18 SET 2002

Vigilanza Rai: Audizione del Presidente e del Direttore generale della RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 46 min

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Esame di un provvedimento in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti, informazione e tribune della concessionaria del servizio radiotelevisivo, ai sensi della legge 22 febbraio 2000, n.

28 relativo alla campagna elettorale per le elezioni suppletive nel collegio senatoriale Toscana 10 (Pisa) - Audizione del Presidente e del Direttore generale della RAI .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione del Presidente e del Direttore generale della RAI", registrato mercoledì 18 settembre 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 46 minuti.
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli, in qualità di relatore, illustra il testo che si compone di 12 articoli, e sul quale, a norma dell'articolo 4 della legge n. 28 del 2000, è stata consultata l'Autorità garante per le comunicazioni.<br>Il Presidente rinvia quindi il seguito della discussione al termine della seduta. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 14h10<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br>
    0:00 Durata: 1 min 50 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli fa presente in primo luogo che la presente audizione è stata deliberata dall'Ufficio di Presidenza con riferimento al problema della collocazione in palinsesto di una trasmissione di Michele Santoro. <br>Evidentemente si può implicitamente ritenere che i dirigenti della RAI siano chiamati anche a dare chiarimenti sulle recentissime polemiche che riguardano la collocazione di Enzo Biagi. In considerazione anche dell'opportunità di terminare l'audizione entro le ore 16, il presidente invita quindi i componenti della Commissione a limitare il loro intervento allo stretto oggetto dell'audizione, fermo restando che l'Ufficio di Presidenza ha già ritenuto di dover prevedere a breve altre audizioni dei vertici della RAI.<br>Il presidente Petruccioli ricorda quindi che la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi si era per la prima volta occupata di Biagi e Santoro in occasione delle note dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio nel corso di una conferenza stampa in Bulgaria, quando auspicò l'allontanamento dei due giornalisti dalla RAI.<br>In quella occasione, egli ricorda, il presidente Baldassarre rivendicò l'indipendenza dell'azienda, e preannunciò la imminente conclusione di un accordo con Enzo Biagi per una sua idonea collocazione in palinsesto, e che lo stesso sarebbe poi avvenuto per Michele Santoro.<br>Il direttore generale Saccà si associò a tali dichiarazioni pur rilevando che da parte di Michele Santoro vi erano stati alcuni comportamenti censurabili sotto il profilo disciplinare.<br>Tali assicurazioni furono ribadite nell'audizione che si era tenuta a seguito delle polemiche che avevano accompagnato la presentazione dei palinsesti della RAI a Cannes; in quella occasione il Presidente ed il Direttore generale assicurarono che in autunno sarebbe partita la nuova trasmissione di Enzo Biagi, e parlarono di alcune offerte alternative che erano state fatte a Michele Santoro, dal quale aspettavano una risposta.<br>Le polemiche di questi giorni, ultima fra le quali l'intervista rilasciata da Biagi nella quale egli afferma che il suo contratto con la RAI non è stato rinnovato, hanno determinato l'Ufficio di Presidenza a chiedere alla dirigenza della RAI una parola definitiva che chiarisca la conclusione di questa vicenda. In proposito il presidente Petruccioli rivela l'opportunità di una comunicazione più continua e completa tra questa Commissione e l'azienda, rilevando ad esempio come i vertici della RAI non si siano ancora confrontati con la Commissione un tema che pure è all'ordine del giorno da mesi come quello del decentramento delle attività aziendali, e sul quale non sembra vi sia una strategia ufficiale del Consiglio di amministrazione, ma solo una serie di dichiarazioni estemporanee come quella fatta dal presidente Baldassare a Palermo circa la creazione in quella città di un quinto centro di produzione, dichiarazione che sembra smentire quelle circolate negli scorsi mesi circa un rafforzamento dell'attività dei centri di produzione del Nord. <br>
    0:01 Durata: 17 min 9 sec
  • Relazione iniziale di Antonio Baldassarre, Presidente della Rai

    Il presidente Baldassarre rivendica in primo luogo un atteggiamento estremamente collaborativo tenuto dal Consiglio di amministrazione nei confronti della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. <br>In riferimento alla questione sollevata da ultimo dal presidente Petruccioli egli osserva che le dichiarazioni da lui rilasciate a Palermo costituivano semplicemente l'esternazione di un suo pensiero, ancora da formulare in termini di proposta da sottoporre al Consiglio di amministrazione, che si ricollegava al rafforzamento, deciso in sede europea, delle trasmissioni di RaiMed, l'unica televisione europea che attualmente trasmetta in arabo, e alla collocazione di suoi prodotti in internet.<br>Per quanto riguarda le questioni che sono più specificamente oggetto dell'audizione, egli ricorda che già in occasione di una precedente audizione aveva dichiarato che la RAI non intendeva in nessun modo rinunciare alla collaborazione di un valente giornalista come Michele Santoro, e che pertanto era stata proposta a quest'ultimo la scelta tra continuare a condurre un programma di informazione politica - sottomettendosi però a regole precise per quanto riguarda il rispetto del pluralismo, in modo da evitare che potessero ripetersi censure da parte dell'Autorità garante per le comunicazioni - ovvero condurre un programma di divulgazione e di attualità.<br>Dopo che Michele Santoro aveva deciso di non accogliere la seconda opzione, il Consiglio di amministrazione si è riunito per valutare una mozione proposta dai consiglieri Zanda Loy e Donzelli, con la quale si richiedeva che fosse garantita per il prossimo anno la trasmissione del programma «Sciuscià» in prima serata. La maggioranza del Consiglio ha però bocciato questa richiesta aderendo alla tesi del Presidente, secondo la quale essa è inammissibile in quanto viola la piena autonomia riconosciuta dalla legge e dal contratto ai direttori di rete, non diversamente da quanto avviene per i direttori di testata. La Direzione generale della RAI si è peraltro preoccupata di trovare un'adeguata collocazione giornalistica a Santoro.<br>Premesso che il direttore di RAIDUE ha ritenuto che il mantenimento di «Sciuscià» fosse incompatibile con la nuova linea editoriale della rete e che anche il direttore di RAIUNO non riteneva opportuno collocare nel suo palinsesto un programma di Michele Santoro, vi è stata una disponibilità da parte del direttore di RAITRE, pur ritenendo inopportuna una collocazione in prima serata dal momento che la rete aveva già previsto un programma di informazione affidato al giornalista Floris.Peraltro egli rileva che il direttore di RAITRE ha chiesto, quale condizione per la collocazione in palinsesto di Michele Santoro, un incremento delle risorse economiche della rete, il che è a suo parere assolutamente improponibile, dal momento che qualsiasi rete deve essere in grado di programmare i suoi palinsesti con le risorse disponibili.<br>Per quanto riguarda la questione relativa ad Enzo Biagi, il presidente Baldassarre fa presente di essere rimasto vivamente stupito dalla notizia che il contratto con il giornalista non sarebbe stato rinnovato e di avere chiesto immediatamente spiegazioni al Direttore generale, il quale gli ha fatto presente che c'era stato un ritardo da parte di RAIUNO nella redazione del nuovo contratto che sarebbe stato inviato a Biagi solo oggi. Egli ha comunque già manifestato l'opinione che si tratti di un ritardo grave le cui responsabilità dovranno essere appurate. <br>
    0:18 Durata: 30 min 39 sec
  • Relazione iniziale di Agostino Saccà, Direttore Generale della Rai

    Il dottor Saccà, direttore generale della RAI, nel confermare sostanzialmente le affermazioni del presidente Baldassarre condivide il giudizio sulla gravità del ritardo avvenuto nella redazione del contratto di Enzo Biagi. Tuttavia egli osserva che, se Biagi non avesse ritenuto sostanziale la preventiva firma del nuovo contratto, la sua trasmissione avrebbe potuto essere programmata già da questo autunno, dal momento che il contratto in corso scadrà a dicembre. Il programma offertogli è collocato il venerdì in seconda serata, una allocazione di ottimo ascolto. <br>Il direttore Saccà poi precisa che il rifiuto del direttore Marano di inserire Santoro nel palinsesto della rete è legato ad una precisa scelta editoriale di RAIDUE diretta a privilegiare il pubblico giovanile e lo sport, una scelta che si rende necessaria per invertire la grave crisi degli ascolti che aveva caratterizzato la precedente gestione.<br>Il direttore Saccà fa presente quindi che anche la collocazione di Santoro su RAITRE, al di là del problema dello specifico finanziamento richiesto dal direttore della rete, presenta comunque dei problemi, dal momento che è difficile individuare uno spazio adeguato disponibile nel palinsesto.<br>Si tratta in ogni caso di problemi oggettivi e sarebbe assolutamente ingiusto a suo parere rimproverare alla RAI un atteggiamento di chiusura nei confronti di Santoro nonostante gli atteggiamenti gravemente lesivi del rapporto con l'azienda da questi tenuti.<br>In proposito il dottor Saccà ricorda le censure subite dai programmi di Michele Santoro da parte della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che hanno determinato pesanti oneri per l'azienda, e il procedimento disciplinare tuttora in corso nei confronti del giornalista, situazioni queste di estrema delicatezza alle quali Santoro non ha saputo rispondere che con atteggiamenti ulteriormente conflittuali, che vanno dalla rivendicazione della faziosità come diritto, alla sua esplicita rivendicazione di identità con una parte politica, come è avvenuto in una recente trasmissione a Telelombardia.<br>Il direttore Saccà ritiene che a questa gestione della RAI non possano essere certamente mossi rimproveri dal punto di vista del rispetto del pluralismo, come dimostra la presenza di professionisti del più vario orientamento culturale.<br>Rispondendo ad una domanda del deputato Pecoraro Scanio circa la richiesta, avanzata da alcuni esponenti della maggioranza della Commissione, di visionare preventivamente la puntata del programma «Report» di Milena Gabanelli, prevista per questa settimana e dedicata al ponte sullo stretto di Messina, il direttore Saccà fa presente che proprio una trasmissione come questa - in cui la conduttrice privilegia in maniera chiara una determinata tesi dando però correttamente spazio a tutte le opinioni e mantenendo un atteggiamento di assoluta indipendenza dal potere politico - rappresenta un esempio del pluralismo esistente oggi nell'azienda.<br>Infine il dottor Saccà fa presente che il fatto che non sia stato ancora individuato uno spazio per la collocazione in palinsesto di un programma giornalistico da affidare a Michele Santoro non significhi che questo sia attualmente inattivo: il dottor Santoro gli ha appena chiesto la prescritta autorizzazione per intervistare persone condannate o in attesa di giudizio per gravi reati per il programma «Donne», mentre ha confermato la sua disponibilità a realizzare un documentario storico sulla strage di Portella delle Ginestre, a fronte di una richiesta dello stesso direttore Saccà circa l'utilizzazione di un finanziamento di un miliardo e mezzo di vecchie lire stanziato in bilancio un anno e mezzo fa. <p>Il presidente Petruccioli ricorda che il termine per l'audizione di oggi è stato fissato alle ore 16. Qualora quindi il dibattito non sia chiuso entro quell'ora il seguito della discussione dovrà essere rinviato ad altra seduta. <br>
    0:49 Durata: 24 min 47 sec
  • Antonio Falomi (DS-U) - Presidente

    Il senatore Falomi interviene sull'ordine dei lavori per chiedere una breve sospensione della seduta. Nel corso dell'audizione, infatti, sono state fatte affermazioni molto gravi ed egli ritiene che sarebbe opportuna una breve consultazione fra i commissari dell'opposizione per decidere la posizione da assumere in ordine al proseguimento del dibattito.<p>Il presidente Petruccioli ritiene, che essendo ormai passate le ore 15,30, stante l'orario precedentemente stabilito per la conclusione del dibattito, la richiesta del senatore Falomi può essere accolta semplicemente aggiornando la seduta. <br>Il senatore Ffalomi insiste perché la seduta non venga aggiornata, dal momento che la consultazione dei commissari della Commissione ha ad oggetto proprio l'atteggiamento da assumere nei confronti del proseguimento del dibattito. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari<br>
    1:14 Durata: 3 min 53 sec
  • Alessio Butti (AN)

    Il deputato Butti si esprime contro la proposta del senatore Falomi ritenendo che una sospensione della seduta nei termini richiesti sia del tutto estranea alla prassi della Commissione. In realtà, a suo parere, la richiesta del senatore Falomi dimostra che l'esauriente relazione del professor Baldassarre e del dottor Saccà ha lasciato l'opposizione senza argomenti polemici. <br>
    1:18 Durata: 2 min 11 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri ritiene che l'accoglimento di una richiesta di sospensione del dibattito sia assolutamente conforme alla prassi, e che la gravità delle affermazioni del Presidente e del Direttore generale della RAI giustifichi in pieno l'opportunità di una pausa di riflessione e di consultazione come quella richiesta dal senatore Falomi. A suo parere la sospensione può essere anche limitata a soli cinque minuti, mentre il termine della discussione può essere portato alle 16,30, ora per la quale è previsto l'inizio dei lavori dell'Assemblea del Senato, dal momento che l'Assemblea della Camera dei deputati è convocata per le ore 18. <br>
    1:20 Durata: 1 min 42 sec
  • Presidente - continua

    Il presidente Petruccioli fa presente al deputato Butti come sia prassi comune delle Commissioni quella che il Presidente possa concedere sospensioni su richiesta di un Gruppo, e appare quindi quanto meno eccessivo accusare di irritualità la richiesta del senatore Falomi. Peraltro egli osserva che negli stessi interventi sull'ordine dei lavori è sostanzialmente implicita una valutazione sull'audizione testé svolta, e che non sia quindi necessaria la sospensione richiesta dall'opposizione. <br>
    1:22 Durata: 2 min 56 sec
  • Antonio Falomi (DS-U), sull'ordine dei lavori

    Il senatore Falomi annuncia quindi che i Democratici di Sinistra - preso atto del fatto che dall'audizione emerge la sostanziale volontà dei vertici della RAI di dare esecuzione alla volontà espressa pubblicamente dal Presidente del Consiglio di allontanare Enzo Biagi e Michele Santoro dall'azienda, senza alcun riguardo non solo per l'autonomia della RAI, ma anche per l'interesse dell'azienda stessa a tenere in palinsesto trasmissioni economicamente fruttuose - ritengono di non poter partecipare ad un dibattito che ha ad oggetto argomentazioni evidentemente pretestuose e poco rispettose dell'intelligenza dei parlamentari. I Democratici di Sinistra quindi torneranno a confrontarsi in Commissione sulle questioni relative alla collocazione in azienda di Enzo Biagi e Michele Santoro solo quando la RAI porterà all'attenzione della Commissione decisioni definitive. <br>
    1:25 Durata: 2 min 58 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U), sull'ordine dei lavori

    <br>
    1:28 Durata: 1 min 26 sec
  • Alfonso Pecoraro Scanio (Misto-Verdi-U) - Presidente

    Si associa a nome dei Verdi il deputato Pecorario Scanio il quale ritiene che sia stato un errore non accogliere una richiesta di sospensione che come lo stesso presidente Petruccioli ha ricordato è prassi comune anche nei consigli comunali. <br>In ogni caso è molto grave l'atteggiamento dei vertici della RAI che con argomentazioni dilatorie e chiaramente pretestuose hanno eluso la richiesta, giustamente posta con forza dal Presidente all'inizio della seduta, di risposte chiare e nette.<br>Tutto ciò è indizio di un clima culturale e politico fortemente preoccupante, ulteriormente testimoniato dall'incredibile richiesta avanzata da alcuni componenti di questa Commissione di visionare prima della sua messa in onda la trasmissione di Milena Gabanelli sul progetto di costruzione del ponte di Messina.<br> Va dato atto al direttore generale Saccà di non aver aderito a tale richiesta, essa è tuttavia di per sé testimonianza della grave confusione dei ruoli istituzionali in atto. <br>
    1:29 Durata: 4 min 20 sec
  • Ottaviano Del Turco (Misto-SDI) - Presidente

    Dopo che i commissari del Gruppo dei Democratici di Sinistra ed i deputati Pecorario Scanio e Giordano hanno abbandonato l'Aula, il senatore Del Turco si associa alle argomentazioni da questi svolte osservando che la strage di Portella delle Ginestre coinvolse in qualità di vittime, di denuncianti e di testimoni esponenti dei partiti socialista e comunista, partiti che oggi non esistono più, e si ritenne fosse stata originata da un complotto monarchico-fascista, vale a dire da parte di militanti di partiti che oggi non esistono più, nel quale erano stati coinvolti esponenti della Democrazia cristiana, un partito che oggi non esiste più: sembra cioè che a Michele Santoro sia consentito nel nuovo clima politico parlare di esponenti politici e di partiti solo quando questi non esistono più. <br>Il senatore Del Turco fa presente di non aver mai amato lo stile e la tecnica giornalistica di Michele Santoro ma di avere sempre potuto liberamente esprimere il suo dissenso attraverso l'uso del telecomando; egli ritiene quindi molto preoccupante che nel presente clima politico si punti a ridurre il pluralismo all'interno dell'azienda e a comprimere il diritto dei telespettatori ad effettuare liberamente le proprie scelte. <br>
    1:33 Durata: 4 min 44 sec
  • Alessio Butti (AN)

    Dopo che il senatore Del Turco ed il senatore Betta hanno abbandonato l'Aula, il deputato Butti interviene osservando che le relazioni del presidente Baldassarre e del direttore generale Saccà sono state così esaurienti da prevenire molte delle domande che egli avrebbe voluto porre. <br>Nel dare atto alla dirigenza della RAI di aver allontanato con il suo corretto comportamento anche il sospetto di volersi fare strumento di una volontà di epurazione, egli ritiene però che il problema vero risieda nella presenza in RAI di giornalisti di sinistra che rivendicano un diritto alla faziosità, problema che è invece assente a destra. Ne siano conferma le recenti incredibili dichiarazioni di Santoro a Telemilano e la sua partecipazione non solo a iniziative quali la manifestazione dello scorso 14 settembre, ma anche a convegni e feste di partiti del centro-sinistra, della sinistra democratica e di quella più estrema.<br> A suo parere quindi risulta del tutto ingiustificata la preoccupazione di chi vede minacciata la libertà di espressione in Italia dal semplice fatto che un giornalista come Michele Santoro, oltretutto retribuito in misura ingiustificabile, sia assente dal palinsesto per una o due stagioni. <br>Il seguito del dibattito è rinviato. <p>La seduta termina alle 15h50. <br>
    1:38 Durata: 8 min 12 sec