioni poste dal deputato Giuseppe Gianni, il dottor Cereda fa presente di non avere alcuna competenza sulle testate giornalistiche. Ciò non di meno egli dichiara che sarà sua cura fornire indicazioni affinché, se ad esempio «Chi l'ha visto» o un'altra trasmissione analoga affronterà questioni connesse alla disciplina degli stupefacenti, sia dato conto nella maniera più articolata delle posizioni emerse dal dibattito politico.<br>Quanto alla questione posta dal Presidente della semplificazione della gestione delle frequenze di RAITRE, egli ritiene che questa sarà possibile nell'ambito dello sviluppo dei canali satellitari.<br>Certamente la coesistenza della rete e della testata giornalistica rappresenta un fatto strutturale; non c'è dubbio però che trasmissioni come quelle di Rai Educational, che hanno un impianto decisamente diverso da quello delle stesse trasmissioni educative realizzate dalle reti generaliste, possano trovare una occasione di sviluppo soprattutto sul satellite, e ciò vale anche per Rai Sport, per quanto vi siano alcune discipline sportive minori ma con un pubblico consolidato che non possono non trovare un certo spazio sulle reti generaliste.<p>Il Presidente dichiara conclusa l'audizione.<br>La seduta termina alle ore 16h10. <br>
    1:07 Durata: 29 min 44 sec