11 GIU 2002

Vigilanza Rai: Audizione di Maurizio Mannoni sulle modalità di garanzia del pluralismo nella comunicazione radiotelevisiva

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 7 min

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Audizione del dottor Maurizio Mannoni sulle modalità di garanzia del pluralismo nella comunicazione radiotelevisiva .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione di Maurizio Mannoni sulle modalità di garanzia del pluralismo nella comunicazione radiotelevisiva", registrato martedì 11 giugno 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 7 minuti.
  • Introduzione del Presidente

    Il Presidente Petruccioli ricorda che al termine della discussione generale sulle garanzie del pluralismo nella comunicazione radiotelevisiva pubblica egli aveva preannunciato la presentazione di una replica scritta, che consegna ora alla Commissione e che sarà pubblicata in allegato al resoconto della seduta di oggi. <br>Il Presidente ricorda che con l'odierna audizione del dottor Maurizio Mannoni ha inizio un ciclo di audizioni, dirette a fornire alla Commissione elementi conoscitivi utili al dibattito in corso sulle garanzie del pluralismo nel sistema radiotelevisivo pubblico. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h10<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br>
    0:00 Durata: 1 min 52 sec
  • Relazione di Maurizio Mannoni, giornalista Rai

    Il dottor Mannoni ripercorre in primo luogo brevemente la sua esperienza professionale in RAI, ricordando di essere entrato a far parte dell'Azienda nel 1986, come giornalista del TG3, dove ha svolto tutta la sua carriera, tranne che per un'esperienza come conduttore del programma di rete «All'ultimo minuto». <br>Da due anni a questa parte, su invito del Direttore del TG3 Antonio Di Bella, egli ha affrontato questa nuova esperienza di conduzione di un programma di approfondimento.<br>In primo luogo il dottor Mannoni si sofferma sugli evidenti problemi di palinsesto che incontra un trasmissione come «Primo piano», che si confronta con trasmissioni di approfondimento giornalistico sicuramente molto più ricche, quali «Porta a porta», «Maurizio Costanzo show» e fino a poco fa «Otto e mezzo», ma anche con altri concorrenti, quali trasmissioni di varietà di seconda serata, che sono spesso calibrate su un pubblico più attento a forme di satira fortemente legate all'attualità politica e sociale.<br>In questo contesto «Primo piano» ha inteso caratterizzarsi con una propria formula editoriale ben distinta da quella degli altri programmi prima ricordati, e certamente anche influenzata dalla specifica impronta giornalistica derivante dall'essere un programma sotto la responsabilità del Direttore di testata e non, come i diretti concorrenti, un programma di rete.<br>Da questa diversa impostazione conseguono differenze importanti, prima fra le quali la sua personale posizione di conduttore che, pur partecipando alla scelta degli argomenti e degli ospiti, non ha assolutamente un ruolo di dominus del programma paragonabile a quello rivestito dai conduttori di altri format.<br>La missione specifica della trasmissione da lui condotta, piuttosto che sviscerare tutti gli aspetti della discussione pubblica intorno a un tema, è quella di fornire agli ascoltatori elementi per una migliore comprensione dell'argomento più rilevante della giornata.<br>La formula della trasmissione comprende di solito quella di un breve contributo filmato, la presenza in studio di soggetti portatori di due diversi punti di vista sull'argomento, e possibilmente l'intervista di un esperto.<br>L'intera trasmissione ha una durata di circa venti minuti, molto inferiore quindi a quella degli altri programmi di approfondimento, proprio per lo specifico carattere che si intende assicurare di contributo alla comprensione di un tema da parte degli spettatori. <br>
    0:01 Durata: 10 min 56 sec
  • Vittorio Pessina (FI)

    Il senatore Pessina ritiene significativo che il ciclo di audizioni deliberato dalla Commissione sia iniziato con quella del dottor Mannoni. <br>A suo parere infatti «Primo piano» costituisce un chiaro esempio di come si possa realizzare un programma di approfondimento giornalistico libero da qualsiasi faziosità, rispettoso di tutti i pareri che vengono espressi su un determinato problema, e al tempo stesso non anodino e realmente informativo. A quest'ultimo proposito egli ricorda il grande impatto che ebbe la trasmissione sulla sicurezza negli aeroporti. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari<br>
    0:12 Durata: 3 min 57 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi, pur ritenendo che in questa sede debbano essere acquisiti pareri professionali sulle questioni connesse al pluralismo piuttosto che esprimere posizioni sui diversi modelli di trasmissione, condivide l'apprezzamento espresso dal senatore Pessina per la trasmissione «Primo piano».<br>Egli chiede quindi l'opinione del dottor Mannoni su alcuni aspetti salienti della questione del pluralismo nelle trasmissioni di approfondimento giornalistico, in particolare per quanto riguarda il cosiddetto «potere» dei conduttori. Si tratta di una questione molto dibattuta, ed egli personalmente ritiene che tale dibattito, almeno in sede politica, debba fermarsi lì dove comincia l'autonomia della gestione dei programmi e nella costruzione dei format, cosicchè la politica non può che limitarsi ad indicare alcuni principi; tuttavia sarebbe interessante conoscere l'opinione di un operatore su quello che a lui sembra essere, in realtà uno dei più significativi limiti a questo potere, vale a dire quello nella scelta dei soggetti da invitare.<br>Diversamente da quanto avviene in altri paesi, infatti, i politici in Italia sono più i promotori della loro presenza in televisione piuttosto che i destinatari di un obbligo a sottomettersi alla valutazione della pubblica opinione; per questo motivo, ad esempio, è difficile, perfino in campagna elettorale, assistere alla televisione italiana ad un confronto diretto fra i massimi leader degli schieramenti politici, ed i politici più importanti esercitano una sorta di diritto a rifiutare inviti e confronti che non siano di loro gradimento.<br>Il senatore Falomi chiede quindi al dottor Mannoni un suo parere sul fenomeno crescente non solo in Italia, del cosiddetto infotainment, vale a dire la crescente commistione di elementi tipici delle trasmissioni di intrattenimento nei programmi di informazione, fenomeno che ormai non riguarda non solo i talk show, ma anche i telegiornali. <br>
    0:16 Durata: 6 min 40 sec
  • Paolo Gentiloni (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri - dopo una precisazione del dottor Mannoni, il quale spiega che, per motivi di palinsesto, le trasmissioni di prima serata di RAITRE tendono a «sfondare» rispetto all'orario previsto e sono poi seguite dal telegiornale, per cui «Primo Piano» inizia con circa mezzora di ritardo rispetto a «Porta a porta» - chiede di conoscere quali siano i rapporti fra le due trasmissioni, nel senso di chiarire se nelle puntate in cui «Porta a porta» tratta argomenti particolarmente popolari o «leggeri» vi sia un calo di ascolto di «Primo Piano», e se vi sia un criterio della suddivisione degli argomenti tra le due trasmissioni. <br>In secondo luogo il deputato Gentiloni Silveri chiede di conoscere quale sia il criterio seguito da «Primo Piano» per garantire il pluralismo fra le diverse componenti politiche, che come è noto è uno dei più frequenti argomenti di polemica nei confronti delle trasmissioni di approfondimento, se cioè si tenda ad avere una presenza in ogni trasmissione di esponenti degli schieramenti principali, o si tenda a garantire il pluralismo su un arco temporale più lungo. <br>
    0:23 Durata: 6 min 11 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    Il deputato Giordano si sofferma sulla questione del pluralismo rilevando come, a suo parere, vi sia un errore di fondo nell'impostazione che viene di solito data a tale questione, anche se probabilmente «Primo Piano» è una delle trasmissioni di informazione alle quali si possono muovere meno rilievi sotto questo specifico aspetto; l'errore cioè consiste nel pensare che il pluralismo da garantire sia quello delle forze politiche e dei partiti, che consista cioè nel garantire meccanicamente in ogni dibattito, indipendentemente dal tema trattato, la presenza di un esponente dello schieramento di maggioranza e di uno del Centro-sinistra, magari con qualche occasionale concessione ai partiti che non si riconoscono nelle due coalizioni. In realtà, a suo parere, quello che andrebbe garantita è l'espressione pluralistica delle culture della società italiana, di volta in volta evidenziate rispetto ai temi in discussione, che non necessariamente trovano una corrispondente rappresentazione nell'articolazione politico-parlamentare. Si pensi ad esempio al movimento pacifista ed al reale peso che esso ha nell'opinione pubblica, cosicchè mentre negli ultimi anni la partecipazione dell'Italia alle iniziative belliche ha trovato sempre un sostegno parlamentare amplissimo, a volte superiore al 95 per cento, nella pubblica opinione, secondo quanto hanno certificato numerosi sondaggi, il sostegno alle iniziative pacifiste è molto più ampio, vicino alla metà dei cittadini. <br>
    0:29 Durata: 6 min 52 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini, nel condividere le osservazioni del deputato Giordano circa la necessità di un'interpretazione ampia ed inclusiva del concetto di pluralismo, chiede al dottor Mannoni quale sia il ruolo riconosciuto al Governo nell'ambito della ripartizione delle presenze tra le forze politiche, questione questa che come è noto è oggetto di annosa discussione.<br>Il deputato Caparini chiede altresì di chiedere il parere del dottor Mannoni sulla presenza dei politici nelle trasmissioni di intrattenimento ed anche sulla opportunità meno delle cosiddette trasmissioni dirette di eventi politici, sindacali e sociali e dei discorsi ivi pronunciati, anche in considerazione dello specifico ruolo svolto dalla terza rete e dal TG3 rispetto a questo tipo di trasmissioni. <br>
    0:36 Durata: 5 min 3 sec
  • Maria Chiara Acciarini (DS-U)

    La senatrice Acciarini, dopo aver espresso il proprio personale apprezzamento per la trasmissione «Primo Piano», ricollegandosi a quanto affermato dai deputati Giordano e Caparini circa un'interpretazione troppo rigorosamente partitica ed istituzionale del pluralismo, chiede al dottor Mannoni se non ritiene che questa disattenzione nei confronti dei movimenti sociali e delle nuove culture finisca sempre di più con il confinare le trasmissioni di informazione e di approfondimento ad un pubblico anziano, contribuendo per questa via ad aumentare la separatezza del mondo giovanile. <br>
    0:41 Durata: 1 min 40 sec
  • Presidente

    Il Presidente Petruccioli si associa in primo luogo al generale apprezzamento manifestato nei confronti di «Primo Piano». Egli si sofferma quindi su quanto affermato dal dottor Mannoni circa l'obiettivo di fornire elementi al pubblico per la comprensione dei problemi. Si tratta, a suo parere, di una questione centrale per la definizione del ruolo dei programmi di approfondimento. Si tratta di una funzione in qualche modo didattica che non può essere negata all'informazione, in particolare se svolta da un servizio pubblico, e che rappresenta il contrario dell'indottrinamento e della propaganda; potrebbe essere addirittura interessante misurare sperimentalmente la capacità di queste trasmissioni di contribuire ad aumentare la conoscenza del pubblico sui problemi da esse trattati. <br>Un'altra questione che è stata sollevata nel corso del dibattito è quella della contaminazione tra intrattenimento ed informazione, questione certamente delicata, dal momento che non vi è dubbio che l'introduzione di elementi «leggeri» possa avere una sua utilità quando serve a stimolare l'interesse ed a facilitare la comprensione nei confronti dell'argomento principale, ma è sicuramente nociva laddove diventi un mero sistema per catturare pubblico finendo però per far perdere il senso del discorso informativo che pure in ipotesi il programma dovrebbe svolgere.<br>Infine egli ritiene di particolare interesse la questione accennata dal dottor Mannoni circa l'importanza del collegamento con una testata e della conseguente linea di responsabilità al fine di mantenere il carattere peculiarmente giornalistico di una trasmissione di approfondimento. <br>
    0:43 Durata: 7 min 11 sec
  • Replica di Maurizio Mannoni

    Replica il dottor Mannoni, che si sofferma in primo luogo sulle varie questioni sollevate per assicurare il pluralismo politico e culturale nelle trasmissioni di approfondimento. <br>Per quanto riguarda in particolare la questione sollevata dal senatore Falomi del «potere» dei responsabili delle trasmissioni di organizzare dibattiti con esponenti di massimo rilievo della maggioranza e dell'opposizione, questione in qualche modo collegata a quella della presenza del Governo nelle trasmissioni, egli fa presente che gli autori ed i conduttori non possono che prendere atto della maggiore o minore disponibilità dei politici ad essere presenti in trasmissione: indubbiamente è sempre più facile avere esponenti di rilievo dell'opposizione che non della maggioranza e del Governo, e ciò per il comprensibile motivo che è più facile e più produttivo in termini di consenso, nel tempo oltretutto limitato di una trasmissione come la sua, essere presenti per sottolineare ciò che il Governo non ha fatto o ciò che sarebbe opportuno fare, piuttosto che per spiegare e difendere un provvedimento od un omissione del Governo stesso.<br>Per quanto riguarda le modalità per assicurare il pluralismo politico, nella trasmissione da lui condotta si cerca di solito di avere le contrapposte opinioni di due esponenti politici, quando non sia proprio un dissidio politico fortemente caratterizzato l'argomento della serata, nel qual caso può essere più produttivo per la chiarezza delle posizioni intervistare separatamente in diverse trasmissioni gli esponenti principali del dibattito stesso: si pensi alla questione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e alle conseguenti divisioni verificatesi anche all'interno del movimento sindacale, in relazione alle quali sono stati separatamente ospiti a «Primo Piano», e con un ruolo centrale nella trasmissione, prima Sergio Cofferati e poche sere dopo il segretario della CISL Pezzotta, mentre è già stato invitato il ministro Maroni.<br>È indubbiamente vero che il problema del pluralismo non può essere limitato ai politici, e «Primo Piano» ha cercato sempre di tenere viva l'attenzione sui movimenti sociali e culturali; va peraltro osservato che la tendenza ad invitare rappresentanti politici, mentre in un certo senso consente anche di mettersi al riparo da polemiche sul mancato rispetto del pluralismo, finisce in qualche modo spesso per semplificare il lavoro di costruzione della trasmissione; molto spesso ad esempio non è facile ottenere la presenza in trasmissione di esperti dei problemi di cui si discute, dal momento che un esperto abituato ad esprimersi a livello accademico o su riviste specializzate può avere timore di svolgere un intervento televisivo specialmente in diretta.<br>Per quanto riguarda la questione del rapporto con «Porta a porta» egli ritiene che, tranne in casi in cui la trasmissione di Bruno Vespa è stata dedicata a vicende di particolare risonanza, come ad esempio in occasione l'arresto di Anna Maria Franzoni, la scelta di argomenti popolari o leggeri non determini un danno particolare per «Primo Piano», che ha comunque scelto una formula editoriale diversa, senza concessioni all'infotainment.<br>Naturalmente bisogna sempre considerare che, all'interno della politica editoriale della RAI, a trasmissioni e a reti che sono diverse sono attribuiti diversi obiettivi di share: in questo contesto gli autori di una trasmissione più «povera» e di nicchia come «Primo Piano», normalmente incentrata sul fatto del giorno, devono avere la sensibilità di capire quando è opportuno che quell'argomento venga lasciato ad una trasmissione più popolare come «Porta a porta»; sarebbe forse anzi opportuno un maggior coordinamento, anche se è difficile immaginare le forme in cui questo potrebbe avvenire.<br>Il dottor Mannoni fa quindi presente che le cosiddette dirette televisive sono in genere effettuate su richiesta degli interessati; a suo parere sarebbe auspicabile - anche se alla fine il problema vero è quello della carenza di spazi di palinsesto - che, con una libera valutazione discrezionale di tipo giornalistico, si effettuassero molto più spesso ampie coperture di manifestazioni di rilievo politico e sociale. <p>Dopo aver ringraziato il dottor Mannoni, il Presidente Petruccioli dichiara conclusa l'audizione.<br>La seduta termina alle 15h40. <p>
    0:50 Durata: 17 min 29 sec