06 GIU 2002

Vigilanza Rai: Seguito discussione su garanzie pluralismo nel servizio radiotelevisivo

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 39 min 3 sec

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Seguito della discussione sulle garanzie del pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo, ed esame di eventuali risoluzioni .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Seguito discussione su garanzie pluralismo nel servizio radiotelevisivo", registrato giovedì 6 giugno 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 39 minuti.
  • Presidente - Antonio Falomi (DS-U)

    Riprende la discussione sospesa nella seduta del 5 giugno.<br>Il Presidente Petruccioli ricorda che nella seduta precedente era stata aperta la discussione generale sulla sua relazione introduttiva.<p>Il senatore Falomi ritiene che dalla discussione in corso, opportunamente e correttamente impostata dalla relazione introduttiva del Presidente, debbano giungere contributi intesi a focalizzare quali siano le problematiche concrete dell'attuazione del pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo, così da fornire elementi utili alla definizione di un atto di indirizzo della Commissione. <br>In quest'ottica egli ritiene di indicare alla riflessione della Commissione alcuni punti a suo parere meritevoli di approfondimento; in primo luogo egli osserva che una prima questione di particolare rilevanza, anche perché investe direttamente le funzione della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, è quella dei concreti strumenti conoscitivi e valutativi in possesso di quest'organo parlamentare che consentano un effettivo esercizio di vigilanza anche in tema di pluralismo.<br>L'unico strumento attualmente disponibile è la trasmissione periodica da parte della RAI delle rilevazioni settimanali dell'Osservatorio di Pavia.<br>Si tratta di uno strumento del tutto insufficiente; già la delibera sul pluralismo del febbraio 1997 richiamava, seppure in termini non immediatamente precettivi, l'esigenza di disporre di dati di medio periodo, ad esempio relativi a tre mesi, in mancanza dei quali le valutazioni sul pluralismo sarebbero state falsate dalle contingenze che possono determinare la sovraesposizione di questo o quel soggetto in una determinata settimana.<br>A parere dunque dell'oratore dovrebbero essere disponibili dati non solo elaborati per periodi definiti, ma anche trasmessi su supporto informatico per consentirne una più agevole lettura ed elaborazione.<br>Più in generale, la Commissione, come più volte ricordato dallo stesso Presidente, dovrebbe poter avere accesso ad autonome fonti di monitoraggio, anche per poter disporre di elementi di valutazione mirati per settore, si pensi all'eccellente studio pubblicato dal Gruppo della Margherita sulla rappresentazione della criminalità nei programmi di informazione; oltretutto ciò si rende necessario anche perché i dati dell'Osservatorio di Pavia lasciano scoperti importanti comparti dell'informazione nel servizio pubblico, quali l'informazione radiofonica e quella delle testate regionali.<br>Una seconda questione meritevole di approfondimento da parte della Commissione, e che concerne gli aspetti, più volte richiamati dalla relazione del Presidente e dagli altri interventi, relativi agli assetti di sistema e al cosiddetto «pluralismo esterno», è quella del rapporto tra sviluppo tecnologico ed evoluzione degli assetti editoriali e finanziari: si tratta di due fenomeni di segno uguale e contrario: mentre infatti si continua a ripetere che la migliore soluzione per la garanzia del pluralismo esterno - vale a dire della pluralità degli editori radiotelevisivi, ciascuno portatore di una propria linea politico-culturale - riposa nella moltiplicazione delle emittenti che sarà consentita dal passaggio al digitale terrestre e da altre evoluzioni tecnologiche, contemporaneamente si assiste a processi di concentrazione finanziaria per cui l'industria mediatica mondiale finisce per essere sempre più controllata da pochissimi grandi gruppi.<br>Il senatore Falomi si sofferma quindi sull'aspetto, centrale per chiarire quali siano le modalità per assicurare il pluralismo interno all'azienda, della nomina del Consiglio di amministrazione e delle nomine dei dirigenti. Non vi è dubbio che fin dai suoi inizi il rapporto fra la radiotelevisione di Stato ed il potere politico è stato particolarmente stretto, con alterne vicende e con un progressivo spostamento del fulcro di tale dipendenza dal Governo al rapporto tra maggioranza ed opposizione.<br>Occorre riflettere per valutare se vi siano strumenti per contenere e circoscrivere questo rapporto così stretto; può essere ad esempio discutibile la prassi per cui ad ogni cambiamento del Consiglio di amministrazione debbano automaticamente essere rimesse in discussione tutte le cariche direttive.<br>Altri aspetti degni di attenzione sono da un lato quello dello sviluppo di un pluralismo produttivo, oggi sempre più in pericolo per via della tendenza a esternalizzare le produzioni concentrando gli appalti in capo a pochi soggetti, e quello del rapporto tra la libertà degli operatori dell'informazione e il diritto dei cittadini ad un'informazione corretta.<br>Quest'ultima questione, che pone anche delicati problemi per quanto riguarda la responsabilità dei direttori di rete o di testata, investe anche la questione dei conduttori; su questo punto l'oratore, pur condividendo le osservazioni svolte dal Presidente nella sua relazione circa il potere insito in questo tipo di trasmissioni, esprime perplessità sulla possibilità concreta da parte della Commissione di dettare indirizzi per quanto riguarda i format e le modalità delle trasmissioni di approfondimento giornalistico.<br>L'oratore si sofferma poi sulla questione della partecipazione dei politici alle trasmissioni di intrattenimento; su questo punto la via indicata dal Presidente di limitare le partecipazioni dei politici alla necessità di raccogliere alla fonte un'informazione autorevole e documentata, certamente in astratto equilibrata e condivisibile, è forse di dubbia applicabilità pratica, anche per la difficoltà di sceverare il carattere più o meno pretestuoso dell'argomento che dà occasione all'intervento del politico; meglio sarebbe proporre, più drasticamente, di evitare comunque la partecipazione dei politici in questo tipo di trasmissioni, anche perché su qualsiasi argomento si possono invitare giornalisti o esperti che possono dare una informazione altrettanto documentata rispetto a quella che può fornire un uomo politico.<br>Il senatore Falomi condivide poi le osservazioni del Presidente circa l'uso della diretta televisiva, che va limitata alle cerimonie ufficiali di Stato; la questione, evidentemente è quella, in particolare per quanto riguarda i discorsi, di stabilire criteri chiari per distinguere una confezione giornalistica del reportage sul discorso, nel corso della quale vi sia una trasmissione in voce di passi rilevanti, da un tipo di «trattamento» nel quale gli interventi del giornalista abbiano unicamente lo scopo di razionalizzare e rendere più fruibile quella che è in realtà la trasmissione di un discorso integrale. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 14h10<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br>
    0:00 Durata: 30 min 52 sec
  • Giuseppe Gianni (UDC)

    Il deputato Giuseppe Gianni ritiene che il dibattito sul pluralismo non possa prescindere dalla consapevolezza che il mancato rispetto di questo valore, prima ancora che da scelte aziendali, consegue dalla utilizzazione del mezzo televisivo da parte dei soggetti politici quale strumento di costruzione del consenso: in questo senso vi sarebbe da chiedersi se la tanto deprecata lottizzazione non debba essere in realtà intesa, se realizzata sulla base di un criterio democratico e rappresentativo, come uno strumento di difesa e di autotutela delle forze che rappresentano la variegata realtà sociale per evitare la loro esclusione dal circuito mediatico, un'esclusione che non a caso colpisce soprattutto i Gruppi ed i partiti minori, non solo dell'opposizione ma anche della maggioranza, e quei settori che dalla società sono da essi rappresentati.<br>Naturalmente la consapevolezza dell'origine «esterna» del mancato rispetto del pluralismo nel servizio radiotelevisivo non deve far dimenticare che una causa di questo come di altri fenomeni negativi che si riscontrano nei mass media, è data dal crescente potere di taluni conduttori di programmi di approfondimento giornalistico; costoro, rafforzati dalla totale indipendenza che gli assicura il controllo sul format delle loro trasmissioni, finiscono per esercitare un potere arbitrario ed incontrollato, molte volte a danno della privacy e dell'onorabilità di cittadini che non sono in grado di difendersi.<br>La volontà manifestata da Michele Santoro di non presentarsi in audizione davanti a questa Commissione è sicuramente una delle manifestazioni più evidenti di questa arroganza del potere. <p>Il Presidente Petruccioli dichiara chiusa la discussione generale, preannunciando che nella prossima seduta renderà disponibile una replica ragionata agli interessanti spunti emersi dagli interventi dei colleghi.<br>Il Presidente ricorda quindi che nella prossima settimana saranno in audizione il dottor Maurizio Mannoni il giorno 11 giugno e il dottor Bruno Vespa il giorno 12.<br> A conclusione della seduta di giovedì si terrà un Ufficio di Presidenza nel quale egli proporrà il successivo calendario di audizioni.<br>La seduta termina alle 15h10. <br>
    0:30 Durata: 8 min 11 sec