12 GIU 2002

Difesa: Audizione generale Bellini su assetto Arma dei Carabinieri

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 28 min

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Audizione, ai sensi dell'articolo 47 del Regolamento, del comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, generale di corpo d'armata Guido Bellini, sull'assetto funzionale ed organizzativo dell'Arma dei Carabinieri.

Registrazione audio di "Difesa: Audizione generale Bellini su assetto Arma dei Carabinieri", registrato mercoledì 12 giugno 2002 alle 00:00.

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  • Relazione di Guido Bellini, generale di corpo d'armata, Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri

    Il Presidente, dopo aver rivolto al Generale Bellini un cordiale benvenuto e l'augurio di buon lavoro, lo invita a svolgere il proprio intervento.<p>Il Generale Bellini prende spunto dalla normativa scaturente dalla legge 78 del 31 maggio 2000. Tale corpo normativo ha infatti esaltato la militarità dell'Arma e ne ha confermato in modo esemplare il ruolo di assoluto rilievo quale componente dello strumento di difesa e di sicurezza del Paese. Il rango di Forza armata, la diretta dipendenza dal Capo di Stato maggiore della Difesa, l'attribuzione esclusiva dei compiti di polizia militare, la dipendenza funzionale dal ministro dell'Interno costituiscono i capisaldi che delineano in modo compiuto ed efficace la posizione ordinativa e funzionale dell'Arma nel contesto istituzionale. Dopo circa due anni dal varo della legge l'Arma è più che mai impegnata nel perseguimento di un progetto di riassetto ordinativo, di innovazione tecnologica e di snellimento dell'attività di ufficio, al fine di conseguire l'obiettivo di razionalizzazione strutturale che la stessa legge ha fissato. Il personale, così recuperato da impegni burocratici ed amministrativi, ha già permesso e continuerà a permettere il potenziamento di tutte le attività operative che conseguono alla sua duplice veste di Forza armata e di Polizia a competenza generale.<br>Rispetto alla forza fissata per legge in 117.053 unità, compresi i 12.000 ausiliari autorizzati dalla corrente legge di bilancio, quella effettiva è di circa 112.000: la differenza è dovuta al graduale completamento dei ruoli ufficiali e all'insufficiente gettito degli ausiliari causato dalla maggior durata della leva nell'Arma, dalla modesta retribuzione, dal calo dei coscritti e dal loro maggiore assorbimento nel servizio civile. L'attuale finanziaria ha opportunamente avviato la graduale sostituzione dei carabinieri ausiliari con personale effettivo, per ora nel numero di 2.100 nel triennio 2002-2004; la sostituzione delle restanti 9.900 unità ausiliarie, secondo la medesima norma, va completata entro il 1° gennaio 2007, in coincidenza con la sospensione della leva, con risorse da reperire nei prossimi esercizi finanziari. A tal proposito evidenzia che ciò consiglierebbe un'accelerazione del predetto programma di sostituzione. Altrimenti, ne conseguirebbe un sicuro calo numerico, con intuibili negative ricadute non solo sull'attività istituzionale ma anche sugli sforzi in corso per il recupero del personale a compiti operativi. Nel quinquennio 2003-2007, occorrerebbe, quindi, realizzare l'immissione delle citate 9.900 unità, con maggiori reclutamenti nel primo triennio, in concomitanza con la progressiva anemizzazione del numero dei carabinieri ausiliari. A tutt'oggi, le 112.000 unità disponibili sono ripartite nelle diverse organizzazioni dell'Arma con i seguenti criteri: presso il Comando generale è impiegato l'1,33 per cento della forza, risultato di una riduzione di circa 200 unità attuata lo scorso settembre nell'ambito del programma di razionalizzazione, pur essendo contestualmente aumentati i compiti connessi all'acquisito rango di Forza armata e al rilevante impegno in operazioni all'estero; all'organizzazione addestrativa è assegnato il 5,27 per cento dell'organico, allievi compresi. Una percentuale che consegue alla rimodulazione, in senso riduttivo, delle funzioni meramente gestionali, con un recupero di 400 unità. Anche in quest'area sono stati conseguiti rilevanti obiettivi. In primo luogo la formazione universitaria degli ufficiali del ruolo normale, che al termine del quinquennio Accademia-Scuola di applicazione conseguono la laurea in giurisprudenza. I capitani prossimi all'avanzamento conseguono il master in scienze della sicurezza e dell'organizzazione. Un corso di alta formazione manageriale integra, infine, la preparazione dirigenziale di un gruppo selezionato di maggiori. Ai marescialli, al termine del biennio formativo, è ora conferito il diploma universitario in scienze criminologiche applicate. L'addestramento di base dei carabinieri, invece, prevede un corso di 11 mesi finalizzato alla istruzione militare ed alla preparazione tecnico-professionale loro necessaria per l'assolvimento dei compiti istituzionali, con particolare riferimento alle funzioni di agente di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Forte impulso è stato dato, altresì, all'apprendimento delle lingue estere più diffuse ed a quelle c.d. "rare" di interesse operativo: nel 2001, oltre 1.500 militari hanno frequentato corsi presso il neo istituito Ufficio lingue estere dell'Arma. Almeno altrettante unità saranno formate nel 2002. L'Organizzazione territoriale assorbe circa il 79 per cento della forza. Essa comprende: 5 comandi interregionali retti da un generale di corpo d'armata, che esercita funzioni di alta direzione, di coordinamento e di controllo nei confronti dei comandi di regione dipendenti assicurando, attraverso i raggruppamenti tecnico-logistico-amministrativi, il sostegno nello specifico settore di tutti i reparti dell'Arma dislocati nell'area di competenza, anche se appartenenti ad altra organizzazione; 19 comandi regione, comandati da un generale di divisione o di brigata. Coincidono con la regione amministrativa (ad eccezione della Valle d'Aosta) ed hanno alle dipendenze più comandi provinciali nei confronti dei quali svolgono attività di direzione, coordinamento e controllo. Ai comandi regione, inoltre, compete la responsabilità della gestione del personale; 102 comandi provinciali retti da un colonnello o tenente colonnello e con funzioni di direzione, coordinamento e controllo dei reparti dipendenti. Ad essi risale la responsabilità dell'analisi e del raccordo delle attività operative e di contrasto alla criminalità; 10 reparti territoriali (denominazione assunta dal 3 marzo 2002) retti da tenenti colonnelli e dislocati ad Aosta e nelle grandi aree metropolitane di Roma, Milano, Napoli e Palermo. sono organi di demoltiplicazione delle funzioni di direzione, coordinamento e controllo dei comandi provinciali dei rispettivi capoluoghi da cui dipendono; 536 comandi di compagnia che operano alle dirette dipendenze di un comando provinciale o di un reparto territoriale, svolgendo azione di prevenzione e di repressione nell'ambito urbano o su una parte della provincia, dirigendo e coordinando altresì l'azione delle tenenze e delle stazioni dipendenti; 10 tenenze rette da tenenti o sottotenenti con solide esperienze territoriali; esse sono state recentemente istituite potenziando le stazioni a più gravoso impegno operativo. Competenti su un solo comune con più di 20.000 abitanti, sono reparti in grado di svolgere un servizio di pronto intervento nelle 24 ore ed un'autonoma attività di polizia giudiziaria in ragione della dotazione di mezzi e materiali analoga a quella delle compagnie; 4660 stazioni comandate, di massima, da un luogotenente, maresciallo aiutante o maresciallo capo. Sono le unità operative di base, con competenza sul territorio di uno o più comuni ed hanno forza organica commisurata all'estensione e alle caratteristiche del territorio assegnato nonché alle esigenze operative dell'Arma.<br>Per quanto riguarda l'organizzazione mobile e speciale, essa impiega oltre il 10 per cento della forza, distribuita in numerosi e ben conosciuti reparti, con competenze in settori che richiedono particolare professionalità, molti dei quali alle dipendenze funzionali dei dicasteri di riferimento, sono stati recentemente potenziati. A solo titolo esemplificativo ricordo il raggruppamento operativo speciale, i comandi carabinieri tutela patrimonio culturale, tutela ambiente e quello per la sanità, oltre al raggruppamento investigazioni scientifiche. Infine, poco meno del 5% dell'organico è chiamato a svolgere compiti di sicurezza presso diversi organi costituzionali, di polizia militare presso lo Stato maggiore della Difesa, l'Esercito, la Marina, l'Aeronautica ed i comandi Nato nonché diversi altri incarichi in aree interforze.<br>Accenna quindi al rilevante impegno dell'istituzione nelle operazioni di mantenimento e sostegno della pace all'estero. Forte della duplice capacità operativa di forza militare e di forza di polizia, l'Arma ha elaborato un originale modello funzionale nelle Multinational Specialized Unit. Esse sono state costituite nei Balcani per il mantenimento dell'ordine pubblico, così colmando il gap operativo esistente tra le capacità delle forze militari - non addestrate ed equipaggiate per lo specifico compito - e l'inesistenza o l'insufficiente affidabilità delle polizie locali. Le MSU si sono subito affermate per efficienza e versatilità operativa, unanimemente apprezzate in ambito Onu e Nato tanto da meritare all'Arma il recente, altissimo riconoscimento dell'ordine militare d'Italia alla bandiera. Il modello è stato ora assunto dall'Unione europea come riferimento per la costituzione di unità integrate di polizia, destinate a fronteggiare gli aspetti civili della gestione delle crisi internazionali.<br>Quale dato di sintesi del quadro organizzativo dell'Arma evidenzia che l'istituzione dedica a compiti operativi oltre l'89 per cento (circa 100.000 unità) della forza complessiva, mentre il 3 per cento (circa 3.400 unità) è in addestramento ed il rimanente 8 per cento (circa 8.700 unità) svolge compiti di supporto attraverso attività di sostegno logistico-amministrativo ai vari livelli ordinativi. Su questo tema si riserva di soffermarsi anche successivamente, al fine di meglio qualificare i processi di adeguamento strutturale. <br>In primo luogo si è fatto perno sulla massiccia introduzione delle tecnologie informatiche e telematiche per conseguire, sostanzialmente, il governo elettronico dell'intera organizzazione: si tratta del "Progetto I.R." (informatizzazione dei reparti), dalla cui realizzazione deriva un rapporto di un computer ogni due carabinieri, uno dei più alti nella pubblica amministrazione, associato al cablaggio di tutti i comandi dell'Arma, ora in condizione di dialogare in unico ambiente informatico mediante il generale utilizzo della posta elettronica. Il progetto comprende la realizzazione, entro il corrente anno, di una rete di trasmissione dati, strutturata sulla rete unitaria della pubblica amministrazione e sulla rete interpolizie in ponte radio digitalizzata. Ne sta derivando la completa eliminazione del cartaceo, l'attivazione di archivi elettronici e la progressiva riduzione dei centri di trasmissione, con la conseguente riduzione del personale addetto alle attività burocratiche ed agli apparati, compresi i centralini telefonici. <br>Naturalmente, tutti i provvedimenti tecnico - organizzativi sono prioritariamente rivolti a migliorare il rendimento operativo. Lo attesta, ad esempio, la realizzazione del memoriale informatizzato del servizio, delle centrali operative a tecnologia digitale e dei sistemi telecitofonici.<br>Nel corrente anno tutte le centrali operative analogiche verranno sostituite da quelle a tecnologia digitale, attualmente in funzione in 66 comandi provinciali, di cui 6 già costituiscono efficace strumento di coordinamento in quanto interconnesse con le omologhe sale operative delle questure. Anche 78 compagnie sono già dotate di centrali a tecnologia digitale. Esse consentono la localizzazione di tutti i servizi esterni, oltre che la gestione remota dei sistemi di sicurezza e di allarme dei veicoli, dotati altresì di pc portatili per l'interrogazione della banca dati delle Forze di polizia e di sistemi di navigazione satellitare. Completano le nuove dotazioni i sistemi telecitofonici già installati nelle stazioni con minore organico. Consentono di contattare direttamente il personale del reparto impegnato nei servizi esterni, appositamente dotato di un telefono cellulare, oppure la centrale operativa della compagnia carabinieri più vicina.<br>L'intensificazione del controllo del territorio è stata inoltre ricercata sia con l'aggiornamento delle procedure per rendere il servizio sempre più visibile ed accessibile al cittadino, ad esempio attraverso la ricezione delle denunce a domicilio in favore di anziani e disabili, sia mediante i servizi preventivi svolti da un solo militare, che avvicinano l'operatore alla popolazione, favoriscono la conoscenza diretta e rafforzano la reciproca fiducia. In tal modo si è inteso migliorare la cosiddetta polizia di prossimità, da sempre patrimonio dell'Arma e punto di partenza della più efficace attività istituzionale. Nella stessa ottica le 4.660 stazioni dei carabinieri sono state affrancate da tutte le incombenze amministrative connesse alla gestione del personale, in quanto attribuite a sezioni amministrative a livello provinciale, composte mediamente da quattro unità, che lavorano esclusivamente con sistemi telematici. <br>Risponde ad analoghe finalità di ottimizzazione la recente istituzione del Centro nazionale amministrativo (C.N.A.) per accentrare, con procedure informatiche, il pagamento degli stipendi e delle pensioni, la gestione matricolare e l'assistenza fiscale, prima di pertinenza di ben 26 enti amministrativi. Il trasferimento di competenze ha già interessato 12 di tali enti e verrà concluso entro la prima metà del 2003, secondo predefinite scansioni temporali. Il nuovo organismo, alle dirette dipendenze del Comando generale, concretizza la prima applicazione nell'ambito della pubblica amministrazione della firma digitale.<br>Un'ulteriore, importante razionalizzazione della struttura organizzativa dell'Arma, riguarda l'istituzione di un raggruppamento tecnico-logistico amministrativo in ciascuno dei 5 Comandi interregionali in cui è articolata, a livello di vertice, la struttura territoriale dell'Arma. I raggruppamenti, infatti, accentrano le competenze nel settore prima devolute agli enti dislocati nel territorio di ciascun comando interregionale ed hanno assorbito alcune funzioni logistiche prima attribuite al Comando generale, per garantire a ciascun comando la massima aderenza del sostegno. L'innovazione, peraltro, concorre ad attuare un economico principio di ripartizione di competenze tra i vari livelli gerarchici, secondo cui ai comandi provinciali sono attribuite funzioni prevalenti nel settore operativo, a quelli regionali nella gestione del personale ed a quelli di vertice territoriale nel supporto ai reparti.<br>In tale contesto, naturalmente, particolare attenzione è stata dedicata all'insegnamento dell'informatica. Oltre 40.000 militari, nel 2001 - ed altrettanti ne sono previsti nel 2002 - hanno frequentato corsi per l'utilizzo degli strumenti informatici e per l'abilitazione all'accesso e all'inserimento di dati negli schedari elettronici di polizia. Da quest'anno tutto il personale in uscita dalle Scuole consegue la patente europea informatica. Lo sviluppo dell'informatica nell'Istituzione è ben testimoniato anche dall'evoluzione del suo sito web. <br>L'Arma, infatti, ha realizzato nel 1998 il suo primo sito (www.carabinieri.it), secondo le tecniche di programmazione ed i principi di comunicazione istituzionale tipici di quel periodo. I siti erano considerati delle brochure aziendali e le relazioni tra pubbliche amministrazioni e cittadino erano concepite esclusivamente in termini informativi e fortemente autoreferenziali. Negli anni successivi, per meglio rispondere alle esigenze dell'utente, il sistema si è trasformato in un mezzo di comunicazione e di vicinanza sia al cittadino che al personale. Così, dal 5 giugno 2002 anche per l'Arma è in linea un nuovo sito; "Possiamo aiutarvi" è lo slogan che anima ed unisce le sue diverse sezioni tematiche. Nel nuovo sito le classiche informazioni istituzionali sono state affiancate da aree tematiche che costituiscono veri e propri momenti di ascolto e di servizio per il cittadino, quali ad esempio: "modulistica", ove si trovano una serie di moduli sugli argomenti che più frequentemente sono oggetto di richiesta. Inoltre, una guida in linea aiuta l'utente a compilare, in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo, una denuncia di furto o di smarrimento, che, dopo averla stampata, il cittadino può consegnare al comando stazione carabinieri più vicino, individuabile attraverso lo stesso sito; "consigli", ove sono state raccolte, suddivise per categorie di soggetti cui sono destinate (il cittadino in genere, lo straniero, i turisti, i bambini) oppure per tema (come prevenire le aggressioni; rifiuti da non buttare; andiamo al supermercato; e-commerce; ecc.), le risposte alle domande che normalmente vengono rivolte al carabiniere (tu "carabiniere", cosa mi consigli di fare?) su argomenti connessi soprattutto con la sicurezza; "a domanda … rispondo", rubrica di corrispondenza con gli utenti che possono rivolgere domande all'Arma e ricevere risposte, caratterizzate da semplicità e chiarezza; "opere d'arte rubate", per non cadere in incauti acquisti o in raggiri, è possibile consultare on line la banca dati del Comando tutela patrimonio culturale. Unica al mondo, contiene informazioni su più di 25 mila opere d'arte di rilevante interesse storico ed artistico. Il sito offre anche all'utente tutti gli strumenti tecnologici più avanzati per realizzare comunità virtuali, tematiche e per categorie di persone, oltre alla possibilità di trasmettere in rete convegni e manifestazioni, come le esecuzioni della Banda dell'Arma o il carosello equestre. Di pari passo è stata curata l'attività di sostegno logistico, con un crescente ricorso all'outsourcing.<br>Ad esempio, nel settore della motorizzazione, sin dal 1997 è stato introdotto il c.d. pacchetto di manutenzione assistita che attribuisce alle ditte fornitrici l'onere di assicurare l'efficienza dei veicoli per sei anni. L'assistenza ha interessato, finora, oltre il 60 per cento delle 26.000 autovetture in distribuzione all'Arma, con una sensibilissima riduzione del numero dei carabinieri addetti alle officine. Con lo stesso intento dal 2001 è stata avviata l'automatizzazione della gestione delle contravvenzioni per infrazioni al codice della strada (oltre un milione l'anno), attraverso la stipula di un'apposita convenzione con la società Poste Italiane, che ha assunto gli oneri di notifica, di contabilità, di incasso e di gestione del contenzioso per tutte le contravvenzioni. Sempre nell'ottica della razionalizzazione, sono stati stipulati contratti che richiedono alle ditte fornitrici del vestiario il perfetto attagliamento, previa rilevazione sartoriale delle misure di ciascun militare, e la fornitura a domicilio delle uniformi presso i singoli comandi. La conseguente eliminazione di gran parte dei magazzini di stoccaggio e l'informatizzazione della residua attività di gestione, hanno consentito altra rilevante contrazione del personale addetto. Effetti analoghi sono stati conseguiti con il parallelo avvio del servizio di catering nelle scuole e in numerosi altri grandi reparti, mentre dal prossimo luglio è prevista l'utilizzazione presso i minori reparti dei "buoni pasto". Il consistente recupero di risorse si accompagnerà a quello conseguente al previsto transito nell'Arma di 700 dipendenti civili che sono già in servizio nell'amministrazione della difesa e che andranno ad aggiungersi agli attuali 300, tutti destinati a mansioni tecniche e amministrative attualmente disimpegnate da carabinieri.<br>In sostanza, l'attuazione dell'intero progetto sta consentendo, come programmato, di destinare ad impieghi operativi 5.000 carabinieri prima dedicati alle attività burocratiche e di sostegno logistico-amministrativo. La percentuale della forza complessiva assorbita da dette attività è stata già ridotta dall'iniziale 11 per cento del 1997, come accennato, all'attuale 8 per cento; entro l'anno sarà ulteriormente ridotta al 6 per cento. In tal modo 3.000 carabinieri sono stati già recuperati e destinati al potenziamento dei reparti speciali e delle stazioni; le rimanenti 2.000 unità, da recuperare entro il 2002, verranno destinate ai reparti operativi. In tale quadro rientrano altresì gli intendimenti di potenziare tutte le stazioni con forza non più rispondente alle esigenze e di istituirne altre nei comuni attualmente privi di presidi di polizia, che hanno registrato, negli ultimi anni, rilevanti incrementi della popolazione, degli insediamenti industriali e, di conseguenza, delle problematiche socio-economiche, con riflessi fortemente negativi sulla situazione della sicurezza pubblica. <br>Il progetto prevede altresì l'elevazione a tenenze, entro il 2003, di almeno altre 30 stazioni competenti su comuni con più di 20.000 abitanti e l'elevazione a gruppi, retti da tenenti colonnelli, di altrettante compagnie competenti su aree a forte incidenza criminale. È già attivo il gruppo di Aversa.<br>Naturalmente, qualsiasi progetto non potrebbe che conseguire limitati effetti se non accompagnato dalla massima attenzione alla più preziosa risorsa di cui l'Arma dispone: il personale. A tale proposito desidero sottolineare tre argomenti che considero fondamentali, nel loro insieme, per mantenere sempre alta la spinta motivazionale: la riforma della rappresentanza militare, l'attuazione della delega relativa alla parametrazione stipendiale, il perseguimento di una soddisfacente politica alloggiativa.<br>Riguardo alla rappresentanza militare, le numerose iniziative all'attenzione del Parlamento attestano la sensibilità e l'interesse per un istituto di indubbia rilevanza nell'ordinamento militare. L'esigenza dell'intervento legislativo va correlata alle recenti evoluzioni normative, ordinative e funzionali che hanno interessato lo strumento militare. L'obiettivo comune ritengo sia individuabile nella volontà di esaltare il ruolo della rappresentanza e contrastare, così, il ricorrente proporsi di associazioni estranee all'ordinamento militare.<br>Nel perseguire tali scopi, a mio avviso, occorre tenere presenti alcuni principi. In primo luogo, la rappresentanza militare deve continuare ad essere informata alle regole proprie dello status militare ed a quello spirito di coesione che la stessa Corte costituzionale ha inteso tutelare, sottolineando l'inopportunità di esporre la compagine militare ai rischi inevitabilmente connessi con ogni ipotesi di sindacalizzazione. Il modello funzionale della rappresentanza, in quanto interno all'ordinamento militare, consente di partecipare positivamente ai processi funzionali dell'organizzazione, sostenendo adeguatamente le istanze del personale senza contrastare con l'esercizio della complessa funzione di comando. Occorre, dunque, esaltare lo spirito di fattiva e leale collaborazione espresso in questi anni dalla rappresentanza militare, mantenendolo distinto e separato dalle forme di antagonismo ed alterità che, negli ultimi tempi, hanno connotato le iniziative assunte da alcune associazioni estranee all'ordinamento militare. La riforma, dunque, dovrebbe perseguire due fondamentali obiettivi, rafforzare la rappresentatività e la credibilità degli organi della rappresentanza, attraverso la definizione di requisiti, funzioni, facoltà e procedure che le consentano di essere espressione qualificata del più ampio consenso, di rinforzare le sue capacità propositive e di contrattazione, di consolidare il proprio ruolo collaborativo all'azione di comando, e diffondere la cultura della rappresentanza per favorire la più ampia partecipazione del personale alle dinamiche dell'istituto. <br>In tale contesto sottolinea l'esigenza istituzionale, già precedentemente formalizzata, di riconoscere adeguatamente le peculiarità di ciascuna componente dello strumento militare. L'Arma dei Carabinieri, connotata dalla duplice essenza di forza armata e forza di polizia, è particolarmente sensibile a questo problema: la duplicità di funzioni significa duplicità di status e, conseguentemente, di esigenze. Da qui le peculiarità dell'Arma, che richiedono corrispondenti attenzioni anche in materia di rappresentanza. La ricerca della pur necessaria, anzi auspicabile coesione tra le diverse componenti dello strumento militare (la cosiddetta interforzizzazione) non deve, pertanto, incidere quella specificità che caratterizza ogni componente e che può realizzarsi solo con la riserva di un'autonomia propositiva ad ogni sezione di Forza armata e con l'attribuzione della facoltà di diretta interlocuzione ad ogni livello della linea di comando.<br>Con riguardo alla seconda tematica, ovvero all'attuazione della delega sui parametri stipendiali di cui alla legge 86/2001, evidenzia che la prevista sostituzione degli attuali livelli retributivi con parametri relazionati al grado o alla qualifica rivestita è vivamente attesa dal personale per diversi motivi. Innanzitutto, determina un primo importante sganciamento del cosiddetto "comparto difesa-sicurezza" dal pubblico impiego, con una significativa affermazione della specificità. Inoltre rappresenta un utile strumento per eliminare l'appiattimento retributivo fra gli attuali gradi e qualifiche, incompatibile con la strutturazione gerarchica e fonte di demotivazione e di ricorrente conflittualità. Infine, in presenza di adeguate risorse, è anche e soprattutto l'occasione per adeguare, progressivamente, le retribuzioni del comparto ai correnti, omologhi stipendi europei. In particolare, occorre rideterminare le varie posizioni stipendiali in relazione alle qualifiche o gradi rivestiti, prevedendo una contestuale riduzione del loro numero, anche attraverso provvedimenti di riordino delle carriere. In tal modo si incentivano così il personale a raggiungere obiettivi di sviluppo sempre più elevati, premiando l'importanza e le responsabilità del nuovo grado o qualifica conseguiti.<br>A tal riguardo ricorda che, al termine della recente procedura di concertazione, il governo si è impegnato ad incrementare le risorse finanziarie, già finalizzate all'introduzione dei citati parametri stipendiali, dalla finanziaria per il 2002. L'obiettivo, intuibilmente, è di prioritaria importanza.<br>Infine, riguardo alla politica abitativa, dichiara di ritenere che un'adeguata disponibilità di alloggi di servizio, attualmente sottodimensionata rispetto all'effettivo bisogno, sia condizione indispensabile per assicurare prioritariamente la mobilità. Un'esigenza costantemente avvertita dall'Arma per ottenere un'adeguata crescita professionale del personale attraverso la diversificazione delle esperienze sul territorio nonché per ridurre al massimo, data la delicatezza delle funzioni istituzionali, pericolosi fenomeni di assuefazione ambientale. Ad una maggiore disponibilità abitativa conseguono anche una pronta reperibilità del personale, una maggiore sicurezza delle caserme nonché una migliore funzionalità dei reparti ed una forte motivazione nel personale. La penuria di abitazioni ed i rilevanti costi dei fitti determinano, invece, consistenti fenomeni di pendolarismo, con penalizzazioni funzionali in caso di emergenze e minore presenza, sul territorio di competenza, degli appartenenti alle forze di polizia. Una efficace risposta all'effettiva necessità di allargare il parco immobiliare è chiaramente condizionata dalle limitate risorse di bilancio. Per sopperire, in parte, a tale carenza, l'Arma ha intensificato le iniziative per la costruzione di alloggi di servizio concentrando le sue pur limitate disponibilità sui comprensori del demanio militare, per lo più dislocati nei grandi centri urbani. <br>Un determinante contributo alla soluzione delle problematiche esistenti potrebbe derivare dal ricorso ai finanziamenti: della legge 52/1976, che ha stanziato risorse per la realizzazione, a cura degli IACP, in località stabilite dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con quello dell'Interno e della Difesa, di unità abitative da locare al personale delle forze di polizia; della legge 203/91, che ha previsto stanziamenti per l'edificazione, a cura di comuni, IACP, imprese, consorzi e cooperative, di abitazioni da concedere in locazione o godimento a pubblici dipendenti, per finalità connesse alla lotta alla criminalità organizzata; degli enti locali, per incrementare, nei centri minori, la riserva di unità abitative a favore degli appartenenti alle forze di polizia, nell'ambito dei programmi di edilizia residenziale pubblica (infrastrutture realizzate da enti pubblici con oneri, anche parziali, a carico dello Stato) come sancito dal DPR 1035/72.<br>Ad ogni modo, si tratta di avviare pianificazioni lunghe, complesse e sottoposte a diversi fattori condizionanti; nel breve periodo, dunque, andrebbe attentamente esaminata la possibilità di intervenire più direttamente in favore del personale, ad esempio attraverso l'istituzione di un'indennità di alloggio, ovvero verificando l'opportunità di concedere ulteriori mirati sgravi fiscali.<br>A seguito della riforma del 2000, si è innescato, e va sostenuto, un processo di crescita organizzativa, di ammodernamento funzionale e di recupero di risorse umane che intende esaltare l'efficienza complessiva dell'istituzione, impegnata nel difficile compito di garantire la piena sicurezza dei cittadini. Nel prossimo futuro ci attendono sfide significative che l'Arma affronterà con rinnovata determinazione, avvalendosi del contributo corale e dello straordinario impegno quotidianamente profuso da ogni militare, nel solco della sua ultrasecolare tradizione. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 15h00<br>Presidenza del Presidente <strong>Domenico Contestabile</strong><br>
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  • Gianni Nieddu (DS-U)

    Il senatore Nieddu interviene per illustrare una serie di problematiche relative all'ordinamento ed alla struttura dell'Arma dei Carabinieri. <br>In primo luogo osserva che la recente riforma dell'Arma dei Carabinieri, come peraltro sottolineato dal Generale Bellini nel suo intervento, ha realizzato due importanti obiettivi, ossia l'assurgere dell'Arma al rango di forza armata, che la sua parte politica ha sostenuto e realizzato nella scorsa legislatura, e l'attribuzione ad essa di compiti esclusivi di polizia militare nei confronti delle altre forze armate ad eccezione della Guardia di finanza. Sul primo punto rileva come i tempi siano prematuri per dare un giudizio approfondito. Tuttavia appare evidente che l'attuazione della riforma determina un nuovo equilibrio, nell'ambito del quale andrebbero specificati i rapporti formali e sostanziali tra il Comando dell'Arma e lo Stato maggiore della Difesa da un lato e quelli con il Dipartimento della pubblica sicurezza dall'altro. Per ciò che attiene al secondo aspetto osserva che sarebbe assai opportuno che il Comando generale dell'Arma mettesse a disposizione della Commissione i dati relativi alla esecuzione della funzione di polizia militare indicando il numero dei reati denunciati, il tipo di tali reati e l'attività in genere svolta per adempiere a questa funzione. Illustra quindi la seconda problematica osservando che, con al fine del servizio militare obbligatorio non può essere trascurato il problema di sostituire i 12 mila ausiliari di leva, che annualmente prestano servizio nell'Arma dei Carabinieri. <br>La soluzione prospettata è quella di un incremento degli organici se non pari, di poco inferiore al numero degli ausiliari che venivano incorporati. A tal riguardo osserva che sembrerebbe più utile unire l'ampliamento degli organici alla ridistribuzione sia delle risorse umane dell'Arma sul territorio sia tra le varie funzioni da essa svolte, e ciò per migliorare l'efficacia nell'azione di contrasto alla criminalità.<br>Sottolinea, in terzo luogo, che il Paese detiene in materia di polizia e sicurezza due primati contraddittori. Il primo è che l'Italia dispone infatti di ben tre corpi di polizia con funzioni e competenze generali, ai quali vanno aggiunti altri organismi e le Polizie municipali. Anche considerando solo gli organici di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza si ha quindi il più alto numero di operatori di polizia rispetto al numero dei cittadini. L'altro riguarda invece il rapporto tra reati denunciati e identificazione degli autori. Per un numero impressionante di reati l'autore rimane infatti sconosciuto. Ritiene quindi opportuno l'avvio di una fase innovativa per guardare al futuro dell'Arma e alla sicurezza dei cittadini con quella capacità di rinnovamento che l'istituzione ha dimostrato di possedere. Infatti non c'è settore od attività nei quali non si sia proceduto a profondissime ristrutturazioni organizzative, centrate sul criterio prevalente di tagliare gli oneri impropri per potenziare le risorse destinate alla missione fondamentale e nel caso dell'Arma ritiene che il cuore della finalità sia la produzione di sicurezza.<br>Relativamente poi al contratto sottoscritto qualche settimana fa per le forze di polizia e per le Forze armate, osserva che nella busta paga della maggior parte dei carabinieri figurerà un aumento di poco più di 80 euro, pari, in sostanza, al recupero dell'inflazione. Anche da questo punto di vista si chiede se convenga insistere, rispondendo alla crescente domanda di sicurezza, con l'aumento degli organici. È evidente infatti che l'aumento degli organici ha costi molto elevati, che almeno in parte potrebbero invece essere investiti per migliorare la condizione economica della base dell'Arma, e fornendole conseguentemente un'adeguata base di motivazione.<br>Si sofferma da ultimo sul problema dell'alto tasso di suicidi registrato nell'Arma dei Carabinieri che, a suo avviso, si presta ad alimentare l'interrogativo se ciò non sia la conseguenza di una condizione di esteso disagio del personale. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
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  • Replica di Guido Bellini

    In ordine all'ultima osservazione mossa dal senatore Nieddu replica immediatamente il Generale Bellini, facendo notare che spesso le cause di alcuni suicidi sono riconducibili alle situazioni personali dell'individuo e non possono quindi essere prese in considerazione come un indice del disagio esistente all'interno dell'Arma. Precisa che il problema è stato comunque preso in seria considerazione: è stato infatti costituito un apposito gruppo di studio composto da esperti e psicologi e presieduto dal vice comandante generale dell'Arma, allo scopo di analizzare tutti i possibili risvolti del fenomeno.<p>Il Presidente, dopo aver ringraziato il generale Bellini per l'esauriente esposizione, propone, in considerazione dei concomitanti impegni dell'Aula, di effettuare la rimanente parte dell'audizione nella seduta di mercoledì 24 luglio.<p>Il Generale Bellini garantisce una completa risposta nella seconda parte dell'audizione ai restanti quesiti del senatore Nieddu, come pure a quelli che saranno posti in tale sede e fornisce una tendenziale disponibilità per quella data, che comunque si riserva di confermare.<br>Il seguito dell'audizione è quindi rinviato a prossima seduta.<br>La seduta termina alle 16h25. <p>
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