07 MAG 2002

Sanità: Comunicazioni Sirchia su Piano sanitario nazionale 2002-2004

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 16 min

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Comunicazioni del Ministro della Salute Girolamo Sirchia sullo schema di Piano sanitario nazionale 2002-2004.

Registrazione audio di "Sanità: Comunicazioni Sirchia su Piano sanitario nazionale 2002-2004", registrato martedì 7 maggio 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 16 minuti.
  • Relazione iniziale di Girolamo Sirchia, ministro della Salute

    Il ministro Sirchia evidenzia preliminarmente che il documento oggetto della presente comunicazione non riveste carattere di definitività, connotandosi come uno schema, da integrare eventualmente con gli apporti e le osservazioni formulate dal Parlamento e dalle forze sociali consultate. <br>Sottolinea inoltre che a seguito della modifica del titolo V, parte seconda della Costituzione, lo Stato dovrà limitarsi, per quel che concerne la materia sanitaria, ad emanare una legislazione di principio, essendo demandata alle regioni la competenza legislativa di dettaglio. In tale quadro istituzionale, il piano sanitario nazionale non potrà rivestire una valenza di vero e proprio atto programmatorio, relativo anche agli aspetti attinenti all'organizzazione e gestione dei servizi, in quanto esigenze di sussidiarietà comportano la valorizzazione dell'autonomia regionale in ordine a tali aspetti.<br>L'oratore passa quindi ad illustrare i dieci "obiettivi strategici" per il cambiamento, indicati nello schema di Piano sanitario nazionale.<br>Per quel che concerne l'obiettivo attinente all'attuazione dell'accordo stipulato tra Governo e regioni l'8 agosto 2001, concernente la definizione dei livelli essenziali di assistenza, sottolinea che andrebbe valorizzato anche il profilo attinente all'"appropriatezza", in modo tale da garantire un corretto utilizzo delle risorse impiegate in termini di bilanciamento qualità-costi.<br>Per quanto riguarda il problema attinente alla corretta gestione degli accessi e dei "tempi di attesa" per le prestazioni sanitarie, prospettato anche dal Presidente della Repubblica, evidenzia che tale obiettivo riveste una valenza prioritaria nell'ambito del documento in questione. <br>Il secondo obiettivo strategico individuato dal Piano sanitario nazionale riguarda la creazione di una rete integrata di servizi sanitari e sociali per l'assistenza ai malati cronici, agli anziani e ai disabili. In particolare, sottolinea la necessità di ridurre il numero delle strutture sanitarie finalizzate alla cura delle acuzie, attraverso un incremento progressivo di moduli organizzativi incentrati sui servizi domiciliari, in modo tale da garantire un'assistenza socio-sanitaria adeguata per i casi di cronicità e vecchiaia, sempre più ampi nell'attuale contesto socio-demografico, nel quale si registra un invecchiamento della popolazione nazionale. Sottolinea inoltre che l'incremento dei servizi domiciliari comporterà una riduzione delle richieste di ricoveri ospedalieri, più costosi e in taluni casi meno soddisfacenti in riferimento alle esigenze degli anziani e dei disabili. <br>Il terzo obiettivo strategico delineato dal Piano sanitario in questione si incentra sulla garanzia e sul monitoraggio della qualità dell'assistenza sanitaria. A questo proposito, evidenzia che la normativa ISO 9000, creata anche in riferimento al settore sanitario, definisce un insieme di regole organizzative, di analisi dei processi, di formazione del personale e di verifiche esterne da parte di soggetti accreditati, che consente il rilascio di una certificazione in ordine alla qualità delle prestazioni erogate. <br>In riferimento al profilo qualitativo, sottolinea anche l'efficacia dei moduli incentrati sul bench-marking, che consente ai vari enti erogatori di servizi di confrontare i risultati raggiunti, in modo tale da consentire l'individuazione dei soggetti che hanno operato in modo più efficace rispetto agli altri ed inoltre di trasferire il know-how acquisito da questi ultimi agli altri organismi del settore sanitario. Evidenzia in particolare che per le strutture sanitarie specializzate nei trapianti tale modulo operativo è in fase di adozione e che in un prossimo futuro lo stesso verrà esteso ai settori della cardiochirurgia e a quello delle protesi d'anca. <br>Sottolinea infine l'importanza di una crescita della "cultura della qualità" nell'ambito del settore sanitario.<br>Altro obiettivo strategico prioritario è costituito dal potenziamento dei fattori di sviluppo della sanità, che dovrà articolarsi attraverso un'adeguata motivazione professionale del personale operante nelle strutture medico-sanitarie, nonché attraverso l'adeguamento e la modernizzazione delle strutture stesse, spesso obsolete.<br>Per quel che concerne l'obiettivo attinente alla realizzazione di un modulo incentrato sulla formazione permanente di alto livello in campo sanitario, evidenzia che si dovrà sempre più integrare l'attuale formazione basata prevalentemente sulla "convegnistica", con metodi e modalità più moderne, di tipo intraospedaliero e basate sull'utilizzo dei sistemi informatici e della formazione a distanza. Prospetta anche l'opportunità di prevedere appositi "crediti formativi", dei quali tener conto ai fini della carriera professionale del personale medico-sanitario. <br>Il sesto obiettivo strategico attiene alla rimodulazione della rete ospedaliera attualmente esistente, attuata prevalentemente attraverso la conversione di una parte delle strutture destinate alla cura delle acuzie in organismi finalizzati all'assistenza socio-sanitaria delle cronicità. Sottolinea poi l'importanza di creare sul territorio una rete di Centri di Eccellenza, con alti standards di competitività e di efficienza. Per quel che concerne l'obiettivo attinente al potenziamento dei servizi di emergenza, sottolinea l'esistenza di disagi soprattutto in zone difficilmente raggiungibili come le isole minori o i territori montuosi, prospettando l'opportunità di potenziare i servizi di urgenza avvalendosi anche di moduli organizzativi incentrati sulla "telemedicina". <br>Altro obiettivo strategico è costituito dalla promozione della ricerca biomedica e biotecnologica nonché di quella sui servizi sanitari. Evidenzia a tal proposito che attualmente sussiste una carenza soprattutto per quel che concerne i profili attinenti alla ricerca in ordine ai profili organizzativi delle strutture sanitarie. A titolo esemplificativo, sottolinea l'opportunità di studiare soluzioni organizzative atte ad affiancare al primario una figura gestionale amministrativa, con compiti manageriali nell'ambito del singolo dipartimento della struttura sanitaria. <br>Sottolinea inoltre l'opportunità di rafforzare la comunicazione istituzionale sulla salute, finalizzata a promuovere stili di vita salutare, nonché a diffondere una cultura incentrata sulla prevenzione. A tal proposito evidenzia la necessità di reperire risorse aggiuntive destinate all'incremento della comunicazione istituzionale nell'ambito dei finanziamenti privati, evitando tuttavia l'ingenerarsi di situazioni di conflitto d'interesse. Evidenzia infine l'opportunità di coinvolgere in questo processo divulgativo e formativo anche la scuola, in modo da incrementare "l'educazione alla salute".<br>Altro obiettivo strategico individuato dal Piano sanitario attiene al corretto uso dei farmaci e alla "farmacovigilanza", atteso il ruolo rivestito dal farmaco nell'ambito della tutela della salute.<br>Se la prima parte del Piano sanitario nazionale si incentra sull'individuazione di obiettivi strategici per il cambiamento, la seconda parte dello stesso definisce gli obiettivi generali del Servizio Sanitario Nazionale, attinenti all'ambito della promozione della tutela della salute, all'ambiente e ai riflessi dello stesso in ordine alla salute, alla sicurezza alimentare e alla sanità veterinaria, ed infine ai profili relativi ai rapporti tra l'ambito sanitario e l'ambito sociale. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 15h10<br>Presidenza del Presidente <strong>Antonio Tomassini</strong><br>
    0:00 Durata: 34 min 10 sec
  • Giuseppe Mascioni (DS-U)

    Interviene il senatore Mascioni il quale ritiene che le regioni abbiano bisogno di uno strumento generale di tipo programmatico, anche se va comunque salvaguardato un adeguato ambito di autonomia regionale, per quel che concerne sia il potere programmatorio che quello organizzativo e gestionale.<br>Il Piano sanitario nazionale andrebbe tuttavia elaborato in sede di Conferenza Stato-Regioni, in modo tale da poter rivestire una connotazione di rilievo che possa tuttavia conciliarsi con le esigenze attinenti alla sussidiarietà ed alla autonomia regionale. Prospetta inoltre l'opportunità che il Piano si incentri anche sull'analisi dei dati attinenti alle varie realtà regionali, non sempre omogenee. A tal proposito evidenzia, in via esemplificativa, che la regione Lazio spende il 68 per cento delle risorse destinate al settore sanitario per l'assistenza ospedaliera, utilizzando solo il 30 per cento delle stesse per la realizzazione dell'assistenza medico sanitaria di tipo territoriale; migliore è la situazione per quel che concerne la regione Emilia-Romagna, la quale destina all'assistenza ospedaliera il 45 per cento delle risorse e a quella territoriale il 52 per cento.<br>Il caso prospettato in via semplificativa rende opportuna una riflessione in ordine alla necessità di correggere disfunzioni di fondo sussistenti in alcune regioni, in modo tale da rendere proficuo l'incremento complessivo del fondo sanitario nazionale (a giudizio dell'oratore opportuno), altrimenti inutile qualora non si adottino politiche sanitarie improntate a canoni di efficacia ed efficienza.<br>A tal proposito evidenzia che, l'inserimento nell'ambito del Piano sanitario nazionale di apposite tabelle riepilogative dei dati raccolti per le varie realtà regionali è opportuno al fine di garantire maggiore effettività ed incidenza ai principi programmatici contenuti in tale documento. Inoltre, il Piano sanitario nazionale deve essere costruito attraverso l'utilizzo di un forte potere "politico-contrattuale" dello Stato rispetto alle regioni, in modo tale da conferire a tale documento una reale incidenza, e non quindi una mera valenza di tipo dichiarativo.<br>Conclude, esprimendo valutatazioni critiche riguardo alle affermazioni effettuate in talune circostanze dal Ministro, in ordine alla presunta connessione tra la riforma della dirigenza medica e l'abbattimento dei "tempi di attesa", precisando altresì che tali due ambiti sono del tutto distinti, anche sotto il profilo strategico-funzionale. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari e repliche singole di Girolamo Sirchia<br>
    0:34 Durata: 10 min 24 sec
  • Replica di Girolamo Sirchia

    Il ministro Sirchia evidenzia, in riferimento all'intervento del senatore Mascioni, che attualmente la definizione del riparto di competenza tra Stato e Regioni, conseguente al principio di sussidiarietà emerso in sede di riforma del titolo V della Carta Costituzionale, non è stata ancora delineata nei singoli risvolti concreti e che conseguentemente l'attuale fase riveste ancora carattere transitorio. Precisa inoltre che in materia sanitaria le regioni possono esercitare la propria competenza legislativa nel rispetto dei principi fondamentali definiti dallo Stato attraverso l'emanazione di "leggi cornice".<br>Per quel che concerne i dati regionali attinenti ai risultati raggiunti nel settore medico-sanitario, precisa che tali dati sono stati raccolti dal Governo e che gli stessi verranno messi a disposizione della Commissione sanità del Senato. <br>
    0:44 Durata: 5 min 11 sec
  • Presidente - Gianluigi Magri (UDC:CCD-CDU-DE)

    Interviene il Presidente precisando, in risposta ad alcune osservazioni formulate dal senatore Carella, che l'attuale audizione era stata chiesta dai vari Gruppi, al fine di conoscere i principi e le linee guida del Piano sanitario nazionale, di cui i vari mezzi di informazione avevano dato sommarie notizie. Quindi, le comunicazioni fornite dal Ministro nella presente seduta assumono una valenza meramente preliminare rispetto all'iter istituzionale che il documento in questione dovrà seguire in futuro, quando, una volta intervenuta l'assegnazione formale da parte della Presidenza del Senato, dovrà essere sottoposto al parere della Commissione sanità. <br>Interviene il senatore Magri il quale evidenzia in senso critico che il presente Piano sanitario non riveste un'elevata valenza di tipo scientifico. Tale considerazione - prosegue l'oratore - riveste particolare rilievo anche alla luce delle esperienze di altri paesi, sicuramente di maggiore respiro e di maggiore rilievo scientifico. <br>
    0:49 Durata: 4 min 11 sec
  • Replica di Girolamo Sirchia

    Il ministro Sirchia precisa che il Piano sanitario non può invadere gli ambiti operativi propri dei comitati scientifici, i quali quindi che continueranno a svolgere la propria attività e ad emanare apposite linee-guida nelle materie di propria competenza.<br>Il documento in questione infatti è finalizzato esclusivamente ad elaborare principi e ad individuare obiettivi di tipo strategico, senza sostituirsi agli organismi di natura scientifica, nelle attività ad essi spettanti. <br>
    0:53 Durata: 2 min 3 sec
  • Francesco Carella (Verdi-U)

    Interviene il senatore Carella il quale sottolinea in senso critico contraddizioni e carenze in ordine allo schema di Piano sanitario, specialmente sotto il profilo propositivo. In particolare evidenzia che in molte circostanze il documento si limita ad un'analisi dettagliata delle problematiche esistenti in taluni settori, senza tuttavia individuare alcuna soluzione concreta e alcuna proposta compiuta.<br>Conclude affermando che sarebbe stato opportuno elaborare un Piano maggiormente incentrato su specifici profili strategici, anziché elaborare un documento privo di una concreta valenza propositiva. <br>
    0:55 Durata: 5 min 37 sec
  • Replica di Girolamo Sirchia

    Il ministro Sirchia, in riferimento all'intervento del senatore Carella, evidenzia che i principi di sussidiarietà emersi recentemente in sede costituzionale rendono opportuno l'effettuazione di un adeguato studio dei vari nodi problematici esistenti in ambito sanitario, senza tuttavia individuare nell'ambito del Piano precise e puntuali soluzioni in ordine ai concreti aspetti organizzativi e gestionali. Infatti qualora fossero state individuate in maniera puntuale e precisa specifiche soluzioni, si sarebbe profilata una violazione delle autonomie regionali sussistenti in ambito sanitario. <br>
    1:01 Durata: 2 min 34 sec
  • Gaetano Fasolino (FI)

    Interviene il senatore Fasolino il quale dichiara di condividere le linee di fondo contenute nell'ambito del Piano sanitario in questione.<br>Evidenzia inoltre la sussistenza di discrasie e difformità tra le varie realtà territoriali della regione Campania, sottolineando in particolare che la spesa sanitaria e farmaceutica pro-capite nella provincia di Napoli risulta notevolmente superiore alla media nazionale, mentre per le altre zone della Campania la stessa risulta inferiore a tale media. Alla luce di tale situazione prospetta l'opportunità di attuare in concreto il principio costituzionale di sussidiarietà solo dopo aver eliminato le contraddittorietà sussistenti in ambito locale. In riferimento all'obiettivo strategico attinente alla "farmacovigilanza", ricorda che era stato presentato un apposito disegno di legge atto ad istituire un servizio di "farmacovigilanza" efficiente, incentrato sulla figura del "medico-sentinella".<br>Sottolinea a tal proposito che i rapporti tra medico generico, guardie mediche e presidi sanitari di emergenza sono eterogenei nelle diverse situazioni territoriali, in quanto in talune realtà i medici di guardia e i servizi di urgenza funzionano in maniera efficiente, in altre si rivelano carenti e inadeguati. <br>
    1:04 Durata: 6 min 55 sec
  • Replica di Girolamo Sirchia

    Interviene il ministro Sirchia condividendo la scelta di un modulo organizzativo per la "farmacovigilanza" incentrato sui "medici sentinella", prospettata dal senatore Fasolino. Anche un modulo strutturale basato sugli studi associati dei medici di medicina generale potrebbe garantire un servizio maggiormente continuativo ai pazienti, riducendo le richieste di prestazione alle strutture sanitarie di emergenza.<br>Per quel che concerne le differenze riscontrabili nelle varie realtà territoriali fa presente che nell'attuale contesto costituzionale il controllo di gestione sulle singole aziende sanitarie locali dovrebbe essere effettuato dalle Regioni, esulando lo stesso dalle competenze specifiche dello Stato.<p>Il Presidente, considerato l'imminente inizio dei lavori dell'Aula, rinvia il seguito del dibattito ad altra seduta.<br>La seduta termina alle 16h25. <br>
    1:11 Durata: 5 min 39 sec