09 LUG 2002

Vigilanza Rai: Audizione Presidente, Direttore generale e CdA Rai su composizione palinsesti

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 42 min

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Audizione del Presidente, Antonio Baldassarre, del Direttore generale, Agostino Saccà, e del Consiglio di Amministrazione della RAI .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione Presidente, Direttore generale e CdA Rai su composizione palinsesti", registrato martedì 9 luglio 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 42 minuti.
  • Introduzione del Presidente

    Il presidente Petruccioli ricorda che l'audizione di oggi è stata deliberata dall'Ufficio di Presidenza, con riferimento in particolare alle polemiche sorte intorno ai palinsesti presentati a Cannes dalla RAI agli investitori della SIPRA. <br>L'Ufficio di Presidenza ha ritenuto opportuno invitare, oltre al Presidente e al Direttore generale, anche i membri del Consiglio di amministrazione; in proposito sono state espresse perplessità su alcuni organi di stampa, pertanto egli precisa che tale invito è avvenuto a norma dell'articolo 17 del Regolamento interno della Commissione, che consente alla Commissione di ascoltare, oltre al Presidente, al Direttore generale e ai dirigenti della società concessionaria, anche gli amministratori. Ciò naturalmente non equivale ad una convocazione del Consiglio di amministrazione in quanto organo, che viene effettuata dal Presidente del Consiglio di amministrazione stesso, secondo le norme che ne regolano il funzionamento.<br>Del resto l'audizione congiunta del Presidente, del Direttore generale e dei consiglieri di amministrazione della RAI rappresenta una prassi consolidata da anni. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h00<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli<br>
    0:00 Durata: 5 min 57 sec
  • Relazione iniziale di Antonio Baldassarre, Presidente della Rai

    Il presidente del Consiglio di amministrazione della RAI, professor Antonio Baldassarre, osserva in primo luogo che le dichiarazioni da lui rilasciate potevano forse essere sufficienti per evitare questa audizione, dal momento che tali dichiarazioni dovrebbero aver dimostrato l'infondatezza delle affermazioni della stampa che hanno dato luogo a polemiche. <br>In realtà quindici giorni prima della manifestazione di Cannes il Consiglio di amministrazione aveva potuto esaminare i palinsesti elaborati dai Direttori di rete e che sarebbero stati illustrati e portati a conoscenza degli operatori del mercato pubblicitario nel corso della manifestazione: il Consiglio, nella sua interezza, aveva manifestato apprezzamento per questi palinsesti, che pure di necessità erano incompleti, mancando delle trasmissioni ancora in via di definizione, tra le quali naturalmente quelle di Enzo Biagi e di Michele Santoro per le quali vi era una trattativa in corso.<br>Notizie di stampa avevano fatto ritenere che a Cannes potessero essere stati presentati palinsesti diversi da quelli che erano stati sottoposti al Consiglio, ma una rapida verifica con i Direttori ha dimostrato che tale notizia era assolutamente infondata.<br>Per quanto riguarda nello specifico la posizione di Enzo Biagi e Michele Santoro, egli sottolinea come il primo abbia raggiunto un accordo di piena soddisfazione con il Direttore generale e con il Direttore di RAIUNO per un nuovo programma che sarà collocato in un orario diverso da «Il Fatto».<br>Per quanto riguarda Michele Santoro, che pure ha avuto numerosi incontri sia con lui stesso sia con il Direttore generale, la RAI ha confermato la sua volontà di continuare ad avvalersi della sua collaborazione, prospettandogli, quali alternative, una trasmissione di informazione politica, da realizzare secondo una nuova formula che eviti le polemiche sull'imparzialità che hanno caratterizzato «Sciuscià» ed «Il Raggio verde», ovvero una trasmissione di tipo diverso, di carattere divulgativo o storico; il dottor Santoro si è riservato di prendere alla fine dell'estate una decisione in proposito. <p>
    0:05 Durata: 9 min 28 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato Giulietti ritiene che la conclusione cui sembra avviato il caso Biagi-Santoro, certamente positiva, dimostri però nel suo svolgimento come rimanga tuttora irrisolto e da affrontare il tema del pluralismo e dell'accesso alla televisione, tema che deve stare a cuore a tutti, non solamente alle forze di opposizione ma anche a chi, oggi in maggioranza, potrebbe ritrovarsi all'opposizione domani; la Lega Nord ad esempio già ha fatto esperienza in passato di cosa questo possa significare. Il tema del pluralismo delle voci politiche e sociali, del resto, è essenziale per un servizio pubblico che voglia essere veramente tale, e si intreccia quindi con le questioni che attengono alla stessa sopravvivenza della RAI come azienda culturale, questioni che vanno dalla tutela dell'attività di produzione nel campo del cinema e degli sceneggiati, rispetto ai quali sembra manchi tuttora un piano editoriale, al rifiuto di un atteggiamento che possa anche solo apparire subalterno nei confronti del concorrente privato.<br>La tutela del pluralismo può però essere realizzata solo se si hanno strumenti e regole.<br>Sotto il primo punto di vista è evidente che ci vuole la disponibilità a fornire dei dati di analisi che siano realmente leggibili, peraltro non limitati alla sola televisione ma estesi anche alla radio.<br>Dal punto di vista delle regole occorrerebbe in primo luogo individuare correttamente le responsabilità editoriali, evitando il ripetersi di episodi come quello della trasmissione sulla manifestazione di Pontida realizzato da un giornalista del TG3 e poi trasmesso da RAIDUE, che sono sicuramente deplorevoli, e che vanno affrontati non certo in un'ottica disciplinare ma ribadendo le regole per l'assunzione della responsabilità giornalistica.<br>Allo stesso modo un'altra regola importante che va stabilita è quella che disciplina il confronto ed il contraddittorio. Non si può accettare che questo o quell'uomo politico o questa o quella forza politica si riservi il diritto di rifiutare il contraddittorio, o di rifiutarlo in una determinata trasmissione o in una determinata sede. È il caso di ricordare come nella BBC viga il principio per cui se un uomo politico o un partito decide di non partecipare ad una contraddittorio se ne assume la responsabilità, e la trasmissione si svolge ugualmente secondo lo schema che era stato prefigurato ma con una sedia vuota.<br>Il deputato Giulietti nell'auspicare che i temi da lui sollevati possano essere quanto prima oggetto di una specifica audizione sottolinea la necessità di approfondire le tematiche delle regole che disciplinano l'assunzione del personale. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:15 Durata: 15 min 14 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri ritiene in primo luogo che si farebbe un errore se, nel dare atto alla dirigenza RAI della soluzione positiva cui sembra avviata la questione della permanenza in palinsesto di Enzo Biagi e Michele Santoro, si sottovalutasse la gravità degli episodi che l'hanno innescata, a partire dalle esternazioni del Presidente del Consiglio, e del dibattito che si è svolto non solo in Parlamento su tale questione.<br>Egli si sofferma quindi su talune notizie pubblicate di recente relative a valutazioni del Presidente della RAI circa la delicata situazione dei bilanci dell'azienda.<br>In particolare egli chiede notizie su un fondo di riserva che era stato istituito nella passata gestione e sulla sua utilizzazione per il conseguimento del pareggio di bilancio per l'anno in corso, nonché sui costi della annunciata trasmissione itinerante, di Gianni Morandi, sicuramente peraltro interessante dal punto di vista editoriale.<br>Egli chiede infine se la RAI stia assumendo iniziative per adempiere, peraltro nel brevissimo termine che è stato dato, all'ingiunzione rivolta dal Commissario dell'Unione Europea Mario Monti alle televisioni pubbliche dei paesi dell'Unione, affinchè realizzino la distinzione contabile fra trasmissioni finanziate dal canone e trasmissioni finanziate da pubblicità. In proposito egli chiede come debbano essere considerate trasmissioni come «Quark» che, mentre rappresenta la trasmissione di servizio pubblico quasi per definizione, costituisce anche un importante veicolo di raccolta pubblicitaria.<br>Il deputato Gentiloni Silveri infine raccomanda una maggiore disponibilità della RAI a rispondere rapidamente in maniera esaustiva alle richieste di documentazione presentata dalla Commissione. <br>
    0:30 Durata: 10 min 19 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato Carra rileva in primo luogo come la vicenda relativa ai contratti di Enzo Biagi e Michele Santoro, che certo appare avviata ad una positiva soluzione, ponga peraltro il problema di chiarire le linee editoriali dell'informazione in RAI; sembra cioè che il problema del pluralismo dell'informazione finisca per essere risolto con la presenza di spazi riservati a questo o a quel conduttore graditi a questa o a quella componente politico-culturale, mentre sembra mancare un tessuto connettivo rappresentato da un progetto editoriale nel quale si possa svolgere un'informazione realmente pluralista.<br>L'oratore si sofferma quindi sulla questione, già posta dal deputato Giulietti, della tutela dell'attività produttiva dell'azienda nel campo del cinema e delle opere di fantasia.<br>In proposito egli osserva che nella recente audizione in Commissione il ministro Gasparri, pur sollecitato, ha evitato ogni riferimento a questo tema, laddove già in vigenza del precedente contratto di servizio, la RAI è rimasta inadempiente rispetto alle quote imposte per la produzione per opere audiovisive italiane ed europee, con ciò determinando il ricorso dei produttori per violazione della legge n. 122 del 1998.<br>Infine il deputato Carra chiede una valutazione da parte degli auditi circa la trasmissione nelle sole regioni dell'Italia settentrionale di un servizio sulla manifestazione artistico-culturale «Celtica» svoltasi a Courmayeur: sarebbe a suo parere molto discutibile se il progetto di valorizzazione delle identità locali promosso da questo Consiglio di amministrazione si traducesse in una sorta di lottizzazione macroregionale della programmazione, diretta non a diffondere le manifestazione di cultura locale su tutto il territorio nazionale, ma a favorire una chiusura provinciale. <br>
    0:40 Durata: 8 min 21 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini giudica deplorevole il tentativo che sembra trasparire dagli interventi di alcuni colleghi dell'opposizione di far passare la conclusione della vicenda dei giornalisti Biagi e Santoro come una sorta di successo della sinistra, piuttosto che come il corretto svolgimento di una trattativa editoriale intorno alla quale era stata creata artatamente una polemica assolutamente ingiustificata.<br>In realtà mentre sulla posizione di Biagi, come ben chiarito in passato dalle dichiarazioni del Presidente Baldassarre e del direttore generale Saccà non vi erano mai stati problemi se non per quanto riguarda la sua collocazione oraria in relazione alla necessità di sostenere adeguatamente il TG1 di prima serata nella concorrenza con il TG5, le difficoltà concernenti Michele Santoro derivavano esclusivamente da problemi di carattere oggettivo; non si deve dimenticare che sono tuttora pendenti davanti all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ricorsi verso diverse puntate di «Sciuscià» nel corso del 2002.<br>Dopo aver osservato come dall'intervento del deputato Giulietti si possa evincere un'ammissione del fatto che a partire dalla caduta del primo Governo Berlusconi la Lega è stata sistematicamente danneggiata dall'informazione della concessionaria pubblica, il deputato Caparini conclude esprimendo il più vivo apprezzamento per la trasmissione nelle regioni settentrionali del documentario sulla manifestazione «Celtica» primo esempio, peraltro pienamente riuscito anche sotto il profilo degli ascolti, di una programmazione federalista ed attenta alla promozione delle identità e delle culture locali. <br>
    0:49 Durata: 6 min 19 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi osserva come sia riduttivo e fuorviante voler ricondurre la questione relativa alla permanenza in RAI di Enzo Biagi e Michele Santoro ad un mero fatto di cattiva informazione e polemiche strumentali. Si tratta invece di una questione che ha cominciato a profilarsi ben prima addirittura della nomina del nuovo Consiglio di amministrazione, cosicchè lo stesso Presidente di questa Commissione ha avuto in più occasioni modo di osservare che la soluzione che sarebbe stata data a questa vicenda rappresentava una questione dirimente per la valutazione dell'indipendenza dell'azienda rispetto al Governo. Sulla questione peraltro si potrà dire una parola definitiva solo quando i relativi programmi verranno messi in palinsesto; sarebbe infatti preoccupante se gli amministratori e la dirigenza dell'azienda si trincerassero dietro l'autonomia dei direttori di rete per avallare una sostanziale giubilazione dei due giornalisti. <br>Resta ovviamente aperto il problema del pluralismo dell'informazione nel suo complesso.<br>In proposito egli sottolinea la necessità che l'azienda fornisca a questa Commissione dei dati realmente utilizzabili, anche con aggregazioni periodiche, per quanto riguarda la presenza degli esponenti e dei soggetti politici in televisione.<br>Anche in mancanza di questi dati, peraltro, vi sono i richiami dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dei quali l'azienda dovrebbe tener conto, riguardo alla presenza politica nei telegiornali, che appare gravemente squilibrata, come mai avvenuto in passato.<br>L'oratore si sofferma poi sul problema, indubbiamente non nuovo, della riduzione dell'informazione nel periodo estivo. In questo periodo, infatti, sono stati cancellati dai palinsesti tutti i programmi di approfondimento, con la conseguenza che viene a mancare una parte importante dell'informazione proprio mentre si svolgono eventi particolarmente importanti come i conflitti sull'organizzazione del lavoro.<br>Il senatore Falomi si sofferma quindi sulla questione del film «Bella ciao»; non solo questo film prodotto dalla RAI e proiettato senza problemi in un Festival cinematografico straniero non ha trovato ancora alcuna collocazione in palinsesto, ma è di oggi la notizia che la RAI ne avrebbe bloccato il prestito ad una Associazione privata per una proiezione già autorizzata per stasera.<br>Il senatore Falomi conclude il suo intervento auspicando al più presto un'audizione del responsabile dell'azienda sul problema dei precari.<br>Egli ricorda come nella scorsa legislatura l'allora presidente della Commissione di vigilanza Storace avesse auspicato una sorta di sanatoria generalizzata di tutti i precari. Senza voler caldeggiare una simile soluzione, egli ritiene comunque indispensabile sapere quali siano le idee dell'azienda rispetto a questo problema, anche perché vi sono voci quanto mai preoccupanti circa preventive rinunce ad azioni legali che verrebbero fatte firmare a dipendenti precari in cambio del rinnovo dei loro contratti a tempo determinato. <br>
    0:55 Durata: 15 min 57 sec
  • Giorgio Merlo (MARGH-U)

    Il deputato Merlo nel dare atto al Presidente ed al Direttore generale della RAI di aver condotto la trattativa con Enzo Biagi e con Michele Santoro in piena coerenza con quanto avevano dichiarato nelle loro precedenti audizioni, sottolinea come però tale vicenda non debba essere per questo ridimensionata o ritenuta poco importante: se può essere eccessivo l'atteggiamento di chi vorrebbe fare di questi due giornalisti dei martiri della libertà d'informazione, è però necessario ricordare che il problema della loro permanenza in RAI è nato a seguito di una pesante ed inaudita interferenza del potere politico.<br>Il deputato Merlo si associa quindi alle perplessità manifestate dal deputato Carra circa la trasmissione nella sola Italia del Nord del reportage sulla manifestazione «Celtica», trasmissione oltretutto il cui gradimento da parte del pubblico sembra essere stato, a differenza di quanto qualcuno ha affermato in quest'aula, decisamente scarso. <br>
    1:11 Durata: 5 min 20 sec
  • Alessio Butti (AN)

    Il deputato Butti ritiene di dover intervenire soprattutto per dissipare l'atmosfera di critica all'operato di questo Consiglio di amministrazione e della nuova dirigenza della RAI che i colleghi dell'opposizione hanno tentato di costruire con i loro interventi. <br>Il dibattito in corso ha se non altro il merito di aver dimostrato quanto sia stata artificiosa la polemica costruita intorno alla sorte di Enzo Biagi e Michele Santoro, restando peraltro incomprensibile il motivo per cui sia stata attribuita una valenza politica o addirittura morale così particolare ai loro contratti, stipulati con un'azienda con la quale collaborano circa 1.500 giornalisti, la sorte dei quali non sembra interessare a nessuno.<br>Egli manifesta quindi l'apprezzamento di tutta la maggioranza per il lavoro fin qui svolto dal Consiglio e per le linee programmatiche da questo più volte ribadite. Ciò detto peraltro egli osserva come quasi tutte le critiche svolte in questa seduta dai colleghi dell'opposizione ricalchino le questioni inutilmente sollevate per cinque lunghi anni in Commissione da quella che era l'opposizione nella scorsa legislatura: dal problema del rispetto della legge n. 122 del 1998, al pluralismo, alla questione dei precari.<br>È paradossale che i colleghi del Centrosinistra chiedano all'attuale dirigenza della RAI, insediata da soli quattro mesi, soluzioni che i precedenti Consigli di amministrazione non sono stati capaci di fornire in un'intera legislatura.<br>L'oratore osserva poi come nei telegiornali, lungi dall'esservi lo squilibrio denunciato dal senatore Falomi, è pienamente rispettata la regola dei tre terzi inaugurata dalle precedenti consigliature; è semmai da rilevare come in alcuni notiziari persista ancora l'atteggiamento fazioso del passato, si veda l'informazione assolutamente squilibrata fornita dal TG3 in merito al patto sul lavoro. <br>
    1:16 Durata: 13 min 30 sec
  • Egidio Sterpa (FI)

    Il deputato Sterpa, dopo aver sottolineato la sostanziale diversità, come più volte ricordato dal presidente Baldassarre, tra la posizione di Biagi e quella di Santoro, concorda con le osservazioni del senatore Falomi circa la necessità di evitare che i programmi di approfondimento dell'informazione vadano totalmente «in vacanza»: la RAI, a suo parere, dovrebbe essere in grado di fornire una copertura informativa adeguata ad eventi di particolare rilievo, come il dibattito sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e la firma del patto per il lavoro. Dove invece egli non può essere d'accordo con il senatore Falomi è nella valutazioni sui telegiornali: proprio la vicenda del dibattito sul lavoro ha dimostrato che i telegiornali della RAI sono in questa fase non solo esaurienti dal punto di vista informativo, ma anche del tutto equilibrati, fino a dare forse uno spazio prevalente alle ragioni dell'opposizione. <br>
    1:30 Durata: 5 min
  • Giovanna Melandri (DS-U)

    La deputata Melandri osserva che ascoltando le dichiarazioni del presidente Baldassarre, sembrerebbe che le polemiche sulle presentazioni dei palinsesti a Cannes, e sulla sorte di Enzo Biagi e Michele Santoro siano state create esclusivamente da esagerazioni giornalistiche. Ella chiede quindi di sapere perché mai, se è vero che non vi erano ragioni oggettive di polemica, tre consiglieri abbiano chiesto una riunione straordinaria del Consiglio di amministrazione proprio su questa questione. <br>
    1:35 Durata: 2 min 15 sec
  • Giuseppe Gianni (UDC)

    Il deputato Giuseppe Gianni osserva come in diversi interventi dei colleghi dell'opposizione si sia lamentato un atteggiamento poco collaborativo del Consiglio di amministrazione della RAI nei confronti della Commissione. Egli chiede quindi come si debba giudicare adottando questo criterio il gesto di Michele Santoro che, invitato a comparire in audizione, si è rifiutato di farlo. <br>
    1:37 Durata: 1 min 36 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U)

    Il senatore Lauria replica in primo luogo alle osservazioni del deputato Butti circa l'irrilevanza della questione della permanenza in RAI di Biagi e Santoro. Si tratta in realtà di una questione sulla quale sono nate polemiche all'interno ed all'esterno del Consiglio di amministrazione e sul cui esito questa Commissione non poteva non chiedere una risposta.<br>Per quanto riguarda ciò che ha affermato sempre il deputato Butti circa il fatto che il Consiglio avrebbe avuto poco tempo per intervenire in maniera radicale sui problemi dell'azienda, egli osserva come in realtà le stesse nomine fin qui effettuate dimostrano come la nuova amministrazione dell'azienda, ad onta dei giudizi durissimi espressi sulla gestione precedente, non ha sostanzialmente innovato gli organigrammi, dando l'impressione di una RAI che continua ad essere organizzata per satrapie indifferenti a qualsiasi cambiamento di direzione. <br>
    1:39 Durata: 5 min 27 sec
  • Gino Moncada (UDC:CCD-CDU-DE)

    Il senatore Moncada Lo Giudice osserva come i dibattiti e le polemiche intorno alla sorte di un conduttore bravo ma scopertamente fazioso come Michele Santoro e di un giornalista sentenzioso come Enzo Biagi, sarebbero stati forse degni di una migliore causa; in realtà a suo parere il problema del pluralismo nell'informazione si risolve da solo, attraverso l'autorevolezza del giornalista stesso il cui equilibrio e la cui competenza costituiscono garanzie di inattaccabilità anche quando nei suoi programmi vi sia una riconoscibile impronta politico-culturale. Si pensi ad un giornalista come Sergio Zavoli le cui inchieste su momenti particolarmente controversi e difficili della storia nazionale sono sempre state di livello tale da inibire a chiunque, anche se di idee a lui contrarie, qualsiasi possibilità di critica. <br>
    1:44 Durata: 3 min
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli nel dare agli ospiti la parola agli ospiti per la replica fa presente che è vero quanto affermato dal senatore Falomi circa il fatto che la sorte di Biagi e Santoro sarebbe stata, in particolare nella situazione che si era venuta a creare dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio in Bulgaria, un elemento qualificante per valutare l'indipendenza dell'azienda; è anche vero però che, in particolare dopo le notizie apparse sui giornali sulla presentazione dei palinsesti, egli aveva più volte chiesto alla dirigenza della RAI chiarimenti sulla vicenda, ottenendone rassicurazioni di cui aveva dato conto in svariate sedi pubbliche, cosa che non è stata correttamente riportata dalla stampa. <br>Egli fa altresì notare al deputato Gianni che Michele Santoro, invitato in audizione nell'ambito di elementi conoscitivi per il dibattito sul pluralismo, aveva opposto la precarietà del suo rapporto con la RAI, ed egli aveva ritenuto di non insistere per evitare che tale questione si intrecciasse inopportunamente con quella che doveva essere oggetto dell'audizione. <br>
    1:47 Durata: 3 min 30 sec
  • Antonio Baldassarre

    Il presidente Baldassarre ritiene di dover condividere molte delle affermazioni fatte nel corso del dibattito e prende atto del fatto che vi sia stato un sostanziale riconoscimento della coerenza con cui questo Consiglio di amministrazione e questa dirigenza hanno condotto la trattativa relativa alla permanenza in RAI di Enzo Biagi e Michele Santoro, due risorse delle quali fin dall'inizio egli aveva dichiarato che la RAI non intendeva privarsi. <br>Certamente, per quanto riguarda Michele Santoro, egli aveva posto un problema circa la necessità di garantire che le trasmissioni giornalistiche di un'azienda di servizio pubblico fossero sempre informate a criteri di imparzialità, correttezza e garanzia del pluralismo.<br>Egli aveva posto questa questione indipendentemente e ben prima dell'intervento del Presidente del Consiglio in Bulgaria, come ha potuto far notare allo stesso Michele Santoro quando, in occasione di un recente colloquio, gli ha regalato gli articoli di giornale che riportavano le sue critiche alla modalità di conduzione di «Sciuscià» ben prima dell'intervento di Berlusconi.<br>Il presidente Baldassarre ringrazia quindi il deputato Butti per il riconoscimento del lavoro fin qui svolto dal Consiglio e dell'obiettiva esiguità del tempo che il Consiglio stesso ha avuto fino ad adesso a disposizione quello che è un grande progetto di trasformazione radicale della RAI, tale da renderla, anche sopprimendo quella satrapie di cui giustamente parla il senatore Lauria, una vera e propria azienda capace di operare sul libero mercato secondo criteri di efficacia e di efficienza, senza peraltro venir meno alle caratteristiche specifiche determinate dallo svolgimento di attività di servizio pubblico.<br>Sotto questo profilo uno dei problemi più gravi è sicuramente la situazione gravemente sbilanciata dei conti economici per il 2002, determinata peraltro totalmente dalle decisioni della precedente gestione, una situazione a cui questo Consiglio sta facendo fronte anche attraverso una razionalizzazione dei costi che non deve essere vista puramente e semplicemente come la conseguenza di tagli operati dal rappresentante del Ministero dell'economia sulle spese di una azienda riluttante, ma come il frutto di un impegno condiviso da tutti coloro che lavorano in RAI.<br>Ciò detto, è indubbio che laddove il Consiglio è stato già in grado di intervenire i risultati si sono visti: la scelta di un direttore abile ed esperto come Clemente Mimun ha consentito dopo molto tempo al TG1 di tornare a sopravanzare negli ascolti il TG5, ed a questo proposito egli non può che respingere assolutamente l'accusa di faziosità rivolta ai telegiornali dal senatore Falomi.<br>Per quanto riguarda poi la questione della convocazione straordinaria richiesta dai consiglieri Donzelli e Zanda Loy, il presidente Baldassarre fa presente alla deputata Melandri che, essendo tale richiesta motivata da notizie giornalistiche sulla presentazione dei palinsesti a Cannes, di cui egli aveva già avuto modo di constatare l'infondatezza facendo ricorso ai poteri riconosciuti al Presidente dal regolamento del Consiglio di amministrazione, egli ha ritenuto insussistenti le ragioni di urgenza ed inopportuna la convocazione straordinaria del Consiglio, tanto più che questa si sarebbe dovuta tenere lo scorso lunedì e che il Consiglio era già convocato su altri argomenti per oggi.<p>Il presidente Petruccioli fa presente al senatore Falomi che chiede di intervenire, che la questione del pluralismo nei telegiornali potrà essere oggetto di un'apposita audizione con l'acquisizione di adeguati elementi informativi. <p>Repliche
    1:51 Durata: 22 min 34 sec
  • Carmine Donzelli, Consigliere di Amministrazione Rai

    Il consigliere di amministrazione della RAI Donzelli interviene sulla domanda della deputata Melandri, rilevando come il presidente Baldassarre abbia esposto la ragione della mancata convocazione, laddove l'interrogante chiedeva i motivi per cui era stata richiesta. <br>In realtà, se si volesse evitare qualsiasi polemica, si potrebbe anche sostenere, a posteriori, considerata la conclusione cui sembrano avviate le vicende di Biagi e Santoro, che l'iniziativa assunta da lui e dal collega Zanda Loy sia stata determinata da una fuorviante campagna giornalistica: ovviamente così non è, le polemiche sulla questione ci sono state ed a loro era sembrato più che naturale che l'organo di governo dell'azienda si riunisse per fornire una parola chiarificatrice, una valutazione questa che era stata condivisa poi anche dal collega Staderini, per quanto non nella forma di una sottoscrizione della richiesta. Per quanto riguarda poi la valutazione del Presidente che ha ritenuto di poter decidere di non convocare il Consiglio in seduta straordinaria, egli fa presente che si tratta di una interpretazione della norma del regolamento del Consiglio che disciplina tale convocazione alquanto discussa, tanto che egli ed il collega Zanda Loy hanno chiesto un parere al collegio dei sindaci che non si è ancora pronunciato. <br>
    2:13 Durata: 4 min 47 sec
  • Marco Staderini, Consigliere di Amministrazione Rai

    Il consigliere di amministrazione della RAI Staderini conferma di essersi espresso in senso favorevole alla proposta di convocazione del Consiglio in seduta straordinaria. <br>
    2:18 Durata: 2 min 4 sec
  • Agostino Saccà, Direttore generale Rai

    Il direttore generale della RAI Agostino Saccà concorda con quanto affermato dal presidente Baldassarre circa l'inconsistenza delle notizie giornalistiche sulla presentazione dei palinsesti a Cannes. In particolare egli rileva come su tutti i giornali vi sia stata una singolare dicotomia tra i titoli degli articoli - nei quali si parlava pressappoco di licenziamento di Biagi e Santoro - e nel contenuto degli stessi, nei quali si dava sostanzialmente conto di quanto effettivamente da lui affermato circa il fatto che Biagi rappresentava il passato, il presente ed il futuro dell'azienda, fatta salva la necessità di ottimizzarne la collocazione, e che Santoro, ferma restando la necessità di superare un tipo di formula che aveva dato luogo a tante polemiche, rappresentava una risorsa di cui l'azienda non intendeva privarsi. <br>Per quanto riguarda la questione del bilancio della RAI, egli osserva come il pareggio realizzato nel 2001 sia stato indubbiamente frutto di una forzatura del precedente Consiglio, anche se a suo parere compiuta in assoluta buona fede, nel senso che vi era stata una sopravvalutazione di talune entrate ed una sottovalutazione di costi, senza considerare il fatto che era stato escluso dal bilancio - e di questo la precedente dirigenza aveva dato atto pubblicamente - l'acquisto del calcio in chiaro, che peraltro questa dirigenza ha ritenuto irrinunciabile da parte del servizio pubblico, ovviamente a costi ragionevoli.<br>Per quanto riguarda il problema della separazione contabile tra le attività finanziate dal canone e quelle finanziate dalla pubblicità egli ritiene che la RAI sia sostanzialmente in regola. Occorre infatti considerare che i costi complessiva della produzione di servizio pubblico sopravanzano attualmente l'ammontare del gettito del canone: non vi è quindi una distrazione del canone verso attività commerciale ma al contrario sono i proventi della pubblicità che contribuiscono a finanziare il servizio pubblico. In realtà se si vuole che la RAI riduca la produzione di carattere squisitamente commerciale a favore di attività di servizio pubblico è necessario valutare la possibilità di un consistente aumento del canone, che di fatto si è ridotto negli ultimi anni in termini di valore reale.<br>Il direttore Saccà, dopo aver fornito ampie assicurazioni circa l'intervento della RAI di promuovere la realizzazione di opere di fantasia, anche con ambizioni di conquista di mercati stranieri, osserva che, per quanto riguarda la questione da più parti sollevata del rispetto della legge n. 122 del 1998, indubbiamente la RAI è consapevole degli obblighi derivanti dalla legge e dalla sua stessa missione; tuttavia non si può non sottolineare il rischio che la quota garantita per investimenti per la produzione di audiovisivi nazionale finisca per creare delle rendite di posizione, e in questo senso le stesse proteste dei produttori sono solo parzialmente giustificate dal momento che ben pochi di loro sono veri e propri produttori di assumersi il rischio di impresa, mentre per la maggior parte sono meri produttori esecutivi.<br>Per quanto riguarda la questione relativa al film «Bella ciao», egli fa presente che il problema della sua concessione ad un'associazione per una proiezione privata si è posto per clausole contrattuali, anche se egli spera di avere per stasera le necessarie autorizzazioni. Diversa è la questione della messa in onda del film. Già il precedente Consiglio di amministrazione aveva ritenuto che il film - si tratta di un'opera molto forte, chiaramente a tesi - non potesse essere trasmesso senza un contraddittorio, e lo stesso direttore di RAI2 Carlo Freccero aveva ritenuto che per la trasmissione del film dovesse essere creato un apposito contesto con una presentazione ed un commento adeguati. <p>Il Presidente Petruccioli ringrazia gli intervenuti e dichiara conclusa l'audizione. <br>La seduta termina alle 16h50. <br>
    2:20 Durata: 22 min 18 sec