30 LUG 2002

Lavori Pubblici: Audizione Tremonti su costituzione Società Infrastrutture

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 48 min

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Audizione del ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti in merito all'attuazione dell'articolo 8 della legge 15 giugno 2002, n.

112 di conversione del decreto-legge 15 aprile 2002, n.

63 recante norme per la costituzione della Società per il finanziamento delle infrastrutture.

Registrazione audio di "Lavori Pubblici: Audizione Tremonti su costituzione Società Infrastrutture", registrato martedì 30 luglio 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 48 minuti.
  • Introduzione del Presidente

    Il Presidente Grillo, dopo aver brevemente ricordato le ragioni dell'audizione e i contenuti del parere espresso dalla Commissione in relazione all'articolo 8 del decreto-legge n. 63 del 2002, dà la parola al ministro Tremonti. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h25<br>Presidenza del Presidente <strong>Massimo Grillo</strong><br>
    0:00 Durata: 1 min 3 sec
  • Relazione iniziale di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e delle Finanze

    Il Ministro ringrazia anzitutto la Commissione per avergli offerto l'opportunità di informare il Parlamento circa lo stato di attuazione dell'articolo 8 richiamato. Fa, in primo luogo, presente che sono in corso contatti con la Banca d'Italia (che sarà soggetto vigilante) e con la Banca centrale europea per la redazione dello statuto della società Infrastrutture S.p.a.. Informa inoltre che, presso la Commissione europea, è in fase avanzata l'esame dei profili della società in relazione alla normativa riguardante il divieto di aiuti dello Stato alle imprese. E' inoltre in fase di definizione il rating della società, che dovrebbe essere il più alto possibile in quanto tale definizione consentirà di arrivare alla stesura del decreto legislativo di attuazione che il Governo intende redigere entro la fine del mese di settembre insieme alla definizione dello statuto.<br>Ricorda inoltre che, più in generale, il modello di riferimento con il quale l'Esecutivo ha proceduto alla costituzione della società Infrastrutture S.p.a. è quello tedesco della società KFW, operante in quel paese dal 1948 e esportato anche in altri paesi dell'Unione, con lo scopo di eliminare il differenziale competitivo negativo che contraddistingue l'Italia rispetto agli altri paesi europei in termini di infrastrutturazione del paese. Il soggetto in questione ha una natura privatistica e opererà, fuori dalla pubblica amministrazione, secondo criteri di economicità e di efficienza e con l'obiettivo del pareggio di bilancio. Sottolinea infine che una discussione concreta e più ampia su questo tema potrà essere svolta in modo più proficuo una volta che la società avrà cominciato ad operare. <br>
    0:01 Durata: 9 min 5 sec
  • Vittorio Pessina (FI)

    Il senatore Pessina chiede di sapere quale sarà, con precisione, l'oggetto della società Infrastrutture S.p.a. dato che il riferimento normativo allo sviluppo del Paese non aiuta a comprendere il tipo di intervento concreto che con questo strumento si intende mettere in campo. Dopo aver ricordato infine i dati concernenti gli investimenti della società tedesca richiamata dal ministro Tremonti, chiede di sapere se anche Infrastrutture S.p.a potrà essere strumento utile al finanziamento della piccola e media impresa. <p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:10 Durata: 3 min 59 sec
  • Aldo Scarabosio (FI)

    Il senatore Scarabosio chiede, a sua volta, di avere chiarimenti in ordine alla concreta operatività di Infrastrutture S.p.a e il rapporto intercorrente tra questo soggetto e la società Patrimonio S.p.a. Dopo aver espresso un giudizio favorevole sulla vigilanza da parte della Banca d'Italia e i rapporti con la Banca europea, ritiene che una maggiore definizione dell'oggetto degli interventi della società potrebbe essere opportuno al fine di tranquillizzare i parlamentari sulle perplessità che erano sorte nel dibattito in sede consultiva del disegno di legge n. 1425. <br>
    0:14 Durata: 2 min 35 sec
  • Salvatore Lauro (FI)

    Il senatore Lauro coglie l'occasione della presenza del Ministro per sapere se lo strumento costituito con l'articolo 8 del decreto-legge n. 63 del 2002 possa essere utilizzato anche al fine di sostenere le imprese turistiche, eventualmente attraverso l'Agenzia per il demanio, che oltre a essere presenti in modo massiccio nel mercato rappresentano una parte importante dell'economia del Paese. <br>
    0:16 Durata: 1 min 22 sec
  • Francesco Chirilli (FI)

    Il senatore Chirilli chiede come possa essere possibile un intervento di tale strumento societario nella infrastrutturazione delle aree depresse del Mezzogiorno d'Italia se possono essere finanziati soltanto investimenti che abbiano una redditività tale da incoraggiare anche l'utilizzo di risorse di natura privata. <br>
    0:18 Durata: 50 sec
  • Angelo Maria Cicolani (FI)

    Il senatore Cicolani sottolinea come la società Infrastrutture S.p.a. possa rivelarsi strategica nell'avvio di un programma di opere infrastrutturali; tuttavia, proprio a tale riguardo, appare necessario definire quale potrà essere il peso di tale società in un'operazione così vasta e complessa come quella delle grandi opere pubbliche. In termini economici chiede poi di sapere quale potrà essere l'apporto di risorse in questo settore e se sia in discussione la possibilità di utilizzo dei depositi postali. Poiché Infrastrutture S.p.a ha una funzione pubblica anche se si tratterà di un soggetto privato chiede di sapere come essa potrà operare posto che la costruzione di infrastrutture non può sempre essere valutata in termini di economicità della singola opera ma in termini di apporto qualitativo al sistema generale delle opere infrastrutturali. <br>
    0:18 Durata: 4 min 17 sec
  • Paolo Brutti (DS-U)

    Il senatore Paolo Brutti, dopo aver ringraziato il Ministro per la sua presenza in Commissione, sottolinea che l'audizione sarebbe forse stata più utile durante l'esame del decreto-legge n. 63; tuttavia giudica positivamente che in sede comunitaria, in materia di aiuti di Stato alle imprese, vi sia un dibattito che può non essere negativo su un soggetto che si configura come un istituto di credito speciale. Chiede di sapere, tuttavia, perché l'Esecutivo abbia ritenuto di dover rendere così ampio il campo di azione della società. Infatti, anche la società tedesca KFW, pur intervenendo in molti settori, ha comunque un'attività di tipo prevalente rispetto al ventaglio delle sue possibilità. E questa è una preoccupazione diffusa in tutti i commissari sia di maggioranza che di opposizione, come risulta anche dagli interventi. Ad una lettura del testo dell'articolo 8, tuttavia, sembra di trovarsi di fronte ad una rivisitazione del sistema delle partecipazioni statali ed è presumibile che gli inconvenienti potrebbero essere gli stessi di un modello appena dismesso. Richiama quindi alcuni dei passaggi dell'intervento effettuato dai vertici della Corte dei conti nell'audizione presso la Camera dei deputati in fase di esame del decreto-legge n. 63 e chiede al Ministro di sapere quali sono le ragioni che inducono l'Esecutivo a sottrarre dal bilancio dello Stato un così vasto movimento di risorse pubbliche. Inoltre, poiché alla società Infrastrutture S.p.a sarà trasferito una parte del patrimonio della società Patrimonio S.p.a. e poiché la prima società potrà costituire con soggetti privati nuove società che operino nel campo degli investimenti, e quindi con un rischio tipico dell'impresa privata, chiede di sapere se la struttura statale sarà poi in grado di controllare concretamente i costi di tutta l'operazione per il bilancio dello Stato. La questione è aperta e su tale aspetto appare non ulteriormente rinviabile un chiarimento da parte dell'Esecutivo. Infine, chiede di sapere quali siano le ragioni della trasformazione dell'Anas in società per azioni dal momento che tale questo ente non ha introiti ma soltanto spese. <br>
    0:23 Durata: 10 min 39 sec
  • Anna Donati (Verdi-U)

    La senatrice Donati, dopo aver a sua volta ringraziato il Ministro per la sua disponibilità ad intervenire in Commissione, richiama ancora una volta la problematica relativa al passaggio del patrimonio indisponibile dello Stato alla Patrimonio S.p.a. Su questo tema, infatti, non c'è stato nessun chiarimento e non sembra che vi sia alcuna intenzione da parte del Governo di dare precise risposte al Presidente della Repubblica che, all'epoca dell'emanazione del decreto-legge n. 63 aveva rilevato la questione in una lettera al Presidente del Consiglio e rispetto alla quale il Governo aveva dichiarato che si sarebbe intervenuti in via amministrativa. Non risulta invece che sia stata assunta una qualche iniziativa al riguardo. L'ulteriore preoccupazione è data dal fatto che una parte di questo patrimonio potrebbe diventare anche il capitale sociale della società Infrastrutture S.p.a che, come è già stato ricordato, potrà effettuare interventi di mercato insieme a soggetti privati e con i rischi connessi, appunto, ad operazioni di questa natura. Chiede pertanto di sapere come si intenda tutelare il patrimonio indisponibile. Riguardo poi alle funzioni della società Infrastrutture S.p.a. chiede di sapere qual è la ragione per cui l'ambito di operatività di questa struttura dovrebbe essere più vasto di quello relativo alla legge n. 443 del 2001 dal momento che già la legge obiettivo ha un ambito assai vasto di applicazione, che va dalle grandi opere infrastrutturali, al settore dell'energia, a quello produttivo e delle comunicazioni. Peraltro, poiché essa interverrà nel sostegno di opere suscettibili di valutazione economica e tariffaria ciò escluderà una serie piuttosto ampia di interventi anche di natura infrastrutturale. Non è pertanto chiaro quale sostegno essa possa concretamente rappresentare per quella parte del Paese dove l'intervento privato è piuttosto difficile da immaginare. Chiede infine di sapere quali siano le priorità e i criteri per definire le opere che con questo strumento si vogliono sostenere, anche attraverso garanzie oltre che con finanziamenti. <br>
    0:33 Durata: 11 min 5 sec
  • Mauro Fabris (Misto-Udeur)

    Il senatore Fabris ritiene che quella di Infrastrutture S.p.a sia stata un'idea brillante al fine di rendere più credibili le promesse fatte dal Presidente del Consiglio in note trasmissioni televisive durante la campagna elettorale. Peraltro, lo strumento è interessante e nella geografia del Paese mancava una società di questa natura. Tuttavia, si rendono necessari dei chiarimenti affinché uno strumento di per sé innovativo e positivo per l'economia del Paese possa essere utilizzato in modo dannoso per il bilancio dello Stato e a questo proposito richiama ancora una volta l'audizione svolta dai vertici della Corte dei conti presso la Camera dei deputati proprio a questo riguardo. Chiede cioè di sapere che cosa si intenda fare affinché non vi sia una opacità delle procedure che precludono controlli efficaci e se il Governo ha valutato i rischi, per il bilancio dello Stato, di operare con società che devono totalmente assumersi il rischio di mercato nell'effettuazione di determinati investimenti. A questo riguardo richiama le dichiarazioni recentemente rilasciate da un ex Ministro come Cirino Pomicino che ha sottolineato quali potrebbero essere i danni per il bilancio dello Stato derivanti da un cattivo utilizzo di uno strumento come Infrastrutture S.p.a . Sottolinea poi di avere la precisa sensazione di un centralismo di ritorno che mal si concilia con le vocazioni federaliste più volte manifestate dal ministro Tremonti, dal momento che la programmazione sugli interventi non può che avvenire in una sede centrale e in un modo molto verticistico. Riguardo poi ai temi del cofinanziamento chiede se vi sia un limite di impegno per quelli concessi dalla Cassa depositi e prestiti. Infine, in merito al problema delle garanzie da più parti richiamato chiede di sapere quali saranno i criteri di valutazione dei beni. <br>
    0:44 Durata: 9 min 25 sec
  • Oratore non annunciato - Presidente

    Il Presidente Grillo dopo aver sottolineato la consapevolezza di tutti i membri della Commissione circa l'importanza degli strumenti costituiti con il decreto-legge n. 63 del 2002 ed in particolare con l'articolo 8, ricorda che il dibattito politico si è fin qui svolto attorno ad un problema centrale: come reperire risorse al fine di colmare il gap infrastrutturale del Paese. A questo riguardo ricorda che con la riforma della legge n. 109 del 1994, la cosiddetta legge Merloni, recentemente varata dal Parlamento, si è riformata anche la finanza di progetto che rappresenta un elemento di snodo anche per il Ministero dell'economia. Infatti, nelle nuove norme è previsto un intervento diretto delle banche come socio di finanziamento a breve e medio termine. L'osservazione vale a certificare che la Commissione si è posta il problema di un proficuo utilizzo delle potenzialità del sistema bancario e le nuove norme hanno proprio lo scopo di provocare una reazione del sistema. Chiede pertanto di sapere come, all'interno del meccanismo descritto, la società Infrastrutture S.p.a potrà interagire. Dichiara quindi di prendere atto che si tratta di un soggetto che opera fuori della pubblica amministrazione e con criteri di efficienza ed economicità. Appare tuttavia necessario definire quali tipi di intervento possa effettuare e in quali zone del Paese. A questo riguardo appare infatti difficile una sua operatività, per esempio, nelle aree depresse. Richiama infine il problema delle garanzie concesse dallo Stato: chiede di sapere per quali tipi di operazione si rendono necessarie e se è vero che il nuovo soggetto può intervenire solo in operazioni che abbiano un carattere di redditività; chiede di sapere, infine, quale sia la necessità di concedere garanzie. In conclusione appare indispensabile comprendere il percorso che l'Esecutivo intende effettuare, illustrando con chiarezza gli obiettivi al fine di fugare ombre e preoccupazioni che accompagnano la nascita di questa nuova società. <br>
    0:54 Durata: 11 min 28 sec
  • Giuseppe Menardi (AN)

    Il senatore Menardi chiede di sapere quali siano le intenzioni del Governo circa la costruzione di opere non remunerative in regioni che invece hanno necessità di nuove infrastrutture. Esprime pertanto qualche perplessità al limite operativo della nuova società che auspica non rappresenti una nuova edizione dell'Iri. <br>
    1:05 Durata: 2 min 17 sec
  • Replica di Giulio Tremonti

    Il ministro Tremonti, dopo aver ringraziato ancora una volta la Commissione per aver offerto al Governo una sede nella quale spiegare alcune delle opzioni fondamentali del suo programma, fa presente che anche il suo Dicastero ha partecipato alla stesura della legge n. 443 del 2001 e pertanto ben conosce l'importanza di dare avvio ad un programma di grandi opere. A questo riguardo sottolinea tuttavia che quella legge è stata varata non tanto perché mancano risorse finanziarie per dare l'avvio a questo programma ma piuttosto perché il Paese soffre di un eccesso di legislazione, in questo settore, che rappresenta un grave limite del sistema. Fa quindi presente che il rapporto tra la società Patrimonio S.p.a e la società Infrastrutture S.p.a. non è un tema particolarmente rilevante, mentre ritiene necessario sottolineare che quest'ultimo strumento, lungi dal rappresentare una "trovata" del Ministro dell'economia è piuttosto l'importazione di un modello già sperimentato con successo in paesi come la Germania che già da moltissimi anni interviene, fuori dalla contabilità statale, mediante appunto KFW a sostenere opere di natura infrastrutturale e la piccola e media impresa. Nulla pertanto è stato inventato e molto invece è stato copiato dal modello tedesco proprio al fine di sfruttare con successo un modello e una prassi che peraltro non hanno incontrato sanzioni da parte della Comunità europea: si è voluto in definitiva sfruttare la forza del precedente. Non è un caso, inoltre, che sulla società Infrastrutture S.p.a si sia concentrato l'interesse dei comuni. Riguardo alle funzioni della nuova società fa presente che si tratta di uno strumento aggiuntivo rispetto a quelli esistenti. Essa infatti sarà utilizzata per il reperimento di risorse addizionali rispetto ai trasferimenti dello Stato e al credito bancario. Si configura cioè come un modello di partenariato pubblico-privato secondo una definizione squisitamente europea.<br>Ricorda quindi che finora, lo Stato, per finanziare le opere pubbliche è ricorso all'indebitamento; in Europa, invece, alcune cose sono state sottratte al finanziamento del debito pubblico attraverso appunto strumenti come Infrastrutture S.p.a. L'operazione, peraltro, consente di liberare risorse del bilancio pubblico che possono andare a finanziare opere non redditizie. Il problema italiano attuale, infatti, è che tutte le opere sono a carico del bilancio dello Stato. Quanto ai problemi di trasparenza da più parti richiamati, fa presente che vi saranno tutti i controlli necessari, come ad esempio quello della Banca d'Italia, e che comunque il mercato rappresenterà il banco di prova più importante in quanto uno strumento come Infrastrutture S.pa. può funzionare soltanto se si sottoporrà alle regole di mercato. Il complesso di questi strumenti offre pertanto tutte le garanzie richieste e la necessaria trasparenza. Riguardo poi al problema del patrimonio pubblico, più volte richiamato sia nel dibattito parlamentare che in quello giornalistico, sottolinea come non vi sia alcun problema di coinvolgimento in operazioni a rischio dei beni artistici del Paese che sono, per loro natura, fuori dall'ambito del decreto-legge n. 63. Inoltre, ritiene che la lettera di risposta del Presidente del Consiglio al Presidente della Repubblica sulla questione sia stata da quest'ultimo considerata sufficiente a fugare le preoccupazione sorte in un primo momento. Anche in relazione all'oggetto sociale di Infrastrutture S.p.a. il Governo si è ispirato al modello tedesco che è molto diverso dall'Iri. La società infatti opererà con un conto economico, sul mercato e dovrà raggiungere un equilibrio di bilancio. Un eventuale squilibrio avrebbe infatti immediati riflessi sul mercato azionario. Il Governo, peraltro, è molto ottimista sul rating della nuova società e anzi non si è mai trovata una spiegazione sul perché questo strumento non sia stato adottato anche dai Governi precedenti. Tornando quindi agli obiettivi della società sottolinea, come allo stato attuale, non sia possibile fornire una precisa lista di interventi operativi, anche se si può dire sin da ora che gli obiettivi sono fondamentalmente quelli del settore infrastrutturale, mentre, per quello turistico si tratterà di valutare possibili interventi sempre all'interno del programma di grandi opere. Riguardo alle aree depresse, ribadisce poi che Infrastrutture S.p.a. servirà fondamentalmente a liberare risorse dello Stato da investire in queste zone.<br>Rispondendo quindi al senatore Cicolani ritiene che la società possa funzionare anche come motore di tipo culturale per diffondere conoscenze e know how. La questione riguardante i depositi postali non è invece al momento stata presa in esame, si pensa piuttosto al classamento di titoli sul mercato e a questo fine perciò è importantissima la definizione di rating. Come già detto, la società non dovrebbe ricadere nella normativa che vieta aiuti di Stato alle imprese dal momento che anche la società KFW non ha mai avuto problemi sotto questo profilo e non sarebbe pensabile un diverso trattamento per uno strumento analogo. Certamente la forma della società è privata ma la missione rimane pubblica e quindi lo strumento ha una voluta natura di ibrido. Ribadisce quindi che gli obiettivi della Società sono quelli di natura infrastrutturale e che per essa è prevista una espansione e una crescita economica progressive anche se nell'immediato non può essere collocata tra i giganti di questo settore. Rispondendo al senatore Paolo Brutti, riguardo alla questione dell'ANAS e della sua privatizzazione sottolinea che il Governo giudica sbagliata l'ottica secondo la quale tale soggetto non avrebbe proventi. Ritiene in ogni caso che la disciplina di bilancio a cui l'ente sarà sottoposto costituisca già di per sé un valore. Infine, sempre riguardo ai compiti della nuova società Infrastrutture S.p.a. ritiene che la legge obiettivo, ovvero la legge n. 443 del 2001, non possa esaurire tutti i possibili campi di intervento in quanto tale legge è riferita anche ad opere non economicamente convenienti e comunque di prevalente profilo pubblico. Rassicura infine il presidente Grillo che la società si atterrà alla massima correttezza contabile e in merito alla più volte richiamata audizione dei vertici della Corte dei conti alla Camera dei deputati sottolinea che nessun vulnus all'impianto contabile del Paese potrà essere apportato da questo strumento. Infatti, vi sono sufficienti controlli pubblici e di mercato che ne garantiranno la trasparenza di operato e di contabilità.<p>Il Presidente Grillo, dopo aver ringraziato il ministro Tremonti, dichiara conclusa l'audizione.<br>La seduta termina alle 16h20. <p>
    1:08 Durata: 40 min 3 sec