19 FEB 2002

Antimafia: Conclusione del dibattito sulle comunicazioni rese dal Presidente nel corso della seduta del 15 gennaio 2002

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 43 min 22 sec

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Seguito del dibattito sulle comunicazioni rese dal Presidente nel corso della seduta del 15 gennaio 2002: replica del Presidente.

Registrazione di "Antimafia: Conclusione del dibattito sulle comunicazioni rese dal Presidente nel corso della seduta del 15 gennaio 2002", registrato martedì 19 febbraio 2002 alle 00:00.

La registrazione ha una durata di 43 minuti.
  • Carlo Vizzini (FI)

    Il Presidente comunica che sono giunti documenti, il cui elenco è in distribuzione, e che sono acquisiti agli atti dell'inchiesta.<p>Il senatore Vizzini interviene per richiamare l'attenzione sulle allarmanti notizie di stampa concernenti l'esistenza di macelli clandestini in Sicilia e in Calabria gestiti dalla mafia. Chiede pertanto un interessamento della Commissione in considerazione delle gravi implicazioni del fenomeno, anche con riferimento alla tutela della salute dei cittadini.<p>Si associano i senatori Battaglia e Florino, il quale sottolinea anche la particolare situazione dell'ordine pubblico in Campania.<p>Il Presidente assicura che delle richiamate questioni si occuperà l'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, in sede di programmazione dei lavori della Commissione. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 11h10<br>Presidenza del Presidente <strong>Roberto Centaro</strong><br>
    0:00 Durata: 3 min 59 sec
  • Augusto Battaglia (DS-U)

    <br>
    0:03 Durata: 3 min 4 sec
  • Michele Florino (AN)

    0:07 Durata: 1 min 37 sec
  • Replica del Presidente

    Il Presidente ringrazia tutti i componenti della Commissione che hanno partecipato al dibattito per l'utile contributo apportato ai lavori. Osserva che l'attuale Commissione si troverà ad affrontare argomenti già esaminati nella scorsa legislatura, poiché i filoni originari dell'attività della criminalità organizzata sono rimasti gli stessi, anche se altri si sono aggiunti: occorrerà pertanto un approccio diverso che prenda atto dell'evoluzione del fenomeno, cercando, attraverso il confronto, di trovare una sintesi, per giungere ad un risultato efficace. Si tratta quindi non solo di rappresentare il quadro della situazione al Paese, ma soprattutto di presentare soluzioni di carattere legislativo, come prevede la legge istitutiva della Commissione. A tal fine, al dibattito in sede plenaria sulle questioni di carattere generale si affiancherà l'attività dei Comitati, per i necessari approfondimenti istruttori, con l'obiettivo di riferire poi alla Commissione in termini propositivi. Lo scopo è arrivare a sottoporre al Parlamento proposte legislative che, supportate da un ampio consenso, possano avere un iter rapido. Per ottenere tale risultato, il confronto politico anche fra culture diverse sarà inevitabile, ancorchè necessario, ma dovrà essere anche costruttivo, lasciando fuori da questa sede le polemiche contingenti che agitano il dibattito politico nazionale. Apprezza a tale proposito l'intendimento, emerso in tutti gli interventi, di avviare un lavoro comune, sereno e soprattutto proficuo. Richiama poi l'attenzione sulla necessità di valutare le vicende del passato e del presente con il necessario equilibrio, per evitare che il peso mediatico e politico della Commissione possa influire sulle indagini in corso. Accenna quindi brevemente a talune tematiche di prioritaria importanza emerse nel corso del dibattito. In merito al problema degli appalti, andranno ipotizzate modifiche legislative dirette a realizzare controlli efficaci, affinchè le risorse necessarie per le opere e le infrastrutture, soprattutto nel Meridione, non finiscano nella disponibilità della mafia. Va poi affrontato il problema della estrema farraginosità delle procedure concernenti i patrimoni mafiosi. Ribadita l'assoluta contrarietà all'ipotesi della dissociazione, richiama l'attenzione sia sulla necessità di un riesame dell'articolo 41 bis, per assicurare l'efficacia della norma nel rispetto della dignità umana, sia sulla vicenda dei collaboratori di giustizia, per verificare se le norme vigenti rispondano alla ratio che ha suggerito le modifiche introdotte nella scorsa legislatura. Sottolinea poi l'importanza dell'affermazione che la cultura della legalità passi attraverso le scuole e, a tale proposito, rende noto di aver avuto un incontro con il ministro della pubblica istruzione Moratti che ha aderito alla sollecitazione di introdurre nelle scuole la materia dell'educazione civica, intesa proprio come educazione alla legalità. Con riferimento al problema dell'illegalità diffusa sul territorio (spesso emerso nel corso della discussione) rileva che gli abusi e le manifestazioni di microcriminalità, anche se possono apparire di poco spessore rispetto ai grandi traffici internazionali, disvelano i sintomi della carenza o dell'assoluta mancanza del controllo del territorio da parte dello Stato. Questa tematica è poi strettamente correlata alla questione delle latitanze eccellenti: a tale proposito sottolinea che la lotta alla mafia non si esaurirà con le catture dei capi mafiosi, perché occorrerà incidere sul territorio per eliminare anche l'esercito. La Commissione dovrà interrogarsi anche sulla legge concernente lo scioglimento delle amministrazioni comunali per infiltrazione mafiosa, in modo da accentuare la vigilanza ed il controllo ed evitare che siano i funzionari a determinare l'aggiudicazione illegittima senza essere attinti dal conseguente provvedimento di scioglimento. Con riferimento al racket, l'estorsione, l'usura e la prostituzione, esprime l'avviso che sarebbe opportuno che le associazioni di categoria di qualsiasi livello prendessero anch'esse l'iniziativa di indicare ai loro affiliati il percorso della legalità e di partecipare al dibattito, al fine di sostenere in modo concreto le associazioni antiracket. Drammatico poi è il problema minorile che si può affrontare in primo luogo, dal punto di vista penale e processuale, con riferimento all'utilizzazione da parte della criminalità organizzata degli infraquattordicenni in quanto non imputabili. Nello stesso tempo però i minori sono anche vittime – più indifesi degli adulti – della criminalità organizzata, nel momento in cui vengono costretti alla pedofilia e alla prostituzione. Un'attenzione particolare va dedicata anche alle regioni del centro-nord, considerando che la criminalità organizzata è sempre più transnazionale e a tal fine occorrerà incentivare la cooperazione e l'assistenza giudiziaria per costruire quello spazio giuridico europeo che passa attraverso l'armonizzazione dei diritti sostanziali e procedurali. In merito rende noto di aver di recente partecipato, in rappresentanza del Senato, alla Conferenza dei Parlamenti dell'Unione europea che ha adottato una importante dichiarazione per la lotta al riciclaggio - nota come dichiarazione di Parigi - che, attraverso il consolidamento di Eurojust consentirà la circolazione delle informazioni, il coordinamento delle indagini e quindi maggiore assistenza e cooperazione giudiziaria. Tutto ciò non dovrà comunque far trascurare le realtà locali, in quanto la loro conoscenza consente di verificare in loco esigenze e correttivi da prospettare in un ambito più generale.<br>Concludendo la propria replica, il Presidente esprime l'augurio che la Commissione, muovendo da un ampio bagaglio di esperienza, riesca a individuare soluzioni legislative innovative e che nel corso dei suoi lavori, con il contributo di tutti i componenti, il dibattito sia sempre sereno, caratterizzato dalla più ampia dialettica politica. <br>
    0:08 Durata: 29 min 7 sec
  • Ottaviano Del Turco (Misto-SDI), per questione personale

    La seduta termina alle 11h55. <br>
    0:37 Durata: 5 min 35 sec