14 FEB 2002

Agricoltura e Igiene: Comunicazioni del Governo sugli aspetti connessi alla BSE

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 50 min

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Agricoltura e Igiene: Comunicazioni del Governo sugli aspetti sanitari e organizzativi connessi all'encefalopatia spongiforme bovina.

Registrazione audio di "Agricoltura e Igiene: Comunicazioni del Governo sugli aspetti connessi alla BSE", registrato giovedì 14 febbraio 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 50 minuti.
  • Relazione di Cesare Cursi, Sottosegretario alla Sanità

    Prende la parola il sottosegretario Cursi, intervenendo in luogo del Ministro della Salute. Rilevato che antecedentemente al 1° luglio 2001, la normativa comunitaria riguardante la BSE era frazionata in numerose decisioni aventi carattere settoriale ed adottate spesso in situazioni di urgenza, fa osservare che con l'emanazione del regolamento del Consiglio n. 999/2001 è stato invece creato uno strumento normativo unico, direttamente applicabile sull'intero territorio comunitario, per il controllo, la prevenzione e l'eradicazione delle TSE cioè delle encefalopatie spongiformi trasmissibili tra cui la BSE. Tale regolamento sostanzialmente copre tutto il settore degli adempimenti che devono essere eseguiti per il fine ultimo di prevenire, controllare ed eradicare le TSE (la sorveglianza epidemiologica, l'eliminazione e distruzione del materiale specifico a rischio, la macellazione, i tests, i laboratori nazionali ed europeo di riferimento, le condizioni per importare carni ed animali vivi da Paesi Terzi, ed altro).<br>Rilevato che le procedure e gli obblighi delineati nel regolamento discendono da una preventiva classificazione degli Stati, ricorda inoltre il divieto attualmente vigente di importare nel territorio comunitario organi a rischio, di origine bovina, illustrando dettagliatamente gli aspetti tecnici connessi a tale prescrizione.<br>Si sofferma quindi sulla attività di sorveglianza nei confronti della encefalopatia spongiforme bovina negli allevamenti, precisando che l'Italia ha sempre recepito le disposizioni fornite dalle autorità comunitarie, andando anche al di là dei controlli da esse previsti e che il controllo negli allevamenti bovini viene attuato sia attraverso la cosiddetta "sorveglianza passiva", sia attraverso la "sorveglianza attiva": la prima si basa sulla individuazione da parte degli allevatori, veterinari liberi professionisti o delle ASL dei bovini che presentano sintomi sospetti della malattia, mentre alla sorveglianza passiva contribuiscono, come sopra accennato, 2500 veterinari delle ASL, che costituiscono quindi una rete di monitoraggio distribuita capillarmente sull'intero territorio: attività di monitoraggio integrata dalla "sorveglianza attiva" basata invece sull'utilizzo dei tests rapidi sui bovini macellati.<br>Ricorda che, in relazione alla esecuzione dei tests rapidi, il Ministero della Salute si è prontamente attivato per fornire le risorse necessarie agli Istituti zooprofilattici deputati alla effettuazione di tali tests e che con la legge 19 gennaio 2001, n. 3, per il 2001 sono stati stanziati 100 miliardi per coprire le diverse esigenze e la medesima quota è stata nuovamente stanziata anche per l'anno 2002.<br>Precisa che allo stato attuale sono stati effettuati circa 540 mila tests su soggetti macellati e sottolinea che l'Italia è uno dei pochi paesi in ambito comunitario, che effettua tests anche su soggetti macellati di età compresa tra i ventiquattro e i trenta mesi, nonostante non sia previsto dalla vigente normativa comunitaria. I tests effettuati hanno consentito di individuare, a partire dal gennaio 2001, cinquantasei focolai di malattia, di cui sei denunciati nel 2002. L'incidenza della malattia nei bovini in Italia si colloca al di sotto di paesi con zootecnia avanzata quali Germania, Francia e Spagna. Sempre in ottemperanza a quanto disposto dai recenti regolamenti comunitari attualmente in vigore (reg. 99/2001-1326/2001 e 1248/2001) è stata prevista con una apposita circolare la possibilità, da parte degli allevatori, di ricorrere nel caso di conferma della malattia agli "abbattimenti selettivi" che prevedono appunto l'abbattimento dei soli animali che hanno condiviso i medesimi fattori di rischio alimentare con il soggetto malato lasciando comunque facoltà al medesimo allevatore di effettuare l'abbattimento di tutto l'effettivo. Secondo la normativa vigente tutti i bovini abbattuti nel caso di conferma della BSE vengono indennizzati e si è provveduto ad adeguare l'importo di tali indennizzi per i bovini di alto valore genetico.<br>Il sottosegretario Cursi fornisce quindi informazioni dettagliate sulle ispezioni sul territorio nazionale per la verifica della gestione del materiale specifico a rischio, precisando che la Direzione generale Sanità pubblica veterinaria, alimenti e nutrizione ha predisposto ed eseguito un programma di sopralluoghi in tutte le regioni italiane per verificare la corretta applicazione della normativa comunitaria e nazionale sulla gestione del materiale specifico a rischio e che sono state effettuate ispezioni in sedici regioni su diciannove e in una provincia autonoma su due nel corso dell'anno 2001 e in due regioni, Sicilia e Sardegna, nel 2002. I sopralluoghi ispettivi hanno interessato tutte le tipologie di impianti coinvolti nella filiera della gestione del materiale specifico a rischio.<br>Precisa che le problematiche maggiormente riscontrate, nelle ispezioni condotte nel 2001, sono state relative alla colorazione ed alla compilazione dei registri di carico e di scarico; la colorazione del materiale specifico a rischio, nella maggioranza degli impianti ed in tutte le realtà regionali non è effettuata correttamente, se non addirittura affatto; la compilazione dei registri di carico e scarico risulta problematica nella quasi totalità degli impianti visitati in tutte le regioni. Particolari problemi sono dati dalle correlazioni tra l'animale macellato e la colonna vertebrale che viene scaricata in giornate successive a quelle della macellazione. I documenti di trasporto previsti dal decreto 26 marzo 1994 non sempre risultano conformi e adeguatamente conservati. Nei piani di autocontrollo aziendali, inoltre, nella maggior parte dei casi, manca una sezione specifica relativa alla gestione del materiale specifico a rischio, come previsto dall'ordinanza ministeriale 29 settembre 2000.<br>Relativamente alla gestione del materiale a basso e ad alto rischio il Sottosegretario precisa che nei macelli la gestione dell'alto rischio, in base alla normativa vigente, non veniva distinta da quella del materiale specifico a rischio; per il basso rischio non sempre è stata riscontrata una gestione adeguata e il controllo veterinario su tale sottoprodotto non è soddisfacente. In alcuni casi il basso rischio non è adeguatamente separato dal materiale specifico a rischio e viene smaltito come tale con problemi nella differenziazione anche su base documentale. <br>Evidenzia che nei primi mesi del 2002 sono state effettuate sia in Sicilia che in Sardegna delle ispezioni da parte delle autorità sanitarie, nonché da parte delle strutture di polizia giudiziaria, a seguito delle quali sono stati riscontrati casi di gravi e notevoli inadempienze alle prescrizioni sanitarie vigenti in materia, verificatesi in uno stabilimento di pretrattamento sito in provincia di Nuoro, nonché in due impianti di macellazione siti rispettivamente a Caltanisetta e nel macello di Florida, in provincia di Siracusa.<br>Sottolinea che a livello territoriale e regionale non c'è, o appare molto carente il controllo e la verifica dell'applicazione della normativa nazionale e che, tranne in alcuni casi, i Servizi veterinari delle regioni non hanno emanato procedure e norme tali da armonizzare la gestione della problematica relativa al materiale specifico a rischio e di quella di tutti i sottoprodotti di origine animale. Richiama quindi la normativa nazionale relativa ai provvedimenti adottati nel settore dell'alimentazione animale ai fini della prevenzione della encefalopatia spongiforme bovina, ricordando in particolare quanto disposto con l'ordinanza del Ministro della Sanità del 28 luglio fin dal 1994, in merito al divieto di somministrazione ai ruminanti di proteine di mammiferi, anche prevedendo che una eventuale somministrazione di proteine di mammiferi diversi dai ruminanti ai ruminanti, qualora giustificata, dovesse essere preventivamente autorizzata dal Ministero della Sanità con tutte le precauzione del caso: al riguardo precisa che nessuna autorizzazione è stata mai concessa.<br>Sottolinea che l'Italia, unica tra i Paesi membri dell'Unione europea, in data 30 aprile 1997, con apposita ordinanza del Ministro della Sanità estendeva il divieto di somministrare ai ruminanti qualsiasi proteina derivata da tessuti animali, ivi comprese quindi le farine di pesce, anche allo scopo di rendere più agevoli i controlli. Su tale divieto la Commissione europea avviava una formale procedura d'infrazione per violazione del diritto comunitario: in seguito a tale procedura, con decreto del Ministro delle politiche agricole del 16 ottobre 1997 di concerto con il Ministro dell'Industria e della Sanità, si è proceduto all'abrogazione dell'ordinanza del Ministero della Sanità.<br>Il 17 novembre 2000, il Ministro della Sanità a seguito delle nuove indicazioni epidemiologiche sulla BSE scaturite dall'utilizzo dei cosiddetti test rapidi, è nuovamente intervenuto con una ordinanza per vietare la somministrazione a tutti gli erbivori delle proteine derivanti da tessuti animali, ivi comprese le farine di pesce.<br>Ribadisce che lo Stato italiano ha mantenuto in vigore un provvedimento più restrittivo, e che attualmente è vietata la somministrazione a tutti gli animali erbivori di mangimi contenenti proteine derivate da tessuti animali, comprese le farine di pesce, a fronte delle normative europee di cui alla decisione 2000/766/CE che vieta detta somministrazione ai ruminanti.<br>Precisa che i mangimi contenenti farine animali, prodotti prima del 31 dicembre 2000, e ritirati dal commercio sono stati destinanti all'ammasso pubblico, così come previsto all'articolo 2 del decreto-legge 11 gennaio 2001, convertito dalla legge n. 49 del 9 marzo 2001: in tal modo si è voluto scongiurare il rischio di far giungere tali mangimi, attraverso vie illecite, agli animali d'allevamento. Il divieto di somministrare proteine animali ai ruminanti e successivamente alle altre specie animali d'allevamento, si è reso necessario in quanto l'impiego di farine derivanti dai mammiferi nell'alimentazione dei bovini è considerato la causa scatenante della BSE. L'obbligo di rimozione del materiale specifico a rischio sancito in tutta l'Unione europea dalla decisione 2000/418/CE del 29 giugno 2000, ha determinato una diminuzione del rischio potenziale derivante dall'eventuale consumo di mangimi contenenti farine animali vietate prodotti dopo l'applicazione del suddetto divieto. Fornisce quindi precisazioni sul metodo utilizzato per il controllo dei mangimi in relazione alla presenza di farine vietate (metodo microscopico, come definito dal decreto ministeriale 30 settembre 1999) e sottolinea che la stessa Commissione europea ha ritenuto la metodica microscopica l'unica attualmente disponibile: la normativa vigente in Italia non prevede limiti di tolleranza e quindi risulta più restrittiva rispetto a quella di altri Paesi europei.<br>Ricorda poi che l'attività di controllo nel settore dell'alimentazione animale è espletata dai servizi veterinari delle aziende USL, dai NAS, e dall'Ispettorato repressioni frodi del Ministero delle politiche agricole e che i dati vengono inviati al Centro di referenza (CEA) di Torino e alla Direzione competente del Ministero della Salute.<br>Al riguardo va ricordato che nel 1997 le positività registrate erano del 15 per cento, e che nell'ultimo triennio, si è evidenziato un notevole miglioramento: infatti da una percentuale di campioni positivi del 4,4 per cento registrata nel 1999, si è passati al 3,06 per cento nel primo semestre del 2001. Tale dato (già positivo in senso assoluto) deve essere considerato anche in relazione all'intensificazione dei controlli mirati e della messa a punto di un sistema nazionale di vigilanza che attiva il "rintraccio" sia degli animali eventuali consumatori del mangime contaminato, che dei mangimi appartenenti allo stesso lotto o prodotti in condizioni analoghe, durante tutto il circuito commerciale: il sistema di vigilanza fa sì che molte positività riguardino la stessa tipologia di mangime. Ricorda inoltre che nella lettura di tali dati si deve altresì tenere conto della maggiore sensibilità del metodo e dell'assenza di limiti di tolleranza.<br>Infine il sottosegretario Cursi richiama tutte le iniziative, intraprese per consentire il miglioramento del sistema di identificazione e registrazione degli animali della specie bovina, fra cui l'attivazione del gruppo ispettivo per la verifica del rispetto sul territorio della normativa, la richiesta di intervento, da parte dei servizi veterinari delle AASSLL e del Nucleo Carabinieri per la Sanità e la convenzione con la Coldiretti e con la Confagricoltura in merito all'accesso in rete e alla alimentazione dei dati relativi agli allevamenti degli associati presso le ASL.<br>Precisa poi che il 31 gennaio 2002 è stato sottoposto alla Conferenza Stato- Regioni il decreto interministeriale previsto dal decreto-legge 22 ottobre 2001, n. 381, il cui articolo 4 prevede che il Ministro della Salute e il Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro degli Affari Regionali ed il Ministro per l'innovazione delle tecnologie, sentita la Conferenza permanente per il rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, determinino le modalità e le procedure operative per la gestione e l'aggiornamento della banca dati nazionale di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica 437/2000, nonché per la trasmissione informatica dei dati, la cosiddetta "anagrafe bovina". Precisa che il citato decreto interministeriale prevede l'adozione di transazioni in tempo reale e in ambiente Internet e che si sta anche provvedendo alla stesura di una bozza di un decreto ministeriale per la certificazione dei marchi auricolari da commercializzare. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 15h40<br>Presidenza del Presidente <strong>Antonio Tomassini</strong><br>
    0:00 Durata: 21 min 16 sec
  • Giuseppe Mascioni (DS-U)

    Interviene il senatore Mascioni, chiedendo al rappresentante del Governo di fornire informazioni più dettagliate circa i risultati delle verifiche espletate in ordine al recente caso di sospetta encefalopatia, contratta dall'uomo. <br>
    0:21 Durata: 1 min 23 sec
  • Ettore Liguori (MAR-DL-U)

    Prende la parola il senatore Liguori, chiedendo al rappresentante di Governo di chiarire se le verifiche ispettive citate siano state eseguite prima o successivamente al verificarsi del recente caso diagnosticato in Sicilia di variante umana della BSE. <br>
    0:23 Durata: 38 sec
  • Gianluigi Magri (CCD-CDU-BF)

    Interviene il senatore Magri, sostenendo l'opportunità di evitare confusioni di competenze e di ruoli tra Ministero della Salute e Ministero delle politiche agricole e forestali, precisando a tal proposito che al primo spettano compiti in materia di tutela sanitaria nel settore della BSE, mentre al secondo spettano compiti inerenti al sostegno della zootecnia.<br>Chiede inoltre al rappresentante del Governo di chiarire se l'Esecutivo abbia programmato di incrementare le risorse finanziarie destinate alla ricerca sulla BSE.<br>Auspica infine una revisione degli accordi comunitari esistenti in materia, evidenziando che alla precisione e alla rigorosità dei sistemi di tutela in materia di BSE esistenti in Italia non corrispondono eguali standard di diligenza negli altri Paesi europei. <br>
    0:23 Durata: 6 min 41 sec
  • Replica di Cesare Cursi

    <br>
    0:30 Durata: 4 min 6 sec
  • Giancarlo Piatti (DS-U)

    Interviene il senatore Piatti, valutando inopportuna la scelta di fondo sottesa alla disposizione di cui all'articolo 1 comma 1 del decreto-legge n. 4 del 25 gennaio 2002 all'esame della 9a Commissione, in quanto gli ultimi casi di cronaca confermano che la situazione di emergenza non è cessata e che occorrerebbe quindi prorogare i tempi dell'intervento pubblico, al fine di dare maggiori certezze agli operatori del settore.<br>Esprime un giudizio negativo in ordine al diverso trattamento riservato nel decreto-legge sopracitato, al materiale ad alto rischio, destinato alla distruzione e al materiale a basso rischio destinato all'ammasso, prospettando in particolare l'opportunità di imporre una distruzione totale degli scarti di origine animale, richiamando al riguardo quanto previsto all'articolo 7-bis, comma 6, della legge n. 49 del 2001. <br>Chiede chiarimenti in ordine ai tempi di attuazione delle normative esistenti relative all'anagrafe bovina, sottolineando che alcune regioni non hanno ancora dato seguito a tutte le disposizioni sulla materia in questione. Conclude sottolineando l'esigenza che vengano destinate maggiori risorse per fronteggiare la situazione di emergenza attinente alla BSE e che vengano incrementati i controlli. <br>
    0:34 Durata: 8 min 59 sec
  • Giorgio Malentacchi (Misto-RC)

    Interviene il senatore Malentacchi, ravvisando ritardi ingiustificati, imputabili al Governo attualmente in carica, nel fronteggiare il fenomeno attinente alla BSE, e sostenendo che andrebbero adeguatamente accertate le responsabilità politiche e personali. Nel richiamare i casi recentemente scoperti di macelli clandestini, prospetta l'opportunità di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta per accertare le responsabilità connesse al fenomeno della BSE. <br>
    0:43 Durata: 6 min 8 sec
  • Loredana De Petris (Verdi-U)

    Interviene la senatrice De Petris, prospettando l'opportunità di inasprire le pene previste per gli illeciti connessi alla macellazione clandestina, ribadendo altresì l'esigenza di un potenziamento del sistema dei controlli da parte del servizio sanitario pubblico, in modo tale da dare una maggiore sicurezza ai consumatori. Conclude sostenendo che il Ministero competente deve individuare dettagliatamente le procedure di smaltimento delle farine animali, precisando altresì che l'unica soluzione possibile attualmente è quella della distruzione completa di tali prodotti. <br>
    0:49 Durata: 14 min 32 sec
  • Lamberto Grillotti (AN)

    Interviene il senatore Grillotti, rilevando che le attuali normative sanitarie vigenti in materia risultano di difficile applicazione e che non si sono registrati finora casi "conclamati" in stalla di BSE, proprio in quanto non viene data attuazione concreta al recente provvedimento sull'abbattimento selettivo, mentre si finisce col disporre comunque l'ingiustificato abbattimento dell'intera mandria negli allevamenti per i quali viene segnalato un caso sospetto di BSE. Evidenzia altresì che le farine animali devono essere, a suo avviso, necessariamente distrutte, anche se vanno evitate speculazioni connesse alla concessione di contributi. <br>
    1:04 Durata: 9 min 4 sec
  • Sergio Agoni (LNP)

    Interviene il senatore Agoni, prospettando l'opportunità di informatizzare il sistema di controllo, connesso all'istituzione dell'anagrafe bovina, attraverso l'utilizzo a tal fine di appositi microchips.<br>Ravvisa inoltre l'importanza di sterilizzare adeguatamente le farine di origine animale, in modo tale da renderle innocue sotto il profilo sanitario. <br>
    1:13 Durata: 6 min 2 sec
  • Sebastiano Sanzarello (FI)

    Interviene il senatore Sanzarello, sottolineando che i recenti casi verificatisi in Sicilia sono stati provocati da fattori causali esterni alla regione, e in particolare da disfunzioni verificatesi nei sistemi di controllo nazionali e comunitari, che hanno consentito l'importazione di farine contaminate prodotte probabilmente in altri Paesi.<br>Concorda con la soluzione prospettata dal senatore Agoni in ordine all'informatizzazione dell'anagrafe bovina, ravvisando l'opportunità di non ingenerare ingiustificati allarmismi nel settore. <br>
    1:19 Durata: 9 min 15 sec
  • Gaetano Fasolino (FI)

    Interviene il senatore Fasolino, il quale stigmatizza l'uso delle farine animali destinate a specie erbivore, auspicando altresì la destinazione di congrue risorse finalizzate al rafforzamento delle strutture e alla copertura degli organici del sistema veterinario pubblico. Sostiene l'esigenza di potenziare il ruolo di controllo del Ministero della Salute nonché delle regioni, al fine di evitare discrasie tra le varie realtà provinciali. <br>
    1:28 Durata: 5 min 19 sec
  • Carmelo Carrara (CCD-CDU:BF)

    Interviene il senatore Carrara, evidenziando la mancata liquidazione agli allevatori di bovini da carne, nel corso dell'anno 2000, dei contributi previsti dai vigenti regolamenti comunitari, imputabile a negligenze e disfunzioni dell'AGEA. Per tale motivo auspica altresì l'introduzione nell'ambito del disegno di legge n. 1064, di conversione del decreto-legge n. 4 del 25 gennaio 2002, di specifiche disposizioni atte a fronteggiare tale situazione. <br>
    1:33 Durata: 2 min 8 sec
  • Giovanni Pietro Murineddu (DS-U)

    Interviene il senatore Murineddu, il quale nel ricordare le precedenti posizioni assunte dal Consiglio superiore della sanità rispetto alle problematiche attinenti alla BSE, in relazione alle quali si pensava non potesse verificarsi il contagio animale-uomo, evidenzia come sulla base di tali erronee valutazioni non sarebbero stati effettuati gli appositi esami autoptici atti ad individuare la causa di alcuni decessi sospetti. A tal proposito chiede al rappresentante del Governo di chiarire se attualmente i protocolli medici esistenti in tale settore siano stati innovati, attraverso l'adeguamento degli stessi alle attuali conoscenze scientifiche, che confermano la possibilità di contagio tra specie animale e specie umana. <br>
    1:35 Durata: 4 min 13 sec
  • Replica di Cesare Cursi

    Interviene il sottosegretario Cursi, il quale nel rispondere al quesito formulato dal senatore Mascioni, conferma che il caso di cronaca recentemente avvenuto in Sicilia è riconducibile all'encefalopatia spongiforme. <br>In riferimento al quesito prospettato dal senatore Liguori, precisa che le ispezioni effettuate sono recenti, riservandosi tuttavia di verificare la data precisa in cui le stesse sono state condotte. <br>In riferimento al rilievo sollevato dal senatore Magri circa la possibile sovrapposizione di competenze tra Ministero delle politiche agricole e forestali e Ministero della Salute, rileva che le competenze dei due sopracitati Dicasteri sono adeguatamente individuate dalle attuali normative, e in particolare che al Ministero della Salute spetta la competenza in materia di sicurezza alimentare, a quello delle politiche agricole i profili connessi alla qualità dei prodotti. <br>Sostiene inoltre l'opportunità di destinare adeguate risorse alla ricerca, anche a livello veterinario. Dichiara inoltre di condividere le considerazioni espresse dal senatore Magri in ordine alla situazione degli altri Paesi europei.<br>Rispondendo alle osservazioni formulate quesiti sollevati dal senatore Piatti e dal senatore Malentacchi, evidenzia che il sistema dei controlli italiano, per quel che concerne il settore inerente alla BSE, è all'avanguardia. <br>Per quel che concerne le considerazioni formulate dalla senatrice De Petris, ravvisa l'opportunità che le regioni organizzino autonomamente le strutture di controllo sulla BSE.<br>Concorda con l'opportunità di non criminalizzare gli allevatori, sottolineata dal senatore Grillotti, precisando altresì che in molti casi la valutazione di abbattere l'intera mandria è assunta autonomamente dall'agricoltore, limitandosi le autorità sanitarie ad imporre esclusivamente un abbattimento selettivo.<br>In riferimento alle proposte formulate dal senatore Agoni, evidenzia che spesso il controllo attraverso microchips si è rivelato tecnicamente inadeguato.<br>Rispondendo al senatore Murineddu, precisa che eventuali omissioni di controlli medico-legali - ove accertate - potrebbero configurare ipotesi gravi, per l'accertamento delle quali è competente l'autorità giudiziaria. In riferimento alla proposta dell'istituzione di una Commissione d'inchiesta, avanzata dal senatore Malentacchi, precisa che tale decisione attiene interamente alla sfera delle prerogative parlamentari.<p>Il Presidente dichiara conclusa la procedura informativa. <br>La seduta termina alle 17h30. <br>
    1:40 Durata: 10 min 45 sec