03 APR 2002

Esteri: Comunicazioni sottosegretario Baccini sull'Argentina

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 49 min 52 sec

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Comunicazioni del sottosegretario di Stato per gli affari esteri Mario Baccini sulla situazione in Argentina.

Registrazione audio di "Esteri: Comunicazioni sottosegretario Baccini sull'Argentina", registrato mercoledì 3 aprile 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 49 minuti.
  • Relazione di Mario Baccini, sottosegretario di Stato per gli affari esteri

    Il sottosegretario Baccini pone in rilievo come i dati salienti della crisi argentina siano già stati diffusi dagli organi di informazione e come il Governo italiano abbia peraltro costantemente tenuto al corrente della situazione i parlamentari. Ricorda inoltre come le autorità italiane si siano rese conto per tempo dell'approssimarsi di una grave crisi non solo politica, ma anche economica e sociale, e si siano di conseguenza attivate nel mettere a punto una serie di contromisure. <br>L'interesse dell'Italia a un rapido superamento della crisi è risultato subito evidente, considerata la massiccia presenza di italiani di diverse generazioni nel Paese latino-americano, molti dei quali in condizioni economiche tutt'altro che agiate e quindi esposti a forti contraccolpi in rapporto alla crisi in atto. Una prima iniziativa adottata dal Governo italiano, già nei giorni successivi alla caduta del presidente de la Rua, ha riguardato la riapertura in via eccezionale della concessione dei crediti di aiuto, per un ammontare pari a circa 100 milioni di euro, dei quali 75 a sostegno dell'occupazione attraverso contributi alle piccole e medie imprese argentine e italo-argentine e 25 per l'acquisto di beni e servizi finalizzati a garantire il necessario supporto al sistema sanitario pubblico argentino. <br>La direzione generale per la cooperazione allo sviluppo ha inoltre condotto un'azione assai efficace, che è stata affiancata dall'iniziativa politica assunta dallo stesso sottosegretario Baccini, il quale ha incontrato lo scorso 31 gennaio le organizzazioni non governative (ONG) presenti in Argentina per assicurare un ulteriore impulso ai programmi di carattere sociale sussidiati dalla predetta direzione generale.<br>Il Governo ha poi provveduto ad un rafforzamento degli organici della rete diplomatico-consolare nel Paese per accelerare tempi e modi di aiuto ai connazionali in difficoltà. Al riguardo, egli dà conto delle assunzioni di personale già autorizzate al fine di perseguire tale obiettivo.<br>Uno stanziamento di 6,5 milioni di euro, specificamente destinato all'assistenza diretta a favore dei connazionali indigenti, ha inoltre portato complessivamente la quota a disposizione dell'intera rete consolare a circa 13 milioni di euro; fra questi, dei circa 10 milioni di euro destinati all'America latina, 7 milioni sono riservati all'Argentina. Per venire incontro poi alle pressanti richieste di medicinali avanzate dal Governo di Buenos Aires, si è provveduto ad un primo invio di 900 chilogrammi di antibiotici e questo primo contingente è giunto in Argentina, a titolo simbolico, nel contesto della visita ivi effettuata dal presidente della Camera Casini nello scorso mese di gennaio.<br>Egli dichiara inoltre di avere intrapreso un'azione di raccordo tecnico-politico delle iniziative assunte dal Ministero, e in tale ottica di aver invitato le regioni italiane ad un adeguato coordinamento degli interventi in atto a favore degli italo-argentini. In proposito, oltre all'auspicabile creazione di una cabina di regia Stato-regioni, si è svolto il 31 gennaio scorso un incontro tra il ministro degli esteri argentino Ruckauf e i presidenti delle regioni, nel corso del quale è stato discusso un documento di aiuti all'Argentina.<br>Venendo alla questione dell'elevato numero di richieste di ingresso in Italia, il rappresentante del Governo comunica che, nelle more dell'emanazione del decreto sui flussi per l'immigrazione in base ai contratti di lavoro, il Ministero degli affari esteri ha chiesto un anticipo per l'autorizzazione all'ingresso in Italia di una quota compresa tra 5.000 e 10.000 argentini. Da parte sua, il Ministero delle attività produttive ha invece istituito a Roma un tavolo per l'assistenza alle imprese italiane, affiancato a Buenos Aires da un centro di monitoraggio della situazione economica generale e delle esigenze delle stesse imprese italiane, costituito presso la locale sede dell'Istituto nazionale per il commercio estero. Sono infatti allo studio misure che vengano incontro alle esigenze degli imprenditori italiani presenti in Argentina. In particolare, la Società italiana per le imprese miste all'estero (SIMEST) è stata invitata dal Governo a sollecitare le banche che hanno concesso prestiti alle imprese italiane per il finanziamento delle loro quote di partecipazione in imprese argentine a modificare la data di scadenza dei prestiti stessi, in modo da differirne il rimborso entro il limite massimo previsto dalle disposizioni vigenti. Sarà la stessa SIMEST, peraltro, a dover sopportare il maggiore onere finanziario dovuto al protrarsi del finanziamento. Il Sottosegretario rende inoltre note le iniziative allo studio dell'Istituto per i servizi assicurativi per il commercio estero (SACE), il cui consiglio di amministrazione lo scorso 4 febbraio ha approvato il declassamento dell'Argentina dalla sesta alla settima categoria di rischio.<br>Anche il Ministro per gli italiani nel mondo, del resto, ha assunto un ruolo attivo nei confronti della crisi argentina, dal momento che da un lato sta predisponendo un disegno di legge per la creazione di un fondo di solidarietà per i cittadini italiani provenienti da Paesi esterni all'Unione europea (UE), che si trovino in particolari condizioni di indigenza, e dall'altro sta coordinando una iniziativa delle regioni italiane per la creazione di un fondo di solidarietà specifico per l'Argentina. L'Italia è inoltre entrata a far parte, con il sottosegretario per l'economia e le finanze, onorevole Tanzi, del Comitato internazionale - costituito dietro suggerimento del presidente statunitense Bush d'intesa con il presidente del Banco interamericano de desarrollo (BID), Iglesias - che dovrà coadiuvare il Governo argentino nel superamento della difficile situazione economica.<br>Egli sottolinea quindi come l'intervento italiano in favore dell'Argentina non sia ispirato solamente a ragioni di solidarietà, ma presenti anche un preciso contenuto politico, essendo finalizzato a modificare la situazione in maniera strutturale. Oltre a sostenere le imprese italiane e italo-argentine, il Governo italiano si propone infatti di dotare l'Argentina dei progetti e degli studi di fattibilità indispensabili per accedere ai finanziamenti delle istituzioni finanziarie internazionali. Non meno rilevante è peraltro l'azione condotta in sede di UE, dove l'Italia si è resa protagonista per sollecitare un accordo commerciale fra la stessa UE ed il Mercado Comùn del Sur (MERCOSUR). L'obiettivo è di realizzare una maggiore liberalizzazione degli scambi con l'America latina e in particolare con l'Argentina, elevando le quote di importazione in Europa dei prodotti agro-alimentari. A tale scopo, occorre tuttavia superare alcune resistenze determinate da interessi nazionali e settoriali, che non riguardano però l'Italia, la quale invece trarrebbe vantaggio dalla possibilità di trasformare i prodotti primari provenienti dai Paesi dell'America latina. <p>Il Presidente ringrazia il Sottosegretario per la sua esposizione, dichiarando aperto il dibattito. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 14h05<br>Presidenza del Presidente <strong>Fiorello Provera</strong><br>
    0:00 Durata: 22 min 21 sec
  • Francesco Tirelli (LNP)

    In merito all'ultimo punto affrontato dal rappresentante del Governo prende la parola il senatore Tirelli, il quale chiede delucidazioni sulle difficoltà incontrate dagli operatori nell'ambito degli scambi commerciali, dove si sarebbe ben lontani dal rispettare le regole della concorrenza. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:22 Durata: 1 min 31 sec
  • Aventino Frau (FI)

    Il senatore Frau si dichiara invece interessato a conoscere la valutazione del Governo italiano sulle cause della crisi argentina. Come è noto, infatti, alcuni rinomati economisti hanno addebitato l'attuale situazione economica argentina alla linea perseguita dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale, oltre che alla politica monetaria condotta dall'ex presidente de la Rua. Sarebbe perciò interessante sapere di quali informazioni disponga il Governo italiano e quali elementi di valutazione siano stati eventualmente comunicati dai rappresentanti italiani nelle istituzioni finanziarie internazionali all'approssimarsi della crisi.<br>Egli ritiene infatti che l'acquisizione di questi elementi conoscitivi possa rappresentare un valido contributo per la politica di aiuti che ci si prefigge di attuare, oltre che per la prevenzione di situazioni analoghe. Nel contempo, prende atto che gli interventi del Governo italiano testè illustrati dal rappresentante del Governo sono fondamentalmente indirizzati al sostegno delle imprese e degli investitori italiani.<br>Rimane pertanto ancora tutta da delineare una strategia complessiva di aiuti a livello internazionale che veda in prima fila proprio le istituzioni finanziarie internazionali, dal momento che la grave crisi argentina non potrà certamente essere superata con i soli contributi forniti dal Governo italiano. <br>
    0:23 Durata: 3 min 53 sec
  • Aldo Scarabosio (FI)

    Il senatore Scarabosio richiama l'attenzione del Sottosegretario sul problema riguardante i cittadini italiani i quali hanno ritenuto a suo tempo di prestare il proprio sostegno all'economia dell'Argentina sottoscrivendone i titoli del debito pubblico. Al riguardo, dopo aver riferito della costituzione di un apposito comitato a Torino che ha intrapreso azioni legali a tutela dei risparmiatori italiani coinvolti in questa vicenda, egli auspica che il Governo offra una soluzione del problema anche a livello politico. <br>
    0:27 Durata: 2 min 58 sec
  • Giulio Andreotti (Aut)

    Prende quindi la parola il senatore Andreotti, il quale si dichiara preoccupato per la possibilità che si assista ad un massiccio rientro in Italia di concittadini provenienti dall'Argentina, che tra l'altro non potrebbero contare su prospettive occupazionali particolarmente incoraggianti. Ritiene pertanto preferibile indirizzare gli aiuti direttamente in Argentina.<br>Riguardo poi alle cause della crisi in atto, egli chiede di verificare il significato che in tale contesto ha assunto la parità tra dollaro e peso. Infine, intervenendo sulla questione dei risparmiatori italiani, afferma di non credere che nelle loro intenzioni vi fosse la volontà di sostenere il debito argentino. Si tratta piuttosto di investitori che hanno ricercato un rendimento più alto e tra di loro non vi sono solamente piccoli risparmiatori, ma anche banche e istituti finanziari. <br>
    0:30 Durata: 3 min 6 sec
  • Presidente

    Anche il presidente Provera si sofferma sull'esigenza di conoscere meglio le cause economiche e finanziarie della crisi argentina, a loro volta connesse a una guida politica del Paese rivelatasi fallimentare. Egli richiama inoltre le affermazioni di alcuni esponenti di rilievo del Governo argentino che hanno denunciato il dilagare della corruzione, che avrebbe permeato lo Stato a tutti i livelli. In assenza di un reale mutamento della situazione risulterà pertanto inefficace qualsiasi tipo di aiuto, né la soluzione potrà essere fornita da finanziamenti concessi direttamente in dollari e versati su banche estere.<br>Quanto ai risparmiatori italiani in possesso di titoli del debito pubblico argentino, egli sottolinea che non si tratta di operatori che hanno effettuato speculazioni in borsa, bensì di soggetti che si sono fidati delle garanzie prestate dallo Stato argentino sui propri titoli. Del resto, se l'Argentina non rimborserà le obbligazioni, si precluderà in futuro ogni possibilità di beneficiare di investimenti privati. La situazione presenta dunque una stretta somiglianza con la questione relativa alla cancellazione del debito dei paesi in via di sviluppo, nel senso che il problema può essere affrontato in maniera sentimentale oppure razionale. A suo avviso, sarebbe infatti un grave errore procedere alla cancellazione del debito di paesi i cui governanti si siano resi responsabili di sistematiche pratiche di corruzione, magari accumulando ingenti disponibilità finanziarie presso conti bancari personali all'estero. <br>
    0:33 Durata: 4 min 42 sec
  • Replica di Mario Baccini

    A conclusione degli interventi, prende la parola il sottosegretario Baccini per rispondere ai quesiti posti dai senatori, ribadendo innanzi tutto che in sede di UE si sta attivamente lavorando nel tentativo di modificare le quote di importazione dei prodotti agro-alimentari dall'America latina. Le maggiori contrarietà provengono dalla Francia e dal Belgio, mentre l'Italia si è dichiarata favorevole, anche perché - va detto - il suo settore agricolo non sembra destinato a ricavarne danni apprezzabili.<br>Per quanto concerne le cause generali della crisi argentina, il rappresentante del Governo pone comunque in evidenza come ci si trovi di fronte a un Paese in cui gravi speculazioni finanziare sono riuscite a dilapidare le enormi ricchezze di cui esso disponeva. Non ritiene tuttavia responsabili di ciò le istituzioni finanziarie internazionali, le quali si limitano ad applicare meccanismi e regole definiti in sede politica. Spetta ora all'Argentina elaborare un piano di risanamento che sia credibile agli occhi degli altri Paesi e delle stesse istituzioni finanziarie internazionali. Proprio in questa direzione è impegnato il Governo italiano, che si sta adoperando affinché le autorità argentine possano raggiungere livelli di credibilità che consentano alle predette istituzioni di concedere gli indispensabili aiuti. In proposito, egli preannuncia che effettuerà una visita negli Stati Uniti presso la sede del Fondo Monetario Internazionale.<br>In merito poi alla questione degli investitori italiani, egli ritiene che, nel rivolgersi al mercato finanziario che offriva tassi più vantaggiosi, essi si siano assunti anche i relativi rischi. Dichiara tuttavia che il Governo italiano intende tutelare quei risparmiatori, ma che l'unico modo per farlo in maniera efficace sta nel sollecitare le autorità argentine ad adottare una politica seria di risanamento che sia capace di attirare il sostegno delle istituzioni finanziarie internazionali e degli altri Stati maggiormente interessati alla ripresa economica dell'Argentina, quali gli Stati Uniti e la Spagna. Al tempo stesso, egli auspica che le prossime elezioni politiche in Argentina portino alla guida del Paese una classe dirigente adeguata alle esigenze dettate dalla grave crisi in atto.<br>Da ultimo, comunica che il Governo italiano ritiene preferibile - perché assai meno oneroso - fornire adeguate opportunità economiche ai connazionali che sceglieranno di continuare a risiedere in Argentina, piuttosto che doverli sostenere una volta rientrati in patria, dove non sarebbe facile garantire loro sbocchi occupazionali.<p>Il presidente Provera ringrazia il sottosegretario Baccini e dichiara conclusa l'odierna procedura informativa.<br>La seduta termina alle 15h00. <p>
    0:38 Durata: 11 min 21 sec