14 FEB 2002

Esteri: Comunicazioni Mantica sulla situazione in Somalia

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 12 min

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Comunicazioni del sottosegretario di Stato per gli affari esteri Alfredo Mantica sulla situazione in Somalia.

Registrazione audio di "Esteri: Comunicazioni Mantica sulla situazione in Somalia", registrato giovedì 14 febbraio 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 12 minuti.
  • Comunicazioni di Alfredo Mantica, sottosegretario di Stato per gli affari esteri

    Il sottosegretario Mantica rimarca come la Somalia presenti un notevole grado di omogeneità, quanto a lingua, cultura, e religione. Tuttavia da oltre dieci anni quel Paese vive senza un Governo centrale, ancorché siano emerse nel corso del tempo alcune entità territoriali che, al loro interno, assicurano una qualche stabilità, anche sulla scorta della vitalità talora manifestata dal settore privato: si pensi, ad esempio, al fatto che la Somalia presenta la più alta percentuale di telefonia mobile nel continente africano.<br>Tali realtà organizzative sono il Somaliland, che è regione del Nord storicamente autonoma e, può dirsi, auto organizzata dal 1991, e il Puntland, dal 1998, pur se vi è in corso una contesa politica tra il Presidente neo eletto e il suo predecessore. Vi sono inoltre un'amministrazione stabilita dall'esercito di resistenza di un clan maggioritario nella parte meridionale del Paese e, dall'ottobre 2000, un Governo Nazionale Transitorio (TNG) - uscito dal processo di Arta - che si è insediato in una parte di Mogadiscio e in qualche zona costiera, senza peraltro riuscire ad estendere di molto il suo controllo sul territorio. In generale, la parte più instabile del Paese è quella centrale e meridionale, dove vi sono tensioni non tanto dovute a contrapposizioni di clan bensì alla occupazione di territori, da parte di tribù provenienti dal Nord in fuga dalla siccità.<br>Se il processo di Arta nel 2000 sembrava prodromico a una stabilizzazione e pacificazione del territorio, la comunità internazionale è tornata ad interessarsi della Somalia dopo l'11 settembre, per la possibilità che essa divenisse rifugio per organizzazioni terroristiche. Non già la considerazione del Paese quale connivente con il terrorismo internazionale - o comunque impegnato nel prestare appoggi logistico-militari - bensì tale potenzialità ha suscitato apprensione, rispetto a un Paese nel quale, peraltro, mai ha avuto il sopravvento l'integralismo religioso. Il tentativo condotto dall'organizzazione nota come Al-Ittihad di creare uno Stato teocratico, profittando del vuoto di potere conseguente alla caduta di Siad Barre, fallì, sì che la stessa organizzazione è ora presente in un'attività orientata sul sociale, sull'educazione, sul commercio. Essa è stata peraltro inclusa dagli Stati Uniti tra i soggetti le cui proprietà sono bloccate e le transazioni proibite, perché sospettate di possibili connivenze con le reti del terrorismo fondamentalista: allo stato, non è emerso tuttavia un diretto coinvolgimento. Inoltre, il timore circa il possibile transito di finanziamenti a gruppi terroristici ha condotto alla chiusura (con forti turbative conseguenti) di un'istituzione bancaria quale Al-Baraqat, che muoveva su base fiduciaria, senza trascrizioni formali, un ammontare complessivo di 500 milioni di dollari.<br>Notizie circa la presenza di terroristi sul territorio somalo (così come circa azioni antiterroristiche in corso) si rincorrono da tempo, senza che, finora, nulla di tutto questo sia stato provato ovvero confermato come rispondente al vero. Le basi sinora individuate, infatti, appartenevano al vecchio esercito somalo. Di veritiero vi è solo la presenza di navi tedesche, francesi e statunitensi al largo delle coste, per impedire passaggi di armi o di persone sospette. Le informazioni di intelligence dei vari Paesi occidentali non inducono a prospettare alcuna azione militare. Nonostante questo, la rincorsa di voci e notizie proseguirà nei prossimi tempi, anche perché essa ha assunto una valenza di strumento di lotta politica tra clan, i quali si scambiano strumentalmente l'accusa di spalleggiare gruppi terroristici. Tutt'altro discorso è, invece, la presenza dell'integralismo islamico nel sociale e nell'educazione, che è tema importante - ma distinto rispetto alla problematica del terrorismo - da tenere presente per la comprensione della realtà somala.<br>Obiettivo del Governo italiano - prosegue il Sottosegretario - è, in primo luogo, impedire che la crisi somala torni nell'ombra, dal momento che essa fa parte, di contro, della sicurezza globale. Ancora, deve essere tenuta da conto la dimensione regionale della crisi, che investe interessi di forte rilievo per molti Stati confinanti (si pensi al tema degli sbocchi al mare dell'Etiopia). Da parte italiana si persegue l'obiettivo di far sedere attorno a un tavolo i soggetti interessati, valorizzando in particolare l'IGAD (Intergovernmental Authority on Development) quale organizzazione sub-regionale di sviluppo del Corno d'Africa, sulla scorta della Dichiarazione di Khartoum (del 23 novembre 2000) da essa adottata, ove si sono poste le basi per avviare una Conferenza di riconciliazione, con il coinvolgimento degli Stati più direttamente interessati, senza il quale non vi è pace possibile.<br>Per quanto riguarda la comunità internazionale, le Nazioni Unite hanno inviato recentemente una missione per verificare la sicurezza a Mogadiscio, ove non esistono rappresentanze diplomatiche in via continuativa, e conducono programmi di cooperazione. Per l'Italia, il Sottosegretario fa presente di aver condotto una serie di consultazioni nei Paesi del Golfo, guidando poi la delegazione italiana al vertice IGAD di Khartoum. L'appoggio all'iniziativa di quest'ultima organizzazione, convinto e realista al tempo stesso, si accompagna da parte italiana ad iniziative autonome, quali alcuni incontri avvenuti con diverse parti somale a Nairobi, vero crocevia di attori interni e internazionali interessati alla crisi somala. Sono previsti futuri incontri con i rappresentanti della "diaspora" somala, i quali possono dare un contributo importante nel processo di pacificazione. Ancora, a metà aprile si intende convocare a Roma una riunione dell'IGAD Partners Forum, di cui l'Italia è presidente, per favorire un più deciso sostegno della comunità internazionale al processo di riconciliazione.<br>Per quanto concerne il Governo Nazionale di Transizione somalo, esso non è riconosciuto né dai Paesi dell'Unione europea né dall'Italia, la quale riconosce Stati non già Governi e considera quel soggetto come una delle parti in causa, che nemmeno ha in tutto operato secondo le linee contemplate nel processo di Arta, ad esempio in ordine alla istituzione di una Commissione di riconciliazione nazionale, che avrebbe dovuto riunire gli esponenti della società civile, agire come costituente, varare una legge elettorale. Essa è stata invece composta su una base di clan favorevole al Governo nazionale di transizione, di cui è diventata strumento. In conclusione, nessuna delle entità esistenti può dirsi rappresentare la Somalia, e questo nonostante il menzionato Governo Nazionale di Transizione segga al posto somalo presso le Nazioni Unite. Si ha una pluralità di interlocutori, tra i quali occorre intrecciare il filo di un dialogo.<br>Per quanto attiene alla cooperazione - conclude il Sottosegretario - l'Italia opera privilegiando il rafforzamento delle istituzioni, che appare fondamentale, nonché la sanità, lo sviluppo rurale, l'aiuto alimentare, su tutto il territorio somalo. Né è sottostimato il profilo dell'educazione, preoccupante in quanto la Somalia fa registrare uno dei più bassi tassi di scolarizzazione al mondo, e fermo restando il carattere islamico della più gran parte delle scuole. Tale attività di cooperazione intende affiancare un impegno vigile e costante per la pacificazione e stabilizzazione, nella consapevolezza peraltro che tale processo non possa avanzare con bruschi strappi o accelerazioni e debba registrare così la consonanza di vedute presso l'Unione europea come il sostegno dell'IGAD. Richiede inoltre, quel processo, di tenere presenti elementi di carattere storico e culturale, per agevolare la comprensione dei quali si terrà proprio nella giornata di domani, presso il Ministero degli affari esteri, una giornata di approfondimento. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 15h05<br>Presidenza del Presidente <strong>Fiorello Provera</strong><br>
    0:00 Durata: 27 min 44 sec
  • Giulio Andreotti (Aut)

    Il senatore Andreotti prende atto di come venga esclusa, dal Governo italiano, ogni prospettiva di azione militare. Per quanto riguarda più profonde radici della crisi somala, rammenta come rilevi pur la diversità tra la Somalia ex italiana e quella ex inglese, ad esempio in ordine alla formazione delle classi dirigenti somale, tenuto conto che sotto il fascismo quelle della parte italiana non potevano accedere agli studi superiori. Così come rivestono importanza l'assoluta incomunicabilità tra Somalia ed Etiopia o il problema - di amplissima portata - dello sbocco al mare.<br>Pone indi l'interrogativo se l'iniziativa, assunta dalla Libia, di dar vita a una Unione Africana, cui diversi Paesi africani hanno aderito, e che vide al momento del suo avvio la presenza dei rappresentanti così dell'Etiopia come della Somalia, sia una possibile via onde avvicinare interlocutori distanti. Da ultimo rimarca come l'approfondimento di carattere culturale, preannunziato dal Sottosegretario, assuma indubitabile rilievo, risultando per questo riguardo auspicabile la ripresa di un'attività e di rapporti culturali che già anni addietro furono instaurati, ad esempio con l'istituzione dell'Università della Somalia, cui una personalità impegnata quale il professor Stefanini lasciò la propria biblioteca, suscitando presso i destinatari fortissima commozione. Conclude auspicando che si possano trovare soluzioni tali da far uscire da una condizione invero frustrante, presente nel territorio somalo, di anarchia organizzata. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari<br>
    0:27 Durata: 7 min 19 sec
  • Presidente

    Il Presidente rileva preliminarmente come il riconoscimento del TNG da parte dell'ONU sia stata una scelta assai avventata, in quanto ha comportato la legittimazione quale autorità di governo di un'organizzazione che può contare sul controllo di un esiguo territorio nell'area di Mogadiscio, non comprensivo neanche dell'aeroporto, in un contesto territoriale segnato dalla presenza dei clan. A tal riguardo, chiede se, dopo che per diverso tempo la cooperazione italiana ha profuso consistenti risorse ed un rilevante impegno sul versante politico-diplomatico a vantaggio del TNG, il Governo intenda mutare il suo indirizzo in proposito.<br>Ciò risponderebbe anche all'esigenza di un riequilibrio dell'impegno italiano a favore delle aree ove si è affermata una solida prospettiva di pacificazione, prima fra tutte il Somaliland, che rappresenta un polo di attrazione per le popolazioni che intendono sottrarsi alla spirale dei conflitti, indipendentemente dall'etnia di appartenenza, ma che paradossalmente non viene premiato con l'attribuzione di risorse aggiuntive per lo sviluppo. E' evidente invece che andrebbero incoraggiati gli sforzi di quei Governi che si stanno adoperando per il superamento della violenza e per la stabilità.<br>Più in generale, occorre interrogarsi sul futuro della cooperazione italiana verso la Somalia, riconsiderando la scelta della sua esclusione, nell'ambito dell'ultima finanziaria, dall'elenco dei Paesi destinatari in via prioritaria degli aiuti allo sviluppo, scelta prevalsa in occasione dell'ultima legge finanziaria. Un ripensamento dovrebbe in particolare tendere ad assicurare un bilanciamento fra il canale bilaterale e quello multilaterale degli aiuti, a favore del primo, anche in considerazione dei modestissimi risultati degli interventi promossi dalla cooperazione internazionale, oltretutto avvalendosi di risorse che per il 70-80 per cento del totale sono state fornite dall'Italia.<br>Per quanto riguarda le attività di formazione, sottolinea infine l'opportunità di concentrare maggiormente l'impegno sul versante di quella professionale, non dovendosi ritenere ostativa rispetto a tale indirizzo la circostanza che gli istituti scolastici coincidono largamente sul piano locale con le scuole coraniche, come è ben comprensibile in una fase tanto precoce di sviluppo sociale. <br>
    0:35 Durata: 6 min 13 sec
  • Piero Pellicini (AN)

    Il senatore Pellicini ricorda come fino agli anni sessanta l'Italia era fortemente impegnata nel percorso di sviluppo delle ex colonie del Corno d'Africa. Nel corso degli ultimi anni, tale legame si è progressivamente allentato, ed occorre quindi immaginare quali siano le strutture di raccordo più appropriate per garantire la possibilità di una ripresa degli storici legami che esistono, in particolare, con la Somalia. Al riguardo, rileva come un primo, significativo livello di intervento potrebbe essere rappresentato dal rafforzamento delle dotazioni di personale degli uffici del Ministero degli affari esteri che sono chiamati a prestare assistenza ai cittadini che intendono recarsi in Somalia o svolgervi attività di impresa. <br>
    0:41 Durata: 1 min 19 sec
  • Replica di Alfredo Mantica

    Il sottosegretario Mantica, in risposta al senatore Andreotti, fa presente che l'Italia intende seguire con attenzione la trasformazione che sta interessando l'Organizzazione per l'unità africana, a seguito della conferenza di Lusaka del luglio scorso. Non può escludersi la possibilità di un coinvolgimento di tale Organizzazione, nella sua nuova veste, negli impegni per la stabilità regionale, anche se ciò potrebbe essere prematuro in rapporto alla fase di profonda evoluzione in corso, che tende ambiziosamente a ricalcare il percorso di unificazione seguito dall'Europa.<br>Per quanto riguarda il quesito relativo alle infrastrutture realizzate dall'Italia, occorre in realtà considerare che ormai a Mogadiscio non è rimasto sostanzialmente più nulla di tali manufatti.<br>Quanto agli strumenti per il recupero degli storici legami culturali, anche in vista di una più generale ripresa di iniziativa politica, l'Italia può attualmente fare riferimento sull'ISIAO, Istituto che ha una sua autonoma soggettività ma è tuttavia interlocutore attento agli indirizzi elaborati dal Ministero degli affari esteri.<br>Dopo aver escluso che possa essere al momento presa in considerazione l'apertura da parte dell'Italia di una struttura di rappresentanza a Mogadiscio, data la mancanza sul posto di livelli minimi di sicurezza, il Sottosegretario fa presente come lo strumento attualmente privilegiato per la promozione dei legami con l'Italia siano i permessi di studio; più complessa è invece la problematica dei ricoveri, in particolare in pediatria, rispetto alla quale l'affermazione di una prassi generalizzata di assistenza è preclusa dalle rilevanti difficoltà esistenti nel rapportarsi ad un contesto privo di interlocutori istituzionali: basti pensare alla mancanza dei documenti d'identità.<br>Quanto al suggerimento avanzato dal presidente Provera circa l'opportunità di indirizzare in via prioritaria gli aiuti allo sviluppo a favore delle zone ove sia rilevabile una maggiore stabilità, fa presente che l'indirizzo del Governo è quello di evitare di alimentare risentimenti fra le varie entità territoriali, e quindi di tentare di portare avanti un impegno di sviluppo per l'insieme del territorio somalo. <br>In merito poi all'ipotesi di un netto riequilibrio a favore del canale bilaterale del flusso degli aiuti, fa presente che la questione potrà essere affrontata dal Parlamento attraverso un'apposita audizione in Commissione, alla quale si dichiara disponibile, sulla scorta di un analogo impegno già assunto per il prossimo 26 febbraio con la III Commissione della Camera dei deputati. Al riguardo, fa presente peraltro che un più intenso ricorso al canale bilaterale può presentare significativi inconvenienti, in particolare in rapporto al regime dei controlli esistente in Italia sulla spesa che, comportando complessi adempimenti documentali, risulta di difficile applicazione in contesti operativi come quello in considerazione.<br>Per quanto riguarda il sostegno all'istruzione, il Governo è ben consapevole della necessità di ricomprendervi anche interventi a favore della formazione professionale, anche a favore di quelle strutture che operino all'interno di scuole coraniche. <br>
    0:42 Durata: 8 min 26 sec
  • Tana De Zulueta (DS-U)

    La senatrice De Zulueta ringrazia il Sottosegretario per la esauriente esposizione da lui effettuata, esprimendo apprezzamento per la chiarezza della posizione assunta circa la possibilità di un intervento militare contro la Somalia nel quadro dell'operazione Enduring Freedom.<br>Purtroppo ancora di recente la Somalia è stata indicata come probabile bersaglio di azioni antiterroristiche, a dispetto del fatto che è ormai emersa l'infondatezza dell'ipotesi che in territorio somalo operino basi di Al Qaeda. Iniziative militari sarebbero in tale contesto del tutto controproducenti, e rischierebbero di innescare una nuova escalation nel conflitto tra l'Etiopia e la Somalia. Per superare il problema dell'instabilità in Somalia occorre rinunciare a perseguire pericolose scorciatoie, e concentrare l'impegno nel sostegno agli sforzi per il ripristino dell'autorità statuale. Chiede poi se il rischio di una emergenza negli approvvigionamenti alimentari sia ancora alto, e se la persistente diffusione del banditismo sia ostativa a una vera politica di sviluppo agricolo. Domanda poi indicazioni di massima sulla situazione sanitaria nel Paese, e chiede infine una valutazione sulla capacità dell'Europa di esprimere un ruolo commisurato all'apporto fornito dai contingenti francese e tedesco nell'ambito della squadra navale congiunta con gli Stati Uniti che concorre dalla base di Gibuti alla missione Enduring Freedom. <p>
    0:51 Durata: 5 min 39 sec
  • Enrico Pianetta (FI)

    Il senatore Pianetta, richiamata l'indifferibilità dell'impegno per la riconciliazione nazionale in Somalia, esprime apprezzamento per l'importante ruolo che assume in tal prospettiva l'IGAD. L'Italia, come titolare della presidenza dell'IGAD Partners Forum, è chiamata a dare un contributo essenziale per promuovere opportunità di sviluppo per la Somalia, assicurando per tale via, a partire dalla prossima Conferenza di Roma programmata per la metà del mese di aprile, un percorso credibile di riconciliazione. <br>
    0:56 Durata: 2 min 23 sec
  • Francesco Martone (Verdi-U)

    Il senatore Martone esprime preliminarmente apprezzamento per l'esposizione introduttiva del sottosegretario Mantica, manifestando altresì soddisfazione per il chiarimento da lui fornito circa l'infondatezza dell'ipotesi di un allargamento delle operazioni di Enduring Freedom al territorio somalo.<br>Sottolinea però come la persistente presenza di unità militari straniere in prossimità del territorio della Somalia contribuisca ad alimentare il senso di instabilità e precarietà nella popolazione residente, e sia all'origine di un consistente esodo dal Paese di persone fornite di qualificazione tecnica, che avvertono l'imminenza del rischio di un attacco in piena regola. Si tratta di una situazione che ha già formato oggetto di rilievi critici ad opera dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, e sulla quale l'Italia dovrebbe invitare gli Stati Uniti a riconsiderare le loro opzioni. <br>
    0:59 Durata: 2 min 8 sec
  • Oscar Luigi Scalfaro (Misto)

    Il senatore Scalfaro esprime apprezzamento per l'analiticità dell'intervento introduttivo del sottosegretario Mantica e per l'obiettività della sua esposizione.<br>Domanda poi se il Governo ritenga che sussistano rischi, in vista di una ripresa del flusso degli aiuti umanitari alle popolazioni della Somalia, in ordine ad una ripresa del fenomeno, già manifestatosi massicciamente in passato, del taglieggiamento esercitato sugli aiuti stessi da parte di formazioni armate. <br>
    1:01 Durata: 2 min 40 sec
  • Replica di Alfredo Mantica

    Il sottosegretario Mantica, assicura in primo luogo che il Governo segue con grande attenzione il tentativo promosso dall'IGAD di avviare dei colloqui fra le varie parti, pur essendo consapevole delle grandi difficoltà che si frappongono ad un successo.<br>Per quanto riguarda la situazione alimentare, fa presente che non vi è al momento una situazione qualificabile come carestia, ferma restando, evidentemente, le difficoltà insite in un contesto di estrema povertà.<br>Sul versante del banditismo, con riferimento alle considerazioni del senatore Scalfaro, ricorda come in larga parte del territorio somalo la sicurezza dei collegamenti stradali non sia garantita se non all'interno dei vari capisaldi detenuti dai clan. Va comunque considerato che le milizie rappresentano, al di là dell'aspetto etnico e di quello latamente ideologico, uno sbocco lavorativo importante, il che fa sì che solitamente la loro capacità operativa vada ad esaurirsi con l'assottigliamento delle risorse economiche disponibili.<br>Per quanto riguarda l'apporto europeo alle operazioni navali nel contesto di Enduring Freedom, va considerato che tanto i contingenti tedesco e francese di stanza a Gibuti quanto la squadra italiana impegnata nel Golfo Persico sono chiamate a concorrere come alleati in un'operazione promossa dagli Stati Uniti, i quali non possono quindi che esercitare un ruolo prevalente nel definirne gli indirizzi strategici.<br>Manifesta poi riserve sulla possibilità che si possa parlare, in rapporto ad ipotizzati interventi militari nel quadro di Enduring Freedom di un esodo dalla Somalia dei soggetti forniti di maggiore qualificazione, anche perché chi era orientato ad abbandonare il Paese lo ha già fatto da tempo.<br>Sul versante della cooperazione allo sviluppo, infine, esprime l'auspicio che, in occasione della Conferenza che si svolgerà alla metà di aprile a Roma, i Paesi donatori del Forum dell'IGAD siano in grado di annunciare un rilancio dell'impegno per la cooperazione, ciò che rappresenterebbe il miglior contributo al processo di pacificazione. Perché tale eventualità si verifichi, è però essenziale che maturino sul campo segnali concreti di novità, il che corrisponde anche ad un indirizzo di incentivazione a comportamenti responsabili ad opera delle autorità locali.<p>Il Presidente ringrazia il Sottosegretario, dichiarando conclusa l'odierna procedura informativa.<br>La seduta termina alle 16h20. <br>
    1:03 Durata: 8 min 35 sec