27 MAR 2002

Vigilanza Rai: Esame regolamento par-condicio per le elezioni amministrative del 19 e 26 maggio 2002

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 4 min

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Esame di un provvedimento in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti, informazione e tribune elettorali della concessionaria del servizio radiotelevisivo, ai sensi della legge 22 febbraio 2000, n.

28 relativo alle elezioni regionali e alle elezioni provinciali e comunali previste per il 19 e il 26 maggio 2002 .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Esame regolamento par-condicio per le elezioni amministrative del 19 e 26 maggio 2002", registrato mercoledì 27 marzo 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 4 minuti.
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Riferisce alla Commissione il presidente Petruccioli.<br>Il regolamento proposto per le elezioni del 19 e 26 maggio 2002 ricalca i regolamenti precedentemente approvati, ed in particolare quello relativo alle elezioni amministrative svoltesi in Sicilia nello scorso mese di novembre. <br>La normativa proposta trova applicazione fino al giorno delle elezioni di ballottaggio, rispettivamente previste per il 2 e il 9 giugno, salvo la possibilità che la Commissione indichi gli ambiti territoriali nei quali, non essendo necessario il ricorso al ballottaggio, la vigenza delle disposizioni può cessare anticipatamente.<br>In applicazione della legge n. 28 del 2000, gli articoli 2, 3, 4 e 5 disciplinano la tipologia della programmazione regionale della Rai in periodo elettorale.<br>In particolare l'articolo 3 disciplina le trasmissioni di comunicazione politica, relative alla campagna elettorale per il rinnovo di consigli provinciali o di consigli comunali capoluoghi di provincia, autonomamente gestite dalla Rai per le quali si distingue il periodo intercorrente tra la convocazione dei comizi e la presentazione delle liste, per il quale sono ammesse alle trasmissioni con tempi ripartiti proporzionalmente le forze rappresentate nei consigli da rinnovare, nonché con criterio paritario quelle rappresentate nel Parlamento nazionale e quello europeo.<br>Il presidente Petruccioli propone, anche per non creare difformità con il regolamento delle reti radiotelevisive private approvato questa mattina dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di ripartire i tempi tra i soggetti che hanno diritto ad una rappresentanza proporzionale e quelli che hanno diritto ad una rappresentanza paritaria, così come si era fatto nella delibera per le elezioni siciliane, nella misura, rispettivamente, del 90 e del 10 per cento. A suo parere sarebbe però opportuno riflettere in seguito su questa questione nel senso di riequilibrare i tempi a favore dei Gruppi rappresentati nel Parlamento nazionale e in quello Europeo.<br>Nel secondo periodo il tempo sarà ripartito paritariamente tra le forze politiche che hanno presentato candidature con il consueto sistema di ripartire il tempo per metà tra le liste che concorrono all'elezione dei consigli da rinnovare, e per metà tra i candidati a sindaco o a presidente della Provincia.<br>Non vi sono altre innovazioni rispetto al testo precedentemente approvato. Nell'audizione svolta giovedì 21 marzo l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha precisato, trovando su questo il consenso della Commissione, che lo svolgimento delle trasmissioni di comunicazione politica, dei messaggi autogestiti e delle tribune elettorali nelle regioni in cui si voterà per rinnovare consigli provinciali o consigli comunali di capoluoghi di provincia, non interrompe la vigenza delle norme sulla comunicazione politica in periodo non elettorale.<p>Si apre il dibattito.<p>Il senatore Falomi esprime apprezzamento per la bozza di regolamento formulata dal Presidente. Egli ritiene peraltro opportuna una riflessione su alcuni punti. <br>In primo luogo, al comma 2 dell'articolo 3, egli ritiene che per la ripartizione dei tempi nelle trasmissioni di comunicazione politica gestite dalla RAI tra le forze politiche rappresentate nei Consigli comunali e provinciali sarebbe opportuno fare riferimento non alla consistenza dei Gruppi consiliari, dal momento che questo dato sconta l'effetto del premio di maggioranza, ma piuttosto alle percentuali di voti ottenuta dalle liste alle elezioni precedenti.<br>Per quanto poi riguarda i soggetti ammessi alla ripartizione paritaria dei tempi nel periodo successivo alla presentazione delle liste, egli ritiene che, piuttosto che alle coalizioni che sostengono i candidati alla Presidenza della Provincia ed alla carica di Sindaco, occorrerebbe fare riferimento ai candidati stessi.<br>Inoltre egli ritiene che, in conformità del resto a quanto stabilito in precedenti delibere, si dovrebbe valutare la possibilità di estendere l'applicazione dell'articolo 3, oltre che alle elezioni per il rinnovo degli organi delle Provincie e dei Comuni e Capoluoghi di Provincia, anche a quelle relative ai Comuni non capoluogo più popolosi.<br>Infine egli propone di inserire nel regolamento una norma sulla disciplina dei sondaggi analoga a quella prevista dal regolamento predisposto dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.<p>Il deputato Lainati si dichiara in disaccordo con tutte le proposte del senatore Falomi. <br>Indice degli interventi<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><p>La registrazione inizia a seduta già cominciata; verrà comunque riportata la sintesi dell'intervento introduttivo del Presidente <br>
    0:00 Durata: 39 sec
  • Giuseppe Scalera (Mar-DL-U)

    Il senatore Scalera, nell'esprimere una valutazione complessivamente favorevole sulle proposte del senatore Falomi osserva però che andrebbe individuata una metodologia per dare adeguato spazio alle forze politiche di nuova costituzione, come ad esempio quella a cui egli stesso aderisce, che non erano presenti nelle precedenti consultazioni elettorali. <br>
    0:00 Durata: 1 min 24 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Concorda il deputato Gentiloni Silveri, il quale osserva che proprio l'esigenza manifestata dal senatore Scalera sconsiglia di modificare il criterio di ripartizione basato sui Gruppi consiliari, dal momento che un riferimento ai voti ottenuti dalle singole liste nelle elezioni precedenti non terrebbe conto delle fusioni o delle scissioni nel frattempo avvenute, e che hanno determinato la nascita di soggetti politici in questo momento esistenti e che quindi portano il loro operato al giudizio degli elettori. <br>
    0:02 Durata: 2 min 25 sec
  • Presidente

    Il Presidente concorda con le osservazioni del senatore Scalera e del deputato Gentiloni Silveri riguardo alla prima osservazione del senatore Falomi, rilevando inoltre che l'effetto distorsivo rappresentato dal premio di maggioranza è previsto dalla legge, e non si vede perciò perché il regolamento non dovrebbe tenerne conto. Per quanto riguarda la seconda questione sollevata dal senatore Falomi, concernente l'individuazione delle coalizioni e non dei candidati a Sindaco e Presidente della Provincia quali soggetti alla ripartizione del 50 per cento dei tempi nel periodo successivo alla presentazione delle liste, egli ritiene si tratti di un problema indubbiamente fondato, e che anche in precedenza aveva dato adito a discussioni; peraltro su questo punto la Commissione è vincolata dalla formulazione della lettera b del comma 2 dell'articolo 4 della legge n. 28 del 2000, che fa esplicito riferimento alle coalizioni.<br>Quanto al problema dell'estensione delle norme sulla comunicazione politica e sulle tribune anche ai maggiori tra i Comuni non Capoluogo di provincia, egli invita la Commissione ad approfondirlo in futuro, in modo da individuare un criterio generale che sia valido per le prossime elezioni, essendo difficile elaborare in questa sede un criterio che non risulti discriminatorio o arbitrario. La questione è peraltro fondata laddove si pensi, ad esempio, che in Lombardia, sulla base del regolamento, vi saranno trasmissioni relative al rinnovo dei Consigli comunali di Como e di Varese, che sono Capoluoghi di provincia, ma non trasmissioni elettorali per Comuni pure assai più popolosi di questi due, quali Monza, Sesto San Giovanni o San Donato Milanese.<br>Per quanto riguarda infine la questione relativa all'inserimento in questo regolamento della disciplina sui sondaggi, il Presidente fa presente come essa esuli dai poteri della Commissione: in realtà mentre il testo approvato da questa Commissione si limita a recare la regolamentazione delle campagne elettorali sulla RAI, quello approvato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, oltre a dettare analoga regolamentazione per le televisioni private, reca disposizioni sulla disciplina delle comunicazioni nella campagna elettorale che sono valide per tutti i soggetti operanti nell'informazione e nella comunicazione, come quelle sui sondaggi che pertanto già si applicano anche alla RAI.<p>La Commissione pertanto approva il testo proposto dal Presidente. <br>
    0:04 Durata: 22 min 47 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi chiede, in conformità a quanto già da lui richiesto per lettera, che la Commissione possa ascoltare i Direttori responsabili dei telegiornali in merito alla trasmissione integrale in varie edizioni dei telegiornali della sera e della notte dello scorso 22 marzo dell'intervento del Presidente del consiglio relativo all'assassinio del professor Marco Biagi. <br>Senza voler infatti entrare in questa sede nel merito del contenuto, peraltro fortemente discutibile, di quel messaggio, sarebbe opportuno capire se la sua trasmissione sia stata conforme alla disciplina recata dall'art. 22 della legge n. 103 del 1975, relativo alla trasmissione di comunicati e dichiarazioni ufficiali del Presidente del consiglio dei ministri e di altre autorità dello Stato da parte della RAI. <br><strong>Sui lavori della Commissione</strong>
    0:27 Durata: 2 min 56 sec
  • Presidente

    Il Presidente fa presente di aver già svolto accertamenti sulla questione. La trasmissione dell'intervento del Presidente del Consiglio non è stata sicuramente effettuata in conformità alla norma ricordata dal senatore Falomi, in quanto effettuata nel corso del telegiornale e senza menzione esplicita del carattere istituzionale della comunicazione. <br>Si è trattato quindi di una comunicazione inviata ad una testata giornalistica in forma di videoregistrazione, così come avrebbe potuto essere invece una lettera, che alcune testate giornalistiche, nella loro autonomia e sotto la responsabilità dei rispettivi direttori, hanno deciso di trasmettere integralmente.<br>Non vi è dubbio quindi che la Commissione possa richiedere ai direttori dei telegiornali le ragioni di questa scelta, anche se a suo parere l'opportunità di questa audizione deve essere valutata tenendo conto del fatto che i direttori sono ormai in uscita.<br>In ogni caso la questione potrà essere discussa nell'Ufficio di presidenza che si terrà al termine della seduta già prevista per il 3 aprile. <br>
    0:30 Durata: 5 min 8 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U) - Presidente - Giorgio Lainati (FI)

    Il deputato Carra chiede al Presidente se non ritenga opportuno, in considerazione del fatto che il prossimo 3 aprile la Camera dei deputati è chiusa, rinviare la seduta ad altra data.<br>Il deputato Lainati ritiene inopportuna l'audizione dei Direttori dei telegiornali richiesta dal senatore Falomi dal momento che la trasmissione dell'intervento del Presidente del consiglio, come ha chiarito inequivocabilmente il Presidente, non è stata determinata da un messaggio trasmesso dalla RAI ex articolo 22 della legge n. 103 del 1975, ma di una libera scelta redazionale. <br>Il Presidente ritiene inopportuno un rinvio della seduta già prevista per il 3 aprile. In quella sede infatti, dovrà essere svolta la discussione sui criteri delle nomine che il Consiglio di amministrazione della rai dovrà effettuare il prossimo 11 aprile. Rinviare la discussione, magari al giorno precedente alla seduta del Consiglio di amministrazione, equivarrebbe a togliere forza alle indicazioni che dovessero provenire dalla Commissione, che apparirebbero in tal caso alla stregua di una mera presa di atto di decisioni già assunte. Egli ritiene che comunque che l'Ufficio di Presidenza potrà fissare un'audizione dei Direttori dei telegiornali che sarà utile a valutare i problemi dell'informazione nel prossimo periodo, e in quella sede potranno essere anche effettuate domande sulla questione dell'intervento del Presidente del consiglio. <br>
    0:35 Durata: 10 min 32 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri, nel concordare con le proposte del Presidente, sottolinea però l'importanza di un'audizione su quanto è avvenuto lo scorso 22 marzo, dal momento che occorrerà approfondire molti aspetti non chiari, in primo luogo quale sia stata la richiesta proveniente dalla Presidenza del consiglio. <br>
    0:45 Durata: 3 min 46 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U) - Antonio Falomi (DS-U)

    Concorda il senatore Falomi il quale osserva che, laddove la Presidenza dle consiglio avesse chiesto un'immediata trasmissione del messaggio ravvisandone l'urgenza, sarebbe incorsa in una grave violazione della procedura prevista dall'art. 22 della legge del 1975, non avendo contestualmente avvisato questa Commissione. <br>
    0:49 Durata: 3 min 36 sec
  • Giuseppe Scalera (Mar-DL-U)

    <br>
    0:53 Durata: 1 min 9 sec
  • Presidente

    Dopo un intervento del senatore Lauria che si dichiara favorevole allo svolgimento dell'audizione del Consiglio di amministrazione il prossimo 3 aprile e ad una successiva audizione dei Direttori dei telegiornali, il Presidente fa presente come tutte le questioni emerse in questo dibattito devono essere affrontate nell'ottica più complessiva del problema di assicurare anche l'immagine del pluralismo e di imparzialità in un'informazione televisiva che, come avverrà nei prossimi mesi, sarà diretta sulla quasi totalità delle reti pubbliche e private da giornalisti vicini all'area culturale della maggioranza del Governo. <br>La seduta termina alle 15h30
    0:54 Durata: 9 min 40 sec