05 FEB 2002

Finanze: Comunicazioni Tremonti sulle linee di politica economica e finanziaria del Governo

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 50 min

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Comunicazioni del ministro dell'Economia e delle Finanze sulle linee di politica economica e finanziaria del Governo.

Registrazione di "Finanze: Comunicazioni Tremonti sulle linee di politica economica e finanziaria del Governo", registrato martedì 5 febbraio 2002 alle 00:00.

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  • Comunicazione di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e delle Finanze

    Il Presidente, dopo aver ringraziato il Ministro per la disponibilità a svolgere le comunicazioni in titolo, ritiene che esse possano costituire l'occasione per un bilancio della rilevante attività fin qui svolta dal Governo in campo economico e finanziario e per l'illustrazione delle linee di intervento da attuare nell'anno in corso.<p>Il ministro Tremonti rileva, in premessa, la straordinaria coincidenza tra le misure adottate nei primi sei mesi dal Governo della Casa delle Libertà e il programma presentato, a suo tempo, al corpo elettorale. Egli rivendica a merito dell'Esecutivo di Centro-destra l'aver portato a compimento, nei pochi mesi trascorsi, tutta una serie di misure già annunciate agli inizi di luglio del 2001 nel vertice Ecofin: dal nuovo regime delle fondazioni bancarie, al rimpatrio dei capitali detenuti all'estero, dalla legge obiettivo, alla introduzione del contratto di lavoro a tempo determinato, dall'emersione del lavoro nero, all'incentivazione dei nuovi investimenti. Insomma, il Governo può presentare un bilancio pienamente positivo, in termini quantitativi, delle scelte compiute.<br>Tuttavia, gli obiettivi programmatici contenuti nella proposta della Casa delle Libertà agli elettori sono stati condizionati, dopo le elezioni politiche, dal cambiamento dello scenario iniziale, dovuto al maggior disavanzo ereditato dal precedente Governo di Centro-sinistra e dai noti eventi internazionali dell'11 settembre.<br>In merito al non positivo andamento dei conti pubblici, il ministro Tremonti fa presente che il Governo è stato costretto ad attuare una manovra di correzione da 37 mila miliardi, in assenza della quale non sarebbe stato assolutamente possibile rispettare gli obiettivi espressi in termini di rapporto deficit-PIL. Le scelte compiute sono state, in qualche modo, necessitate, appunto, dalla esigenza di far fronte alle difficoltà emergenti sul fronte della finanza pubblica: ad esempio, per quanto riguarda le entrate derivanti dalla vendita degli immobili pubblici, pure cifrate per 8 mila miliardi nella legge finanziaria per il 2001, il Governo, preso atto della sostanziale inerzia del precedente Esecutivo, ha varato un decreto-legge grazie al quale, attraverso lo strumento della cartolarizzazione, si è potuto incassare una parte delle cifre precedentemente appostate. Analogamente, nel comparto sanitario è stato necessario intervenire per stabilizzare l'andamento della spesa farmaceutica, ponendo sotto controllo un settore della spesa pubblica, già posto sotto pressione dalla abolizione dei tickets.<br>Il Ministro osserva poi che il complesso della politica economica non può essere limitato né alle misure prese nei primi cento giorni, né alle disposizioni contenute nella legge finanziaria, né alle deleghe in materia di fisco e lavoro. I settori nei quali si qualifica complessivamente l'azione del Governo sono essenzialmente quelli concernenti il fattore lavoro e il fattore capitale inteso come investimenti. Per quanto riguarda il primo aspetto, l'aver introdotto il contratto di lavoro a tempo determinato sta avendo effetti progressivamente sempre più ampi in termini di ampliamento del mercato del lavoro; analogamente, risulta sempre più ampio il ricorso alle misure agevolative per favorire l'emersione dell'economia sommersa. A tale proposito, il Ministro sottolinea l'esigenza di coordinare tale disciplina con una deroga rispetto a quanto previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. In tal caso, non si tratta di una riduzione delle garanzie a favore dei lavoratori, essendo stato compiuto il passo più importante rispetto ad una condizione di assoluta minorità rispetto al datore di lavoro quale quella del lavoro nero. Per quanto riguarda il fronte degli investimenti e del sostegno allo sviluppo, tutte le misure varate dal Governo vanno nella direzione di liberare risorse verso la costruzione di nuova ricchezza: dalla detassazione degli utili reinvestiti alla rivalutazione volontaria dei cespiti, alle ristrutturazioni immobiliari, al nuovo regime della proprietà intellettuale e, per finire, alla eliminazione della tassa sulle successioni e donazioni. Su quest'ultimo aspetto, il Ministro ribadisce il carattere squisitamente equitativo della abolizione delle imposte sulle successioni, ritenendo tale misura perfettamente aderente alla struttura produttiva tipica e diffusa in tutto il Paese.<br>Ulteriori elementi di modernizzazione e di sostegno allo sviluppo deriveranno, prosegue il Ministro, dalla nuova disciplina dei fondi immobiliari, dalle nuove norme in materia di fondazioni bancarie: in quest'ultimo caso, la rimozione di un fattore di confusione tra istituti di credito e soggetti operanti nel settore del no-profit costituisce un momento essenziale di chiarezza in un comparto determinante per lo sviluppo del Paese. Passando a commentare poi la normativa in materia di rientro dei capitali, il Ministro sottolinea come i commenti critici abbiano volutamente trascurato il dato reale emergente dalla detenzione all'estero, da parte di cittadini italiani, di ingenti patrimoni, il cui rientro, anche in minima parte, potrà contribuire a irrobustire la struttura finanziaria dell'economia nazionale. Un ulteriore settore nel quale l'azione del Governo punta alla liberazione di nuove risorse ai fini dello sviluppo, è la scissione tra la proprietà e la gestione delle reti di servizi degli enti locali e la nuova disciplina della Cassa depositi e prestiti. Per quanto riguarda, invece, la pubblica Amministrazione, il Governo ritiene fondamentale procedere ulteriormente in un'azione di semplificazione degli adempimenti burocratici, non solo in campo tributario ma anche, ad esempio, in campo ambientale, così come esplicitamente richiesto dalle categorie di artigiani e della piccola e media impresa. <br>La complessiva azione governativa non limiterà né ridurrà il raggio e la qualità della spesa sociale, nella quale trova invece spazio un nuovo ruolo degli enti regionali e una attenzione particolare alle esigenze delle fasce di reddito più basse: a testimonianza di tale attenzione, egli ricorda le misure a favore dei pensionati adottate con la legge finanziaria per il 2002. Per quanto riguarda la riforma del sistema pensionistico, il Ministro dichiara che il Governo giudica intangibili i diritti acquisiti dai lavoratori e punta su un sistema elastico di incentivi alla permanenza al lavoro, nella consapevolezza che l'unica vera riforma del sistema previdenziale è costituita dalla creazione di un solido sistema di previdenza complementare integrativa.<br>Passando a commentare il disegno di legge delega per la riforma del sistema fiscale statale, il Ministro fa presente che il disegno di legge si compone di due parti: una relativa alle modifiche di carattere ordinamentale e l'altra alle modalità attuative della riforma: è previsto che la riforma non abbia riflessi finanziari e che comunque laddove dalla sua attuazione dovessero emergere minori entrate, si prevede l'adozione di specifiche misure nella legge finanziaria. A quanti hanno criticato l'impostazione complessiva della riforma tributaria ed hanno insistito sul carattere non equo di tale impostazione, il Ministro fa presente che la curva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche che si delineerà alla fine del percorso presenta caratteri di progressività tali da garantire il rispetto pieno dei principi costituzionali di capacità contributiva e di progressività. Il sistema si fonda su una aliquota base del 23 per cento sui primi 200 milioni di reddito e su un'aliquota, più alta, del 33 per cento, per i redditi superiori; inoltre, le attuali detrazioni vengono trasformate integralmente in deduzioni dal reddito, mentre le deduzioni verranno attribuite esclusivamente alle fasce di reddito più basse. In tal modo, il sistema complessivo dell'imposta sui redditi presenta una curva di progressività in linea con quanto previsto dalla Carta costituzionale, ma con un prelievo complessivamente ridotto per i redditi più bassi. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 12h05<br>Presidenza del Presidente <strong>Riccardo Pedrizzi</strong>
    0:00 Durata: 29 min 4 sec
  • Natale D'Amico (Mar-DL-U)

    Interviene il senatore D'Amico, il quale rileva polemicamente che il dato concernente il rapporto deficit/PIL registrato a dicembre 2001 coincide sostanzialmente con quanto previsto nell'aprile 2001 dal precedente Esecutivo. Chiede quindi conferma al Ministro di tale dato e, successivamente, chiede che il Governo dia conto degli effetti delle misure fin qui adottate proprio in relazione al rapporto disavanzo/PIL. Per quanto riguarda il gettito relativo alla dismissione degli immobili pubblici, preso atto della positiva accelerazione impressa dall'attuale Esecutivo al processo di privatizzazione, egli sottolinea che tale obiettivo era già stato previsto dal precedente Esecutivo. In merito alla soppressione dell'imposta sulle successioni, chiede al Governo di quantificare il numero dei soggetti (probabilmente pochi dopo la riforma già attuata dal Centro-sinistra) che avrebbero pagato l'imposta con la vecchia disciplina. Passando ad esaminare i contenuti del disegno di legge delega, egli osserva che rispetto alle promesse compiute in campagna elettorale, tale provvedimento rinvia nuovamente il momento di attuazione degli impegni presi con gli elettori. Al di là del giudizio sui tempi di attuazione, peraltro, le perplessità maggiori emergono dal contenuto del disegno di legge delega, che sembra attribuire esclusivamente al Governo la decisione in merito al livello ed al grado di progressività del sistema tributario. Per quanto riguarda il reddito d'impresa, il progetto governativo rischia di penalizzare le imprese che decidono di investire in Italia e di incrementare notevolmente il prelievo a carico di quelle esistenti, soprattutto tenendo conto degli effetti derivanti dalla eliminazione delle agevolazioni della dual income tax. Per quanto riguarda l'IRPEF, egli chiede al Ministro di valutare l'ipotesi di un primo scaglione di reddito al quale applicare un'aliquota modesta: si tratta di una impostazione che privilegia, in questo modo, un concetto di cittadinanza e di responsabilità del cittadino contribuente, anche per quanto riguarda la fascia di reddito molto bassa. Peraltro, si eviterebbero tentativi di rimanere artificiosamente al di sotto del limite di esenzione. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:29 Durata: 11 min 59 sec
  • Replica di Giulio Tremonti

    Rispondendo ai quesiti posti, il Ministro Tremonti riepiloga le previsioni del rapporto deficit/PIL da lui compiute a luglio del 2001 in relazione alla situazione di finanza pubblica ereditata dal precedente Esecutivo, che andavano da un'ipotesi pessimistica del 2,4, in caso di assenza di interventi per correggere l'andamento dei conti pubblici, allo 0,8 previsto dal patto di stabilità. Attraverso l'adozione di una serie di misure, quali il decreto-legge sugli immobili, il decreto-legge in materia farmaceutica ed atti amministrativi vari, il Governo è riuscito ad approssimarsi quanto più possibile allo 0,8 per cento. E' stata quindi attuata una manovra correttiva per 37 mila miliardi che ha consentito di impostare la legge finanziaria per il 2002, avendo come obiettivo quello di realizzare un deficit dello 0,5 per cento per l'anno in corso. Per quanto riguarda l'eliminazione dell'imposta sulle successioni, il valore di tale misura non sta tanto nella quantità dei beneficiari, quanto invece nel suo significato di politica economica generale; la sua eliminazione, infatti, va correlata al rimpatrio dei capitali, e quindi alla volontà del Governo di sostenere le risorse private e di indirizzarle verso lo sviluppo del Paese. Per quanto riguarda, invece, il rispetto delle promesse elettorali, il Ministro fa presente che l'impegno assunto è di realizzare la riduzione del prelievo tributario, come promesso, nel corso dei cinque anni della legislatura. D'altro canto, il primo passo è stato compiuto già per l'anno d'imposta 2002, utilizzando le risorse che il precedente Governo aveva destinato per una riduzione generalizzata delle aliquote su tutta la curva IRPEF. Diversamente, l'attuale Esecutivo, dopo aver reperito le necessarie risorse finanziarie, ha indirizzato la riduzione del prelievo tributario verso le fasce di reddito più deboli e verso le famiglie più numerose attraverso una selezionata azione sulle detrazioni per carichi da famiglia. Sulla fiscalità delle imprese, il Governo intende realizzare un'aliquota unica che favorisca la competizione tra le stesse, prevedendo la progressiva riduzione dell'IRAP, e superando al contempo il sistema discontinuo, asimmetrico e disincentivante esistente in precedenza. Infatti, mentre per alcune imprese era possibile attingere alle agevolazioni previste dalla dual income tax, per la stragrande maggioranza della piccola e media impresa il prelievo tributario risulta ancora eccessivo.<br>Per quanto riguarda invece il primo scaglione di reddito IRPEF, il Ministro ribadisce che il progetto prevede un primo scaglione di 20 milioni completamente esente e che l'aliquota del 23 per cento, ragionevolmente bassa, incide la fascia tra i 20 e i 200 milioni. Nella scorsa legislatura invece è stata valutata l'ipotesi di un'aliquota unica al 33 per cento, più vicina alla cosiddetta flat tax, che il Governo giudica eccessivamente alta. <br>
    0:41 Durata: 16 min 32 sec
  • Lanfranco Turci (DS-U)

    Interviene quindi il senatore Turci, a giudizio del quale la politica economica e finanziaria del Governo presenta numerosi aspetti negativi, in particolare in termini di equità sociale. Dal suo punto di vista, infatti, il complesso delle misure adottate dall'inizio della legislatura avvantaggia solo alcuni ceti sociali rispetto all'insieme della società italiana. D'altro canto, il carattere iniquo emerge anche dalle conseguenze sul piano delle relazioni sociali, avendo voluto il Governo inasprire lo scontro con i sindacati. Tale giudizio negativo non si modifica, né muta di segno, valutando gli interventi adottati sul fronte dello sviluppo, avendo presente sia le condizioni della finanza pubblica che quelle della congiuntura internazionale. In tale contesto, si registra l'assenza completa di misure a sostegno della domanda e la disattenzione verso la formazione e la ricerca. Il Governo affida, invece, le prospettive di rilancio dell'economia ad una serie di misure che, lungi dal sostenere gli investimenti o dall'incentivare i consumi, modificano i margini della legalità e della trasparenza dell'azione economica, ovvero incidono marginalmente sulle scelte di investimento, come la detassazione degli utili reinvestiti.<br>Per quanto riguarda poi la riforma del sistema tributario, prosegue l'oratore, è giusto sottolineare il sostanziale rinvio dell'attuazione delle promesse elettorali. La delega non contiene alcun vincolo, né di natura qualitativa né di natura quantitativa, e dalla lettura dell'articolato non si evince l'esito cui il Governo intende approdare: in tale condizione di incertezza, si rafforzano i dubbi circa la volontà del Governo di coprire gli oneri derivanti dalla riforma fiscale con i risparmi di spesa compiuti con la riforma della previdenza e, soprattutto, con la riduzione complessiva del welfare state. <p>
    0:57 Durata: 13 min 58 sec
  • Maurizio Eufemi (CCD-CDU:BF)

    Il senatore Eufemi esprime soddisfazione per i contenuti del disegno di legge delega presentato dal Governo, puntualizzando comunque la necessità di rendere più incisiva la riforma per quanto riguarda la fiscalità sulle famiglie. Egli sottopone poi all'attenzione del Ministro una serie di osservazioni concernenti, in generale, la politica del Ministero e sollecitando su di esse una riflessione da parte del responsabile politico. Egli si sofferma sulla emanazione del regolamento concernente l'unificazione in una gestione unitaria del settore dei giochi e delle scommesse, sul carattere privato della società SOGEI e sulle sue funzioni eminentemente pubblicistiche, sulla modifica dell'IRAP e sulle conseguenze della recente sentenza della Corte Costituzionale in merito all'applicazione di tale imposta sui redditi prodotti dai lavoratori autonomi. Da ultimo, sottolinea con preoccupazione la recente legge regionale della Regione Marche in materia di addizionale IRPEF, legge che sembra incostituzionale sia perché incide sugli scaglioni, sia perché eccede il limite massimo previsto per l'addizionale regionale. Conclude, apprezzando l'ipotesi di istituire una Commissione bicamerale per l'esame dei decreti legislativi di riforma fiscale. <br>
    1:11 Durata: 6 min 55 sec
  • Helga Thaler Ausserhofer (Aut)

    La senatrice Thaler Ausserhofer formula un giudizio sostanzialmente positivo sulle misure adottate dal Governo in materia economico-finanziaria, anche se il metodo scelto per l'approvazione delle stesse, si è tradotto in una scarsa attenzione per le prerogative parlamentari. L'inserimento, nel corso della seconda lettura della legge finanziaria, di una nuova disciplina sulle fondazioni bancarie, i cui contenuti non sono stati mai esaminati dal Senato della Repubblica, è l'esempio più evidente di tale scelta. Per quanto riguarda i contenuti della legge delega in materia fiscale, la senatrice rileva come numerosi principi e criteri recati dall'articolo 2 del disegno di legge presentato dal Governo alla Camera dei deputati riproducano principi e norme già contenuti nello Statuto del Contribuente. Basterebbe quindi applicare fedelmente e scrupolosamente tali prescrizioni. L'oratrice sottopone poi all'attenzione del Ministro una serie di questioni concernenti specificamente il rapporto tra l'Amministrazione finanziaria e contribuente, facendo presente come spesso dalla non applicazione delle norme o dalla cattiva gestione delle stesse da parte dell'Amministrazione finanziaria derivino gravi disagi a danno dei contribuenti. Il caso ultimo dell'invio delle "cartelle pazze" o degli avvisi errati è solo un esempio di un rapporto tra il contribuente e Amministrazione finanziaria che deve essere assolutamente modificato. Tale esigenza però non può far condividere l'iniziativa, a dir poco stravagante, e della quale danno notizia i giornali che l'Amministrazione finanziaria possa fornire assistenza a domicilio ai contribuenti. Da ultimo, esprime perplessità circa l'istituzione di una Commissione bicamerale per l'esame dei decreti legislativi di riforma fiscale: l'esperienza della pregressa legislatura consiglia di attribuire alle Commissioni permanenti la competenza dell'esame di tali provvedimenti. <br>
    1:18 Durata: 7 min 31 sec
  • Giuseppe De Gennaro (FI)

    Interviene quindi il senatore De Gennaro, che esprime il pieno apprezzamento dei senatori del Gruppo di Forza Italia per le misure adottate fin qui dal Governo ed il pieno consenso per il progetto di riforma del sistema tributario, la cui gradualità sconta necessariamente il non positivo andamento dei conti pubblici ed i mutamenti negli scenari dell'economia internazionale. <br>
    1:25 Durata: 3 min 11 sec
  • Replica di Giulio Tremonti

    Interviene in replica il ministro Tremonti, il quale fa presente al senatore Turci che il Governo si attende una valutazione positiva della manovra economica complessiva per il 2002 in sede comunitaria. Per quanto riguarda il carattere equitativo delle misure adottate e in particolare lo scudo fiscale, egli ribadisce che l'imposta sostitutiva del 2,5 per cento corrisponde, sostanzialmente, all'applicazione dell'imposta sulle attività finanziarie calcolata, per un arco di cinque anni, sulle somme delle quali si prevede il rientro.<p>Interviene il senatore Turci, il quale ritiene che le somme esportate illegalmente derivino da una evasione totale degli obblighi tributari.<p>Il ministro Tremonti contraddice apertamente tale ricostruzione, osservando che l'esportazione dei capitali trae origine da una molteplicità di fattori, non ultima la paura di un consolidamento del debito pubblico, ovvero la volontà di sfuggire all'imposta sulle successioni. Per quanto riguarda la rottura della pace sociale, egli contesta le osservazioni del senatore Turci, poiché il Governo non prevede affatto nei prossimi mesi uno scontro sociale. Egli ribadisce poi la piena convinzione sull'efficacia delle misure adottate per sostenere lo sviluppo e il rilancio dell'economia nazionale.<br>Per quanto riguarda invece la delega per la riforma del sistema tributario, essa costituisce solo il primo atto dell'adempimento delle obbligazioni contratte con gli elettori. La parte ordinamentale della riforma non dovrebbe comportare oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato e, comunque, nel caso si dovessero verificare scostamenti significativi, il meccanismo consente di intervenire in sede di definizione della legge finanziaria. <br>Al senatore Eufemi, il Ministro fa presente che il complesso della riforma, basato sull'aliquota del 23 per cento sui primi duecento milioni e sul sistema di deduzioni per le fasce di reddito più basse, corrisponde sostanzialmente ad altri interventi a favore del reddito familiare, come l'adozione del quoziente. Sul settore dei giochi e delle scommesse, materia di grande complessità, appare opportuna l'iniziativa di un indagine conoscitiva avviata dalla Commissione per predisporre poi l'intervento di riordino previsto dalla legge n. 383 del 2001. In merito all'applicazione dell'Irap sul reddito dei professionisti e dei lavoratori autonomi, il Governo sta valutando diverse soluzioni, nella consapevolezza della complessità della questione. Infine, la richiamata legge regionale della Regione Marche dimostra, se mai ve ne fosse bisogno, l'estrema complessità delle questioni emergenti dall'applicazione delle modifiche al titolo V della Costituzione. Alla senatrice Thaler, fa presente infine che i principi e i criteri contenuti nell'articolo 2 della legge di delega non ripropongono le disposizioni recate dallo Statuto del contribuente, bensì costituiscono i criteri ispiratori del codice tributario che il Governo intende varare. Condivide poi pienamente le osservazioni in merito alla strategicità del rapporto tra fisco e contribuenti.<p>Il Presidente dichiara, infine, chiusa la procedura informativa.<br>La seduta termina alle ore 14h05. <p>
    1:29 Durata: 21 min 12 sec