04 GIU 2002

Ambiente: Audizione Lunardi nell'indagine su emergenza idrica nel Mezzogiorno

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 28 min

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Seguito dell'indagine conoscitiva sull'emergenza idrica nei centri urbani del Mezzogiorno e delle isole: audizione di Pietro Lunardi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Registrazione audio di "Ambiente: Audizione Lunardi nell'indagine su emergenza idrica nel Mezzogiorno", registrato martedì 4 giugno 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 28 minuti.
  • Relazione iniziale di Pietro Lunardi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

    Il presidente Novi, nel ringraziare il ministro Lunardi per la sua disponibilità ad intervenire in Commissione, ricorda come il CIPE abbia recentemente deliberato di destinare 4.000 milioni di euro ad interventi nel Mezzogiorno, nelle cui reti idriche si registra ben il 58 per cento di perdite.<p>Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Lunardi, ricorda innanzitutto come i dati statistici consentano di affermare che, in Italia, i periodi di siccità e quelli di ampia piovosità si alternano con andamento ciclico, con cadenza di 5-7 anni. L'autunno-inverno scorso è stato caratterizzato da una pronunciata scarsità di precipitazioni, con punte del 59 per cento in meno in Sicilia e del 52 per cento in meno in Sardegna; ne è derivata una situazione di notevole siccità, il che, insieme a forme di gestione non adeguate, ha determinato la grave situazione di questi giorni.<br>L'andamento ciclico delle precipitazioni ha indotto gli enti responsabili a programmare, negli ultimi venti anni, la realizzazione di un sistema di invasi tale da consentire l'accumulo di acque per i periodi di emergenza. Molte dighe programmate però non sono state completate, mentre altre non sono state dotate di adeguati sistemi di distribuzione e trasporto di acqua. Tali inadempienze sono legate a difficoltà finanziarie mentre, per quanto riguarda i collaudi, va chiarito che l'utilizzazione dei serbatoi di accumulo non è condizionata dall'ultimazione del collaudo stesso. <br>Le modeste precipitazioni dello scorso inverno hanno determinato un ridotto riempimento degli invasi, specie nel Sud e nelle isole, di talché le riserve idriche sono assolutamente insufficienti rispetto al fabbisogno. La situazione appare paragonabile a quella del 1990, allorché lo stato di crisi venne gestito con provvedimenti di emergenza.<br>Con particolare riferimento alla Sicilia, si registra la presenza di 43 invasi per una capacità teorica di oltre 1.100 milioni di metri cubi. Tuttavia, in Sicilia come altrove, gran parte delle disponibilità di risorse vanno perdute per il pessimo funzionamento delle reti di distribuzione; le ingenti perdite registrate vanno ricondotte alla vetustà delle reti e degli impianti, all'insufficienza degli interventi di manutenzione, all'esigenza di rinnovare le reti nei centri urbani e di ammodernare gli impianti irrigui.<br>Fin dal 1994 il Ministero dei lavori pubblici era stato promotore di interventi finalizzati alla riduzione delle perdite; oggi, la programmazione è affidata alle regioni, mentre il Ministero delle infrastrutture e quello dell'ambiente promuovono accordi di programma con le regioni con l'obiettivo di contenere le perdite di acqua.<br>Per quanto riguarda gli interventi da effettuare nel medio e nel lungo periodo, occorre far riferimento al programma di opere infrastrutturali previsto dalla legge obiettivo e dalla delibera del CIPE del 21 dicembre 2001. Quanto agli accordi di programma, nel 1999 è stato sottoscritto il primo accordo tra Puglia e Basilicata, mentre sono in corso di definizione gli accordi tra Abruzzo e Puglia, Campania e Puglia, Molise e Campania, nonché Molise e Puglia. Nella definizione di tali accordi lo Stato svolge un ruolo di raccordo, allo scopo di consentire il trasferimento di ingenti quantità d'acqua verso territori che ne sono sprovvisti, realizzando nel contempo interventi volti a migliorare l'equilibrio ambientale.<br>La ripartizione dei consumi per settore evidenzia che circa la metà dell'intera domanda d'acqua è destinata ad usi irrigui, il 30 per cento ad usi industriali, e solo il 20 per cento ad usi civili. Anche nel settore dell'agricoltura sono di primaria importanza i problemi connessi alla gestione dei sistemi di irrigazione, sia per l'alto grado di perdite di rete pari al 40 per cento, sia per l'incapacità dei gestori di reperire fonti per la copertura dell'ingente fabbisogno finanziario. Oggi le reti di distribuzione sono ancora gestite dai consorzi di bonifica ed irrigazione. Il Ministero delle politiche agricole e forestali ha recentemente proposto un programma nazionale per l'approvvigionamento idrico sul quale ha ottenuto l'approvazione del CIPE e della Conferenza Stato-regioni. In conclusione, sono attualmente in emergenza, in materia di approvvigionamento idrico, la Basilicata, la Puglia, la Sardegna e la Sicilia, mentre la situazione di emergenza nel settore delle fognature, del collettamento, della depurazione e del riutilizzo delle acque coinvolge Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. <br>Indice degli interventi <br>L'audizione comincia alle 15h15<br>Presidenza del Presidente <strong>Emiddio Novi</strong><p>
    0:00 Durata: 28 min 11 sec
  • Presidente

    Il presidente Novi, nel ringraziare il Ministro per l'esauriente esposizione, sottolinea come in realtà, dai dati disponibili, emerga chiaramente che le risorse idriche ci sarebbero, ma vanno perdute in larga misura per la scarsa efficienza delle reti di adduzione e distribuzione, nonché per la modesta funzionalità del sistema, che fa registrare un eccessivo numero di soggetti addetti alla distribuzione. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari<br>
    0:28 Durata: 1 min 45 sec
  • Gino Moncada (UDC:CCD-CDU-DE)

    Il senatore Moncada Lo Giudice, nell'esprimere vivo apprezzamento a nome del Gruppo UDC per l'esauriente relazione del Ministro, auspica che il rappresentante del Dicastero delle infrastrutture e dei trasporti, grazie al suo indubbio pragmatismo e ad adeguate risorse finanziarie da destinare al settore nell'ambito del cosiddetto collegato infrastrutture, possa adottare le misure necessarie per intervenire. <br>
    0:29 Durata: 3 min 58 sec
  • Giuseppe Specchia (AN)

    Il senatore Specchia ringrazia il ministro Lunardi, il quale ha avuto il merito di delineare un quadro estremamente chiaro della situazione, lasciando intuire come in molte regioni meridionali in realtà l'acqua ci sia e possa essere resa disponibile realizzando i necessari interventi. Più in generale, come è emerso in un recentissimo convegno svolto a Forlì, a livello mondiale, negli ultimi 30-40 anni la quantità di acqua è diminuita di circa il 40 per cento e si prevede che nel 2020 oltre 3 miliardi di persone avranno difficoltà di approvvigionamento. Quanto all'Italia, i recenti cambiamenti climatici stanno intensificando il processo di desertificazione, specie in alcune regioni come la Puglia.<br>È giunto il momento che il Governo ed il Parlamento facciano chiarezza sull'attuale situazione che vede le competenze in materia di risorse idriche suddivise fra ben tre Ministeri, provvedendo nel contempo a curare l'effettiva attuazione della legge Galli. Senz'altro utili sono gli accordi di programma fra le diverse regioni, ed al riguardo il Ministro delle infrastrutture va ringraziato anche per l'impegno profuso nel promuoverli. <br>
    0:33 Durata: 7 min 50 sec
  • Antonio Rotondo (DS-U)

    Il senatore Rotondo, dopo aver ringraziato il Ministro per l'ampia relazione svolta, richiama l'attenzione del responsabile del Dicastero delle infrastrutture e dei componenti della Commissione sugli incidenti registratisi negli ultimi giorni a Palermo, ove in alcuni quartieri l'acqua manca da ben 11 giorni. Desta peraltro sorpresa il fatto che, benché già da alcuni mesi sia stato dichiarato lo stato di emergenza idrica tanto nella Sicilia orientale quanto in quella occidentale, permanga la drammatica situazione di cui parlano quotidianamente gli organi di informazione, senza che sia ben chiaro quali misure sono state adottate nelle settimane scorse per far fronte a un'emergenza da tempo conosciuta. Si è parlato dell'invio in Sicilia di navi provviste di dissalatori; al riguardo, andrebbe chiarito una volta per tutte se una misura del genere è effettivamente efficace, ed in caso di risposta affermativa darvi immediatamente corso.<br>Per quanto riguarda le risorse finanziarie disponibili, va stigmatizzato il fatto che la cosiddetta legge obiettivo destini soltanto il 3 per cento dei fondi agli interventi nel settore delle acque, mentre sui 125 miliardi di euro previsti per il finanziamento delle grandi opere, il Governo sta esaminando progetti per un importo di soli 2,7 miliardi di euro.<br>Con riferimento alla scelta di nominare un Commissario per l'emergenza idrica in Sicilia, discutibile appare la decisione di designare il Presidente della regione. La situazione dell'isola è d'altra parte estremamente difficile, essendovi un diffuso problema di illegalità costellato di assunzioni illegittime in alcuni casi e quanto meno discutibili in altri. <br>
    0:41 Durata: 8 min 18 sec
  • Bruno Dettori (Mar-DL-U)

    Il senatore Dettori osserva come il gap che divide l'Italia dall'Europa debba essere colmato non soltanto realizzando grandi opere, ma anche e soprattutto promuovendo gli interventi necessari per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Per quanto riguarda le problematiche oggi in esame, appare opportuno promuovere l'istituzione di un Ministero dell'acqua che coordini gli interventi da adottare, fra cui il ricorso a tecnologie adeguate a far fronte alle situazioni di scarsità di risorse idriche, come ad esempio i sistemi di irrigazione a goccia. Altro problema da affrontare è quello della differenza di prezzo dell'acqua tra le varie aree del Paese. In sostanza è giunto il momento di programmare, in modo organico e coordinato, interventi severi tanto a breve quanto a medio e lungo termine. <br>
    0:50 Durata: 7 min 19 sec
  • Antonio Battaglia (AN)

    Il senatore Antonio Battaglia, dopo aver ringraziato il Ministro per la completezza della relazione svolta, richiama l'attenzione dei presenti sui gravi problemi di ordine sociale che sta determinando in Sicilia la mancanza di risorse idriche nelle città. Eppure, in Sicilia l'acqua non manca, mentre quel che è veramente carente è il sistema di adduzione e canalizzazione. Spiace, al riguardo, che si chiami con troppa facilità in ballo il presidente della regione Cuffaro, il quale, avendo partecipato anche come assessore all'agricoltura ai Governi regionali precedenti, ha profuso il massimo impegno nell'affrontare i problemi di numerosi invasi dell'isola. Della difficoltà estrema della situazione siciliana è testimone anche il contrasto registrato in questi giorni fra Presidente della regione e Sindaco di Palermo sulla reale possibilità di assicurare a ciascun cittadino 250 litri di acqua al giorno. Quel che è certo è che i finanziamenti per le opere da effettuare andrebbero erogati esclusivamente a condizione di verificare i risultati effettivamente ottenuti. <br>
    0:57 Durata: 8 min 15 sec
  • Egidio Luigi Ponzo (FI)

    Il senatore Ponzo, intervenendo a nome del Gruppo Forza Italia, esprime apprezzamento per le risorse messe a disposizione dal Governo per l'emergenza idrica, anche se il caso ha voluto che proprio quest'anno si registrasse il picco del ciclo della siccità. Ciò che va modificato è sicuramente il sistema di gestione delle risorse idriche, ove operano ben 40.000 enti, senza dimenticare l'esigenza di adottare criteri seri nella gestione diretta dell'acqua, che sovente viene erogata in modo irrazionale. <br>
    1:05 Durata: 3 min 36 sec
  • Augusto Rollandin (Aut)

    Il senatore Rollandin sottolinea come anche il nord del Paese sia coinvolto dal problema delle acque, registrandosi troppo spesso devastanti alluvioni. Tali tematiche non potranno non essere affrontate l'anno venturo, proclamato anno internazionale dell'acqua. <br>
    1:09 Durata: 1 min 55 sec
  • Replica di Pietro Lunardi

    Il ministro Lunardi risponde ai quesiti postigli dai senatori intervenuti sottolineando innanzitutto come in effetti, come osservava il senatore Antonio Battaglia, in Sicilia l'acqua non manchi, mentre viene gestita in modo disastroso. Nell'isola, peraltro, sono realmente operativi soltanto 16 invasi su 46, il che aggrava ulteriormente la situazione determinatasi a seguito delle scarse precipitazioni meteoriche dello scorso inverno. Di qui gli interventi programmati e deliberati dal CIPE, volti a ridurre le perdite dei sistemi di adduzione, affrontando nel contempo i problemi strutturali della rete distributiva. Si tratta di programmi di opere che potranno essere rifinanziati anche negli anni a venire, in occasione dell'esame dei documenti contabili.<br>Va affrontato a questo punto anche il problema determinato dallo scarso valore che viene attribuito sovente alle risorse idriche, come pure la questione delle tecnologie da adottare in presenza di scarsità di acqua. Va detto al riguardo che molto spesso, piuttosto che parlare di emergenza, si dovrebbe parlare di situazione patologica, trattandosi di una realtà ben conosciuta in anticipo.<br>Dal punto di vista istituzionale, per giungere a una gestione ottimale delle risorse sarebbe opportuno dar corso o ad un apposito Ministero, come suggerito dal senatore Dettori, oppure ad una Agenzia che abbia il compito, tra l'altro, di monitorare l'operato dei 40.000 enti deputati alla gestione delle risorse sul territorio nazionale. È, quest'ultima, una proposta che potrebbe essere utilmente fatta propria dalla Commissione ambiente a conclusione dell'indagine conoscitiva. Nell'ambito delle misure che andranno adottate, sarà opportuno puntare anche su interventi non concentrati su un determinato tipo di strutture come le dighe, in quanto in caso di siccità il problema non sarebbe risolto. Più in generale, al di là dei provvedimenti emergenziali come l'invio in Sicilia di navi provviste di desalinizzatori, è evidente che il problema dell'approvvigionamento idrico va affrontato con un'adeguata programmazione di medio-lungo periodo omogenea in tutto il territorio nazionale.<p>Il presidente Novi, dopo aver ringraziato il ministro Lunardi, rinvia il seguito dell'indagine conoscitiva.<br>La seduta termina alle 16h50. <p>
    1:11 Durata: 17 min 51 sec